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Spiritualità del Mondo di Vincenzo Tartaglia

Spiritualità del Mondo Massoneria teosofica. Simbolismo, Sacralità, Esoterismo, Reminiscenza, Profanità.
di Vincenzo Tartaglia   indice articoli

 

Rapporto dei Liberi Muratori con il Sole iniziatico, Grande Architetto e Creatore

- Settembre 2017

 

Il Sole dell’Iniziazione risorge ed illumina la Libera Muratoria quando i Fratelli, superando il raziocinio, sviluppano le divine capacità che accendono l’Intuizione e l’Immaginazione: allora infatti risplende in essi la Luce “intorno a noi” (Compasso), la Scienza Muratoria che libera le anime dalla morte e le riavvicina al Grande Architetto, nostro Sole spirituale.
Quando dunque un Massone tramite l’Iniziazione acquista i divini caratteri della Luce, allora riporta quaggiù il Sole di Saggezza e d’Amore che i leggendari Compagni, traditori di Hiram, avevano oscurato. Lungo il cammino iniziatico il Massone dovrà quindi a tal punto perfezionare la sua Figura “solare”, il suo Spirito, da poter alla fine identificarsi con il Sole stesso: verso il termine dell’Iniziazione di Entrata infatti, il Candidato ed il Venerabile si abbracciano e ricostituiscono idealmente l’Unità.
In tal modo quel neofita “ritualmente” rinasce, ed è iniziato ai Misteri dell’universo. Rinascerà realmente se saprà trasformarsi interiormente, nell’anima e nello Spirito: appunto questa nuova alba segnerà il risplendere del Sole iniziatico, in lui.
Il degno Massone può quindi essere visto come l’immagine umana, l’incarnazione del Grande Architetto e, secondo la leggenda, dello Spirito di Hiram.
Dunque al Fratello incapace di ricevere l’Illuminazione, il Sole rimane oscuro ed invisibile: tale oscurità è la sua ignoranza. Questa a sua volta adombrerà per un determinato tempo la Massoneria così come una vagante e minacciosa nuvola, coprendo il sole nel cielo, porta ombra e freddo su una parte della Terra. Ritualmente il Sole massonico risplende massimamente a Mezzogiorno in punto, e all’Apertura dei Lavori nella Camera di Maestro: a quell’ora simbolica la Scienza Muratoria è esente da impurità e ombreggiature, conserva quindi veridicità e perfezione; quanto ai Maestri, si avvalgono di tutte le spirituali facoltà d’intendimento per accogliere degnamente la divina Scienza.
Raggiunto però l’apice dello splendore, il Sole massonico non può che iniziare a indebolirsi ed oscurarsi: al pari di ogni altra Conoscenza infatti, la Scienza Muratoria non può andare oltre le sue enunciazioni e la sua spiritualità, così come al sole astronomico non è dato brillare ed attivarsi oltre le potenzialità concesse dall’Armonia. Dico che anche il Grande Architetto sottostà alla legge universale secondo la quale, per poter salire, ogni creatura deve scendere. E’ lo stesso che affermare: gli umili saranno premiati. Oppure: se ti oscurerai, avrai più Luce…
Il Sole massonico è relativamente perfetto. Non è il SOLE divino: per elevarsi nella perfezione deve pertanto oscurarsi, degradarsi. Al primo oscuramento, la Scienza Muratoria passa dal mondo del Sole (Spirito: Camera di Maestro) al mondo della Luna (Anima: Camera di Compagno); in una fase successiva, essa, ulteriormente oscurandosi e indebolendosi, deformandosi irriconoscibilmente, scende sulla Terra (tenebrosa Camera di Apprendista). Sicché la Scienza Muratoria appare fondamentalmente trina: solare, lunare, terrestre.
Quella solare si rivela direttamente e senza velami allo spirito dei Maestri Muratori, i quali infatti, affini alla Luce, sono in grado di sopportarne l’incorporeo Splendore. La Scienza Muratoria lunare inizia invece ad oscurarsi; diventa esoterica. Dunque si nasconde sotto simboli figurati che definirei “crepuscolari” in quanto collocabili tra luce e tenebre, conoscenza e ignoranza. Sono raffigurazioni simboliche ben confacenti alla natura animica del Compagno, e che hanno connotazioni artistiche, geometriche, matematiche, allegoriche, tutte molto eloquenti, le quali però non rivelano direttamente e senza ombreggiature il Sole iniziatico ma lo mostrano di lato, a 90°. Per vederlo, il Compagno deve (metaforicamente) sviluppare un occhio laterale che guardi nella giusta direzione.
… secondo gli ammaestramenti velati, di fronte al Sole l’Apprendista è privo di occhi; il Compagno ne ha due laterali, uno rivolto alla Luce e l’altro all’oscurità; il Maestro vede il Sole con il terzo Occhio spirituale, che sintetizza e armonizza le visioni opposte dei due occhi. Come l’Apprendista, il Venerabile è senza occhi: l’Apprendista non vede poiché è nel buio; il Venerabile non vede, per eccesso di Luce!... Gli estremi si toccano: siamo tutti Illuminati, o tutti nel Buio?
La Scienza Muratoria terrena è come immersa nella notte. E’ fredda, solidificata, irrigidita, apparentemente senza vita. In verità, assomiglia ad una pietra profondamente dormente; è suscettibile di assumere ogni forma: può apparire in un modo, e imprevedibilmente all’inverso… Troviamo questa Scienza nascosta nella terra, nell’acqua, nell’aria, nel fuoco: ogni Fratello la percepisce secondo l’affinità precipua dell’anima, con un determinato elemento. Sulla Terra il Sole c’è, ma non appare: alla sua conoscenza sono tuttavia avviati gli eletti, gli spiritualisti che scrutano nelle profondo oscuro delle cose e le spogliano della materialità, nella convinzione che nel buio vedranno apparire il Sole del Vero.
Come dunque dispiegano la loro attività rivelatrice ed illuminante, i Maestri Liberi Muratori che custodiscono i Misteri del Sole, della Scienza Muratoria? Riversando la loro Sapienza sul Fratello, nella cui anima il Sole è dormente ma sul punto di svegliarsi. Tale risveglio iniziatico è possibile in quanto la Scienza Muratoria ha in sé energia vitale, quindi accende e alimenta la vita in chi la riceve. Dunque i Maestri iniziatori non portano la Luce dal di fuori, nell’iniziando, ma si limitano (diciamo così) a risvegliare in lui la fonte stessa della Luce: il Sole addormentato nell’Eternità. Attraverso questo risveglio il Sole prende a brillare, e lentamente conduce l’iniziando dall’ignoranza (Mezzanotte) all’alba della divina Conoscenza e di una nuova vita.

 

I Lavori nella Camera di Apprendista sono in un certo senso notturni, poiché l’Apprendista non sopporta la Luce ed è massonicamente non vedente. Quindi i Maestri, esercitando la funzione loro assegnata dal Grado e adattandosi all’infelice condizione dell’Apprendista, lo risveglieranno e illumineranno con l’adeguata prudenza, inviando sopportabili scintille della loro Sapienza nella sua anima tenebrosa. Come infatti la Terra dorme (morte temporanea) nella notte aspettando il nuovo sole, così l’Apprendista, massonicamente addormentato, attende il Sole che lo risveglierà nello Spirito.
Quanto appena descritto evoca la condizione del leggendario Hiram il quale, ucciso, sotterrato e lasciato nel buio, e dopo essere scomparso alla vista, viene infine ritrovato e ricondotto nella luminosa Reggia di Salomone per gustare l’Eternità.
Il significato esoterico di questa allegoria illumina gli eletti circa l’illusorietà della morte: infatti il sole astronomico, dopo la notte, riprende posto nel cielo avendo in se stesso l’energia per rigenerarsi; similmente lo Spirito umano (l’Ego: il Sole nell’io) si rigenera, e rientra nella Reggia dell’Immortalità. Possiamo dire che il tramonto è l’agonia del sole; ma poiché i tramonti sono innumerevoli, deduciamo che simile agonia non porta morte e che dunque il sole alternativamente agonizza e riprende vita, anzi si addormenta e si risveglia.
Scomparendo nella notte e riapparendo all’alba al pari del sole, il Sole massonico mostra la temporaneità sia della conoscenza sia dell’ignoranza. Se infatti il termine luce è da riferirsi alla conoscenza, dobbiamo a ragione intendere l’ignoranza come un “oscuramento”, precisamente come la mancanza di Luce nell’anima. Non è tutto. Siccome la luce fa apparire la vita materiale (come la Luce massonica quella spirituale), dobbiamo ancora associare al giorno, alla luce e alla conoscenza anche la vita. Dunque: giorno, luce, conoscenza e vita materiale; notte, buio, ignoranza e morte nell’anima.
Se allora la notte precede l’alba, perché l’ignoranza non potrebbe precedere la Conoscenza? Perché alla morte non potrebbe seguire una nuova vita?
Stando in questo modo le cose, non alla morte dobbiamo credere ma alle innumerevoli agonie, agli oscuramenti e ai sonni periodici dell’Ego immortale: la morte non è fine; la nascita non è inizio.
Il sinonimo eccellente dei termini morte e nascita, è: mutazione. In verità, la morte cambia chi muore e chi sopravvive. All’uomo comune essa insegna a non temerla: l’abbondanza dei defunti finisce infatti col rendere meno temibile il morire! Invece il Maestro Muratore (Iniziato), che ha vissuto tale evento seppure ritualmente e sotto forme allegoriche, ama la morte per se stessa: sa che lo Spirito umano ritroverà nell’oltretomba le divine entità con le quali collaborò prima di scendere sulla Terra. In forma diversa la collaborazione continuerebbe invero anche durante questa esistenza se i Lavori, soprattutto nella Camera di Maestro, illuminassero ed elevassero le anime.
Secondo il Rituale infatti, in questa Camera i Maestri (Spiriti) entrano in comunione con le entità ultraterrene, e con lo Spirito stesso del Grande Architetto, Sole e Modello al quale il Libero Muratore verace deve e vuole assomigliare. Elevandosi ed illuminandosi, il Fratello conosce il Grande Architetto e Ne assume progressivamente la Figura; come del resto ci viene trasmesso dalla Saggezza di ogni tempo, si diventa interiormente simili a ciò che si conosce. Per assomigliare al Sole massonico, espressione di Luce e Fuoco eterni e reali, occorre conoscere la parte invisibile dell’illusorio sole astronomico: chi conosce il sole, ad esso si conforma. Ma tale non è la conoscenza intesa massonicamente, quella cioè che guarda all’essenziale e al reale, ossia al vero Sole.
Questo è invero nascosto nel sole, così come nel corpo umano è nascosto lo spirito: sicché l’uomo deve conoscere il suo spirito partendo dal corpo, di cui non può privarsi finché resta sulla Terra; similmente il Fratello deve conoscere il Sole, prendendo a riferimento il sole nel cielo. L’uomo non è stato creato ad immagine del sole, ma del Sole. Questa spirituale, divina figura è per così dire scomparsa via via che lo Spirito del Sole (Grande Architetto) è disceso sulla Terra: s’impone quindi ad ogni Fratello di ritrovare l’immagine del Sole, conoscerla ed imitarla…
Assomigliare al Sole significa liberare il sole fisico dalla sua materialità ed assumerne quei caratteri che rendono il Libero Muratore saggio, virtuoso, degno d’essere imitato e ricordato. La dematerializzazione è una disciplina che si addice a coloro che, credendo nell’Invisibile e nell’Incorporeo, considerano le cose sensibili soltanto come simboli, rappresentazioni figurate che non mostrano il Vero ma lo nascondono. Sicché un Fratello è realmente avviato sul cammino iniziatico quando il sole interiore, l’io, comincia a spegnersi e il Sole oscuro (in esso nascosto) comincia a manifestarsi.
Al sole apparente corrisponde, nell’uomo, l’io mortale; al Sole immortale, l’Ego. Con altri termini dico: illuminandosi, l’iniziando Fratello crede sempre meno alla realtà del sole e sempre più a quella del Sole; e sempre più si sente affine allo Spirito che non può toccare, anziché alla materia palpabile!

 

Tutto ciò che di materiale è possibile cogliere nell’uomo lo troviamo nel sole astronomico, corpo visibile del Sole così come il corpo umano lo è dell’io: certamente non appare all’occhio fisico, la spiritualità del sole e del nostro corpo. Si rivela però al Fratello che percorre il cammino iniziatico e scopre l’io in se stesso, e il Sole nel sole. Questo illuminato Fratello, in un certo senso “visionario”, è in grado di percepire direttamente il Sole nel sole, poiché questa nostra stella è il corpo celeste che più si confà ad Esso. Invece il percepire il Sole, nell’uomo fisico, richiede una specie di triangolazione:
nel corpo il Fratello trova anzitutto il “suo” sole personale, l’io terreno adatto alla terrosità del corpo mortale; illuminandosi egli scopre, nell’io stesso, l’Ego divino potenzialmente immortale… Infine scoprirà, nell’Ego, il Sé Superiore, l’Uomo-Spirito. Questo è il Sole dell’Iniziazione a cui anelano, oltremodo vagamente all’inizio, gli iniziandi Fratelli.
Oltre il Sole luminoso (Venerabile) è il SOLE infinitamente oscuro, il Maestro delle Cerimonie.
Cosa allora mostra il sole astronomico all’eletto Fratello capace di dematerializzarlo, e di scoprire in esso gli arcani caratteri del Sole?
Il sole che emerge ed è sovrano nel cielo rivela l’unità, la sublimità, la natura eccellentemente divina del Grande Architetto; nel contempo ammonisce il Fratello sulla necessità di trovare in se stesso equilibrio e stabilità, libertà ed autosufficienza: sicché il sole, così splendente e particolare, così lontano e presente, tramite la forma sua ammirevole e la posizione privilegiata nello spazio vuole incitare gli Iniziati a tenersi al di sopra delle futilità terrene, della mediocrità.
Il calore vitalizzante del sole è indice della generosità e dell’amore del Sole verso le sue creature, da una parte; dall’altra sprona chi percepisce questo calore ad imitarlo, lasciandosi compenetrare dalla forza purificatrice propria del fuoco. Nel Fratello, il calore del sole deve diventare amore per l’Umanità, inclinazione al comune bene, desiderio d’imitare la bontà e i benefattori. Al Libero Muratore, il sole indica le due principali vie per elevarsi alla perfezione e conseguire l’immortalità: la via della Luce, che accende nell’uomo la Sapienza per distinguere il bene dal male; la via del Fuoco, il quale rende simili a sé gli esseri accendendo in essi l’Amore divino.
Trasferite nel Libero Muratore, le proprietà nascoste nel sole astronomico debbono trasformarsi in virtù: la virtù è un castello, costruito sulle macerie dei vizi…
Nello sparire del sole è ravvisabile la volontà del Sole di oscurarsi, per proteggere la Sacra Scienza da coloro che manifestano scetticismo di fronte a ciò che non vedono, e dissacrano ciò che ignorano!
Il Sole che mostra bellezza e perfezione, essenzialità e semplicità nello Spirito, rivive nel sole che splende ed appare magnificamente rotondo nello spazio: e forse non sono splendenti e “solari”, i comportamenti e gli ideali degli Iniziati, “soli” in forma umana? Nel sole che vigila nel cielo cogliamo la capacità del Grande Architetto (e del Fratello che degnamente Lo imita) di assisterci e guidarci; e nell’ammirare la luminosità crescente che invade lo spazio mentre il sole si avvia al culmine, immaginiamo la capacità dello SPIRITO di alimentare se stesso e diffondersi, di riprodursi e creare vita.
Inoltre il lento avanzare del tramonto mostra all’anima l’immagine dell’Amore divino, che rinuncia all’Onnipotenza e al Trono per manifestarsi all’uomo cautamente… in punta di piedi… senza spaurirlo o danneggiarlo!
Nel lento tramonto sarei anzi incline a vedere la volontà apparentemente incomprensibile del Grande Architetto, di lasciarsi desiderare…: in realtà, quanto più scende e ci raggiunge mescolandosi a noi, tanto più si sente amato e mostra umiltà! Sicché il tramonto, inizialmente percepito dagli occhi, si trasferisce nell’anima per trasformarsi in desiderio di Luce e di assistenza. Gli occhi rivelano in effetti la forza e le debolezze di una persona: sorridono e piangono, per manifestare i moti invisibili dell’anima. Chi ama la vita non può non amare il sole, che dà splendore e parola allo sguardo; chi ama lo sguardo, ama l’Artefice che ha creato le cose ammirevoli. L’ammirazione è una preghiera muta, a Chi non vediamo!
Amerai profondamente il tuo simile, quando attraverso i suoi sguardi avvertirai il calore della sua anima: se detesti lo sguardo, come amerai la persona?

 

I Fratelli che attraverso il cammino iniziatico per così dire assorbono i caratteri del Sole spirituale, subiscono una trasformazione tanto profonda da cambiare anche irriconoscibilmente la loro esistenza, e che solamente chi ha seguito il medesimo percorso è in grado di percepire. E questa è in effetti l’Iniziazione: rinascere interiormente, nell’anima e nello spirito, ad ogni mutazione.
E’ come se l’iniziando sparisse, per ricomparire volta a volta interiormente trasformato: tale ricomparsa ha similitudine con il tornare dell’Ego (immortale) dall’oltretomba, sulla Terra, ma come “persona” diversa sotto determinati mutevoli aspetti. Infatti così è, dato che all’evento della morte nulla finisce del vivente e nulla si ferma; anzi l’anima e lo spirito continuano a lavorare, produrre ed evolvere al fine di reincarnarsi al momento dovuto e perfezionare la “costruzione” intrapresa, la vita precedentemente interrotta.
Che la si intenda come passaggio, purificazione, fine, o come la si voglia intendere, la morte è illusione: reale è la VITA infinita (NOTTE MADRE), la massonica OSCURITA’ che precede l’Apertura dei Lavori e il manifestarsi della Luce nel Tempio.

 

Nessuna cosa osservata ci lascia indifferenti; ancor meno quelle che desideriamo conoscere, e vorremmo in qualche modo portare addirittura entro di noi. E’ ciò che chiamiamo “interiorizzazione”, grazie alla quale il mondo circostante entra non fisicamente (illusoriamente) nell’anima umana, bensì in essenza e verità. Appunto per questo, la trasformazione iniziatica è invisibile: il che tuttavia non implica, che gli interiori mutamenti debbano essere impercettibili! Tramite infatti comportamenti virtuosi (e senza rinunciare alla discrezione), il Fratello che assume i caratteri positivi del Sole non tarderà a mostrare l’interiore acquisita luminosità. E’ come dire: non vediamo i sentimenti e i pensieri, ma apprezziamo e gustiamo le buone azioni!

 

Tramite la Conoscenza iniziatica il Libero Muratore diventa (e si sente sempre più) figlio del Sole, nell’anima e nello spirito; ma anche nel corpo, che il sole astronomico fornisce all’uomo per mezzo della Terra. Ovviamente nel nostro universo, sottoposto alla dualità, ciò che ereditiamo dalla conoscenza ha valenza sia negativa sia positiva, ed è comunque suscettibile di mutazioni: occorre perciò che gli aspetti negativi del Sole (la capacità di bruciare, consumare, accecare, confondere, uccidere, incenerire…) siano invertiti, capovolti. In verità neppure il Maestro Muratore è completamente capovolto; non ha raggiunto, voglio dire, la purezza e la luminosità e la potenza del Mezzogiorno in punto: gli manca qualcosa, pertanto non deve addormentarsi sulle acquisite conoscenze, ma perseverare ed umilmente predisporsi alla ricezione dell’elevante Luce del Venerabile.
Simbolicamente il Maestro Muratore è assimilabile ad uno specchio, capace di ricevere e riflettere luce ed immagini. In tal caso lo specchio simboleggia la duplice funzione del Maestro: accogliere dal Venerabile la Sapienza Muratoria; rivelarla con avvedutezza ai Fratelli meno illuminati, che a quella Luce anelano. Persino al Venerabile si addice la figura dello specchio, poiché non fa che riflettere sui Maestri la Luce che egli stesso riceve dal Maestro delle Cerimonie. Grazie peraltro al Lavoro dispiegato illuminando i Maestri (e tramite questi i Compagni), il Venerabile verrà equamente ricompensato: il “salario” sarà l’elevazione, che al pari della Costruzione è infinita.
Non soltanto quindi un Fratello è elevato in quanto viene per così dire tirato dall’alto, dalla potenza della Luce (Venerabile); ma anche perché viene spinto dai Fratelli gerarchicamente più in basso, nell’oscurità (ignoranza) dei quali agisce una forza che, contraria alla Luce, cerca di respingerla verso l’alto. Ma siccome, secondo la visione iniziatica, l’Amore alla fine riprende sempre lo scettro (altrimenti l’Iniziazione stessa sarebbe inutile!), ecco che la forza degli esseri tenebrosi è destinata a soccombere malgrado i loro satanici propositi. Dunque l’oscurità può prevalere solo apparentemente e temporaneamente, sul Sole onnipotente.
L’onnipotenza è invero eredita persino dall’umile Scintilla, potenzialmente capace d’illuminare l’oscurità dell’ignoranza! Possiamo affermare che la Sapienza Muratoria, operando inizialmente come Scintilla, restituisce il Libero Muratore al Sole così come la Natura riunisce la scintilla al fuoco, e come l’amore riconduce il figlio disperso al padre.

 

Il Sole è nostro Padre, lo Spirito che ci trasmette le facoltà proprie della Mente, del pensiero superiore degli individui particolarmente spirituali e creativi;
la Luna è nostra Madre, l’Anima: da essa abbiamo le facoltà in relazione col Cuore, con tutto ciò che costituisce la vita del sentimento;
la Terra è nostro fratello, il corpo che trasmette i caratteri legati al tempo e allo spazio, alla mutazione e all’apparente morte degli esseri.
Il Fratello che dunque avanza nella Conoscenza iniziatica assume nell’io i caratteri invisibili della Terra, poi della Luna, infine del Sole: diventa “terroso”, lunare, solare. Sul nostro Pianeta coesistono in effetti tali individui: sembriamo differenti, come disposti su gradini; in realtà siamo più o meno affini e vicini, come le componenti di un albero. Siamo tutti fratelli, figli di un solo PADRE, DIO Altissimo, a CUI è impossibile assomigliare poiché è la TENEBRA assoluta avente tutte le immagini e nessuna… Il corollario è: il Creatore (Grande Architetto-Sole) ha il suo tempo, crea nel tempo, muta nel tempo; esiste…
DIO è l’ESSENZA della Vita: E’.
In verità l’uomo reale, immutabile e duraturo non appare; è invisibile come il TUTTO, a cui è legato spiritualmente: dunque lo Spirito non è il “suo”, ma appartiene inscindibilmente alla TENEBRA (MADRE NOTTE), oltre il tempo e le mutazioni, oltre le nostre capacità d’intendimento. Secondo la simbologia del Rituale, il vero uomo (Libero Muratore) non è l’Entità cosmica che ha relazione col Venerabile che apre i Lavori massonici; è invece l’Entità oscura in rapporto col Buio che precede l’Apertura: dico che lo Spirito del Libero Muratore è idealmente legato al Maestro delle Cerimonie, “testimone” dell’Essere Supremo. Significa che l’uomo vero non esce mai dalla NOTTE MADRE, ed è privo d’immagine: qualunque sia la sua figura, o il concetto che lo enunci, l’uomo in carne ed ossa è dunque illusione; illusoria è parimenti la sua morte.

 

   Vincenzo Tartaglia

 

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