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Sul Sentiero I Dalla �divina inquietudine� alla Gioia

Sul Sentiero I
Dalla “divina inquietudine” alla Gioia

di Bianca Varelli
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Il Lavoro di gruppo


Nelle comunità della Nuova Era la tensione ad un vero spirito di fratellanza e l'attenzione amorevole all'altro si incentreranno intorno ad alcuni essenziali obiettivi di formazione permanente, che daranno senso e spessore alle relazioni e all'agire nel gruppo e nel mondo.
Essi saranno proposti in primo luogo ai giovani, come opportunità per favorire più alte realizzazioni, anche attraverso espressioni compresse e sintetiche come motti, affermazioni e aforismi:

  • costituire spazi, all’interno dei gruppi, in cui sentimenti, bisogni e aspirazioni possano essere liberamente espressi: “Mi esprimo per conoscermi e farmi conoscere”;

  • mirare a conoscere qualcosa in più di sé attraverso lo “specchio” dell’altro  ampliando anche la consapevolezza del proprio “stile” di comunicazione: “Mi sperimento nelle relazioni”;

  • riflettere sulle “maschere” di ciascuno e sulle “etichette” che molti, per conformismo o pregiudizio, attribuiscono agli altri: “Vedo ciò che la maschera cela”;

  • comprendere l’importanza della consapevolezza per formarsi: “Voglio conoscermi per autoeducarmi”;

  • motivare ciascuno a intraprendere responsabilmente attività e rapporti di rilevante valore all’interno del gruppo: “Divento nucleo”;

  • promuovere la convinzione di poter essere un “protagonista positivo” delle proprie relazioni, nell’amorevolezza e nell’impersonalità: “Considero ogni uomo un compagno di viaggio”;

  • riproporre le tematiche del dare e del ricevere, attività “circolari” e reciproche per legge di natura: Dare E’ ricevere”;

  • riflettere sull’obbligo morale di sostenere tutti (e quindi le minoranze, i diversi…) tenendo conto delle tappe evolutive di ciascuno: “La diversità è per me un’opportunità”;

  • sviluppare capacità di condivisione (di esperienze, di conoscenze) e di sempre maggiore inclusività, evitando pregiudizi separativi o deresponsabilizzazioni: “Io includo e non escludo”;

  • sperimentare, all’interno del gruppo, un nuovo modo di relazionarsi armonico, flessibile ed empatico, centrato sulla persona, così da trasmettere, attraverso il dialogo e la comprensione profonda, fiducia e benessere: “Il vero Dialogo trasforma e dà pace”;

  • valutare l’importanza di lavorare tutti per il Bene del gruppo, che diventerà così centro di evoluzione: “Il gruppo è sacro”;

  • interiorizzare e diffondere la cultura dell’accoglienza e del prendersi cura estesa a tutti gli esseri umani: “L’Umanità mi sta a cuore”;

  • sostenere l’emergere della “nota” particolare di ciascuno, che sarà riconosciuta e apprezzata dagli altri membri; ogni individuo sarà sostenuto nel suo intento di “fiorire” liberamente e creativamente, con il minimo di condizionamenti e distorsioni: “Ciascuno è unico”;

  • contribuire a trasformare i nuclei umani (famiglie, team di lavoro, relazioni amicali, ecc.) in laboratori di relazioni significative: “Evolvo nel gruppo”;

  • favorire la riflessione sul “valore” della comunicazione e della Parola, e quindi sulla necessità di vagliarne sempre attentamente la pertinenza e la pregnanza: “La Parola è energia”;

  • riflettere sulla opportunità per tutti di produrre cambiamenti attraverso un atteggiamento “maieutico”, che miri a produrre consapevolezza, anziché attraverso comportamenti dogmatici e impositivi: “Siamo tutti e-ducatori”;

  • verificare e riformulare costantemente il proprio progetto di vita in base alle sempre nuove competenze acquisite: “Ri-Elaboro il Progetto di me stesso”;

  • rafforzare la Volontà di “prendere in mano” la propria vita e iniziare il cammino del perfezionamento: “Io percorro il Sentiero”;

  • favorire il Proposito di “ben operare” nell’innocuità, nel mondo e con gli altri, sorvegliando ed elevando continuamente le motivazioni dell’agire: “Io agisco nell’Innocuità”;

  • apprendere a risalire alle cause di atteggiamenti e comportamenti, propri e altrui, anziché recriminare sugli effetti, banalizzando o etichettando: “Indago nel mondo delle Cause”;

  • rimeditare il proprio rapporto col Tempo, che può essere dedicato a costruire relazioni e azioni significative anziché “lasciato scorrere” nell’improduttività: “Adopero consapevolmente il mio tempo”;

  • promuovere la riflessione, anche attraverso l’indagine etimologica, intorno a “concetti pregnanti” come: relazione e comunicazione; consapevolezza e vigilanza; dovere e assunzione di compiti; sacri-ficio e proposito; inclusività e condivisione; paura e fiducia; autenticità e creatività; innocuità e impersonalità; volontà e coerenza; silenzio e parola; evoluzione e realizzazione di sé, ecc.: “Ricerco l’essenza delle parole”;

  • sostenere il valore e la significatività del percorso evolutivo che ogni gruppo armoniosamente strutturato potrà fiduciosamente e gioiosamente affrontare: “L’unità favorisce l’evoluzione”;

  • riproporre il ruolo più alto del gruppo, che è quello di essere depositario dei Propositi evolutivi di ciascuno e dell’intero gruppo: “Io sostengo il Proposito”;

  • tenere presente che il Bello e il Vero non riguardano solo aspetti specificamente “artistici” o “filosofici”, ma anche situazioni della vita quotidiana; da ciò deriverà la convinzione che in ogni occasione si può “scegliere” di agire nella Bellezza e nella Verità: “La Bellezza vive nel quotidiano”.

Bianca Varelli


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