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Sul Sentiero I Dalla “divina inquietudine” alla GioiaSul Sentiero I
Dalla “divina inquietudine” alla Gioia

di Bianca Varelli
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La forza evolutiva e la “Ricerca”

 

La forza evolutiva sospinge incessantemente ogni elemento della Creazione. Nei primi stadi essa agisce in modo meccanico, apparendo spesso caotica, brutale e insensata e producendo effetti che possono sembrare irrazionali a chi non li ricollega al mondo delle Cause; in un secondo tempo, quando l’uomo è progredito e l’Io, (o forza egoica), comincia a sottomettersi al Sé (o anima), l’Evoluzione si serve anche della collaborazione delle creature stesse. Queste ultime diventano sempre più avanzate fino al punto da poter esse stesse “creare”, prima con le sostanze fisiche, poi con l’uso della Mente; è a questo punto, quando l’uomo concepisce di poter creare con la mente, dominando e indirizzando pensieri e sentimenti a fini evolutivi, che inizia quel percorso verso aperture di coscienza sempre maggiori che le tradizioni esoteriche definiscono “Il Sentiero”.
Per lungo tempo nel corso della sua ascesa trasformatrice   l’uomo si fa "trascinare" dalle forze evolutive, seguendo velleitarismi, desideri di ogni tipo, e perdendosi in miriadi di aride esperienze “mondane”. Ad un certo punto del suo cammino, egli sente più fortemente la voce dell'anima e, con un atto di volontà lucido e forte, decide di ascoltarla, poiché sente infine che “il rifiuto di cercare il Cielo significa una involontaria discesa all’inferno:

 

’uomo chiuse le porte del Cielo dietro di sé e cercò, con immensa energia e ingenuità, di confinare sé stesso sulla Terra. Egli sta ora scoprendo… che il rifiuto di cercare il Cielo significa una involontaria discesa all’inferno.
(E. F. Schumacher, Piccolo è bello)

 

Del "Sentiero" parlano da sempre tradizioni spirituali ed esoteriche d'Oriente e d'Occidente; iniziati come Ermete, Platone, Pitagora, Dante hanno indicato, spesso sotto forma di metafora, alcuni elementi che potessero illuminare e sostenere gli uomini che lo percorrono.

In questa prima fase l'uomo è mosso da un’indefinita inquietudine e dal confuso desiderio di dare una svolta alla sua vita (in qualsiasi modo ciò possa essere inteso):

 

L'arrivo della Primavera scioglie quei vincoli che hanno finora legato il borghese ai "valori" di un mondo che invece li calpesta di continuo. Oggi s'intravedono i primi boccioli di quella nuova specie umana che cerca la "via". Quella che si propone il bene di tutti, nessuno escluso.

(Giuliana Conforto, Universo organico)

 

Aurobindo sostiene, riguardo ai momenti iniziali della Ricerca, che questa inizia spesso nel momento in cui si avverte più fortemente il marchio dell’imperfezione, della sofferenza e del male che avvolge il Pianeta:

 

...non si può negare, e nessuna esperienza spirituale lo negherà, che questo è un mondo non ideale e non soddisfacente, fortemente segnato dal marchio dell’imperfezione, della sofferenza e del male. In realtà, questa percezione è, in un certo modo, il punto di partenza della spinta spirituale, eccetto per quei pochi ai quali l’esperienza spirituale viene spontaneamente, senza esservi forzati dall’acuto, schiacciante, doloroso e alienante senso dell’Ombra che incombe sull’intero campo di questa esistenza manifestata.

(Aurobindo, L'enigma di questo mondo, da Lettere sullo Yoga).

 

In tempi più recenti, lo psichiatra sociale Erich Fromm afferma sono il vuoto e la noia a muovere al Cambiamento:

 

La persona comune oggigiorno è una straniera nell'universo: a livello più profondo essa sente la sua depressione, la sua noia, il vuoto che pervade la sua anima. Sono questo vuoto e questa disaffezione che chiedono soddisfazione e vogliono essere riempiti dal rumore, dal possesso di cose materiali e dal divertimento.

 

Non sempre la motivazione iniziale è limpida e pura. Spesso si ricerca “l’illuminazione” per ambizione, per ottenere la liberazione dal dolore, per desiderio di controllo e di potere, per esorcizzare la paura della morte.

 

Infine, la bellezza della Realtà intravista rende il sincero aspirante sul Sentiero umile e aperto, e lo motiva a mettersi al servizio della Vita e dei fratelli attraverso più elevate realizzazioni:

  • la sostituzione della Cooperazione alla competizione, dell’apertura di Cuore alla chiusura dell’egoismo, della chiarezza e circolarità della comunicazione alla ristretta riservatezza individualistica;

  • il rinnegamento di gelosie e possessività, che avverte infine per quello che sono realmente: la negazione dell’Amore cui immaturamente si riferiscono e cui illegittimamente si appellano;

  • il contatto con la propria essenza attraverso la limpida lente di una sempre maggiore interiore consapevolezza, utilizzata a fini evolutivi;

  • la pratica del Dialogo di Verità, che unisce le anime nella coscienza della comune appartenenza al genere umano e nella conseguente Empatia universale.

 

   Bianca Varelli

 

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