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Il "complotto" da Vinci.

Scontro demenziale tra Chiesa e neognosticismo

Di Fabrizio Ponzetta - Jubal Editore

Dal primo capitolo:

Ancora un libro sul Codice da Vinci? Sui suoi segreti o sulle sue mistificazioni?
No! Piuttosto, il libro che sto per scrivere, Il "complotto" da Vinci – scontro demenziale tra Chiesa e neognosticismo, è un libro sulla confusione, sullo scontro, demenziale appunto, fra mistificazione ufficiale e mistificazione alternativa, sul contrasto fra Chiesa e neognosticismo. Questo libro è la ricerca del bandolo di una matassa assai ingarbugliata.

Ma andiamo con ordine.
Nel 1999 un professore americano di letteratura, Dan Brown, crea un suo alter ego romanzato: Robert Langdon, studioso di successo, che viene coinvolto nell’indagine su un misterioso omicidio. Angeli e demoni è il titolo del romanzo di cui Langdon è protagonista.
Un paio di anni dopo, Dan Brown scrive una "nuova" avventura di Langdon, la cui struttura è pressoché identica al primo libro; il titolo del nuovo romanzo è: Il Codice da Vinci. Ovviamente, cambiano i personaggi e le ambientazioni, ma la trama segue lo stesso filo, colpi di scena compresi.
L’originalità de Il Codice da Vinci, però, consiste nel fatto che Brown mette in bocca ai suoi "attori" le tesi degli storici Baigent, Leigh e Lincoln, un terzetto di interessanti individui che negli anni ottanta pubblicò un libro-indagine tradotto in italiano col titolo Il Santo Graal, una catena di misteri lunga duemila anni. Le teorie di Baigent, Leigh e Lincoln, che riassumo brevemente, sono assai sconcertanti: il Graal non è un oggetto, ma la linea di sangue della stirpe dei discendenti di Gesù Cristo. Partendo dalla similitudine etimologica di San Graal e di sang real, asseriscono che Gesù era di sangue reale e avrebbe sposato Maria Maddalena, della stirpe dei beniamini, e con lei sarebbe fuggito in Gallia, presso una comunità ebraica, dove avrebbe avuto dei figli, i cui discendenti sarebbero la dinastia dei Merovingi. Secondo questa tesi, ovviamente la Chiesa occultò tale verità anche a costo di vere e proprie stragi (ad esempio catari e templari, come avremo modo di approfondire). Ma il segreto fu tramandato "ermeticamente", tramite la leggenda del Graal, da un ordine appositamente creato (detto il Priorato di Sion), di cui i templari costituivano il braccio armato e di cui autorevoli personalità dell’arte e della cultura, come Leonardo o Botticelli o Newton, nei secoli furono Gran Maestri.
Il Codice da Vinci diventa un best seller mondiale e la Chiesa lancia il suo anatema per bocca del cardinal Bertone (15 marzo 2005).
Poco tempo prima, in Spagna, un giornalista dichiaratamente cattolico, tale José Antonio Ullate Fabo, aveva già provveduto a combattere contro il "codice satanico" pubblicando un libro dal "fantasioso" titolo: Contro il Codice da Vinci, che già nel sottotitolo annunciava di essere la risposta cattolica al libro di Dan Brown. A dire il vero, il sottotitolo del libro di Ullate Fabo, più che di risposta cattolica, parla di "Verità" cattolica: Le mistificazioni di Dan Brown e la Verità cattolica. Insomma, come dire: "Adesso la mamma vi dice come stanno le cose!".
Devo ammettere che, se non fosse stato per tale sottotitolo, non mi sarei mai preso la briga di scrivere questo libro. Ma quella "Verità cattolica", in quanto ricercatore nell’ambito della storia delle religioni, mi ha alquanto stimolato.

Così, con l’imparzialità che mi è propria e che mi è stata già tributata per il mio L’esoterismo nella cultura di destra, l’esoterismo nella cultura di sinistra, lungi dall’essere un fan di Dan Brown e lungi dall’essere un "catto-intellettuale", mi assumerò il compito di verificare storicamente le confutazioni che la sedicente "Verità cattolica" si è degnata di fornire dopo una quindicina di milioni di copie vendute da Il Codice da Vinci.
Il vero problema, la vera radice di questa polemica, comunque, non è l’interpretazione esoterica dell’opera di Leonardo o la questione dei misteri del Graal, come potrebbe sembrare. La vera questione, qui, è lo gnosticismo. Infatti, sia il libro di Ullate Fabo sia gli studi di Baigent e soci, di cui Il Codice da Vinci altro non è che una versione pop, dedicano alle dottrine gnostiche i punti salienti dei loro opposti ragionamenti.
Il libro di Ullate Fabo, Contro il Codice da Vinci, a leggerlo attentamente, diventa addirittura un vero e proprio compendio degli allarmismi con cui in questi anni la Chiesa cattolica denuncia un ritorno allo gnosticismo da parte della cultura contemporanea.
Per contro, il libro di Baigent e Leigh (autori anche di un libro sui rotoli del Mar Morto) e Lincoln può essere considerato la punta visibile (grazie a Il Codice da Vinci) di un iceberg editoriale ora laico, ora new age che, sul ritrovamento dei vangeli gnostici, prima, e dei rotoli di Qumran, poi, ha contribuito, a volte con rigore storico scientifico, altre volte, invece, con deliri fantasiosi, a rivedere la storia di quel "povero" Cristo, che è sempre stata monopolizzata, anche a costo di vere e proprie stragi e guerre, dalla Chiesa e dai suoi inevitabili interessi terreni.
Cercheremo quindi, una volta per tutte, di fare ordine sui dati che fin oggi abbiamo accumulato, senza pregiudizi e senza facili e consolatorie tesi romantiche, ortodosse o eretiche che siano, sulla realtà storica del Cristo.

Ancora qualche parola per meglio introdurre il lettore a questo libro. Il Codice da Vinci non è il solo best seller mondiale in odore di gnosticismo: i film Matrix (spogliati dagli effetti speciali di film d’azione) e The Truman Show (sfrondato dalla sua buona dose di demenzialità) e altre produzioni di minor successo, possono decisamente essere considerate delle parabole neognostiche. Anche l’intero movimento new age, con i suoi libri, i suoi miti, i suoi sistemi filosofici e le sue tecniche, in realtà è un movimento gnostico; ne sono testimonianza le tendenze sincretistiche che lo connotano e gli inviti a esperienze "conoscitive" da contrapporre alla fede o al moralismo. Cosa che, manco a dirlo, spaventa alquanto Santa Madre Chiesa che, ancora un paio di mesi fa, a Colonia*, per bocca del nuovo pontefice ammoniva, quasi parafrasando la famosa pubblicità di Alpitur ("Turista fai da te? Ahi!Ahi!Ahi!"), contro la "religione fai da te".
Purtroppo, però, questa identificazione della gnosi con la cultura contemporanea (sfuggita alle maglie sempre più larghe del cristianesimo e delle religioni tradizionali) tende ad interpretare, e a far interpretare, lo gnosticismo dell’antichità in modi alquanto distorti.
Ciò va a discapito di una verità che, forse, è ancora più terribile (in quanto più semplice e inaccettabile) di quella che questo apparente scontro fra Chiesa e neognostici dibatte.
Questo libro, intitolato provocatoriamente Il "complotto" da Vinci – scontro demenziale tra Chiesa e neognosticismo, è l’occasione buona per disseppellire questa verità e affrontarla una volta per tutte.

 

Fabrizio Ponzetta www.fabrizioponzetta.com © Casa editrice AH!

 

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* In occasione della Giornata mondiale della gioventù (agosto 2005).

 

- Inoltre tra le LettereOnLine del sito:
"L'impostura della chiesa e il libro di Ponzetta" di Carmelo R. Viola.

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