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Sbloccare una disfunzione nella coscienza

Di John Wren-Lewis

Da un articolo del ''Journal of transpersonal Psychology'', intitolato ''Effetti secondari di un'esperienza NDE o di vicino-morte: ipotesi di meccanismo di sopravvivenza ''.

Traduzione Isabella di Soragna.

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La grande domanda adesso è, naturalmente, se ci siano mezzi meno drastici (o accidentali) grazie ai quali l'incantesimo di un'individualità separata possa essere tolto prima del momento di morire. Spero che la mia ricerca possa eventualmente portare un po' di luce sulla questione.

Ci sono infatti molte tradizioni mistiche nel mondo che offrono sentieri verso stati di coscienza superiori, ma non mi sembra che abbiano una percentuale di successo incoraggiante quanto il tipo di liberazione che l'NDE porta immediatamente a chiunque, alto o basso, buono o cattivo, credente o miscredente, praticante o non praticante. Infatti i miei studi di queste tradizioni, antiche o moderne, si impantanano nella loro idea principale di "sentiero": questo suggerisce inevitabilmente che "la coscienza superiore '' è un traguardo da raggiungere: in questo modo rafforzano la stessa preoccupazione per il futuro personale che è la causa principale di tutti i problemi.

La mia esperienza, come quella di altri come me, suggerisce che la liberazione non è affatto una questione di fare un "lungo viaggio verso Casa". Significa semplicemente svegliarsi alla consapevolezza che è già la base della nostra stessa esistenza. G-K-Chesterton la definisce così vicina ed evidente che non la si nota nemmeno!

Credo che quello di cui abbiamo bisogno non è una disciplina o sentiero, ma una quantità di trucchi o accorgimenti per acchiappare il Buio con la coda dell'occhio per così dire; dobbiamo imparare ad identificare quella presenza (che aspetta solo di essere vissuta) insieme a strategie per fermare il programma di sopravvivenza iperattivo che cerca invece di "spiegare", allontanando la vera percezione.

 

D.E. Harding ("La via senza testa" Ubaldini) con i suoi esercizi che ci fanno scoprire la nostra mancanza di una testa, sono le migliori idee che ho trovato in giro per la prima parte di questo processo. Infatti egli stesso ammette che la gente lo "intuisce immediatamente" ma poi non lo crede! Questo dimostra l'evidenza del programma di sopravvivenza al lavoro. Penso dunque che il compito più importante della psicologia transpersonale è di ricercare una tecnica per eludere questa fondamentale disfunzione del "dischetto" umano.

 

(altro brano dal "Gnosis Magazine")

 

E' essenzialmente naturale che la coscienza personale sia cosciente della propria Origine, mentre i miei primi 59 anni di cosiddetta coscienza "normale", ignorante della propria Origine, ora mi sembrano una sorta di sogno ad occhi aperti.
E' come se fossi stato ipnotizzato dalla nascita in un incubo collettivo di individui separati che si combattono in un universo alieno per sopravvivere e per avere soddisfazioni e significato.

Infatti più cerco di investigare e più sono convinto che mistici iconoclasti come W. Blake e Krishnamurti avessero ragione quando affermavano che la sola idea di un cammino spirituale è votata all'insuccesso, perché incita a fare la sola cosa che deve essere evitata, se ci dobbiamo svegliare all'eternità: essa concentra l'attenzione sul futuro. I sentieri e le discipline fanno della gnosi un traguardo, mentre di fatto essa è già l'origine, la base di ogni conoscenza, inclusa la conoscenza peccaminosa legata al tempo.

 

So per esperienza di prima mano che "la gioia oltre la gioia" è più grande di ogni pazzesca forma di immaginazione legata ancora al tempo. Però posso anche vedere che lo stesso impulso di raggiungere questa gioia dell'eternità è un circolo vizioso, perché la ricerca stessa implica una preoccupazione di tempo, ed è proprio questo che scaccia l'eternità dal campo della coscienza.

Allora cosa fare? Una cosa che avevo imparato nella mia precedente professione scientifica era un tipo di pensiero "laterale" che spesso libera dai ragionamenti a circolo vizioso - ammesso che il circolo vizioso sia affrontato con grande coraggio senza evasioni speculative metafisiche oltre l'esperienza diretta. Ecco il tipo di esplorazione a cui dedico la mia vita. E' un progetto a cui chiunque sia interessato è invitato a partecipare.

 

Ancora un paio di suggerimenti.

Primo, attenti alle filosofie che parlano di risultati spirituali in termini di evoluzione o crescita, che sono i grandi idoli moderni. Entrambi sono fenomeni dell'eterno teatro del tempo, ma come paradigmi sono vetusti, postumi dell'età della costruzione dei grandi imperi e dell'etica lavorativa.

 

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