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Parabole Orientali

Dal libro "La Via dell’Umorismo, 101 burle spirituali".

Di Gianluca Magi - Il Punto d’Incontro.

  1. IL SERMONE

  2. COME DIRE LE COSE

  3. TUTTO E' PERFETTO

  4. PAROLE INUTILI

  5. Chi è Gianluca Magi

IL SERMONE

"Non è possibile trasmettere un insegnamento a chi non è pronto a riceverlo. Di converso, chi ha compreso non necessita di ascoltarlo".

 

Durante un pellegrinaggio, un maestro di grande fama giunse in un piccolo villaggio. Gli abitanti lo implorarono insistentemente di trasmettere il suo insegnamento, ma lui non ne voleva sapere. Insistettero così tanto che alla fine il maestro accettò di parlare.
Il giorno seguente, si radunò tutto il villaggio per ascoltare l’insegnamento. Il maestro scrutò l’uditorio e chiese:
"Sapete ciò che ho da dirvi?"
Una buona parte dei presenti gridò:
"No! Non lo sappiamo!".
Allora il maestro disse:
"In tal caso, non posso insegnare a gente talmente ignorante che non sa neppure di che cosa parlerò!". E se ne andò.
L’uditorio rimase attonito e pensò di avere risposto nel modo sbagliato. La brama di ricevere l’insegnamento si fece ancora più largo nei loro cuori. Così, lo rincorsero e lo supplicarono nuovamente di tenere un discorso.
Il giorno seguente, il maestro chiese nuovamente:
"Sapete ciò che ho da dirvi?".
"Sì!", bisbigliarono.
"In tal caso", rispose il maestro, "non occorre che aggiunga altro! Se già lo sapete, non serve a nulla ascoltare le mie parole!". E se ne andò.
L’auditorio era sempre più sconcertato. Così, lo rincorsero nuovamente.
"Ti preghiamo di porre nuovamente la domanda. Questa volta non ci sbaglieremo".
Il giorno dopo, il maestro tornò a chiedere:
"Sapete ciò che ho da dirvi?".
"Alcuni lo sanno! Alcuni non lo sanno!", risposero in coro.
"In tal caso", concluse il maestro, "coloro che sanno lo dicano a chi non lo sa!". E se ne andò.

 

COME DIRE LE COSE

"Il saggio parla secondo la capacità di comprensione dell'uomo che vuole portare in salvo".

 

L’avaro del paese cadde nelle acque del lago.
"Aiuto! Aiuto! Non so nuotare", gridava a squarciagola annaspando nell’acqua.
I paesani accorsero a salvarlo.
Uno gli urlò: "Dammi il braccio, che ti tiro fuori!".
Un altro gridò: "Dammi la mano, che ti salvo!".
Un altro gridò: "Dammi il dito, che ti afferro!".
Ma l’avaro non dava proprio un bel nulla: né braccio, né mano, ne dito. E veniva sempre più inghiottito dalle acque.
Allora un altro gli disse: "Prendi la mia mano, che ti porto in salvo".
Immediatamente l’avaro afferrò la mano dell’uomo. E così fu salvato.

 

TUTTO E' PERFETTO

"Quando le nuvole della mente si sono dissipate, non si potrà che sorridere alla perfezione del mondo".

 

Dopo aver giocato con i suoi compagni, un fanciullo si sedette sotto una grande quercia. Guardò in su e vide che l’albero aveva tante piccole ghiande. Poi abbassò lo sguardo e vide che li nei paraggi c’era un campo con dei grandi cocomeri. Così pensò tra sé e sé:
"Che strano è il mondo! Un albero così grande che fa dei frutti così piccoli, mentre delle piccole piante in un campo fanno dei frutti così grandi. Chissà perché mai?!".
Non aveva ancora terminato quel pensiero che all’improvviso gli cadde una ghianda sulla testa. E allora tutto felice, esclamò:
"Beh’. È proprio una fortuna che sull’albero non crescano cocomeri!".

 

PAROLE INUTILI

"L’esperienza della liberazione, per sua natura, non può essere trasmessa mediante le parole, tanto meno a una mente condizionata dall’eccesso di parole".

 

In una capanna in mezzo al bosco viveva un grande saggio. Quest’uomo per gran parte della sua vita non disse praticamente mai nulla. E, a chi gli chiedeva di esporre il suo insegnamento, rispondeva col silenzio.
Un giorno si volle unire a lui un discepolo, per apprendere la dottrina. Così, passarono insieme diversi anni nel più completo silenzio. Per tutto questo tempo non si parlarono mai. Pian piano, però, il discepolo iniziò a sentire il peso di questo silenzio e il desiderio di parlare si fece sempre più strada in lui.
Un giorno, mentre il sole tramontava all’orizzonte, il discepolo non riuscì a sopportare oltre e senza frenarsi disse:
"Maestro, guardate che meraviglia! Il sole tramonta ed è bellissimo!".
Il saggio gli rispose:
"Sei un chiacchierone! Se sei venuto fin qui per disturbare, è meglio che te ne vada! Le tue parole sono inutili! Occorre forse dire quanto hai detto?".

 

Chi è Gianluca Magi

Gianluca Magi, uno dei massimi orientalisti italiani, fondatore (nel 1997) e direttore della Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini, docente di Storia e filosofia della religione indiana all'Università di Urbino. Impartisce una tecnica di meditazione che combina spunti del tantrismo, del sufismo, del taoismo e del buddhismo.
Scrittore di successo, tra le sue pubblicazioni, il longseller I 36 stratagemmi. L’arte segreta della strategia cinese, [Presentazione di Franco Battiato], Il Punto d’Incontro, Vicenza 2003, 2009 XXI rist. (tradotto in tedesco per la Random House e in spagnolo per la Obelisco Ediciones); Il dito e la luna, [Presentazione di Gabriele Mandel khan], Il Punto d’Incontro, Vicenza 2002, 2009, VIII rist. (tradotto in tedesco per la Random House); La Via dell’Umorismo [Presentazione di Alejandro Jodorowsky], Il Punto d’Incontro, Vicenza 2008, 2009, V rist. (tradotto in tedesco per la Random House); La nobile arte dell’insulto [Introduzione, Traduzione dal cinese dell’opera di Liang Shiqiu, Commento e saggio introduttivo dal titolo “Le arti marzali della parola”], Einaudi, Torino 2006, 2009, IV rist.; La vita è uno stato mentale. Ovvero la conta dei frutti delle azioni secondo l’insegnamento di Phalu il Kashmiro [Introduzione, Traduzione dal tibetano, Commento e saggio introduttivo dal titolo “L’umana esistenza in un guscio di noce”], Bompiani, Milano 2009. Sempre per Bompiani ha curato: voci primarie e voci secondarie indologiche in Enciclopedia filosofica, 12 voll., (2006).

 

Il suo sito internet è: www.gianlucamagi.it

 

Di Gianluca Magi vedi anche: Il Dito e la luna. Gli insegnamenti dei mistici dell'islam

 

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