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Ricordi Sogni Riflessioni

Di Carl Gustav Jung
Da Ricordi Sogni Riflessioni - Rizzoli
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Non possiamo e non dobbiamo rinunciare a far uso della ragione; e neppure dobbiamo abbandonare la speranza che ci soccorra l'istinto - nel qual caso un Dio ci sostiene contro Dio, così come già comprese Giobbe. Tutto ciò attraverso cui si esprime l'«altra volontà» è materia formata dall'uomo, il suo pensiero, le sue parole, le sue immagini, e tutte le sue limitazioni. Di conseguenza egli ha la tendenza a riferire ogni cosa a se stesso, quando comincia a pensare in termini rozzamente psicologici, e crede che tutto derivi dalle sue intenzioni e da «lui stesso». Con infantile ingenuità presume di conoscere tutti i propri poteri e di sapere che cosa è «in sé». Pure fatalmente egli è messo in difficoltà dalla debolezza della sua coscienza e dalla corrispondente paura dell'inconscio, e pertanto è letteralmente incapace di distinguere ciò che egli ha pazientemente ricavato col ragionamento da ciò che spontaneamente gli è venuto da un'altra fonte. Non ha oggettività di fronte a se stesso e non è ancora capace di considerarsi come un fenomeno che si trova davanti e rispetto al quale «for better or worse» egli è identico. Da principio tutto gli è dato, tutto dipende da lui, tutto gli accade ed è solo con grande sforzo che alla fine riesce a conquistarsi e a mantenere una sfera di relativa libertà.

Solo quando si è assicurata tale conquista, solo allora, è in condizione di poter riconoscere che si trova di fronte alle sue fondamenta, ai suoi principi - involontari perché gli sono stati dati - che egli non può sopprimere. I suoi principi non sono semplicemente qualcosa che appartiene al passato, ma vivono in lui come il costante substrato della sua esistenza, plasmandone la coscienza almeno tanto quanto il mondo fisico che lo circonda.

Questa realtà - che affronta l'uomo dall'interno e dall'esterno, con forza soverchiante - è stata da lui compresa nell'idea della divinità, e ne ha descritto l'effetto con l'aiuto del mito, interpretando questo mito come il «Verbo di Dio», cioè come ispirazione e rivelazione dei numeri dell'«altra parte».

 

"Ricordi Sogni Riflessioni" di Carl Gustav Jung

 

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