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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

Il cosmismo in Unione Sovietica

- Seconda parte
Ottobre 2015

 

Nell’articolo del mese scorso ho spiegato come la sconfitta dei Costruttori di Dio nel tentativo di assumere il controllo ideologico dell’Unione Sovietica avesse spinto l’organizzazione esoterica che domina il mondo a concentrarsi sull’appoggio di un altro suo importante sottocentro : il cosmismo.
Rispetto ai Costruttori di Dio, i cosmisti avevano il vantaggio di poter godere del sostegno di Lenin e dei suoi seguaci ; nonché di propugnare obbiettivi meno ideologici, meno ambiziosi e più direttamente in linea con il progetto dell’organizzazione, come la promozione della scienza nell’ottica dello Schema 1-2-1 e un radicale sviluppo del concetto marxista di coscienza collettiva.
Al primo di questi due obbiettivi è dedicato (inadeguatamente) il presente articolo ; invece, dello sviluppo della coscienza collettiva parleremo nel seguente.
Il fondatore del cosmismo, Nikolaj Fyodorov, aveva tratteggiato l’Uscita nel Cosmo come meta fondamentale dell’umanità per diversi motivi.
Innanzitutto, egli pensava che tale meta si sarebbe proposta spontaneamente una volta che l’Uomo avesse imparato a dominare i fenomeni meteorologici, cosa che era convinto sarebbe avvenuta entro tempi brevi : sarebbe allora apparso come un ovvio passo successivo passare dal controllo della Terra a quello degli altri pianeti.
Ancora, se la funzione dell’umanità era di estendere la propria consapevolezza a ogni livello della materia, oltre alla Terra anche gli altri pianeti avrebbero dovuto essere vitalizzati (in questa parte la coincidenza del cosmismo con le dottrine dell’organizzazione era pressoché assoluta, come sa chi ha letto Banshei).
C’era poi il discorso del recupero della Cenere dei Padri : il genere umano era chiamato a riassemblare le particelle degli uomini vissuti in passato, per riportarli alla vita. Queste particelle non erano più disperse soltanto sul pianeta Terra, ma ovunque nel cosmo ; occorrevano dunque i mezzi per andarle a recuperare.
Inoltre, secondo Fyodorov, dopo che l’Uomo aveva rigettato la visione tolemaica dell’Universo (e con essa, le antiche credenze che facevano dei corpi celesti le dimore degli antenati e degli dei) il Cielo era stato in questo modo depadrificato ; ora, l’unico modo perché la nostra nuova condizione di orfani non si traducesse per l’umanità in un senso di smarrimento e insicurezza era riportare i Padri alla vita, e con essi ripopolare i Cieli.
A questa teoria molto astratta si sovrapponeva un discorso ben più pratico, che spesso sentiamo risuonare ancora ai nostri giorni : il nostro pianeta sarà presto sovraffollato, e il problema potrebbe assumere connotazioni davvero drammatiche dopo che l’Uomo avrà vinto la morte, e anche i Padri saranno stati richiamati alla vita ; avremo allora bisogno di molti altri pianeti su cui abitare.
Ma ancora più forte di tutti questi argomenti era la prometeica volontà dell’Uomo : la necessità umana di scoprire cosa c’è in cielo, cosa si nasconde dietro il buio degli spazi siderali e le luci incandescenti delle stelle.
La conquista del cosmo sarà la sfida più possente che l’umanità abbia mai affrontato, destinata concentrare e convogliare tutte le nostre energie, sottraendole alle guerre e alle altre attività distruttive ; e sarà anche la prossima evoluzione del socialismo, mediante l’elevazione della funzionalità del lavoro umano a un’ottava superiore.
Nel delinearne i termini, Fyodorov aveva vaticinato non solo la necessità del sorgere di una nuova morale, modellata sulla misura dei nuovi termini della nostra esistenza, ma anche di un ampliamento della strumentazione corporale che aumentasse di molto il raggio delle nostre possibilità fisiche. Fu lui il primo studioso a prendere in considerazione gli attrezzi e gli utensili creati dall’Uomo alla stregua di estensioni del corpo : fondamentale intuizione, che McLuhan avrebbe sviluppato e ampliato.
La conquista del cosmo non sarebbe stata soltanto la più sublime forma di lavoro, ma anche la fonte dell’Amalgama :
La capacità di vivere in tutto l’Universo, consentendo alla razza umana di colonizzare tutti i mondi, ci darà il potere di unire tutti i mondi dell’Universo in un tutto artistico ; in un’opera d’arte della quale gli innumerevoli artisti, come nell’immagine del Creatore Uno e Trino, saranno l’intera razza umana - la totalità delle generazioni risorte e ricreate, ispirate (…) (da uno) Spirito Santo che non parlerà più soltanto attraverso la voce di certi individui - i Profeti - ma agirà attraverso tutti i Figli dell’Uomo nella loro (…) totalità etica o fraterna ; (così), attraverso i Figli dell’Uomo, raggiungerà la perfezione divina.
“Voi dunque siate perfetti come il Padre vostro che è nei Cieli”, fino a (…) (restaurare) il mondo nell’incorruttibilità sublime di cui godeva prima della Caduta”.
Konstanty CiolkowskiIl discepolo destinato a tradurre le visioni di Fyodorov in termini scientifici si sarebbe manifestato nella persona di Konstanty Ciolkowski (1857-1935), universalmente considerato il padre dell’astronautica (non solo sovietica).
Era nato a Izhevskoye, in Polonia, quando questa faceva parte dell’Impero russo. Bambino di malferma salute, si era dedicato fin dalla più tenera età allo studio della filosofia, della matematica e della fisica.
Marxista devoto e appassionato, si dice sia stata una sorta di illuminazione - sopravvenuta mentre stava studiando la Dialettica della natura di Engels - a fargli concepire l’Universo come un tutto strettamente interconnesso, tutte le cui parti erano governate dalle stesse leggi.
Noi sosteniamo il monismo nell’Universo. L’intero processo della scienza è costituito da questa tensione verso l’Unità, verso la sorgente elementare. Il successo della scienza è determinato dal livello di avvicinamento all’Unità.
E’ impossibile negare l’Unità, (anche soltanto intesa nei termini di) una specie di monotonia nella struttura e nella formazione dell’Universo : l’Unità della materia, della luce, della gravità, della vita, e così via.
Queste sue idee non potevano dirsi innovazioni di rilievo rispetto a quanto Fyodorov aveva affermato, né dal punto di vista dell’organizzazione si potevano considerare un grosso passo avanti in direzione dell’Amalgama : ma fu invece fondamentale la successiva evoluzione della prospettiva di Ciolkowski, laddove individuò nella struttura atomica il punto d’incontro tra materia e psiche.
Nelle combinazioni di atomi risiedono l’io e il senso di identità delle creature. Quando la morte le disfa se ne formano immediatamente delle nuove, e la vita universale procede senza soluzione di continuità - le nuove organizzazioni razionali di atomi possono concretizzarsi in forme di maggiore o minore densità, anche in esseri quasi immateriali, o in epoche infinitamente lontane.
Ma a monte di queste apparenti suddivisioni, tutto l’Universo è un’unica creatura fatta di innumerevoli atomi. Nella terminologia di Ciolkowski, questo è Il Cosmo, con la C maiuscola : non ha inizio e non ha fine, quindi non ha nascita e non ha morte, ha soltanto vita. L’illusione che esista la morte è frutto dei limiti della nostra mente, perché gli atomi non muoiono : il Cosmo contiene solo gioia, soddisfazione, perfezione e verità.
Ho visto nella mia vita una sorta di destino, il controllo di forze superiori. Qualcosa di misterioso, una fede in qualcosa di imperscrutabile - collegata con Cristo e ai principi primi - era miscelata con la mia visione puramente materialistica delle cose. Nonostante il fatto di essere immerso nello spirito del tempo, il materialismo, nello stesso momento c’era qualcosa d’incomprensibile che coesisteva con quello spirito, e si agitava cupamente dentro di me (…) ; per questo non mi definisco soltanto un materialista, ma anche un panpsichista, che riconosce un senso di sensibilità in tutto l’Universo.
Ogni singolo frammento di materia, fino alle particelle atomiche, può essere considerato portatore di un’esistenza individuale, e per mezzo dell’azione scientifica può essere potenzialmente fatto evolvere fino a sviluppare un livello di consapevolezza paragonabile a quello umano : l’intero Universo è vivo, e dappertutto si trova la base per l’intelligenza, quando non la sua espressione in esseri superiori.
Qual è la differenza tra le cose viventi e le cose che sono morte ? Si può veramente dire che nelle cose morte ci sono atomi diversi, o che le collisioni tra gli atomi sono differenti ? Per Ciolkowski, la risposta è negativa : Nell’Universo, sia in quello vivente che in quello inerte, noi vediamo sempre la medesima cosa, movimento di sostanze e fenomeni fisico-chimici. Pertanto non può esistere alcuna differenza qualitativa tra ciò che è vivo e ciò che è morto : tutto vive, ma in modi diversi.
E’ questa un’applicazione letterale della dottrina sabbataista, per la quale all’Uomo/Messia è stato affidato il compito di liberare le scintille divine imprigionate nella materia : dottrina originariamente qabbalista - o per essere più precisi, della qabbalah eretica - che i Sabbataisti si erano incaricati di trasmettere al mondo della scienza tramite l’Algoritmo 10 (vedi 666).
Poiché non esiste una separazione netta tra materia vivente e non vivente, è possibile individuare una scala della sensibilità che parte dall’Uomo - la creatura la cui sensibilità è più evoluta - e si estende in senso discendente, attraversando successivamente i regni animale, vegetale e minerale, fino a includere tutte le forme della manifestazione, nessuna esclusa.
Nota : quanti hanno letto il mio libro Signori di Volontà e Potere scorgeranno forse una discrepanza tra questa teoria e il punto di vista ufficiale dell’organizzazione. Tanto la sensibilità umana quanto quelle prodotte da altre forme di consapevolezza si estendono in un gran numero di stati dell’essere (posizioni del punto d’unione) ; è quindi da escludere che possano essere classificate limitandosi a prendere in esame la base della loro manifestazione sul piano della realtà oggettiva.
Ora, è da escludere che Ciolkowski non lo sapesse, o se non lo sapeva che qualcuno non glie l’abbia detto : infatti, può anche succedere che ai vertici di un sottocentro importante come il cosmismo si trovi una persona che non fa parte dell’organizzazione e non ne conosce la teoria, ma in casi di questo genere il controllo su di lui è sempre strettissimo.
L’ipotesi più probabile è dunque che egli, pur sapendolo, abbia deliberatamente deciso di passarci sopra, operando una semplificazione teorica allo scopo di semplificare l’integrazione tra cosmismo e marxismo : un caso che può essere paragonato a quello che ho esposto nell’articolo Esoterismo e cultura proletaria in Unione Sovietica a proposito della seconda inversione bogdanoviana (ovvero della possibilità, concessa a Bogdanov, di negare nei suoi scritti che il terzo rituale maggiore fosse volto a creare espansione), mostrando come l’organizzazione usi talvolta concedere ai dirigenti dei suoi sottocentri più importanti il permesso di effettuare piccole manipolazioni sulla dottrina.
Negli anni dopo la Rivoluzione, Ciolkowski ebbe finalmente dal governo i riconoscimenti, e soprattutto i finanziamenti, di cui necessitava per avviare l’Uscita nel Cosmo. Si ritirò in una casa di campagna vicino a Kaluga, che ancora oggi è per i cosmisti russi qualcosa di simile a una città santa, e si dedicò alla stesura delle più importanti tra le sue oltre quattrocento opere - perlopiù di geofisica, astronomia, missilistica, studio della radioattività, geochimica e biologia.
Per distrarsi tra la stesura di un’opera seria e un’altra, scriveva racconti e romanzi di fantascienza. Fu lui invero il profeta di quello che Pauwels e Bergier avrebbero battezzato realismo fantastico : infatti l’importanza da lui attribuita alla fantascienza andava ben oltre il semplice svago - all’inizio c’è necessariamente un’idea, una fantasia, una fiaba ; poi vengono i calcoli scientifici, infine l’esecuzione corona il pensiero.
Il mio lavoro ha a che fare con la fase centrale della creatività. Più di chiunque altro sono consapevole del baratro che separa un’idea dalla sua realizzazione, perché per tutta la vita ho fatto non solo molti calcoli, ma ho anche lavorato con le mie mani.
Ma questo non toglie che ci deve comunque essere un’idea ; l’esecuzione deve essere preceduta dall’idea, i calcoli dalla fantasia.
La sua opera più importante è L’esplorazione dello spazio cosmico per mezzo di dispositivi a reazione ; contenente tra l’altro la Formula di Ciolkowski, che consente di determinare il rapporto ideale tra la massa di un razzo, la massa del carburante e la velocità dello scarico. Nello stesso libro, getta le basi degli studi sull’assenza di gravità (prima di lui, la maggior parte degli scienziati era convinta che sarebbe stata letale) e teorizza la possibilità di lanciare intorno alla terra stazioni orbitanti, precisando che sarebbero state alimentate dall’energia solare.
Dobbiamo cominciare a studiare, come primo passo, le principali leggi che regolano l’Universo. Per farlo dobbiamo avere esperienza diretta dell’Universo, cosa che sarà possibile solo una volta che vivremo nello spazio. Per dare inizio a questo lungo periodo della nostra evoluzione, dobbiamo progettare grandi razzi spaziali con equipaggio
Il primo volo spaziale sarà l’inizio non solo della nuova era dell’esplorazione dello spazio : sarà l’inizio della cultura spaziale nella storia dell’umanità. Sarà l’inizio della nostra evoluzione verso la felicità.
In un’altra sua opera sono specificate nell’ordine le fasi successive dell’Uscita nel Cosmo (con l’avvertenza che sarebbe bene riuscire a metterle in pratica prima… dello spegnimento del Sole) : dopo la fase dell’esplorazione dei pianeti più vicini con l’ausilio di razzi verrà quella delle stazioni orbitanti, destinate ad evolvere in grandi serre e fattorie per il nutrimento dei terrestri già dislocati sui pianeti più vicini, e in specchi solari destinati a rendere climaticamente abitabili quelli più lontani. Si passerà poi alla colonizzazione di questi ultimi e della fascia degli asteroidi ; poi, del resto della Via Lattea…
Nel 1936, quando Ciolkowski era scomparso da qualche mese, uscì in Unione Sovietica il film Viaggio cosmico, diretto da Vasili Zhuravlev : sarebbe stato lo squillo di tromba destinato a radunare i giovani intorno al vessillo dell’astronautica.
Le avventurose vicende della nave spaziale CCCP1 - Josif Stalin avvinsero milioni di persone ; e, per quanto nominalmente Ciolkowski avesse rivestito nella sceneggiatura solo un ruolo di consulente, l’accuratezza e l’attendibilità dell’impianto scientifico rendevano evidente che ne era stato il primo ispiratore.
Da allora in poi, si può dire che in Russia astronautica e cosmismo siano stati una cosa sola : non si poteva occuparsi di astronautica senza essere cosmisti, e pare che oggi sia ancora così.
E’ noto che Yuri Gagarin (1934-1968), primo uomo nello spazio, fu un cosmista di rilievo, e si ritiene che sarà uno dei primi esseri umani ad essere risuscitato.

 

Daniele Mansuino

 

Prima parte - Terza parte

 

Nota: ho tratto buona parte delle citazioni di Fyodorov contenute in questo articolo da https://forum.termometropolitico.it/

 

 

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