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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

Il lavoro sui sogni

Maggio 2008
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Di solito comincia così: in un momento di dormiveglia, si avverte la sensazione che l’intero corpo stia vibrando. Poi ci si sente sollevare; la sensazione del corpo fisico svanisce all’improvviso, e ci si ritrova senza corpo, a fluttuare nel vuoto come un palloncino.
Questa esperienza, che una volta o l’altra capita a tutti, è detta OOBE  (Out Of Body Experience) [Ndr Esperienza fuori dal corpo, l’acronimo inglese più utilizzato è OBE], ed al suo studio si dedicò attentamente lo psichiatra americano Karlis Osis (1917-1997), uno dei fondatori della parapsicologia.
Come già prima di lui Robert Monroe (1915-1995), che tuttavia operava fuori dall’alveo della scienza ufficiale, Osis sperava di scoprire e codificare le procedure che consentono agli esseri umani di viaggiare fuori dal corpo durante il sonno; ma i suoi esperimenti si scontrarono con la constatazione che, salvo in alcuni individui particolarmente dotati (come il celebre Ingo Swann, che però fu accusato di imbrogliare), era impossibile riprodurre le OOBE a comando.
Secondo me, l’errore di Osis fu di non comprendere che l’OOBE  è un primo passo. In termini castanediani, la cosa può essere spiegata così: il primo spostamento del punto d’unione è talmente minimo da essere sufficiente a staccare il corpo sottile dal corpo fisico, ma non di allontanarlo dal “piano della realtà oggettiva”. Invece nelle successive esperienze i suoi spostamenti sono più considerevoli, e proiettano il corpo sottile in un ambiente che non è la realtà oggettiva.
Se Osis l’avesse capito, avrebbe evitato di scegliere per i suoi esperimenti quei soggetti che un’OOBE l’avevano già ottenuta, nell’errata convinzione che si trattasse delle persone più dotate per ripetere l’esperienza; al contrario, invece, è probabile che chi ha già vissuto l’OOBE nei suoi successivi “viaggi fuori dal corpo” si spinga in territori che nessun esperimento scientifico potrà mai verificare. Se Osis avesse scelto le persone che un’OOBE non l’avevano ancora ottenuta, ma desideravano fortemente averla, i risultati sarebbero stati certamente migliori.
Nell’OOBE, la cosa più importante è conservare la massima calma. Se la scossa emotiva derivante dalla novità dell’esperienza sarà troppo violenta, il punto d’unione tornerà bruscamente a fissarsi nella posizione abituale, e la persona avrà la sensazione di precipitare violentemente nel corpo fisico. Le conseguenze non saranno gravi – tuttalpiù un po’ di batticuore e un po’ di spavento – ma in seguito allo choc, la persona potrebbe trovarsi nell’impossibilità di ripetere l’esperienza anche per molti anni; se ciò dovesse avvenire, è consigliabile senz’altro sospendere ogni tentativo di lavoro sui sogni, almeno per un po’.
Se invece la persona, assorbita senza danni la scossa emotiva, prosegue a fluttuare “fuori dal corpo”, è bene (se ci riesce) che eviti di intraprendere quelle esperienze che l’euforia per il successo ottenuto gli suggerirebbe, ma che non sono utili se si considera il suo apprendimento in prospettiva. Non sforzatevi, per esempio, di stabilire se il “corpo sottile” in cui vi trovate abbia o meno la stessa forma del corpo fisico – se ha gambe, braccia, eccetera. Sono problemi senza senso: il corpo sottile è pura energia che si modella come la vostra immaginazione lo vuole – se vi volete toccare una gamba, la gamba ci sarà, se non volete toccarla non  ci sarà.
Non è su queste sciocchezze che dovete concentrare la vostra attenzione, bensì su un fenomeno estremamente più importante: che il corpo sottile, fluttuando al di fuori del suo involucro di materia, assorbe energia non solo mediante le impressioni dei sensi, ma anche e soprattutto mediante la sua superficie. Cercate di chiudere gli occhi (se così si può dire), interrompete gli stimoli sensoriali più che potete e avvertirete – come una sensazione di lieve solletico – il fluire dell’energia che penetra in voi da ogni parte. Concentratevi su questa sensazione; cercate di stimolarla – ripetete a voi stessi “voglio più energia! Più energia!”. Percepirete allora l’energia che penetra in voi furiosamente da ogni parte, tumultuando; e il corpo sottile – fattosi più denso, più compatto, più solido – ricadrà dolcemente, e vi ritroverete nel vostro corpo.
Sono questi i tratti essenziali dell’esperienza che, con lievi varianti, potrete ripetere d’ora innanzi più o meno spesso: staccarvi dal corpo fisico, nutrire il corpo sottile, rientrare nel corpo. Se riuscirete a portarla a termine senza errori né distrazioni, questo significa che avete una buona attitudine per il lavoro sui sogni, e la percezione diretta delle energie sarà da voi raggiunta in breve.
Al risveglio, sarete sorpresi di constatare in voi una duplice sensazione di benessere e energia. Una delle regole che governano la vita terrestre prescrive che qualsiasi apporto energetico ricevuto durante il sonno estenda i suoi benefici anche allo stato di veglia, e poiché d’ora innanzi – spingendo sempre più lontano il punto d’unione – incontrerete e incorporerete forme di energia che il vostro io cosciente non ha mai conosciuto prima, questo spiega perchè nelle persone seriamente dedite al lavoro sui sogni è riscontrabile un’evoluzione e un ampliamento delle facoltà individuali.

Può darsi che la vostra prima esperienza fuori dal corpo fisico venga seguita a breve distanza da altre, o che per un periodo più o meno lungo non si ripeta; in ogni caso avete tutti i motivi per essere soddisfatti, perché come ho già detto la cosa più difficile è cominciare. Adesso il vostro corpo sottile, facendo proprie le energie assorbite nel primo viaggio, ha dato inizio al suo processo di consolidamento: se avesse un “peso specifico”, potremmo dire che sta aumentando, e che continuerà progressivamente ad aumentare fino al termine del lavoro.

Ora siamo arrivati alla nostra seconda esperienza di spostamento e fissazione del punto di unione, che inevitabilmente questa volta andrà a fissarsi più lontano, perché poco a poco… sta imparando come si fa.
E’ probabile quindi che questa volta la sua posizione riesca ad “allineare” un piano di realtà molto più ricco di energie della volta scorsa; passando attraverso i nostri sensi, queste energie verranno interpretate in termini razionali, e intorno a noi prenderà forma un mondo di sogno.
Eccoci dunque a fluttuare nel sogno, ma in un sogno molto particolare: innanzitutto, ovviamente, perché la nostra coscienza di quanto ci sta accadendo è in tutto e per tutto paragonabile a quella dello stato di veglia (molto più lucida, cioè, che nei sogni normali), in secondo luogo perché lo spostamento del punto d’unione – sebbene più considerevole di quello della volta scorsa – non può tuttavia averci portato molto lontano dalla posizione della realtà oggettiva: per spostamenti maggiori, sarebbe necessario un sovrappiù di energia di cui ancora non disponiamo.
In conseguenza di ciò, il mondo di sogno in cui stiamo fluttuando può essere definito un mondo “parallelo” al nostro: assomiglia parecchio al nostro, ma non è esattamente quello. Si sono dati molti casi di persone che, alla seconda o terza esperienza di lavoro sui sogni, percepivano intorno a sé la propria camera da letto come in un’OOBE, poi uscivano di casa e contemplavano le strade della loro città esattamente uguali a com’erano nella realtà oggettiva… fino a quando un solo piccolissimo dettaglio incongruo – per esempio, una gabbietta su un davanzale contenente un uccellino… dalla testa quadrata – svelava loro che si trovavano in un mondo di sogno, per quanto somigliante al piano della realtà oggettiva potesse essere.

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