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L'Iniziato

Anonimo - Maggio 2015
capitolo 5 -
La scoperta del Sentiero

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La scoperta del Sentiero

 

Nell’andirivieni della coscienza
ancora una volta il Pellegrino
rinnega il più alto se stesso,
inghiottito nella palude del mondo della forma
e sepolto nella fossa del dubbio
ove annerisce ogni Visione;
ancora una volta si rivela a se stesso
come sacro Microcosmo evolvente
in un Macrocosmo pure evolvente.
Nella più ampia coscienza
lentamente percepisce  il Tutto
con la parte del tutto che riconosce in sé.

 

Il Sentiero si rivela all’improvviso,
unico per  le anime pronte,
dopo estenuanti vagabondaggi.
E’ chiamato ad esso
chi conosce le difficoltà della Via e non rinuncia,
chi non intende più tornare al mondo ‘di prima’
chi sa che la Letizia è un conseguimento della Saggezza,
chi intravede che le istruzioni per il Sentiero
sono le più ardue ma conducono alla Pienezza.

 

Il Viandante libera allora la sua anima di Guerriero:
veste l’argentea corazza della purezza terrena,
imbraccia le invincibili armi lucenti
della Grazia e dei doni celesti,
indossa l’elmo dell’eroica Virtù.
Nell’estrema lotta che purifica
la sua spada è il Cuore indifeso,
le sue frecce il Perdono e la Compassione.
Dagli abissi della coscienza più profonda
si innalza maestosa sull’oceano dell’emotività
l’intrepida onda della Forza
della stabilità della Mente.
Batte l’aspro scoglio annerito della personalità
tornando a infrangersi più e più volte
per farne pietra levigata come specchio lucente
in cui possa un giorno riflettersi
l’inconosciuto volto del Sé.

 

Nella vita quotidiana il Pellegrino
non indugia in oscuri recessi della psiche
e rifugge dalla stasi, inganno di Maya,
vivendo nella potenzialità dell’eterno presente.
Fra le cose di ogni giorno cerca
il filo della grandezza
poiché ha intravisto che ogni moto creativo
sgorga dalla Realtà causale.
Il Tempo diventa successione
di attimi consapevoli di eternità
e nel castello interiore dell’anima
penetra a fiotti  la luce della coscienza,
mai prima cosi intensa.
Sviluppa l’Empatia per i regni di natura,
segno  rilevatore  della crescita della Coscienza
e matrice di ogni Civiltà.
Smaschera come impostori sconfitta e successo
riconoscendo come unico
dramma la disfatta dell'anima
e come unica epopea  la gloriosa rivelazione dell’Uno.

 

Avanza con i compagni
calpestando antichi mostri interiori
che si nutrono di energia e volontà,
per secoli potentemente rinascenti
e ora agonizzanti nella Luce.
Consapevole dell’incompiutezza di una sola esistenza,
aspira ad assimilare il supremo
delle esperienze sul Pianeta
per poterne donare il succo di saggezza 
nei successivi soggiorni sulla Terra.

 

Per comprendere la legge ed il ritmo segreti
della Manifestazione,
sorvola il deserto dell’Ignoranza,
elevandosi come aquila che mira allo zenit
verso l’astro luminoso della Conoscenza.
Allineandosi e meditando
partecipa al Progetto per la Terra
precipitando il Proposito Divino
in un’armonia di forme organizzate e coerenti.
Invoca: Che il Bene abiti il Mondo!

 

Il Pellegrino sa che è arduo scalare l’Infinito
gravidi di carichi e attaccamenti
e che il Sentiero richiede grazia e leggerezza.
Dissolve pertanto al Sole dell’Ideale
scelte incongrue di pensiero e di vita,
di carattere e di abitudine,
di azioni e relazioni, di fragilità e passioni
che come antica dura neve ingrigita
ostacolano ancora la via. 
Non lo dilaniano più Rimpianto e Rimorso,
antichi giudici della sua antica esistenza.
Guarda al Passato come ad un Maestro,
percorre il Futuro che infine si apre alla vista
con il nuovo Gruppo dei Pari
uniti da sottili legami d’amore.

 

Congruità e Coerenza,
fiorite all’interno dopo assidua vigilanza,
intervengono a preservare la candida interezza del Sé
rendendo limpida la visione
del sacro unico Sentiero.
La Virtù si impone
e le scelte di vita, gli amori e le opere
servono fervidamente e vigilmente il Piano.
Ascende allora in armoniosa integrità
e con amoroso impeto
per gli stretti tornanti del Monte
sospinto dal potere della Fiamma
poiché è la qualità magnetica del cuore
che conduce al Grande Servizio, alla Sintesi
e alla Comunione con la Gerarchia.

 

Sperimenta che l’Evoluzione è una cordata
ove il maggiore sostiene il minore
e ove l’avanzare di ciascuno è il progresso di tutti.
Ad ogni passo si aprono
orizzonti diversi e più elevati,
e valichi, e viste, e paesaggi straordinari  
che mutano atti, pensieri, visioni.
Percorre il sacro Cammino agendo nell’Innocuità,
che tutto ama, riscatta e libera.

 

Sa che ogni viandante terreno,
pur con le sue colpe, è munito di una torcia
ed egli  opera per accrescere quella luce.
Accoglie ogni diverso e lo diventa egli stesso nel cuore
per meglio comprenderlo.
Come una stella, dona amore e conoscenza
poiché  si riceve solo quando tutto si è dato.
La Mente illuminata domina dal centro,
sovrana imperatrice della coscienza,
l’Amore pronto si allinea irradiando benefico.

 

Amorosamente venera la Verità,
ad ogni costo e anche contro se stesso:
l’antepone al suo interesse, ai suoi amori,
al suo stesso benessere.
Come un ardito funambolo
oscillando tra coraggio e sconforto
procede in Bellezza e con cautela
sulla corda tesa sull’abisso.
Impara a leggere i segni dei tempi
e a proiettare il Proposito nel Futuro
con crescente intensità focalizzata.

 

Dopo lungo intrepido lavoro nell’interiore
risposte, riscontri, interventi
diventano pronti e amorevoli;
la diffidenza si dissolve nell’abbraccio fidato,
l’ostinazione si apre alla Comprensione,
la separazione all’Inclusione,
lo sguardo esterno alla Contemplazione.
La rigidità si allenta in fraterna cedevolezza,
l’orgoglio sceglie l’Umiltà dell’incontro,
il sentimentalismo evolve in Sentimento alto e forte,
la competizione cede alla Condivisione.
L’impulso del pronto reagire
si muta in Azione dettata dall’Intelligenza del Cuore,
dottrine e dogmi si sublimano in Insegnamento,
l’istruzione si eleva in Educazione,
la Cecità si sana in Visione.

 

Alla sommità del monte
al Pellegrino lietamente si svela
che l’essenza di ogni cosa è il Supremo
ed egli intravede luminoso all’orizzonte della mente
il Tempio dell’Uomo Nuovo.

 

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