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Sul sentiero - Parte seconda
L’aspirante e l’alchimia interiore

Anonimo - maggio 2009
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LA VITA UNA
Capitolo 1 - La  Grande Sintesi

 

L’Universo intero ci rimanda l’evidenza della Legge di evoluzione, che conduce ogni forma ad uno stato sempre più avanzato; il termine indica uno sviluppo dall’interno all’esterno, che prende l’avvio da un centro interiore il quale custodisce e tiene in memoria lo schema della forma iniziale e delle potenzialità future.
Si può definire l’evoluzione come lo sviluppo progressivo della capacità di rispondere; e il processo evolutivo come  la capacità sempre più adeguata di registrare e risuonare alle vibrazioni, prima del proprio piano, poi di quelli più elevati.
Una Vita centrale unificata comprende e sintetizza tutte le unità in evoluzione, sia della materia (atomi chimici e fisici) sia della  coscienza (esseri umani).
E’ questa anche la visione di Giordano Bruno, il quale proclama che:

  • esiste un infinito universo, fatto di infiniti mondi, eternamente evolventi;

  • nell’universo opera una provvidenza universale, che armonizza ogni cosa, tutto indirizzando alla divina Sorgente, Monade delle monadi;

  • scopo dell’uomo è quello di tentare di armonizzarsi con il tutto, in una “ascesa furente”:

Nell’universo esiste una profonda unità, è impensabile che ogni parte non corrisponda al tutto in una suprema armonia. La natura è viva e vivificata dal soffio divino. Tutte le cose sono nell’universo e l’universo è in tutte le cose; noi in quello, quello in noi; e così tutto concorre in una perfetta unità…perché questa unità è sola e stabile, e sempre rimane; questo Uno è eterno; ogni volto, ogni faccia, ogni altra cosa è vanità, è come nulla…
(G. Bruno, Gli eroici furori)

 

L’intera Manifestazione non è che l’insieme dei diversi stati di coscienza, dovuti a diversi stati evolutivi, dalla materia più grossolana all’uomo più avanzato; attraverso le forme esteriori la Vita entro di essa, o Intelligenza (da inter legere, scegliere discernere), si adegua al Proposito, che tende, sempre più evidentemente, alla perfezione.
L’evoluzione può anche essere definita “sviluppo ciclico”; la natura, infatti, ripete i suoi cicli finché la sostanza non abbia portato a termine determinati processi, adeguandosi in modo sempre più idoneo alla vibrazione più elevata. Ciò avviene mediante lo sviluppo del discernimento che nell’atomo si manifesterà come adattamento, nel sistema solare come attrazione-repulsione, nell’uomo come libero arbitrio.
Si afferma ne “La coscienza dell’atomo” di Alice A. Bailey, teosofa, allieva del Maestro Djwhal Khul, conosciuto come “il Tibetano”, che gli stadi che caratterizzano il processo evolutivo sono tre e corrispondono alle età dell’uomo: infanzia, adolescenza e maturità; questi stessi passaggi  possono ritrovarsi nello sviluppo delle civiltà:

  1. stadio dell’energia atomica;

  2. stadio della coscienza di gruppo;

  3. stadio della sintesi.

Lo stadio dell’energia atomica è primitivo e separativo.
Nei primi stadi dell’evoluzione l’uomo si crede  un individuo separato, vivendo egoisticamente prima per sé, poi per il gruppo familiare più intimo e sperimentando così la propria energia atomico-individualistica interna; questa stessa fase viene attraversata nell’infanzia dell’umanità e nell’infanzia di ogni essere umano.

Lo stadio della coscienza di gruppo riguarda la costruzione di forme coerenti maggiori, composte di forme minori.
L’uomo sposta l’attenzione dalla propria piccola vita al centro maggiore; da atomo diventa elettrone di una Vita più grande che lo tiene nella suo sfera di irradiazione e di cui comincia a intravedere il Piano ed il Proposito, così da poter collaborare, nei limiti che il suo sviluppo evolutivo consente.
In questo stadio - che  può essere paragonato a quello della radioattività - cominciano a manifestarsi le qualità dell’amore e della responsabilità:

 

…nel caso dell’essere umano (questo stadio) corrisponde al risveglio del senso della responsabilità e al riconoscimento del suo posto nel gruppo. Questo richiede la capacità di riconoscere una vita più grande di lui stesso, sia essa chiamata Dio o semplicemente ritenuta come la vita del gruppo al quale un uomo appartiene come unità, quella della grande Identità della quale ognuno di noi è parte. (Alice A. Bailey, La coscienza dell’atomo)

 

Lo stadio dell’esistenza unificata e sintetica corrisponde allo stato dell’essere umano adulto, che ha un piano ben definito; esso è ancora  lontano dall’attuale umanità.
In tale fase, l’individuo sa di essere parte di un’Entità sintetica che comprende tutte le unità di vita; ad Essa egli e il suo gruppo sentono di dover rispondere responsabilmente:

 

Non ci saranno soltanto le unità di coscienza separate e gli atomi differenziati nella forma; non ci sarà soltanto il gruppo formato da molteplici identità, ma avremo l’aggregato di tutte le forme, di tutti i gruppi, di tutti gli stati di coscienza fusi, unificati e sintetizzati in un tutto perfetto. Questo tutto potete chiamarlo sistema solare, natura o Dio, non ha importanza. (Alice A. Bailey, La coscienza dell’atomo)

 

Il sistema solare, i gruppi umani e l’atomo attraversano gli stessi stadi. Ad ogni livello, alla separazione seguirà l’unione e la formazione di gruppi; dalla sintesi delle unità emergerà infine un’unità cosciente e organizzata, formata da tutte le entità, animate da un solo proposito.
L’evoluzione opera pertanto secondo un proposito ordinato nella realtà in cui viviamo e in cui noi uomini siamo chiamati a dare il nostro contributo di esseri pensanti situati  tra il quarto regno, quello umano, e il quinto regno, quello spirituale, cui sempre  più evidentemente aspira l’umanità  avanzata.
Le “anime pronte” lavoreranno soprattutto sulla Sintesi, che, a tutti i livelli,  “mantiene ogni cosa nella sfera dell’amore divino”; essa non è coazione all’unità, in cui ogni cosa diviene uguale a un’altra, ma è un processo per cui i molti confluiscono coerentemente e consapevolmente nell’uno. Il risultato della Sintesi è una nuova entità, diversa dalla somma delle parti, poiché, come accade nei sistemi organici viventi, ogni elemento, pur conservando il senso della propria individuale diversità, si fonde nell’insieme, consapevole di essere parte di un Tutto più vasto.
Afferma Ildegarda di Bingen: “C’è un tessuto di equità che collega l’umanità a tutte le creature”.

 Pertanto, la Sintesi vivente, nel suo significato più interiore, è:

  • lettura intuitiva di fatti ed eventi;

  • sostegno alla tensione del Pianeta all’unità;

  • visione della totalità all’interno delle individualità;

  • riconoscimento del divino in ciascuno, al di là delle “differenze”;

  • aspirazione alla Co-operazione e alla con-divisione;

  • scoperta immediata e intuitiva dell’Essenziale;

  • tensione dinamica all’universalità e all’interezza;

  • riconoscimento dell’interdipendenza di tutte le sostanze;

  • visione del Bello e del Vero al di là degli annebbiamenti della mente;

  • spiritualizzazione del reale in vista del suo più alto significato e Fine.

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