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Sul sentiero - Parte terza
L'Educazione e la Bellezza

Anonimo - novembre 2009
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“Per un’etica vivente”

 

Si riporta qui un “Manifesto” dei principi etici che auspichiamo siano interiorizzati ed irradiati nella Nuova Era.

 

● La virtù (da vir, uomo), nel senso di complesso delle più alte qualità dell’Uomo, sia considerata  indispensabile caratteristica da perseguire dal vero essere umano: “…fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza” (Dante Alighieri, Inferno, canto XXVI).

 

● La cosciente osservazione di pensieri e parole e  la costante vigilanza sui  propri comportamenti siano tese al fine di elevare le motivazioni e le modalità dell’agire; la sottomissione del sé inferiore all’Anima esige costanza nella disciplina del  ricordo di :  “Conosci te stesso, domina te stesso, cambia te stesso” (Roberto Assagioli).

 

● Sia sempre più chiaramente avvertita la Sacralità della vita umana, riflesso della Vita  Maggiore.
Ogni atto esteriore, anche semplice e quotidiano, sia vissuto come “sacro” e ogni manifestazione materiale diventi simbolo evocante di Bellezza; chi li compie mantenga interiormente uno stato di  coscienza elevato e l’intenzione di trasmettere in essi l’energia e la luce dell’anima:  “Il segno della Bellezza aprirà le Sacre Porte” (Morya).

 

● L’opera dell’uomo che ha compreso sia ispirata al più elevato senso del Pragmatismo: vigile all’insegnamento dell’anima ma attenta alla Terra.
Il compito di tale uomo sarà quello di recepire i messaggi superiori e di concretizzare le parti di Piano intraviste; di “materializzare lo Spirito e spiritualizzare la materia” instaurando così “il Regno di Dio sulla Terra”.

 

● La Volontà (terzo raggio della Creazione) è la qualità principale richiesta all’uomo che ha superato la fase dell’evoluzione involontaria ed è divenuto “auriga di se stesso”.
Colui che intraprende  il Sentiero agisca “come se” possedesse già una forte volontà, così da svilupparla; bisogna  “volere il volere” (R. Assagioli, L’atto di Volontà). 
La Volontà sia sperimentata quotidianamente come “Buona Volontà”, attitudine dello spirito inclusivo e cooperante che fonde cuore e mente in una condizione di saggezza e intelligenza creativa: “Il giusto uso della volontà è il fermo sforzo di permanere nell’essere spirituale”(Patanjali, Sutra Yoga,  libro I,  13)

 

● Il viandante sul Sentiero senta fortemente il richiamo del Dovere e della Responsabilità, che permettono il raggiungimento del  Bene maggiore.
Siano avvertiti, tali richiami, come la voce dell’anima, la quale incita alla cura dell’altro da sé e alla donazione spontanea e generosa: “il dovere…è il perfezionamento morale che porta alla costruzione di se stessi e dell’umanità come organismi integrati” (G. Mazzini, Doveri dell’uomo).

 

●  La Coerenza renda puro ed efficace ogni processo o azione scelto per l’attuazione del Piano divino sulla Terra poiché in sintonia con il chiaro Intento iniziale.
Essa riguarderà tutto il percorso: dalle aspirazioni e motivazioni, seriamente valutate, all’uso dei mezzi, scelti con discriminazione, alle modalità dei procedimenti, al distacco emotivo dai “frutti dell’azione”.
Coerenza e Costanza illuminate dalla Discriminazione permettono di attraversare “la porta stretta” dell’Iniziazione: “Quanto strette sono la porta e la via che conducono alla vita e quanto pochi quelli che la trovano!” (Mt. 7, 14)

 

● L’Amore, la più potente energia dell’Universo, volta a generare il Bene del Tutto,  sia purificato dalle interferenze del desiderio emotivo.
Esso non è “ciò che lega” sentimentalmente ma “ciò che illumina” sulla via dell’evoluzione, indicando il successivo passo da compiere per sostenere l’evoluzione di individui e gruppi; l’Amore è “la fredda e chiara luce della Ragione” ( A. A. Bailey, Raggi e Iniziazioni, 27).

 

● Che il viandante sul Sentiero sorvegli attentamente le sue azioni e i suoi pensieri valutandoli  come contributo al Tutto.
L’uomo che ha compreso che le forme di vita sono interdipendenti nella Vita una, sa  che ogni pensiero o atto, costruttivo o distruttivo, porta il suo contributo di Luce o di Ombra nell’aura del pianeta: “Tutto è Mente” (Saggezza antica)

 

● Il sentimento profondamente vissuto di Fratellanza è l’unica scelta per una svolta decisiva verso un mondo di Pace e di Realizzazione; si rifiuti pertanto ogni separativismo ideologico confessionale, nazionalistico, razziale, economico, sociale. Che la Fratellanza sia la regola ovvia e naturale in un Pianeta  che evolve secondo la  Legge dell’Amore magnetico, accelerando sempre più  la sua vibrazione: “L’amore è la forza che guida i mondi e li conduce all’integrazione, all’unità e all’inclusività, costringendo la divinità stessa all’azione” (A. A. Bailey).

 

● Si proponga il riconoscimento della Gerarchia  dell’Universo, in tutti i piani. 
Ciascun individuo o gruppo risvegliato ravviserà l’interdipendenza di tutti gli esseri e onorerà la conseguente legge del Servizio, secondo la quale, nell’evoluzione di individui e gruppi,  il maggiore sostiene il minore.
Il viandante sul Sentiero invochi:  “Che io sia aiutato a svolgere la mia parte”.

 

● La Gioia sia la caratteristica dell’uomo che ha compreso.
La consapevolezza del destino glorioso che l’attende vivifichi le sue energie e la vita abbia per lui il senso di un percorso verso la Luce, intravista sempre più chiaramente nell’ossequio alle Leggi dell’Universo, fuori e dentro di sé.

 

● Che le relazioni tra gli uomini siano regolate dalla Legge dei Retti Rapporti; il loro instaurarsi e strutturarsi richiederanno lo sviluppo di qualità caratteristiche della Nuova Era:
- Inclusività: accoglienza amorevole di ognuno, affine o “diverso”;
- Innocuità: l’attenzione a “non nuocere”, nel senso attivo di favorire lo sviluppo di aspetti e potenzialità evolutive;
- Impersonalità: riconoscimento dell’anima, attraverso e oltre la forma    della  personalità.

 

● Si riconduca la Politicaal senso etimologico più profondo di polis  ethikòs,  etica della città; il governo dei Paesi sia affidato ad illuminati cui stanno a cuore il progresso civile, umano e spirituale dei popoli.
Il futuro dell’umanità unita preveda l’instaurarsi della Cittadinanza e del Governo Mondiale, che ripudino come obsoleti i nazionalismi-separativismi: “Vi chiedo…di cercare di pensare in termini di un’unica famiglia, un’unica vita, ed un’unica umanità”  (Maestro Tibetano Djwhal Khul).

 

● Si coltivi la Pace tra singoli individui e gruppi umani, intesa come costante disposizione al dialogo fraterno.
Essa nasce dall’interno e si fonda sulla Cooperazione realizzata in funzione della comune Meta evolutiva: “Se vuoi la pace, prepara la pace”.

 

● La Cultura sia  considerata strumento di consapevolezza e di evoluzione, che libera l’uomo; attraverso di essa  l’umanità potrà accedere e stabilmente situarsi al piano mentale superiore.
Si diffondano pertanto gli insegnamenti dei grandi Istruttori dell’umanità: filosofi, innovatori sociali e politici, artisti e filantropi.

 

● L’Intuizione (in tueri, guardare dentro) sia opportunamente stimolata e valutata come accesso al mondo spirituale delle Cause e strumento di conoscenza superiore.

 

● L’Educazione miri allo sviluppo delle qualità dell’anima promuovendo maieuticamente:
- potenzialità e doti necessarie al progresso umano e spirituale;
- motivazione a processi di  autoeducazione permanente.

 

● La Gratuità sia  norma comune di comportamento interiore.
Dare e ricevere saranno sentite  attività  complementari poiché si comprenderà che chi dà, riceve e che ogni ricchezza donata (beni, tempo, denaro, affetto) torna maggiorata al donatore stesso: “Nel dare ricevo”.

 

● Ciascuno si curi, con ogni mezzo di cui dispone, di sostenere i Propositi evolutivi sia dei membri del gruppo cui appartiene che dei fratelli più lontani, considerando tali aspirazioni al progresso come l’unica possibilità di vera evoluzione e di  vera ricchezza, su tutti i piani, per l’umanità futura.
Si favoriranno pertanto le situazioni più idonee per lo sviluppo di singoli e gruppi umani; ciò avverrà nel rispetto del libero arbitrio dell’altro: “Il Proposito guidi i piccoli voleri degli uomini” (La Grande Invocazione)

 

● Si ricerchi la  Bellezza, oltre che nella natura e nelle opere artistiche  del passato e del presente,  anche nel dire e nel fare quotidiani.
Le  azioni del vivere comune siano improntate ad una gioiosa e autentica Creatività e mirino a rendere la vita di ciascuno “un’opera d’arte” in perenne divenire: “Il Bello è il riverbero dell’Infinito sul finito, è Dio intravisto” (I. Kant).

 

● Si persegua l’Armonia, intesa come equilibrio tra le dualità e sintesi degli opposti, al fine di creare e sostenere l’unità nella diversità.
La conciliazione degli opposti operata dall’Anima darà origine a un terzo punto di sintesi superiore, che conterrà entrambi i poli; si diventerà così “costruttori di Triangoli”: “La vera realtà è l’Armonia e la Bellezza di Dio che deriva dall’unità” (Fratellanza, vol. II).

 

● Ci si ispiri alla Verità nella ricerca, nelle  motivazioni e nelle modalità dell’agire quotidiano, superando dogmatismi e fideismi, pregiudizi e preconcetti, parzialità e separatismi, convenzionalismi e utilitarismi.
Tale tensione sia sostenuta dall’Amore: “Non intratur in veritatem nisi per charitatem: Non si entra nella Verità se non attraverso l’Amore” (Paolo di Tarso, Prima lettera ai Corinti, 13).

 

● La Scienza sia considerata “sacra”, poiché al servizio dell’evoluzione fisica, emotiva, mentale e spirituale dell’uomo e del  ben-essere dei  tre regni di natura.
Essa riconosca che l’uomo è un essere vivente in evoluzione che vive  in intima comunione con un Pianeta anch’esso vivente e in evoluzione, che va  onorato insieme a tutte le creature che ospita.

 

● Si miri, nel perseguire fini particolari, locali o territoriali,  ad agire in riferimento ai Fini etici maggiori ed alla Visione unitaria globale, affinché la parte sia armonizzata con il tutto: “Pensare globalmente, agire localmente”.

 

● La spontanea tendenza alla Cooperazione sia il chiaro riconoscimento di un’anima evoluta, che collabora impersonalmente al progresso e all’irradiazione del  gruppo.
In tale condizione sarà possibile:
- riconoscere le potenzialità e  cogliere il valore profondo di ogni singola parte dell’insieme;
- affidare ad ogni individualità la sua particolare funzione nel gruppo, così che i suoi talenti possano essere utilizzati nel Servizio.
“Una maestosa unità regna nell’universo come legge potentissima…Solo chi la rispetta può veramente cooperare con il Cosmo” (Fratellanza, vol. II).

 

● La Discriminazione sia riconosciuta come evidente nota dell’Anima, che percepisce il  momento più  opportuno, le modalità  più efficaci  e i ritmi più adatti per l’azione di servizio al Piano.
L’uomo evoluto conoscerà i periodi in cui operare, rilevando le forze, le energie e gli influssi, per utilizzarli a scopo evolutivo.

 

● Il Coraggio (da cor, quindi: la virtù del Cuore) sia la qualità che sostenga vigorosamente ogni azione  e ogni conseguimento.
Che esso nasca dalla certezza della Verità perseguita; dalla constatazione di potersi giovare del sostegno delle Forze spirituali; dalla devozione all’Opera.

In sintesi, che ogni atto umano sia “amore in azione”:

  • originato dalla Volontà-di-bene e dal Proposito spirituale;

  • ispirato e sorretto dall’ Amore-saggezza

  • svolto con Intelligenza.

Ciò in armoniosa corrispondenza con i primi tre raggi della creazione: Volontà, Amore, Intelligenza (Padre, Figlio, Spirito Santo).

 

Cultura e conoscenza

 

Cultura” è oggi termine onnipervadente: dai fumetti alla teologia, dalla gastronomia alla speculazione filosofica, dal folklore popolare alla musica classica, tutto è ormai “cultura”.
Ciò da una parte indica come l’umanità, in un’evoluzione sempre più accelerata, ricerca significato e spessore anche in campi dell’esistenza e settori prima considerati minori e “a latere” dell’esistenza “seria”; dall’altra ci pone l’interrogativo: ma cos’è oggi, che fine ha, a chi si rivolge e da chi è ricercata la “cultura”?
Il termine sembra aver perso ogni riferimento all’erudizione degli studiosi, alla pesantezza delle dottrine, all’élite delle menti più elevate; ma pare d’altronde non aver più  un significato definito.

Sembra comunque evidente che la cultura sia usata talvolta come strumento per un narcisistico arricchimento mentale (una mente “ben arredata” è socialmente più attraente, proprio come avviene ad una casa); di affermazione di sé e di manipolazione dell’altro (pensiamo al “latinorum” di Don Abbondio). Può essere adoperata, insomma, come una carta in più nelle mani di chi vuole contare e ne ha quindi bisogno per imporre alle masse, ancora talvolta poco critiche, atteggiamenti e regole, conformismi e consumismi.

In una visione ampia, oggi potrebbe essere considerato “intellettuale” colui che non compie scelte per ragioni di appartenenza, ma per ragioni universali. Nel futuro la vera cultura si incarnerà nella civiltà, divenendone la struttura portante; suo compito sarà quello di porre in relazione il mondo delle forme con quello delle Cause, ricercandone ed elaborandone i nessi ed i significati meno evidenti.
Il senso dell’autentica cultura (coltivazione della mente), sfrondata da accademismi  e utilitarismi e mirata alla fioritura del vero Uomo, appare inscindibile da quello dell’educazione poiché promuove anch’essa, con metodo maieutico, la scoperta di sè e dell’altro da sé.
A questo binomio cultura-educazione è affidato il futuro dei giovani, e, quindi, del nostro Pianeta:

 

Cultura - afferma Norberto Bobbio - è equilibrio intellettuale, riflessione critica, senso di discernimento, aborrimento di ogni semplificazione, di ogni manicheismo, di ogni parzialità.   (Lettera a Giulio Einaudi, settembre 1968)

 

La civiltà riguarda le reazioni dei popoli e delle masse alle finalità ed alle mete proposte e perseguite da ciascun periodo storico, mentre la cultura riguarda l’uomo e lo spirito; fine di ogni educazione è quello di generare e rendere stabile una forma di cultura.
La civiltà precede e accompagna la cultura, nel senso che gli individui devono imparare a dominare il piano fisico organizzando e direzionando le proprie energie per  elaborare progetti e portare a compimento attività; padroneggiato questo piano, con maggiore interesse e facilità si avvicineranno al mondo della cultura, ove potranno manifestare le loro più alte qualità mentali. Questo compito di elevazione della coscienza è appartenuto per secoli alle religioni tradizionali, mentre nei nuovi tempi  sempre più spetterà alla Cultura, affidata a pensatori responsabili ed illuminati:

 

La conoscenza è sacra, e la scelta tra l’essere informati o l’essere semplicemente “intrattenuti” è, nel mondo odierno, un test cruciale. Espandere la mente per penetrare il significato più profondo della vita non solo rende liberi, ma è decisivo per il vostro ben-essere, poiché sapere è potere, e il modo in cui voi utilizzate il vostro potere determina inevitabilmente il corso della vita personale e collettiva. (Barbara Marciniak, La Via del risveglio planetario)

 

E’ evidente che la nostra civiltà si è decisamente sviluppata dal punto di vista  intellettuale, tecnologico ed economico, ma è cambiata poco dai suoi primordi per quanto riguarda la gestione delle emozioni, la comprensione della vita e la percezione intuitiva. Ci avviciniamo al nostro più profondo tramite la Mente illuminata dal Cuore. Anche se possedessimo una grande quantità di informazioni e di conoscenza, e se avessimo studiato tutte le parole di  profeti e Maestri, se non esprimiamo le virtù del cuore avremo accumulato solo concetti e vanagloria intellettuale.
Se i nostri comportamenti rimangono determinati dagli istinti più bassi potremmo anche scrivere e parlare di profonde comprensioni ma in realtà le nostre energie emozionali resterebbero agitate e mutevoli, sorde alla voce intelligente del Cuore.
L’attuale umanità ha elaborato, per lo più, una visione del mondo basata sulla concretezza e sulla verificabilità, enfatizzando le qualità della mente analitica (criticismo, discriminazione, comparazione, confronto…) ed indirizzando la propria intelligenza e operosità nel migliorare le condizioni di vita sul pianeta.
Nella prossima Nuova Era le masse umane supereranno la civiltà pragmatica e materialistica odierna così che la mente, allineata con l’anima, potrà percepire parti sempre più ampie del Piano di evoluzione e collaborare alla sua esecuzione formando e perfezionando i suoi strumenti.
Le Nazioni - afferma Alice A. Bailey - dovranno ricercare degli obiettivi comuni e mirare alla formazione di coscienze aperte, capaci di discriminazione, dotate di strumenti mentali strutturati ed efficienti, edotte nelle leggi che regolano l’Universo; saranno potenziati  Intelletto, Amore e Volontà,  riconosciuti come gli attributi del vero Uomo, orientato allo spirito:

 

Dato che la civiltà attuale insiste sempre più sull’atteggiamento mentale verso la vita, anziché sul sentimento e la percezione, vista la sua tendenza a considerare la vita materiale del cittadino come fattore dominante nel pensiero nazionale, posto che lo sviluppo della mente viene consacrato al vivere materiale, e la scienza è definitivamente limitata ad enunciare solo ciò che è verificabile ed attinente alle energie d’effetto materiale, può forse stupire che la maggiore preoccupazione volga al campo dell’economia? Ci occupiamo di condizioni materiali, di estendere i possessi, di migliorare la posizione mondana, elaboriamo progetti di vita semplicemente fisica, e preferiamo il tangibile all’intangibile, il concreto allo spirituale, i valori fisici a quelli soggettivi.
Eppure questi un giorno dovranno affiorare.
   (A. A. Bailey, L’ Educazione nella Nuova Era)

 

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