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Sul sentiero - Parte terza
L'Educazione e la Bellezza

Anonimo - novembre 2009
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L’ “in- segnante

 

I nuovi in-segnanti (etimologicamente: “che imprimono segni interiormente”) dedicano molta attenzione allo studio della mente e alle Leggi del Pensiero, poiché sanno che la realtà si origina  nel mondo mentale e si concretizza poi nel mondo fisico; comprendono bene che - come afferma l’antico assioma ermetico - “l’energia segue il pensiero” e che,  quindi, il comportamento di individui e gruppi deriva dalla qualità e dalla forza dei loro  pensieri.
Riconoscono l’evidenza che gruppi avanzati, che vivono sul piano mentale, possono impressionare le menti degli uomini, con le loro idee più evolute, allineate con il Piano, favorendo sviluppo civile e progresso spirituale.
Ha scritto Maria Montessori che i bambini “hanno bisogno di ricevere risposte complete, che provocano il loro entusiasmo e suscitano il bisogno di nuove ricerche e di attività intensa”. Gli insegnanti dovranno essere all’altezza di tale “entusiasmo”, ampliando la vita psichica degli educandi e la loro personale,  penetrando con instancabili ricerche in campi inesplorati, aprendosi a più larghi orizzonti, impadronendosi con i loro allievi di nuove conoscenze. Pertanto - continua la  Montessori -  “la scuola deve essere vivificata da uno spirito nuovo, deve essere animata da un maestro saggio, più saggio di qualunque altro individuo umano, che conosce e rispetta le leggi dell’educazione”.
Essi tenderanno a “comprendere e sentire” al tempo stesso lo studente; ad agire, cioè, con  partecipazione sia  mentale che emotiva: “Perché nelle scuole si cura solo l’intelletto e si dimentica di educare il cuore?” si domandava Giuseppe Mazzini. Si potranno così elaborare per tempo i più idonei approcci relazionali e le necessarie strategie d’intervento tese a favorire l’emergere di motivazioni, curiosità conoscitive e potenzialità umane, e a promuovere, partendo dall’amorevole osservazione delle manchevolezze, il fiorire delle qualità opposte:

 

Colui che sa guardare con simpatia a quest’Ombra e alle ombre degli altri è in grado di scorgere le potenzialità in ogni uomo e in ogni situazione e trarre così il meglio da ciò che gli sta di fronte….Ricordiamo che il bambino (spesso il più maltrattato, triste, solo) è colui che, come la vostra Ombra, chiede amore in modi strani e con linguaggi che spesso interpretiamo come aggressività (dal latino ad gredior, andare verso…), maleducazione, superficialità arroganza.   (J. B. De La Salle, Lettera di un educatore ai suoi allievi)

 

Si mirerà a promuovere, nella Scuola e nella vita extrascolastica, una cultura dell’ascolto e dell’accoglienza che favorisca la consapevolezza che “tutto ci riguarda”; nessuna tematica che riguardi l’uomo potrà pertanto lasciare indifferenti e ogni incontro umano, se vissuto con intensità e partecipazione, potrà ampliare la “cultura del cuore”:

 

Nelle famiglie e nelle scuole si dovrà dare più importanza alla cultura del cuore che a una semplice esperienza; questa condurrà ad un maggiore sviluppo della memoria, dell’attenzione, della pazienza, della benevolenza e infine all’osservazione di tutte le attenzioni del cuore. Così potranno nascere la solennità e l’amore per la Bellezza. In questo modo sarà definita la frontiera tra la Luce e le tenebre. Fanciulli, amate la Luce!”   (Helena Roerich, Etica vivente)

 

Gli allievi saranno stimolati a ricercare maieuticamente le risposte all’interno di sé piuttosto che ad aderire alle conoscenze e alla visione del mondo proposte dal passato. Sarà sviluppata l’intelligenza emotiva degli studenti, e sarà perseguito il potenziamento  della condivisione e della capacità di “vicinanza emotiva” attraverso il riferimento costante ad alcuni obiettivi:

  •  saper comunicare i propri bisogni identificando le proprie aree problematiche, i propri punti di forza e le proprie aspirazioni per poter elaborare con fiducia il progetto di sé;

  • stimolare l’interesse per la complessità dell’altro ricercandone e promuovendone l’autenticità oltre le  maschere e le  etichette;

  • comprendere i sentimenti e saper assumere il punto di vista degli altri;

  • favorire il riconoscimento della dignità e della funzionalità di ciascuno nel gruppo;

  • sostenere la significatività e il valore del percorso evolutivo che ogni gruppo classe armoniosamente strutturato potrà fiduciosamente e gioiosamente affrontare;

  • promuovere l’interiorizzazione di sentimenti di autoeducazione ed empatia  (classe empatica e autoeducante).

L’in-segnante opererà con la fondata speranza che ogni individuo è chiamato dalla natura a realizzare la propria evoluzione psichica, secondo un disegno preordinato dalla sua più profonda natura; un ambiente idoneo dovrà sostenerlo nel compimento del suo Proposito. Si soffermerà pertanto, oltre che sui  risultati conseguiti dall’allievo, sulle cause che ne favoriscono o ritardano la progressione, provvedendo a modificare le circostanze che ostacolano lo sviluppo. Per questo motivo egli non ha un centro e una periferia nella classe e la sua presenza è benevolmente “evolutiva” e “irradiante” per tutti.
Si osserveranno con amorevolezza i vari aspetti, caratteristiche e qualità dello studente attraverso valutazioni psicologiche, mediche, spirituali per comprendere le tendenze e le aspirazioni dell’anima. Ciascun individuo potrà così essere sostenuto nel trovare da sé, responsabilmente, il suo posto nel gruppo, nell’individuare consapevolmente il suo percorso vocazionale e nell’emettere chiaramente la sua nota:

 

La vita stessa è la grande scuola di vita e si potrà uscire dalla scuola nel modo giusto soltanto se dalla scuola si porta con sé la capacità di imparare a conoscere la propria vita dalla vita.  (Rudolf Steiner)

 

In tale percorso, si evidenzieranno le qualità e gli aspetti manchevoli e irrisolti  di ciascun componente del gruppo e si lavorerà tutti per superare, redimere e sublimare le manchevolezze, non giudicando chi sbaglia, ma analizzando con obiettività e ripudiando con fermezza l’errore; ciò avverrà nella fiduciosa sincerità, derivante dall’amore scambievole, e dall’affratellamento, derivante dalla condivisione dell’alta meta comune. Si imparerà a controllare la mente attraverso la pratica dell’attenzione focalizzata così da poterla concentrare su qualsiasi oggetto scelto; tale pratica potrà favorire la scelta di “dare energia” solo a pensieri luminosi e stimolatori di Bene. 
L’educatore illuminato curerà la sua autoeducazione, che considererà presupposto indispensabile del suo compito di educare, poiché sa che l’insegnante che non conosce se stesso porta nella Scuola le proprie frustrazioni, i propri narcisismi e le proprie insicurezze, infestando con i suoi aspetti irrisolti gli animi degli allievi. Se liberato da tali caratteristiche involute, egli potrà lavorare per la nascita dello spirito di gruppo, segno evidente del contatto con l’anima, e manterrà ardente  l’aspirazione degli allievi tenendo saldamente fissata  davanti a loro  la visione della sintesi del gruppo e del coordinamento con l’anima, fine di ogni percorso educativo.
In tale clima, il gruppo sarà contenitore e sostenitore dei Propositi evolutivi di ciascuno e del Proposito comune del gruppo stesso.
Sarà possibile allora realizzare quanto indicato dai “Quattro pilastri dell’educazione” indicati da Jacques Delors, nel suo rapporto del 1997 per l’Unesco, nei quali sono riconoscibili alcuni  principi della pedagogia Waldorf, elaborata da Rudolf Steiner nel 1919:

 

IMPARARE A VIVERE INSIEME
IMPARARE A CONOSCERE
IMPARARE A FARE
IMPARARE A ESSERE
 

Noi vogliamo una Scuola:

  • che  sappia riconoscere l’individualità e la nota particolare di ciascun allievo;

  • ove, oltre al piano cognitivo, si curi quello emotivo e affettivo e ove sia possibile la circolarità delle conoscenze e delle informazioni insieme alla condivisione delle emozioni;

  • ove sia chiaramente indicato che studenti e docenti sentano la respons-abilità del clima emotivo della classe e che abbiano il compito di sostenere i Propositi evolutivi di ciascuno e del gruppo stesso;

  • che diffonda i principi dell’innocuità e della nonviolenza, intese attivamente come il favorire  la vita sul piano fisico, emotivo o mentale di qualsiasi creatura dei tre regni della natura;

  • che richiami alla vigilanza su pensieri e sentimenti che vanno costantemente raffinati per migliorare la qualità di azioni e comportamenti e, quindi, la qualità della vita;

  • ove i contenuti culturali proposti siano occasione di problematizzazione etica, psicologica, sociale, scientifica così da promuovere una visione del mondo  aperta e critica;

  • che dia attenzione e importanza al percorso (cognitivo, emotivo, umano)  di ciascuno e non solo ai risultati oggettivamente quantificabili;

  • ove gli aspetti legali e burocratici siano sempre subordinati al bene più grande per tutti;

  • che proponga esplicitamente e con forza la necessità del senso dell’altruismo e della cooperazione come ovvia alternativa all’egoismo e alla competitività, atteggiamenti mentali ormai anacronistici per i nuovi tempi che ci accingiamo a vivere;

  • che promuova, in ogni campo dell’attività umana, la cultura della gratuità, nella considerazione che tutto ciò che si dà agli altri ritorna come ricchezza maggiorata al donatore stesso;

  • che proponga il valore di una cultura dell’ascolto (di sé e dell’altro) che passa necessariamente attraverso il potenziamento delle capacità di attenzione e concentrazione;

  •  ove le conoscenze siano rese significative attraverso il costante collegamento alla realtà e il riferimento alla loro utilità per elevare la condizione dell’uomo;

  • che dia agli allievi il senso della necessità di prendere in mano la propria vita in maniera attiva e autonoma affiche essa sia più significativa e utile;

  • che insegni il valore del tempo, che è realmente oro e che pertanto non va fatto scorrere ma utilizzato al servizio della vita;

  • che inviti ad un giusto uso del denaro che è energia da far circolare per il benessere di tutti e non riserva personale da accantonare e immobilizzare;

  • che promuova l’interesse culturale ed emotivo (I care) verso realtà sociali di debolezza e di emarginazione, nella considerazione che una comunità cresce nella misura in cui si diffonde la prassi per cui tutti aiutano tutti;

  • ove tutto il personale scolastico sia animato da un gioioso senso di servizio che nasca dalla consapevolezza di svolgere un lavoro “sacro”: promuovere l’evoluzione dei giovani;

  • in cui l’insegnante non sia solo il docente-di-ruolo, ma l’insegnante-persona che senta profondamente il suo compito di e-ducatore;

  • ove le classi siano considerate laboratori permanenti di relazioni umane autentiche e significative in cui ciascuno sia di specchio all’altro per la conoscenza di sé e per una sempre maggiore consapevolezza di sentimenti e comportamenti;

  • che dia spazio alla Creatività, intesa come occasione di espressione di sé e delle proprie tensioni e aspirazioni;

  • che miri allo sviluppo del senso della Bellezza e che inviti costantemente a fare anche della propria vita un’opera d’arte;

  • che proponga il senso dell’Unità della vita, ove tutto è uno, e dove ognuno, pertanto, risponde al Tutto di ogni pensiero, parola, azione;

  • CHE SIA, SEMPRE E COMUNQUE, CAPACE DI AMARE.

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