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Filosofia Quantistica e Spiritualità di Ulrich Warnke. Traduzione a cura di Corrado S. MagroFILOSOFIA QUANTISTICA
e Spiritualità

La chiave per accedere ai segreti e all’essenza dell’essere.
Di Ulrich Warnke
Traduzione a cura di Corrado S. Magro
In esclusiva assoluta per l'Italia, per gentile concessione dell’autore e dell’editrice Scorpio la traduzione del libro di Ulrich Warnke: Quantenphilosophie und Spiritualität.

 

 

Capitolo 4 - Gennaio 2015
Tutto trae origine dalla consapevolezza

 

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4.2 Come la consapevolezza pilota la materia del corpo

 

La nostra quotidianità è impregnata dalla volontà di fare qualcosa e dalla fede di poterla fare senza che questo richieda una riflessione particolare. Il processo si svolge inconsciamente. Motivazione, fiducia e fede si servono di emozioni innate per regolare automaticamente il totale delle funzioni del nostro corpo (circolazione del sangue, ripartizione e alimentazione dell’energia, mimica, portamento e ben oltre) e indirizzarle per mettere a fuoco ed eseguire l’azione desiderata. Se motivazione e fede, giorno dopo giorno guidano il nostro corpo, questo avviene anche in caso di malattia. Se noi potessimo manipolare la fede tanto da farla operare come potere curativo, la guarigione non sarebbe facile da ottenere? Quali energie si celano dietro questo meccanismo dell’inconscio? Dove si situano i confini della sua efficacia?

Il processo di messa a fuoco si scontra però con un ostacolo massiccio e di non poco conto. Non ti sei mai reso conto che nella tua mente ronzano una quantità di pensieri impossibile da rimuovere? Questo inizia al mattino quando apri gli occhi e finisce la sera quando ti addormenti. E i pensieri non si assentano nemmeno dai nostri sogni, solo nelle fasi di sonno profondo essi ci lasciano in pace. Si stima che una persona elabori la media di 40 mila pensieri al giorno. Essi sono indispensabili per pianificare poi l’elaborazione delle informazioni. Ed essi non solo possono attivare “il Volere” che agisce sulla materia, ma possono anche “snervare” e bloccare proprietà e stati d’animo quali saggezza, tranquillità e calma che ci sarebbero molto più utili. I pensieri fluiscono sempre secondo un modello ricorrente. Essi si riferiscono o ad esperienze passate o a possibili eventi futuri. Per molte persone è fatale la sensazione di frustrazione quando in passato qualcosa non è andata per il verso desiderato mentre il futuro si delinea incerto. Domina la paura che potrebbe succedere un guaio o che il passato insoddisfacente si ripresenti ancora una volta. I motivi che mettono paura, e terrore, che ci rendono incerti, sono tanti, e così il presente, unica situazione reale della vita, viene avvelenato da emozioni negative.

I pensieri consumano un’enorme quantità di energia. In particolare i pensieri negativi che segnalano “allarme” persistente, gravano sul totale del nostro bilancio energetico.

La designazione “buono”/“cattivo”, “utile/ “dannoso” sull’etichetta incollata nella centrale di valutazione, dipende dal senso e dal valore o significato/importanza che diamo a qualcosa, ad una situazione. Come si sviluppa questo?

Noi, ognuno per sé, quando commutiamo la realtà, siamo creativi. Ciò ci riesce sempre quando ci rifacciamo alle caratteristiche di qualcosa o di un processo. Per riconoscere caratteristiche, dobbiamo necessariamente dar loro significato e importanza. Contemporaneamente dobbiamo essere in grado di paragonarle con altre caratteristiche alle quali già in passato abbiamo dato significato e importanza o valore. Brevemente detto: noi usiamo esperienza.

E qui si pone nuovamente il seguente quesito: “Chi dentro di noi è in grado di giudicare, di assegnare valore e significato?” La risposta è inequivocabile: È il mondo delle nostre emozioni! Stranamente le emozioni primarie che ci permettono di esprimere un giudizio su un processo o un evento, sono innate. Assieme a tante altre abbiamo da un lato gioia, tristezza, amore, senso di benessere e sicurezza e d’altro lato odio, ira, paura. Sotto questi aspetti noi tutti ci rassomigliamo ben più che sotto altri. Anche molti animali posseggono questo tipo di emozioni. Se noi possediamo qualcosa comune a tutti noi, stimoli risonanti sono possibili. Ci lasciamo quindi contaminare vicendevolmente da determinate emozioni. Gioiamo insieme, piangiamo insieme e così innestiamo l’unione e la dinamica di gruppo e avvaloriamo l’azione. Da piccoli siamo costretti ad apprendere dai nostri genitori e dalle persone di nostro riferimento come proiettare le nostre emozioni innate sui processi appropriati. L’effetto di gruppo ci facilita questo apprendimento che, una volta compiuto, ci permette di valutare integralmente gli eventi che si riproducono dentro di noi e attorno a noi. “Integralmente”, in questo contesto, significa che non ci soffermiamo all’analisi dei singoli fattori che accompagnano gli eventi. Più di ogni altra cosa è la sensazione che cresce dentro di noi a farci dire quello che in ciò è buono e quello che è cattivo. Proprio questo gli assegna significato e importanza e solo adesso l’evento diventa per noi reale.

Gli impulsi più importanti della nostra esistenza, traggono origine dalla centrale delle nostre emozioni. Questo dato di fatto ci occuperà continuamente in questo trattato. Emozioni e pensiero non si lasciano separare. La realtà che attraverso le nostre emozioni entra nella nostra vita, guida le funzioni del nostro corpo. Emozioni sono la sostanza che accompagna tutti i nostri pensieri. Se impieghiamo le emozioni con molta parsimonia diamo la sensazione di essere piuttosto “freddi” o intellettuali, se invece le esprimiamo con forza ci mostriamo “emozionali”. Intellettuale in questo caso significa che in primo piano c’è lo sforzo di capire un processo o una faccenda determinata. Emozionale, che etimologicamente si riferisce al “muoversi verso l’esterno, esteriorizzarsi”, significa che il mio corpo si prepara alla reazione ad un evento e contemporaneamente segnala al mio ambiente quello che avviene in me stesso e come si manifesta.

Il totale degli interessi, ogni motivazione, tutti i valori poggiano sulle emozioni. Noi viviamo i nostri giorni felici, allegri, eccitanti o deprimenti, noiosi, deludenti. Perfino il proposito di abbordare una situazione da un punto di vista strettamente logico è una scelta, una decisione emozionale.

Nel sistema nervoso cerebrale pienamente occupato a elaborare il totale degli stimoli sensori per un impiego utile, assegnando continuamente significato e importanza e occupato a pianificare i pensieri, da stime riconosciute hanno luogo circa 2,3 milioni di miliardi (2,3 x 1015) di operazioni di calcolo al secondo. E poiché l’alimentazione energetica del cervello è sempre prioritaria, questa energia fa difetto in altri posti. Influenze ambientali come antenne di comunicazione mobili o statiche più una grande quantità di Noxa o agenti patogeni, acuiscono significativamente il problema del consumo energetico.

La deficienza energetica rende estremamente vulnerabili le cellule del sistema nervoso e muscolare. All’inizio noi siamo nervosi e tesi, e quando la mancanza di energia tende a durare arrivano allora i disturbi funzionali più diversi. Corpo e psiche soffrono e queste sofferenze si amplificano a vicenda. Tinnito, sordità, insonnia, irrequietezza, bourn-out e depressioni sono le conseguenze. La prossima intensificazione sbocca nella malattia che si manifesta quasi ovunque come infiammazioni in più organi con espansione nel corpo intero. Dopo diversi anni il cancro è un risultato quasi ineluttabile.

Il tremendo carico di stimoli e informazioni in presenza di deficienza energetica è la causa del forte aumento di malattie psichiche. Dai dati delle casse malati, in Germania queste patologie da 500mila nel 1990, erano il doppio nel 2012. Anche in Francia, Nordamerica e Giappone le malattie psichiche sono in continuo aumento. Lo stesso vale per i paesi con una crescita economica esplosiva come Cina e Brasile. Le depressioni secondo quando rilevato dall’OMS, si situano nel frattempo al secondo posto come causa di invalidità di lunga durata.

Come possiamo invertire la marcia? Come lavorano insieme dentro di noi le componenti? È un tema che tratteremo nel prossimo capitolo.

Fino ad ora abbiamo presentato le proprietà più importanti delle singole componenti delle persone in forma più o meno isolata. Ma è proprio il gioco di squadra di tutte le componenti che connota gl’individui. Dall’osservazione di questo gioco di squadra si schiudono ai nostri occhi meccanismi che ci lasciano con il fiato sospeso.

 

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