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#51 (permalink) | |
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iscrizione annullata
Data registrazione: 09-05-2002
Messaggi: 2,973
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Citazione:
Allora prova a leggere Pascoli. Lo so che non è un poeta molto amato perchè a scuola ci fanno leggere solo la cose strappalacrime, ma ha una musicalità eccezionale! Ecco, sei il primo, fino ad ora, che forse sente come me il legame tra musica e poesia. Una volta le poesie si cantavano!!!! Poi a poco a poco il legame si è sciolto e la musica viene solo evocata. Ma c'è. Certo, difficilino scrivere una canzone su Mattino di Ungaretti. Troppo corta per la nostra idea di canzone. Ma la musica c'è. Quando non c'è, secondo me manca qualcosa di fondamentale. Grazie! ![]() |
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#52 (permalink) |
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Angelo al contrario
Data registrazione: 18-04-2004
Messaggi: 115
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Sì. Un tempo i trovatori se ne andavano in giro a dileziare gentil donzelle e baldi cavalieri. Ora poesia e musica si sono distaccate prendendo strade diverse ma sotto sotto ancora intrecciate. Cito Fabrizio De Andrè, uno dei migliori cantautori-poeti che abbiamo mai avuto in Italia.
Di Pascoli non ho mai letto moltissimo. Ho solo i Canti di Castelvecchio. (Mai letto!) Credo che rimedierò alla lacuna. ![]()
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Quando si fissa negli occhi un uomo si penetra nelle tenebre. Hegel. »Réves Obscurs« |
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#53 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 23-08-2005
Messaggi: 8
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Per me la poesia, come la musica e come le opere d'arte crea incantamento, diventa un elemento unificante, di congiunzione di tutto ciò che vibra, apre la facoltà di vibrare e consuonare con la natura ed io credo che, pur con la differente sensiiblità di ciascuno, diventi strumento di spirito universale.
Penso agli antichi rituali e vedo la poesia nascere con il canto, con il ritmo, come momento collettivo, e quindi connesso anche alla danza. La poesia si differenzia dalla prosa perchè è una sorta di recinto sacro, di spazio chiuso dove gli elementi si articolano e ritornano, dove vi è simmetria, armonia oppure asimmetria e disarmonia che si ricompongono in altra simmetria, alla Goethe. Anche se è scritta dal poeta per descrivere un proprio stato d'animo è evocativa come un rituale, crea risonanza nella mente e nella coscienza, come nel sogno... penso poeti simbolisti. |
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#54 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 14-09-2005
Messaggi: 16
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Messaggio originale inviato da Fragola
"Domanda: che cosa rende un testo degno di essere chiamato poesia? " E' la capacità evocativa del testo a qualificarlo come poesia. E' la capacità di generare ricordi. Lascia pascolare i ricordi, lasciali brucare l'erba del vago, dell'indefinito: immaginazione e sogno fanno l'amore con calendari e clessidre, freddi strumenti per misurare il tempo, e generano il levigato e sfuggente ricordo, l'avvolgente ed effimero abbraccio di una realtà che ti lega a doppio filo al mondo. Fai correre i ricordi e sorridi al loro venirti incontro. Sorriderai a te stessa perchè la memoria non è altro che te. La memoria è il dispiegarsi della tua anima alle domande dell'esterno. Una parola sentita, un'immagine intravista, un suono percepito all'improvviso sono le porte del presente che tu apri al passato: sono il tuo adesso che ti collega, per un'inspiegabile magia, al tuo allora. Sei tu che riscopri te stessa in modi del tutto imprevisti e con risultati del tutto diversi ogni volta che apri la porta. Lo diceva anche il buon Platone, la conoscenza e, a maggior ragione, la conoscenza di sè stessi non è altro che il dolce frutto della memoria. Quando la poesia si lega allamemoria è vera poesia ![]() |
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#55 (permalink) |
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al di là della Porta
Data registrazione: 15-02-2004
Messaggi: 2,143
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altre interpretazioni
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Io temo un uomo dall'eloquio frugale Io temo un uomo silenzioso L'arringatore, lo posso sovrastare Il chiacchierone, intrattenerlo Ma colui che soppesa, mentre gli altri Spendono le loro ultime monete, da quest'uomo mi guardo ho paura che sia grande Emily Dickinson |
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