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Vecchio 31-10-2005, 18.30.46   #71 (permalink)
Ospite abituale
 
Data registrazione: 21-10-2005
Messaggi: 508
Ancora sulla domanda " Dio esiste?"

Signor Miky,

in risposta al Suo messaggio sarò molto concreto!

Come devo comprendere l'ultima frase de Suo messaggio?
Vi è contenuta un'aria di giudizio! Nel mio messaggio non ho espresso giudizi! Ho posto domande, che se correttamnte formulate sono sempre possibilità di ampliamento conoscitivo!
Alcune non sono state comprese, altre sono state ingiustificatamente scavalcate! Chiedevo:" Cosa intende l'autore con la parola esistenza?" Non si è risposto! Ciò non è corretto!
In una discussione su temi di primaria importanza e fra persone adulte, come spero Lei sia, ciò non si può fare. Sarebbe forse una tal domanda fonte di infinite e astruse discussioni? Il sangue versato da centinaia di migliaia di persone ai tempi delle crociate, le morti, le indicibili sofferenze patite ad opera dei cosiddetti cristiani, sono solo due dei motivi che rendono necessario il massimo rigore sintattico e logico quando si chiede di definire il concetto di esistenza posto come predicato di qualcosa come un ente divino!
Non avendolo fatto Lei vorrebbe capire le motivazioni di distanza degli atei da "Dio"; é scorretto porre sullo stesso piano sintattico qualcosa come gli atei, ossia enti reali, realmente esistenti, e qualcosa come ciò che é designato dalla parola "Dio", ossia un ente reale in senso meramente presuntivo! Prima di mettere di fronte uomini e " Dio" bisognerebbe preoccuparsi della possibilità che il secondo non sia soltanto un ente immaginario
Il concreto quando si discutono questioni siffatte è quello di definire i termini del discorso, pena la possibilità di parlare monologicamente con chiunque e di qualsiasi cosa!
Spero di non essere frainteso!

Franco
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Vecchio 31-10-2005, 18.47.46   #72 (permalink)
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L'avatar di Vale
 
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Messaggi: 193
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Messaggio originale inviato da epicurus
Inoltre un'altro punto di distanza è la fede, cioè riconoscere che ci sono cose che pur assurde che siano devo crederle perchè qualcun'altro me lo ha detto.
"Per fede io intendo (....) la certezza interiore che anticipa l'infinito" (Kierkegaard: il concetto d'angoscia)

La fede non è quel concetto consolatorio che il catechismo ci ha insegnato. Non è la garanzia e il rimedio perchè tutto ci risulti più accettabile. Non è nemmeno la delega in bianco che si cede a qualcuno perchè pensi e decida al nostro posto.
E non credo nemmeno che sia un dono.
La fede è fatica, è rischio, è una scelta presa con coraggio; mai conquista definitiva, ma continuo e personale rapporto con Dio, non privo di tormenti interiori.

Caro Miki, cristiana sono anch'io, ma riguardo al cattolicesimo ho qualche perplessità: niente ha fatto più danni al cristianesimo del cattolicesimo.
E comunque mi sembra assurda la frase di coloro che parlano di "un Dio cristiano". Dio è di tutti ed è sempre lo stesso Dio a qualsiasi latitudine e in qualsiasi credenza. Se Dio c'è (e c'è) è Dio anche degli atei, anche contro la loro volontà
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A.

Ultima modifica di Vale : 31-10-2005 alle ore 19.01.58.
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Vecchio 31-10-2005, 18.52.47   #73 (permalink)
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Messaggio originale inviato da Vale
Se Dio c'è (e c'è) è Dio anche degli atei, anche contro la loro volontà
Ammazza non c'ho via di scampo... sono come un topo in gabbia...
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Vecchio 01-11-2005, 13.10.01   #74 (permalink)
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L'avatar di miky 1987
 
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Messaggi: 75
Citazione:
Messaggio originale inviato da Vale
"Per fede io intendo (....) la certezza interiore che anticipa l'infinito" (Kierkegaard: il concetto d'angoscia)

La fede non è quel concetto consolatorio che il catechismo ci ha insegnato. Non è la garanzia e il rimedio perchè tutto ci risulti più accettabile. Non è nemmeno la delega in bianco che si cede a qualcuno perchè pensi e decida al nostro posto.
E non credo nemmeno che sia un dono.
La fede è fatica, è rischio, è una scelta presa con coraggio; mai conquista definitiva, ma continuo e personale rapporto con Dio, non privo di tormenti interiori.

Caro Miki, cristiana sono anch'io, ma riguardo al cattolicesimo ho qualche perplessità: niente ha fatto più danni al cristianesimo del cattolicesimo.
E comunque mi sembra assurda la frase di coloro che parlano di "un Dio cristiano". Dio è di tutti ed è sempre lo stesso Dio a qualsiasi latitudine e in qualsiasi credenza. Se Dio c'è (e c'è) è Dio anche degli atei, anche contro la loro volontà

La verità è un mistero e nessuno può conoscerla con evidenza. E' chiaro che, come tu dici, se un Dio esiste, è di tutti ed è sempre lo stesso Dio. Non esisteranno cento "dei" diversi nella verità, ma uno ed un solo Dio. Quì sulla Terra però esistono migliaia di religioni l'una diversa dall'altra, le quali definiscono in modo diverso Dio, ognuna ha un suo concetto di Dio, chi monistico, chi pluralistico, chi trascendente, chi immanente... Quando io dico "Dio cristiano" è perchè voglio riferirmi ad una particolare definizione di Dio. Non tutti la pensano allo stesso modo su Dio. Le posizioni non sono semplicemente Dio esiste - Dio non esiste, ma all'interno dell'esistenza di Dio vi sono poi una miriade di definizioni diverse che si possono affrancare a Dio. Vi è il Dio cristiano, il Dio ebraico, il Dio musulmano, il Dio buddista, il Dio scintoista, il Dio induista, taoista, sciista e quant'altro, chi più ne ha più ne metta. Sono d'accordo sul fatto che alla fine Dio sia "uno", ma c'è un certo pluralismo su chi sia quell'"uno".

Comunque temo mi sia un po' sfuggito di mano il post, certamente per colpa mia. Non so bene in questo momento se continuare o se fermarmi qui. Non riesco nemmeno bene a sostenere tutte le risposte che arrivano, non riesco a rispondere a tutti come vi sarete accorti. Probabilmente anche l'argomento con cui mi sono voluto cimentare ancora sorpassa le mie effettive competenze.
Non lo so, sono pure giovane e in questo momento sento il bisogno di consigli. Sono un po' in confusione, scusate.

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"Perché ho accolto l'invito dell'amico Giorgio Rochat a raccontare quegli anni terribili? Perché ho voluto rivivere il mio fascismo, la mia guerra fascista, la mia guerra partigiana? Perché credo nei giovani. Perché voglio che i giovani sappiano".
Nuto Revelli, Le due guerre.

"Alla fine mentre ricostruivamo il passato (traversato da continui moniti a non dimenticare perché non succeda più) ci siamo resi conto che quel che ascoltavamo come esecrabile racconto del passato lontano era presente e vicino, continuava ad avvenire sulla scena del mondo. Così quelle memorie marginali sono oggi ancora dolorosamente al centro della scena della guerra, e della morte che ci accompagna e che segna anche il futuro, le nostre vite, quelle delle democrazie occidentali, quelle dei nostri nipoti, apocalissi quotidiane, il passato si è fatto futuro, ascoltando donne e uomini dimenticati ci siamo trovati nella frontiera più attuale del mondo".
Pietro Clemente, Postfazione. A ora incerta. In "Poetiche e politiche del ricordo. Memoria pubblica delle stragi nazifasciste in Toscana", Carocci editore, Roma, 2005.
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Vecchio 01-11-2005, 13.35.32   #75 (permalink)
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La confusione, secondo me, è buon segno... ; bisogna spaventarsi quando ad essa si sostituiscono troppe certezze...


W la confusione!
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Vecchio 01-11-2005, 14.03.14   #76 (permalink)
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Messaggi: 1,953
proposta...

Visto che queste discussioni riscuotono sempre un gran successo (basta vedere le visite)... potremmo riportarla sul tema originario che dà il nome a questo thread: "Dio esiste?" e/o "A che serve?".
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Vecchio 01-11-2005, 14.44.26   #77 (permalink)
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Messaggi: 2,990
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Messaggio originale inviato da miky 1987
Non lo so, sono pure giovane e in questo momento sento il bisogno di consigli. Sono un po' in confusione, scusate.
Ma non devi sentirti responsabile, soprattutto del fatto che non hai il tempo sufficente per seguire e per rispondere a tutti.

Poi, secondo me, se vuoi fare un discorso costruttivo, cerca di mettere meglio a fuoco il tema che vuoi approfondire o sviscerare, e tiene presente che se apri un 3d al quale nessuno o pochissimi partecipano non significa nulla.

bah.... scusami se mi sono sentito abbastanza grande per consigliarti... a volte penso che la mia età mi abbia reso saggio e dimentico che la saggezza invece, è una ricerca continua.

__________________


Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia .....

da "Quattro stracci" di Francesco Guccini
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Vecchio 02-11-2005, 08.22.54   #78 (permalink)
Utente bannato
 
Data registrazione: 11-05-2005
Messaggi: 639
Dio esiste? A che serve? Questo è il punto in cui mi tocca veramente considerare gli atei una massa di utilitaristi molto eruditi ma completamente aridi e desiderosi di inaridire il prossimo. Sono stanco di vedere gente che piega Dio all'utilitarismo umano: se Dio esistesse avrebbe di certo un ruolo, un compito nell'economia dell'Universo. Se Dio è causa non ha ruolo, se Dio è scopo non ha ruolo ma è sempre e solo il motivo per cui tutto è. Far rientrare Dio negli schemi dell'utilitarismo umano non lo giustifica, così come ammettere che Dio non ha un ruolo di servizio (a che serve Dio) non vuol dire che non ci sia. Noi serviamo. Noi possiamo tenderci verso di Lui (o Lei o quel che è perché poi le femministe mi scannano se uso il maschile) se continuaiamo a giudicare il mondo senza tenere in contro la sua esistenza. Se Dio non è riconosciuto da chi non ci crede è solo perché ha fatto il dono a chi non vuole credere di essere libero di scegliere. Pensare poi l'aldilà in termini di punizione e premio è offensivo nei confronti di Dio che ci lascia la libertà di vivere la nostra vita, di scegliere, di pagare i nostri errori (perché se vado a punzecchiare un cane quello mi morde no? non ci sono premi e punizioni ma solo "tu fai il coglione? Non lamentarti se poi i risultati della tua stupidità arrivano"). Basta pensare che Dio non esista perché muoiono i bambini e toglie il presupposto del Dio buono. Dio ci ha lasciato la possibilità di essere liberi e per lasciare spazio a noi ha rinunciato alla propria libertà d'azione. O forse noi siamo la sua libertà, l'oggetto del suo amore. I bambini muoiono di fame? Chi toglie loro il cibo dalla bocca? Dio? Oppure l'uomo fa le sue scelte e invece di amare il prossimo preferisce pensare al profitto visto che non crede in un aldilà e in un dover render conto dei propri atti stupidi?

E se qualche volta Dio è severo.. beh, diciamocelo chiaro e tondo che mamma allatta al seno ma è anche pronta a dar sonori scapaccioni.
SebastianoTV83 is offline  
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Vecchio 02-11-2005, 09.35.08   #79 (permalink)
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Messaggio originale inviato da SebastianoTV83
Questo è il punto in cui mi tocca veramente considerare gli atei una massa di utilitaristi molto eruditi ma completamente aridi e desiderosi di inaridire il prossimo.


Citazione:
Se Dio non è riconosciuto da chi non ci crede è solo perché ha fatto il dono a chi non vuole credere di essere libero di scegliere.
E allora perchè te la prendi tanto con gli atei, se è stato dio a volerli così? Metti forse in dubbio il volere divino?

Citazione:
I bambini muoiono di fame? Chi toglie loro il cibo dalla bocca? Dio? Oppure l'uomo fa le sue scelte e invece di amare il prossimo preferisce pensare al profitto visto che non crede in un aldilà e in un dover render conto dei propri atti stupidi?

E se qualche volta Dio è severo.. beh, diciamocelo chiaro e tondo che mamma allatta al seno ma è anche pronta a dar sonori scapaccioni.
Prima dici che la responsabilità della fame nel mondo è (giustamente) l'uomo, poi ti figuri dio come una mamma che allatta... questa mamma sembra che compia delle discriminazioni... oppure che si vada a rifornire da un altro lattaio, perchè il latte che offre pare un pò rancido, per molti qui sulla faccia della terra...
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Vecchio 02-11-2005, 10.56.24   #80 (permalink)
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Dio esiste? A che serve? Questo è il punto in cui mi tocca veramente considerare gli atei una massa di utilitaristi molto eruditi ma completamente aridi e desiderosi di inaridire il prossimo.
Premetto che non sono atea, che credo in Dio, che amo Gesù e penso che davvero Egli fosse figlio di Dio.
Ma non condivido la valutazione che fai sugli atei. Troppo semplicistico liquidare la questione in due parole.
La scelta atea, secondo me, è quasi sempre il risultato di un travaglio interiore, di un interrogarsi sul mondo e le sue contraddizioni che ha portato ad una risposta da eroe tragico: l'assenza di Dio.
Intendo con eroe tragico l'uomo che si scopre "solo, sul cuore della terra", con la sua finitudine, con la consapevolezza di "essere per la morte", e insieme con il vigore di chi riesce a dare alla propria vita un senso significante proprio perchè è breve e preziosa, e non bisogna sciuparla.
Del resto, io faccio una distinzione (convinzione personale e se volete discutibile) tra religiosità e spiritualità. (In verità, io distinguerei anche tra religiosità e religione ).
La spiritualità appartiene a tutti gli uomini indistintamente e non è legata alla convinzione di avere una natura spirituale, come è certezza dei credenti.
La spiritualità è quel quid che ti fa andare oltre il pensiero materiale ed utilitaristico, e confesso di aver conosciuto molti atei molto più spirituali di certi credenti.
Per rimanere nello spirito della discussione, che fa riferimento ai credenti cattolici, direi che anche nella pratica cattolica ci vedo spesso molto utilitarismo, forse inconsapevole.
Un esempio per tutti: la preghiera, che si fa quasi sempre per ottenere qualcosa, come se Dio avesse un "UFFICIO CAMBI"
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A.
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