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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 19-12-2005, 16.26.24   #11
nexus6
like nonsoche in rain...
 
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Data registrazione: 22-09-2005
Messaggi: 1,770
Re: filosofia e attualità

Citazione:
Messaggio originale inviato da Mr. Bean
Quanto c'entra oggi la filosofia col "logorio della vita moderna"? E' ancora importante? Ha la stessa utilità (soggettiva ed oggettiva) dei tempi antichi o è cambiato qualcosa? In meglio o in peggio?
E che sarebbe sto' "logorio della vita moderna"?

E' ancora importante? Sì è ancora importante e la sua importanza è rimasta immutata nei secoli e nei millenni, da quando Parmenide ha iniziato a passeggiare per le vie di Elea.

Ha la stessa utilità dei tempi antichi? Sì ha la stessa identica utilità, che per le masse ignoranti è, è sempre stata e sempre sarà ovviamente pari al nulla; vi ricordate la presa in giro della contadina nei riguardi di Talete che inciampa in una buca, preso come era nelle sue riflessioni?

Trovo ugualmente che vi siano e vi siano state nel secolo passato grandi personalità, che chiaramente gli occhi della storia non hanno ancora inquadrato sotto la giusta luce.


Un'umanità senza filosofia sarebbe un'umanità senza umanità.

Ultima modifica di nexus6 : 19-12-2005 alle ore 16.29.21.
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Vecchio 19-12-2005, 17.15.38   #12
maxim
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Data registrazione: 01-12-2005
Messaggi: 1,638
Quanto c'entra oggi la filosofia col "logorio della vita moderna"?

Chissà se 100 anni fa ci si poneva la stessa domanda.

A mio avviso la filosofia è la miglior arma contro il "logorio della vita moderna". Purtroppo spesse volte rimane a livello di pensiero e non trova praticità nella vita. Una filosofia così concepita non ha senso se non per questioni di diletto personale. Molto probabilmente nei secoli scorsi si rifletteva anche nelle azioni e nei rapporti umani...oggi la vedo molto più statica.
Colpa dei filosofi.
Spesse volte essere troppo impegnati nei pensieri filosofici altrui devia o annulla i nostri.
.....che forse si sia già detto tutto?
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Vecchio 19-12-2005, 17.43.57   #13
esserenonessere
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Data registrazione: 19-12-2005
Messaggi: 16
la filosofia esiste sempre ma gli uomini con una coscienza vera stanno esaurendosi.La coscienza e' sempre piu' virtuale e sostituiamo le emozioni con le cose.
Siamo macchine che hanno bisogno di emozioni logaritmiche.
Non ci accontentiamo piu' di nulla,siamo insoddisfatti di tutto.
Robot!
La filosofia non è arte applicabile alle macchine.
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Vecchio 19-12-2005, 18.45.56   #14
epicurus
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Re: Re: Re: Re: Re: filosofia e attualità

Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag
Mi piacerebbe sapere se anche tu, (assieme ad altri), vedete questa minore incidenza della filosofia oggi e, se si, a cosa imputate la causa.

come - mi sembra - ha affermato nexus, è ovvio che le masse ignoranti non hanno mai sentito e mai sentiranno la necessità di avvicinarsi alla filosofia, ne alla filosofia di Platone ne a quella di Russell. ovviamente, per evitare fraintendimenti, non sto affatto dicendo che chi non si cura della filosofia sia un ignotante o simile: esiste un gran numero di persone intelligenti e sensibili scarsamente interessate a temi filosofici.

comunque - io parlo dal punto di vista più della filosofia angolosassone/americana, quella analitica e postanalitica - la lontananza (se c'è stata) potrebbe essere dovuta all'aumento notevole di tecnicità della materia stessa (un esempio: l'uso pesante della logica matematica, ma anche teorie fisiche contemporanee).


epicurus
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Vecchio 19-12-2005, 21.11.11   #15
esserenonessere
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Filosofia,amor per il sapere,
chi ormai ti cerca,chi ti vuole.
In questo gelido mondo,
dove il sol non splende piu',
solo la luce al neon mi scalda,
ma mi nega tramonti e mareggiate.
Oh filosofia,dove sei tu,
mi perdo in questa assurda valle impensante,
mi sento come sordo, cieco, muto.
Come puoi esister ancora,
tu nobil arte dell'uomo,
se l'uomo non c'e' piu'.
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Vecchio 19-12-2005, 21.53.21   #16
Gest O
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Per me siete un po' fuori strada. Dire che la filosofia non esce dall'ambito del pensiero per riflettersi nella praticità della vita é un nonsense. La filosofia é attività, certo, attività del pensiero, ma non per questo non fa parte della quotidianità. Innanzitutto la sospensione dell'atteggiamento naturale acritico, condizione preliminare di ogni speculazione, avviene sempre e comunque, in qualsiasi essere umano, quando ci si trova a fare i conti con la distanza incolmabile fra empirico e trascendentale. Questi sembrano paroloni tecnici apparteneti ad un linguaggio specialistico, ma in realtà stanno a significare qualcosa di molto semplice: la distanza fra il mondo quale é e quale pensiamo dovrebbe essere. In questo senso, ad esempio, ogni qualvolta ci si imbatte nella diversità di opinioni si esercita a diversi livelli l'argomentazione di tipo persuasivo tipico del filosofare. Per non parlare dei quesiti esistenziali che temi come la morte pongono giorno per giorno ad ognuno di noi. Tali stati nella consapevolezza prefilosofica non trovano altro sbocco se non la determinazione di condizioni emotive quali la meraviglia, l'angoscia, la malinconia. Dunque quello che fa il filosofo professionista non é altro che la riproposizione di problemi che si trovano anche ai livelli di ingenuità filosofica, appartengono cioé all'uomo come tale.
Tale attività é essenzialmente di tipo diagnostico, é la civetta che giunge alla sera, alla fine del percorso, quantomeno da hegel in avanti. Certo, conclusioni di tipo prescrittivo non sono mai mancate, da Platone a Marx. Ma ad oggi, anzi, soprattutto oggi, la consapevolezza filosofica non é in grado di offrire una morale che non sia provvisoria. Questo é dovuto in parte anche ai mezzi di comunicazione che permettono di confrontare gli stili di vita evidenziandone l'incommensurabilità. Ma questa stessa consapevolezza non é che il riflesso dello spirito del nostro tempo, in bilico fra apertura e chiusura. D'altronde , se con un'operazione ritenuta da molti indebita, si vogliono passare in rassegna le esistenze concrete dei filosofi per metterle in relazione con le corrispondenti teorie, ci rendiamo conto della proliferazione incontrolata dei significati: dalla coerente cicuta di socrate siamo passati all follia di nietszche, all'adesione al nazismo di heidegger, al ritiro ascetico(con sospetti di pedofilia) di wittgenstein, al suicidio di deleuze. Allo sguardo si impone infine una incoerenza del tutto, o meglio, tante coerenze che in definitiva si annullano fra loro. La contemporaneità filosofica é davvero consapevole che si é già detto tutto, ma ciò accade da sempre. La storia é una perenne permutazione di significati, un rimescolamento di prospettive che investe vita e pensiero e che non può conoscere evoluzioni o involuzioni, né tantomeno gerarchie qualitative che variano col tempo. Ciò comporta un abbattimento delle barriere fra le discipline, dimostrato fra le altre cose dall'influsso decisivo sul pensiero contemporaneo di un economista come marx, di uno psicologo come freud, di un poeta come nietzsche, di un fisico come einstein....
Gest O is offline  
Vecchio 19-12-2005, 22.26.50   #17
VanLag
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Citazione:
Messaggio originale inviato da Gest O
Per me siete un po' fuori strada. Dire che la filosofia non esce dall'ambito del pensiero per riflettersi nella praticità della vita é un nonsense. La filosofia é attività, certo, attività del pensiero, ma non per questo non fa parte della quotidianità.
Citazione:
Messaggio originale inviato da epicurus
come - mi sembra - ha affermato nexus, è ovvio che le masse ignoranti non hanno mai sentito e mai sentiranno la necessità di avvicinarsi alla filosofia, ne alla filosofia di Platone ne a quella di Russell. ovviamente, per evitare fraintendimenti, non sto affatto dicendo che chi non si cura della filosofia sia un ignotante o simile: esiste un gran numero di persone intelligenti e sensibili scarsamente interessate a temi filosofici.
Se non interpreto male, abbiamo due tesi contrapposte quella di epicurus che asserisce che le masse sono distanti dalle filosofie e quella di Gest O che asserisce che dal semplice dialogare all’interrogarsi sull’esistenza di Dio sono già moti della filosofia.

Forse come spesso succede la verità stà nel mezzo, nel senso che se è vero che pochi fanno il mestiere del filosofo è anche vero che i frutti di quel mestiere tessono poi le trame della cultura nella quale l’uomo comune si muove ed in questo senso sono importantissime perché sono il motore delle società. Sono cioè il software che sfrutta l’hardware.

C’è un articolo di Lucia Salvato in lettere Online, da me ripreso nella sezione del forum “dal sito” dal titolo: - il futuro ruolo della filosofia - da cui stralcio questo pezzetto:

- ………In questo percorso della Scienza, proiettata nel futuro in direzione dello studio della Mente, il ruolo della Filosofia è più che mai di primo piano, sia per le implicazioni etiche relative allo studio e alla manipolazione delle future conoscenze sulla mente umana, sia in quanto guida: la Filosofia cammina avanti rispetto alla Scienza, per gettare luce mediante il lume della Ragione, su ciò che dapprima appare oscuro, misterioso e incomprensibile…… -

Mi è sembrato bello il ruolo che l’autrice invoca per la filosofia.

La scienza da sempre ha da dire molto ma, haimè, per sua natura non tratta ciò che non è misurabile ne pesabile e quindi tende spesso a disumanizzarsi perdendo di vista non solo l'etica e la morale, ma anche la sfera sentimentale ed affettiva dell’uomo.
Etica e morale, sfera affettiva e sentimentale dell’uomo, più la definizione del valore o dei valori di una società dovrebbero essere i temi della filosofia, visto che la religione affronta queste cose partendo dal presupposto che esse sono comprensibili solo con la fede, ma la fede non tutti gli uomini la possiedono, quindi una società che non sviluppa filosofie adeguate è una società a rischio di regressione e, per rientrare nel 3d, se ciò è vero, oggi abbiamo più che mai bisogno di filosofie.


Ultima modifica di VanLag : 19-12-2005 alle ore 22.39.01.
VanLag is offline  
Vecchio 19-12-2005, 23.47.44   #18
Gest O
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concordo su quasi tutto. C'è da precisare però che le filosofie di una data epoca non tessono la cultura, esse si coimplicano, concretizzandosi nelle relative forme del parlare, del percepire, del pensare. Che il mondo odierno si dia a noi sotto la modalità dell'immagine ad esempio é insieme un dato di fatto e una tesi heideggeriana. Chi ha la precedenza?(evidentemente qui entra in gioco l' impossibilità di una trasparenza a sè di un'epoca). Dire che la conoscenza non é assoluta significa dire che essa ha delle storie che la determinano.
Per il resto sono d'accordo: la tensione etica fa indubbiamente parte della sensibilità della storia della filosofia.
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Vecchio 20-12-2005, 00.32.18   #19
epicurus
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Messaggio originale inviato da Gest O
Per me siete un po' fuori strada. Dire che la filosofia non esce dall'ambito del pensiero per riflettersi nella praticità della vita é un nonsense. La filosofia é attività, certo, attività del pensiero, ma non per questo non fa parte della quotidianità.

E' vero - come tu giustamente ricordi - che il parlare e sostenere tesi sono atti umani come gli altri (e forse molto più dirompenti), ma c'è sempre da tener presente che una cosa è parlare una lingua, un'altra cosa è esplicitare i suoi funzionamenti.

Quindi è vero che ogni nostra azione è intessuta di una nostra filosofia, ma bisognerà considerare anche l'esplicazione di tale filosofia sottesa.

Comunque concordo che il filosofare (quello esplicito) lo ritroviamo ovunque, potenzialmente in ogni discorso. Però v'è da precisare la diversa enfasi e il diverso impegno che alcune persone ci mettono nel trattare certe questioni.

Non voglio fare scale sciocche di una qualche superiorità, ma vi sono delle differenze oggettive. Non penso sarà molto frequente che una persona comune abbia un pensiero in proposito su che cosa sia il significato, oppure sulla natura della mente, o se l'onnipotenza sia un concetto consistente o meno, etc... (magari avrà un'idea, ma sarà poco approfondita o magari non avrà ragioni per persuaderci).

Molte volte provo ad iniziare un discorso di filosofia (con amici, ragazza, genitori, e chi più ne ha più ne metta) ma non funziona, questo perchè redere esplicita la propria filosofia e cercare di rifletterci sopra (e scovare ragioni per sostenerla o refutarla) non a tutti piace. Questo - come già detto - non implica nessuno stato di ingnoranza o inettitudine di nessuno, come a me non piace il calcio a loro non piace la filosofia: per me la filosofia non è nulla di sacro, anche se mi diverte un mondo
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Vecchio 20-12-2005, 10.49.19   #20
maxim
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Molte volte provo ad iniziare un discorso di filosofia (con amici, ragazza, genitori, e chi più ne ha più ne metta) ma non funziona, questo perchè redere esplicita la propria filosofia e cercare di rifletterci sopra (e scovare ragioni per sostenerla o refutarla) non a tutti piace. Questo - come già detto - non implica nessuno stato di ingnoranza o inettitudine di nessuno, come a me non piace il calcio a loro non piace la filosofia: per me la filosofia non è nulla di sacro, anche se mi diverte un mondo.

Ti sei mai chiesto perchè non a tutti piace?
Il pensare profondamente, la ricerca di un perchè e dell'essenza delle cose non dovrebbe essere prerogativa di pochi e non può trovare paragoni con il gioco del calcio.
Parlare di filosofia, ma anche il semplice filosofeggiare, non può, purtroppo, essere condiviso con chiunque. O la si sente...oppure no. Un pò come il prete che parla di Dio ai bambini. Se una cosa non la senti dentro non la capisci....e se non la capisci, la eviti.
Le risposte preconfezionate, spesse volte, funzionano meglio. Le distrazioni materiali ed i mezzi (il lavoro) per ottenerle, lasciano ormai poco spazio allo sviluppo autosufficiente del nostro pensiero. Da qui forse il "logorio della vita moderna".
Spesse volte affrontare grandi temi filosofici con persone dalle risposte preconfezionate (la maggioranza) si corre il rischio di essere scambiati per matti...
...e forse un pò lo siamo.
Tutto questo diverte molto anche me.
maxim is offline  

 



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