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Lettera agli Spirituali sulla verità e sull'Equilibrio Evolutivo

di Giancarlo Braido - Ottobre 2009
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Spiritualità componente Umano-Divina

E’ innegabile l’aspirazione umana ad elevarsi a stadi sempre maggiori di consapevolezza, a riconoscere, coltivare ed espandere la propria spiritualità. La storia dell’Uomo è testimonianza del continuo gioco degli equilibri tra logica e spirito. L’esistenza delle religioni, lo studio e la ricerca nei campi delle scienze e delle filosofie ne sono la prova. Dal momento in cui l’animale uomo si è identificato sempre più come Essere Umano in grado di pensare per proprio conto, con una propria logica, il gioco di equilibri tra logica e spirito ha cominciato a prendere piede. Più l’uomo progrediva nelle scienze più aveva bisogno di spiritualità. Il bisogno di evolversi nelle scienze è insito nella natura umana, tanto quanto il bisogno di espandere la propria spiritualità, è la costante ricerca di un equilibrio superiore.
C’è chi afferma che l’Uomo oggi è meno felice che nel passato, che il meccanicismo dei tempi moderni rende l’Uomo sempre più simile ad una macchina.
Questa “verità” non esiste.
Innanzitutto stiamo parlando di una condizione, la “felicità”, che necessiterebbe il porsi in uno stato di profonda meditazione per poter intravvedere di cosa si stia parlando. Come la Spiritualità, anche la felicità è umana e divina allo stesso tempo.
Ma, per voler comunque trovare dei possibili accenni di un sentiero su cui incamminarci, dirò che è comunque anche in questo caso un problema di Equilibrio da ritrovare.
Certo l’Uomo in questi tempi moderni vede i propri orizzonti allargarsi, diviene consapevole della moltitudine che popola la terra, delle moltitudini di lingue, moltitudini di diversità, della vastità del sapere e quindi della vastità della sua ignoranza, della complessità dei sistemi costituiti che regolano la convivenza umana quindi della sua infinitesima rilevanza all’interno di tali sistemi. Ma il problema non sta in questa ipotetica eccessiva espansione “del lato logico” dell’Uomo e della comunità Umana.
Se crediamo nella positività dell’esistere dell’Uomo dobbiamo credere nella positività del suo progredire. Il problema è che sta mancando qualcosa, qualcosa sta creando un eccesso di tensione, una disarmonia. Sta mancando un Equilibrio. Sta mancando il bilanciamento della Logica, sta mancando Spiritualità. Perlomeno, nelle “masse” sta mancando spiritualità.
La Spiritualità del passato è consunta, le verità professata che la alimentava ha mostrato e mostra i suoi limiti, la sua relatività. Ciò riguarda tutte le Religioni. Le Religioni hanno una grande responsabilità in questo senso. I meriti del passato, l’innegabile aiuto dato all’Uomo per uscire dall’oscurità degli albori della sua esistenza quale Essere Umano rischiano di divenire una zavorra. L’uso politico delle Religioni, qualsiasi Religione, dovrebbe essere ripudiato da ogni vero Ricercatore Spirituale.
Chi credeva e chi ancora perpetua credenze in divinità mitologiche o divinità semiumane del passato è sempre più a disagio nel trasporre queste credenze nel presente.
Coloro che si credevano e ancora si credono il Popolo Eletto cominciano a chiedersi come può un Dio, Principio di tutta questa Universalità, avere riservato solo a loro questa particolare attenzione e se ciò non sia invece una forma di profonda alterigia, un senso di superiorità che continua invece a fargli indossare le vesti di un popolo odiato.
Chi crede in un Cristo “figlio di Dio” sta sempre più rendendosi conto che anche  Jesus éra un Uomo come molti altri uomini del suo e del nostro tempo, con grande consapevolezza e capacità, certamente, ma pur sempre un Uomo e certamente figlio di una Entità Assoluta, ma come lo é tutta l’Umanità e tutto l’Universo.
Grandi parti di Umanità sono perplesse e sconvolte nel constatare come le religioni siano state lo strumento usato in passato e tuttora usato per indurre persone al suicidio ed all’omicidio attribuendo a queste azioni valori privi di senso quali “martirio” e “guerra santa”.

 

Una nuova e rinnovata Spiritualità dunque, che proprio per la novità che porta in sé abbia la forza necessaria a bilanciare il grande balzo che l’Umanità è portata a fare nelle ére a venire.
Appare difficile dire cosa può generare questa Nuova Spiritualità in un tempo in cui il concetto di verità ha perso il suo rassicurante significato.
Ma proprio in ciò, nel crollo della verità, che sta il germe della successiva rinascita.
Muoia la Verità!  E nasca la nuova spiritualità.

 

Quindi non c’è più alcuna verità! Non c’è più una verità di fede! Non c’è più qualcosa in cui credere! L’equazione sembra fatta e servita. Finito tutto. E ora?
In che direzione andrà l’Umanità? Quale sarà la luce che indica il cammino?
Una nuova verità, una verità in cui credere c’è ancora. Solo che non è più un qualcosa di definitivo, di stabile e duraturo. La verità, ma ora è più giusto parlare di metodo, é in una ricerca costante dell’Equilibrio, non di un Equilibrio statico, identificato e raggiunto una volta per tutte, ma bensì un Equilibrio dinamico, in continua evoluzione. In evoluzione come è in evoluzione l’Uomo in tutti i suoi più diversi aspetti. Chiamiamolo quindi Equilibrio Evolutivo.
In questo contesto anche la definizione di “verità” come “ri-velazione” trova il suo senso, ovvero la verità è qualcosa che si mostra nascondendosi di nuovo, in una sorta di gioco continuo nel tentativo di svelarla.

Non cerchiamo scorciatoie e facili risposte “di fede”, affrontiamo la umile e meticolosa ricerca delle varie forme dell’Equilibrio Evolutivo.

Bene e Male non esistono più. Le verità morali che enunciavano la loro esistenza si sono dissolte. Al loro posto rimangono coppie pragmatiche, coppie di opposti prive di contenuti morali. Opposti che sono riferimenti astratti, come conoscenza ed ignoranza, consapevolezza ed inconsapevolezza, Luce e Buio. Non esistono come non esiste l’infinito, sia al negativo che al positivo. Ma sono riferimenti umani, necessari alla nostra logica per poter elaborare dei valori di vita.
Nel confrontare questi opposti riusciamo ad individuare la posizione di giusto equilibrio per il tempo e per il luogo di vita.

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