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L'autoerotismoPregiudizi sul Sesso

di Davide Ragozzini   indice articoli

 

In tre o in gruppo

Novembre 2013
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Ecco che subito dopo il capitolo delle fantasie inserisco questo capitolo dedicato ad un comportamento che dalla fantasia passa a diventare una realtà.

I cattolici e i perbenisti in genere penseranno che l’umanità sta degenerando, invece credo che al contrario si stia liberando lentamente e sempre più diffusamente dalle sue gabbie.

Il dilagare di quest’apertura e nello specifico mi riferisco a comportamenti sessuali quali il sesso a tre sia in coppia che non, il sesso di gruppo e lo scambismo, è una realtà che sta portando molti esperti e studiosi a valutarla e comprenderla per darne una risposta scientifica che la assolve da vecchie accuse e ingiuste condanne.

In questo capitolo vedremo prima il pensiero e le informazioni degli “addetti ai lavori” che non sempre però hanno una posizione oggettiva, vi proporrò interessanti digressioni e infine vedremo l’opinione della gente comune attraverso i blog e i forum.

Troveremo tre diverse posizioni: chi è a favore, chi lo è ma solo dopo attenta valutazione e chi è contrario.

Tra questi ultimi molti non si limitano ad esprimere contrarietà ma (e in alcuni casi vedremo che lo ammettono proprio) giudicano chi sta dall’altra parte come se fosse la causa del male del mondo.

Io sostengo che il male del mondo arriva proprio dalle chiusure che molta gente dimostra di avere e nella scarsa e a volte assoluta assenza di tolleranza.

Qui riporto una lettera pubblicata sul web e un successivo commento molto interessante. In questa lettera intervengo in tre punti per ampliarne i concetti.

 

Rapporto a tre: alternativa a scambismo e tradimento di coppia

Dal sito: www.letterealdirettore.it/rapporto-a-tre-alternativa-a-scambismo-e-tradimento-di-coppia/

 

autore: albert

Suscitano molto interesse, a giudicare dagli interventi dei lettori, argomenti quali il tradimento nella coppia e lo scambismo, considerato un’alternativa non ipocrita al tradimento.
C’è però una terza possibilità, di cui si parla meno, e che forse può rappresentare un’alternativa alle due di cui sopra, e cioè il rapporto a tre.
Una lettrice, anomis, scriveva (una donna tradita) che, dopo aver saputo del tradimento del marito (con cui è sposata da 20 anni) di cui è molto innamorata, ha deciso di inserire la donna amica del marito nel loro menage, e la cosa non la turba affatto, e anzi si trova bene.

 

Non sono affatto contrario a sconfinamenti del rapporto a due, però voglio sottolineare che in alcune coppie non perfette, non basate su l’amore vero, tali esperienze possono essere un escamotage per trovare il modo di stare insieme a TUTTI I COSTI.
Ancora una volta la questione va valutata a monte, nella natura e nella genesi della coppia stessa all’interno di entrambe le profondità soggettive che la formano. 
La prima domanda che la coppia deve farsi è: io e te, siamo le persone giuste per formare questa coppia? Io per te e te per me siamo veramente il massimo che possiamo darci?
Ti amo davvero come l’unico essere umano che possa mai amare? E tu provi lo stesso per me? Siamo perfettamente sicuri, senza il minimo dubbio che a unirci non siano invece lati oscuri del nostro essere che ci spingono ad aggrapparci a qualcosa che con un po’ di adattamento comunque si può sopportare? O anche solo l’incapacità e l’inconsapevolezza di riconoscere dentro di noi che cosa sia il vero amore?
Credo che se si giunge a simili domande la risposta sia già nell’aria. L’amore vero non lascia spazi a dubbi. La lettera continua:

 

Volendo affrontare il problema in termini seri, anche considerandone le implicazioni morali e psicologiche, direi che lo scambismo, da talune coppie considerato un modo leale e non ipocrita di soddisfare le proprie fantasie sessuali senza tradire il/la partner stabile ha però lo svantaggio di non creare affatto (tranne pochi casi) un rapporto amichevole e affettivo tra le coppie, dando vita solo a relazioni occasionali, fondate sul solo sesso.
La maggior parte afferma di considerare la frequentazione di locali “privè” e il cambio frequente di partners l’unico modo per praticarlo, ma molte coppie sono riluttanti a ricorrervi, proprio per la poca intimità , privacy, assenza di sentimenti della cosa.”

 

Questo dimostra che nella ricerca della coppia c’è qualcosa che va oltre al solo sesso.

Può essere un’esperienza appagante sul momento ma ripeterla può diventare insoddisfacente se non evolve in qualcosa di più profondo, del resto, è esattamente ciò che succede all’interno della coppia.

Come nel micro anche nel macro si potrebbe dire.

Oppure cercare sentimento anche nello scambio o nel rapporto a tre o a quattro può essere il riflesso di un bisogno che si sente in modo inconscio già all’interno della coppia.

Qui emerge l’importanza di sperimentare mantenendo vive e coraggiosamente le domande sulla qualità della storia che stiamo vivendo.

Continua:

 

Per contro è ovvio che il tradimento è moralmente censurato dalla maggioranza – soprattutto se non si tratta di una “scappatella” occasionale – proprio per l’inganno alla fiducia del coniuge che implica, e per le conseguenze emotive traumatiche se scoperto.”

 

Il tradimento più grave è dire: ti amo quando non è vero.

A far soffrire davvero dovrebbe essere il fatto che il partner ci menta e le sue eventuali e patetiche esperienze extra nella ricerca di una felicità illusoria dovrebbero avere prettamente un valore psicologico e non il fatto in sé di provare piacere fisico con un alta persona sia in nostra presenza o meno.

Il concetto di tradimento dovrebbe essere ristretto ad un fatto sentimentale e psicologico. So che starete pensando: ma se si ama non si desidera nessun altro!

Non ne sarei così sicuro, intanto è un’eventualità che si può verificare momentaneamente, e non per questo bisogna credere che permanga in eterno, e poi quanto meno teniamo sempre in considerazione il dubbio, se non possiamo essere sicuri del contrario, perché come abbiamo già detto nessuno di noi conoscerà l’amore fino in fondo se prima non affronta se stesso e i propri mostri, quindi non possiamo sputare né dogmi né regole.

Se poteste leggere il suo pensiero sareste soddisfatti se scopriste che puntualmente lui o lei desidera ardentemente fare l’amore con altre persone ma per una grande forza di volontà riesce a  trattenersi?

Io non credo proprio.

Che questa domanda vi faccia luce sul fatto che molti di voi probabilmente vivono  costantemente nell’ipocrisia.

Molte persone si accontentano di sapere che il partner non vive fisicamente rapporti extra, spiandolo, controllandolo o addirittura vietandogli di uscire e non si curano minimamente dei suoi desideri e sopratutto del suo enorme mondo sommerso.

E queste le chiamate relazioni?

Continua:

 

Nel caso dei rapporti a tre, accade invece che le tre persone hanno quasi sempre un forte legame affettivo.
In molti casi il terzo/a è un amico/a di lunga data di uno dei due coniugi, ed è umano che in alcuni casi provi un’attrazione per l’altra persona.
Oppure uno dei due coniugi conosce e prova sentimenti di amicizia, affetto, condivisione di interessi, attrazione, ecc. per una persona nuova, ad esempio il/la collega, o una persona che frequenta abitualmente.
In questi casi la scelta “tradizionale” dovrebbe essere quella di espellere questa persona dalla propria esistenza, e magari troncare un’amicizia pluriennale, oppure separarsi dal coniuge, o avviare una storia clandestina, tradendo il coniuge.
Mi chiedo invece se accettare di inserire nel proprio menage questa persona, con la quale – ripeto – vi è quasi sempre un forte legame di amicizia, non sia una soluzione più accettabile, senza tradire la fiducia del coniuge.
A chi crede che l’amicizia a tre sia meglio della coppia fedifraga, o della rottura dell’amicizia, suggerisco di guardare bene il bellissimo film di Salvatores “Turnè”, in cui lei riconosce di amare due amici d’infanzia perché insieme “formano un uomo perfetto”, e alla fine anziché rompersi un’antica amicizia per una scelta d’amore (all’inizio lei tradiva il fidanzato col migliore amico), ci sono tre persone + unite di prima in nome dell’amicizia.

 

COMMENTO: carlo – “Io ho sempre sostenuto che non esista il gene della monogamia ma che sia solo una necessità sociale abbondantemente sottolineata dalla religione.
 Ne è nata una “morale” (ricordiamoci che la morale collettiva è mutevole e si adegua ai tempi che viviamo) che spinge verso la realizzazione e la difesa strenua del rapporto a due per consentire la “tenuta” del nucleo famigliare.
Non che questo sia sbagliato, anzi!
La famiglia ha un’importanza enorme, però ci si dimentica troppo spesso che le pulsioni umane possono essere represse, però continuano ad esistere.
 Eros e Thanatos! Attrarre, essere attratti, lasciarsi inebriare dal sesso sono esperienze meravigliose.
Se la maturità, l’intelligenza, la complicità di una coppia consente a qualunque età di mantenere vive queste emozioni anche con rapporti a tre, a quattro, a quindici…. perché no?
E’ splendido. L’unica regola fondamentale (secondo me) è mantenere la complicità e non ferire il/la compagna/o. Per questo comprendo ma non giustifico il tradimento tout court.”

 

Sono stato tentato, durante la stesura di questo libro, di inserire articoli di psicologi e sessuologi e ripeto: psicologi e sessuologi, che affrontano l’argomento con paroloni scientifici ma nel ‘sottobosco’ del loro messaggio si intuisce un giudizio pressoché assoluto alla pratica del sesso a tre o in gruppo senza tentare minimamente di approfondire in modo da poter specificare una distinzione tra le diverse spinte dei soggetti che vi si approcciano.

In un articolo di poche righe è emersa la parola perversione molte volte dando così al lettore un’idea negativa di questa realtà.

Questo libro vuole dare messaggi positivi ed elencare situazioni e visioni positive.

Non vuole sprecare energia ad elencare visioni sbagliate o superficiali per poterle mettere in discussione, anche se in alcuni casi ho ritenuto opportuno farlo.

Il fatto che siano psicologi o sessuologi a scrivere, non significa assolutamente nulla, sopratutto se gli articoli sono in riviste che si occupano di moda o gossip.

Ricordatevi sempre che gli esperti (sociologi psicologi e sessuologi) sono prima di tutto esseri umani e nel loro bagaglio di informazioni interagisce, anche per loro, il loro vissuto e le loro convinzioni.

Non credete mai subito a quello che leggete, neanche a questo libro, rifletteteci sempre prima di prendere una posizione. Ma nel vostro riflettere usate come strumenti tutto, sia il vostro vissuto e le vostre convinzioni che informazioni più oggettive e idee di altre persone.

Non giudicate mai e se non siete sicuri di avere informazioni abbastanza precise potete rimanere in sospeso e rimandare la genesi di una vostra idea, infine, quando ne avrete una, considerate sempre la possibilità di rimetterla in discussione.

Si sente molto spesso dire sopratutto da persone anziane: “...l’ha detto la TV..”. al di là del media che ci parla, molte persone credono a tutto quello che l’informazione gli inculca nella testa.

Queste informazioni bisogna ascoltarle, confrontarle con altre, con le idee degli altri e con il risultato degli studi degli esperti, infine si può credere di averne un’idea abbastanza precisa.

Se è troppo faticoso per voi fare tutto questo non siete obbligati ma almeno astenetevi dal dare manforte alla prima che avete sentito perché molto probabilmente è quella sbagliata.

Un atto in sé non ha una natura perversa se non è nocivo. Esistono milioni di variabili che conducono allo stesso risultato. Ricordatevi l’esempio della Nutella: ci si può affondare il cucchiaio ogni tanto nella ricerca di un sano piacere oppure ci si può avventare sopra in un modo perverso, l’atto in sé è il medesimo a cambiare è l’approccio soggettivo.

Dove c’è amore non può esserci perversione; ma perché un atto non si basi sulla perversione non è necessario che ci sia l’AMORE, è sufficiente che ci sia affetto, curiosità, rispetto e voglia di cercare piaceri diversi, voglia di sperimentare e di scoprire emozioni nuove.
Nel triangolo non è vero che è celata una tendenza all’omosessualità, purtroppo qualche esperto l’ha affermato con l’imprinting di una regola, certo può essere, ma anche se fosse, mi chiedo: e allora?
In merito a questi aspetti riporto parte di un articolo molto preciso e obbiettivo:

 

Sesso a tre

Dalla pagina web: www.amando.it/sesso/sessualita/sesso-a-tre.html

 

Autrice: Bianca Maria Fracas - Psicologa e consulente sessuale
“Voler provare a tutti i costi un’esperienza erotica considerata audace e trasgressiva potrebbe quindi essere un impulso dettato, più che da un desiderio autentico, dal bisogno di nuovi stimoli, nel momento in cui si cominciano ad intravedere i primi segnali della noia e dell’abitudine.
Bisogna porsi una domanda: l’idea di fare l’amore a tre riflette un vero desiderio di vivere il sesso come un gioco imprevedibile e non ripetitivo, o nasconde la paura di perdere ogni desiderio?”

 

Oppure come dicevo poco prima, potrebbe essere anche il tentativo di cercare a tutti i costi un modo per trovare un equilibrio laddove forse la storia sta volgendo al termine, faticando ad accettarlo.

 

“Se si tratta del secondo caso, c’è il rischio di diventare succubi di uno scenario erotico ripetitivo, in grado di assicurare ogni volta il ripetersi dello stesso piacere.

In questo modo non si lascia più spazio all’imprevedibilità delle pulsioni erotiche e quindi alla dimensione creativa e mutevole del gioco sessuale: aspetto cui sono molto sensibili le donne.
Se c’è la necessità di ripetere scenari erotici, significa che il comportamento sessuale ha tendenze perverse.”

 

La parte successiva dell’articolo ci mette in guardia sulle possibili conseguenze che possono arrivare da tali pratiche che in alcuni casi sfociano in un fallimento della coppia ma credo che piuttosto si debba parlare di casistiche che più che minare il rapporto ne danno alla luce problematiche sottostanti già presenti.
Poi l’articolo continua:

 

Quando diventa un abitudine Coloro che non riescono più ad avere un rapporto soddisfacente, perché l’unico stimolo viene dato da queste situazioni, dovrebbero desessualizzare la relazione, riscoprire la bellezza del proprio partner nella vita quotidiana, nei gesti di tenerezza e di gentilezza.
In questo modo si ritroverà un erotismo diverso, non quello dell’oggetto erotico da sballo ma quello dell’oggetto d’amore, talvolta più sottile, ma sicuramente più appassionante.”

 

Qui emerge una diffusa tendenza, da parte di psicologi e “colleghi”, di ripristinare una normalità solo ed esclusivamente attraverso il ritorno ad un presunto amore a due sano e immacolato il quale viene preso come l’unica via di uscita perché si considera la più giusta.
Ma io credo che, come dice la Dott.ssa Fracas: Coloro che non riescono più ad avere un rapporto soddisfacente.... dovrebbero  prima capire se questo, unito all’esperienza del rapporto a tre o a quattro ...che nello specifico è diventato una degenerazione del loro rapporto e non una sana ricerca di emozioni nuove, sia da valutare come la spia della fine del loro rapporto e prendere in considerazione anche decisioni più drastiche.
Gli psicologi e gli psicoterapeuti dovrebbero sempre sottolineare l’esistenza di due diverse possibilità.
Dovrebbero mettere sempre la coppia nell’ordine di idee di valutare anche la possibilità di lasciarsi invece che spingerli sempre ed inesorabilmente ad una riappacificazione che ha tanto il sapore di un dogma cattolico.
Il loro mestiere dovrebbe essere quello di aiutarli a capire se è il caso di dividere le strade e in moltissimi casi in cui le crisi sfociano attraverso le situazioni che stiamo prendendo in esame, è la via d’uscita migliore ma non perché la coppia ha subìto qualche cambiamento strada facendo, ma perché fin dall’inizio probabilmente è stata un’unione che scavando, e col senno di poi, risulterebbe dubbia anche ai partners stessi.
Gli specchi son fatti per “riflettere” e non per arrampicarcisi.

 

Qui riporto parti di uno splendido articolo anche se mette un po’ in ombra il sesso di gruppo lasciando capire una preferenza dell’autore alla performance circoscritta a tre elementi.

 

Il sesso a tre

Dal sito: www.girlpower.it/sex/guide_erotiche/sesso_tre.php

 

A cura di: Alberto Parisi

“...Perché il sesso a tre, lungi dall’essere una perversione, è una delle fantasie più ricorrenti dell’immaginario erotico femminile e maschile, la cui pratica può essere molto appagante per i singoli in cerca di emozioni forti e per le coppie più smaliziate.
Chi del resto non ha mai vissuto un rapporto segnato dalla dinamica “io/lui/l’altro”?
Solo che in questo caso la competizione e la gelosia spariscono per trasformarsi in una complicità nella quale “l’altro” diventa un alleato del proprio piacere, nonché un aiuto per il piacere del proprio lui o della propria lei.
Assolutamente lontano dal classico sesso di gruppo, nel quale l’individuo cerca di perdersi in un’orgia di corpi, il sesso a tre esalta invece la sensibilità individuale e la sensualità del rapporto grazie alla complicità dei due partner, trovandosi così a ricoprire diversi ruoli contemporaneamente, alla ricerca delle mille sfaccettature della propria sessualità.”
“....è in molti casi l’unico modo per sperimentare quella libertà totale che dovrebbe essere, e purtroppo non sempre è, la base di ogni rapporto sessuale che voglia essere pienamente un atto di piacere fisico e mentale.”
“Infiniti sono i possibili “incastri” di un rapporto a tre, innumerevolmente maggiori delle possibilità che la matematica farebbe immaginare: perché le tre unità assieme permettono che esplodano e si liberino le potenzialità e le sensibilità che ognuno di noi ospita al proprio interno, relegate spesso in un angolino nascosto della propria anima, o racchiuse nella carne di un corpo che non si accontenta dei soliti “socialmente accettati” piaceri.
Il sesso a tre non è obbligatorio, ed anzi potrebbe fare molto male a chi vi si avvicina senza esser preparato ai tanti “contro” che potrebbero insorgere, e nessuno avrà mai il diritto di chiedervi di fare cose per le quali non siete preparati e per le quali non avete alcun interesse.
 Il sesso a tre, deve essere vissuto sempre e solo come una forma di libertà consapevole e consenziente, altrimenti si snaturerebbe ciò che di bello questa esperienza può donare: perché un uomo e una donna che hanno un rapporto sessuale saranno sempre, alla fin fine, sempre “un uomo” e “una donna”, mentre tre persone che hanno un rapporto sessuale insieme possono riassumere in se stesse l’infinito della libertà, e senza la libertà di decidere non c’è mai piacere.”

 

Dopo un elogio simile mi sento di aggiungere e commentare alcune cose: come ho accennato nelle due righe introduttive dell’articolo, emerge un sottile confronto con il sesso di gruppo lasciando intendere che invece per quello ci sono delle riserve.
Questo capitolo si intitola IN TRE O IN GRUPPO quindi vuole prendere in esame l’alternativa numerica al sesso tradizionale a due.
È ovvio che da tre a più di tre ci sono delle differenze perché nel trio si creano delle dinamiche psicologiche diverse se la maggioranza è appunto maschile o femminile.
Un uomo con due donne vive un’esperienza diversa se si trova invece a dividere una donna con un altro uomo.
In questo caso se non ha inibizioni e i suoi gusti sono audaci può godere anche della presenza dell’altro uomo.
Lo stesso vale se si guarda la cosa dal punto di vista femminile.
L’articolo parte dal presupposto che due dei tre siano una coppia con un rapporto stabile, ma non è mica detto.
Possono essere tre amici o due con uno sconosciuto o tre sconosciuti.
Nel sesso di gruppo, dove ci sono più di un maschio e più di una femmina, si vive una sorta di completezza simmetrica dove ognuno, a seconda dei gusti, può godere di entrambe le presenze contemporaneamente.
Mi sento di concludere  sottolineando l’importanza della piena consapevolezza di eventuali effetti collaterali sopratutto se al solo atto fisico si uniscono dei sentimenti profondi che possono essere rivolti ad un partner in termini d’amore o a un amico del quale si può diventare rivali, rischiando di alterare i rapporti.
Molte ricerche e sondaggi hanno portato alla luce che pratiche sessuali come lo scambismo, il sesso a tre e il sesso di gruppo hanno migliorato in un’altissima percentuale di intervenuti il rapporto di coppia.
Tali pratiche sono ancora però molto malviste da numerosi individui che fanno un parallelo tra il loro sentito declino morale della società e il rischio di contrarre malattie che non accadrebbe in una condotta sessuale monogama.
Le malattie ci possono far soffrire o uccidere ma non bisogna lasciarci condizionare da esse per giudicare perverso chi ha una sessualità libera collegando ignorantemente la sua spinta nel cercare piacere con il pericolo.
È ovvio che sono in relazione ma non per stabilire se chi è sessualmente libero sia perverso perché rischia un contagio.
I perversi lo sono indipendentemente dal rischio di un contagio.
Sono due cose molto diverse e vale la pena avere ben chiara questa distinzione.
Anche il fumo uccide ma non consideriamo perverso un fumatore accanito.
Se schioccando le dita potessimo eliminare ogni virus dal pianeta smetteremmo di giudicare come perversi comportamenti sessuali molto liberi?
È facile che per molte persone sia proprio così perché a quel punto questi tipi di rapporti non produrrebbero conseguenze organiche.
Teniamo presente, almeno come probabilità, che l’HIV è possibile che sia stato creato in laboratorio da qualcuno che ha interesse a mantenere il controllo sull’umanità.
Da quando conosciamo questo virus le vendite dei preservativi sono spiccate alle stelle facendo guadagnare milioni alle società che li producono e li distribuiscono.
Questo non dimostra niente ma saperlo può metterci in condizione di avere un’idea più neutrale sull’argomento.
In tutti i modi le malattie hanno creato il terrore verso la possibilità più sublime che abbiamo di provare piacere, sia fisico che mentale assecondando così il volere di molte religioni.
Sarà un caso... ma credo che la natura difficilmente produrrebbe una malattia così crudele... perché andrebbe contro se stessa.

 

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