Gustavo Raffi: Essere massoni significa mettersi in discussione, cercare di aprire i propri orizzonti lavorando per il perfezionamento interiore, ma anche contribuendo, ciascuno secondo le sue capacità, al miglioramento degli altri.
Ho deciso proprio durante il '68 di entrare, abbastanza giovane, in Massoneria, perché vi ho trovato un contesto capace di stimolare il mio pensiero e di soddisfare, al di fuori dell'agone politico, le numerose istanze di sociabilità e di dialogo spirituale, che mi muovevano e che ancora oggi agitano il mio cuore. Non ne sono affatto pentito.
Un tempo, la tradizione iniziatica si avvaleva dei simboli lasciati nella pietra e nella musica: quale ritiene essere il mezzo più adeguato oggi per tramandare nuovi insegnamenti e “conoscenza” ai massoni posteri?