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RIFLESSIONI SUL SENSO DELLA VITA


di Ivo Nardi

Edizioni TLON, 2016

 

 

RIFLESSIONI SUL SENSO DELLA VITAIvo Nardi ha posto dieci domande esistenziali a più di cento personaggi del mondo della cultura, mille risposte a confronto.

Una preziosa raccolta di riflessioni che mettono in luce le prospettive della società contemporanea.

L’intento è quello di offrirti più punti di vista possibili sul senso della vita, così da aiutarti in maniera più obiettiva davanti alle circostanze della tua esistenza. Approfondisci


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e scarica gratuitamente l'eBook contenente gli aforismi tratti dalle risposte.


Riflessioni sul Senso della VitaRiflessioni sul Senso della Vita

di Ivo Nardi - Indice personaggi intervistati

Riflessioni.it è il luogo ideale per fermarsi e riflettere sul senso della vita e lo faremo attraverso le risposte che persone di cultura hanno dato a dieci domande da me formulate.

 

Intervista a Silvano Agosti

dicembre 2009

 

Silvano Agosti, regista, scrittore, poeta.
Nato a Brescia, appena diplomato parte per Londra, vivrà poi in Francia, in Germania svolgendo i lavori più umili e infine parte a piedi per visitare tutto il Medio Oriente e l’Africa del nord. Nel 1962 si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e nel 1967 esordisce col lungometraggio "Il giardino delle delizie", dopo aver lavorato con Marco Bellocchio alla sceneggiatura, i dialoghi, il montaggio de "I pugni in tasca".
Intorno agli anni 80 inizia la sua attività letteraria che produrrà romanzi come "l’uomo proiettile" (candidato al Premio Strega) "Uova di garofano", "La ragion pura", "Il semplice oblio" , "Lettere dalla Kirghisia”.
Il suo cinema Azzurro Scipioni, nel quartiere Prati di Roma, è un punto di riferimento per il cinema d’arte e per quello impegnato.
Sito web: www.silvanoagosti.com



1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per lei la felicità?

In presenza del dolore, della malattia e della morte possono nascere domande doloranti, malate o mortali, mentre in uno stato di reale felicità nascono delle risposte esaustive e permanenti.
Penso che la felicità sia reale solo quando l’armonia interiore coincide in modo permanente con l’armonia esterna, allora svanisce il peso del corpo, scompare la consistenza del tempo e persiste una sorta di serena commozione del sentimento di vita. Ma ciò accade solo quando l’essere umano può scoprire di essere il massimo capolavoro che la natura ha creato in 5 miliardi di anni, ovvero quando la comunità sociale è organizzata per garantirgli il necessario per vivere, compreso il tempo quotidiano.

 

2) Maestro Agosti cos’è per lei l’amore?

La capacità di divenire totalmente ciò che si ama o chi si ama, rimanendo se stessi.
L’amore si caratterizza nell’assenza di qualsiasi giudizio nei confronti della persona amata, nel persistere intatto del sentimento al di là dei comportamenti di chi si è deciso di amare e nel crescere progressivo del sentimento d’amore nel corso del tempo.

 

3) Come spiega l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

La sofferenza è il segnale di un’anomalia, della mancanza di una risposta ai  bisogni più elementari della vita. L’essere umano che vive la serenità di avere del buon cibo, lavorando non più di tre ore al giorno, e gli viene garantita un’abitazione, tanti amici, molti amori, la possibilità di conoscere il proprio corpo e l’ambiente nel quale vive, un tale essere umano non si ammala, non conosce depressioni e neppure alcuna forma di sofferenza.

 

4) Cos’è per lei la morte?

La morte, come la nascita è l’attuale confine dell’esistenza umana e, proprio come la nascita, se avviene nei tempi previsti dalla natura, è un evento altamente positivo. Morire, come io desidero a 99 anni, quando l’energia vitale, come la cera di una candela, si è del tutto consumata, è un evento non solo desiderabile, ma amico. Ecco una delle mie poesie sulla morte, una poesia dedicata alla vita:

 

Alla Vita
E se tu mi sarai vicina
Accoglierò con gentilezza
anche la morte se mai verrà,
come un amico che torna,
offrendole uno sguardo
di stupore che a lei tanto piace.

 

Spesso invece le persone confondono la morte con l’interruzione dell’esistenza e hanno ragione di temerla perché un conto è morire al confine estremo della vita un conto è morire anzitempo.
Ma peggio che morire è essere condannati a non vivere, costretti cioè a lavorare otto dieci ore al giorno, a convivere con persone disamate, senza amici, non potendo neppure conoscere i propri figli, venire assaliti ogni giorno all’ora di pranzo da telegiornali che continuano a narrare di morti, omicidi, stupri, delinquenze e criminalità legalizzate. Obbligati cioè a solo esistere e a non vivere.

 

5) Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso, per alcuni consapevolmente per altri no, quali sono i suoi obiettivi nella vita e cosa fa per concretizzarli?

La maggioranza delle persone non può costruirsi alcun percorso, può solo subire il percorso obbligato che chi li domina stabilisce, dal datore di lavoro, alla moglie, alle micidiali pressioni dello Stato.
Il mio obiettivo è difendere il tempo della vita da qualsiasi aggressione lavorativa o di possesso amoroso.

 

6) Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere?

Ogni essere umano è all’origine un assoluto capolavoro e porta in sé la testimonianza della propria unicità creativa, nessuno è mai nato come lui prima di lui e nessuno nascera’ mai come lui dopo di lui. Il progetto cui ognuno avrebbe diritto sarebbe quello di rimanere se stesso e continuare ad esserlo, come lo è all’età di tre o quattro anni quando agisce esclusivamente secondo i propri bisogni e desideri, si nutre, gioca, sorride e ama. Invece degli esseri umani in questa occidentale perversa società vengono creati ragionieri, mariti, direttori, operai, insegnanti, attori, artisti, papi, presidenti, delinquenti, malati etc etc.

 

7) Siamo animali sociali, la vita di ciascuno di noi non avrebbe scopo senza la presenza degli altri, ma ciò nonostante viviamo in un’epoca dove l’individualismo viene sempre più esaltato e questo sembra determinare una involuzione culturale, cosa ne pensa?

Viene esaltato un individualismo fasullo, viene premiata con la popolarità una vera e propria demenza espressiva, la trivialità, la ricchezza monetaria, spesso originata dal furto e dalla collusione con la criminalità organizzata. Vengono definiti onorevoli esseri perfettamente disonorevoli.
Avete mai visto alla televisione una rubrica fissa sulla vita gestita dai premi Nobel? Certo che no.

 

8) Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?

Il male è la sola forma di bene che un essere disperato può compiere. Eliminiamo la disperazione, facciamo in modo che tutti abbiano ciò di cui necessitano per essere sereni ed elimineremo il male. Come è possibile non compiere il male in una realtà nella quale la signora Bonomi di Milano possiede oltre 140.000 appartamenti e c’è gente, molta gente che ancora vive ammassata in un bilocale che dalla stessa Bonomi viene affittato al prezzo di tre quarti dello stipendio percepito da quelli che lo abitano?

 

9) L’uomo, dalla sua nascita ad oggi è sempre stato angosciato e terrorizzato dall’ignoto, in suo aiuto sono arrivate prima le religioni e poi, con la filosofia, la ragione, cosa ha aiutato lei?

L’uomo non è affatto angosciato dall’ignoto, anzi, ne è affascinato, se ha il tempo vitale per esplorarlo. Ma le condizioni attuali di vita sul pianeta per la maggior parte degli esseri sono ferocemente collegate alla mancanza di cibo, di dignità, di libertà e di rispetto. Le religioni hanno solo ammassato ingenti patrimoni per sè, fingendo di aiutare gli uomini, contribuendo in modo fondamentale ad angosciarli per poi vendere loro finte consolazioni.
La filosofia ha forse consolato poche centinaia di privilegiati e non certo i miliardi di derelitti che vengono quotidianamente e cinicamente oppressi ed umiliati. La ragione ha da secoli il dito indice accusatore puntato contro chi opprime l’umanità, ma che ragione ci può essere su un pianeta in cui chi è al potere lascia volontariamente che muoiano ogni giorno 35.000 bambini di fame? O in uno stato che vende ai suoi cittadini e lucra con un prodotto sul quale sta scritto QUESTO PRODOTTO TI UCCIDE.

 

10) Qual è per lei il senso della vita?

Poterla vivere essendo lasciati in pace da quel branco di mentecatti malati di potere che neppure si accorgono che impedendo al mondo di vivere lo impediscono anche a se stessi. Insomma vivere insieme agli altri come ho descritto nel mio libro LETTERE DALLA KIRGHISIA.

 

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