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Bias Cognitivi


I bias cognitivi sono distorsioni sistematiche nella nostra capacità di valutare informazioni e prendere decisioni in modo razionale. Si tratta di errori di pensiero che si manifestano durante il processo di elaborazione delle informazioni nel nostro cervello, alterando la nostra percezione, interpretazione e memoria. Questi bias possono avere effetti rilevanti sul modo in cui le persone elaborano e utilizzano le informazioni, influenzando il processo decisionale nelle situazioni quotidiane e in contesti più complessi.

In altre parole, i bias cognitivi sono come lenti distorte attraverso le quali percepiamo il mondo. Sono piccoli errori nel processo decisionale che influenzano la nostra comprensione della realtà. Questi bias, spesso inconsci, si infiltrano nelle nostre menti e plasmano le nostre opinioni, giudizi e scelte quotidiane.

La loro storia affonda le radici nella psicologia cognitiva, con pionieri come Daniel Kahneman e Amos Tversky. Negli anni '70, questi due studiosi hanno evidenziato come le persone spesso prendano decisioni irrazionali a causa di pregiudizi e distorsioni cognitive. Da allora, la ricerca su questo argomento ha spaziato tra molte discipline, dalla psicologia alla sociologia, dalla neuroscienza all'economia comportamentale.
L'impatto dei bias cognitivi nella società è profondo. Essi influenzano il modo in cui percepiamo e giudichiamo gli altri, contribuendo a stereotipi e discriminazioni.

La parola "bias" deriva dal termine francese "biais", che significa "obliquo" o "inclinato". Nel XVII secolo, il termine ha fatto il suo ingresso nella lingua inglese, mantenendo il significato originario di "inclinazione" o "tendenza." Questo concetto di inclinazione o deviazione si è evoluto nel tempo, assumendo significati più ampi, inclusi quelli legati al pensiero e al giudizio umano.
Il termine sottolinea il modo in cui la nostra mente può essere "incline" verso determinate prospettive o modi di elaborare informazioni, portandoci a compiere giudizi e decisioni non sempre oggettivi o razionali.
I bias cognitivi possono essere categorizzati in diverse tipologie, ciascuna con un impatto specifico sulla cognizione umana. Ecco alcuni esempi:

Bias di conferma: si manifesta quando le persone cercano, interpretano e ricordano le informazioni in modo selettivo, in modo da confermare le proprie convinzioni preesistenti. Esempio: una persona che crede fortemente nella teoria del riscaldamento globale potrebbe cercare e ricordare solo le notizie che confermano questa prospettiva, ignorando dati contrari.
Bias dell'ancoraggio: le persone tendono a fare stime basate su valori iniziali a loro disposizione, anche se tali valori sono del tutto casuali o errati. Esempio: in un negoziato, il prezzo iniziale proposto può ancorare la percezione del valore, influenzando la successiva trattativa.
Effetto alone: si verifica quando la valutazione positiva o negativa dell’aspetto di una persona influenza la valutazione di altri aspetti, anche se non correlati. Esempio: se una persona è attraente fisicamente, potrebbe essere erroneamente considerata anche più intelligente o simpatica.
Bias dell’appartenenza al gruppo: le persone possono mostrare preferenze o attribuire maggior valore alle persone o alle idee del proprio gruppo di appartenenza. Esempio: in un contesto politico, un individuo potrebbe tendere a sostenere incondizionatamente le posizioni del suo partito, anche se non concorda completamente con una specifica proposta.
Effetto Dunning-Kruger: si verifica quando individui poco competenti in un determinato settore sovrastimano le proprie abilità, mentre individui altamente competenti possono sottovalutare le proprie capacità. Esempio: un neofita in una disciplina potrebbe ritenere di essere molto più competente di quanto effettivamente sia, mentre un esperto potrebbe sottovalutare la sua eccellenza.
Bias dell'ottimismo: le persone tendono spesso a sovrastimare le probabilità di esperienze positive e a sottovalutare quelle negative. Questo bias può influenzare le decisioni finanziarie, di salute e di vita quotidiana. Esempio: un individuo potrebbe sottostimare i rischi di fumare, credendo erroneamente di essere immune alle conseguenze negative per la sua salute.


Origine e natura


i bias cognitivi hanno radici profonde nella natura umana e possono derivare da fattori evolutivi, culturali ed esperienziali. Essi sorgono in parte a causa della necessità di elaborare rapidamente le informazioni e prendere decisioni in situazioni complesse. Queste risposte rapide, però, possono portare a semplificazioni eccessive e a errori di valutazione.
Ecco alcuni fattori chiave che contribuiscono alla loro formazione:

Velocità del pensiero: il nostro cervello è naturalmente predisposto a processare le informazioni con velocità ed efficienza. Questa caratteristica è fondamentale per garantire la sopravvivenza in situazioni di pericolo immediato, ma la stessa rapidità può comportare semplificazioni e valutazioni veloci che, pur essendo utili in contesti critici, possono risultare vulnerabili agli errori.
Complessità del mondo: il mondo è complesso e pieno di informazioni. Per semplificare la realtà, il cervello utilizza schemi, categorie e regole generali. Questi processi mentali, sebbene utili per affrontare la complessità, possono portare a semplificazioni estreme e distorsioni.
Limitatezza delle risorse cognitive: il cervello ha risorse limitate. Non possiamo analizzare dettagliatamente ogni singolo aspetto del nostro ambiente. Di conseguenza, utilizziamo scorciatoie cognitive, note come "euristiche", che semplificano la presa di decisioni ma possono anche portare a errori sistematici.
Bisogno di coerenza: gli esseri umani sono spinti a cercare coerenza e significato nelle informazioni che ricevono. Questo bisogno può portare a ignorare o distorcere informazioni che non si allineano con le nostre convinzioni preesistenti.
Influenze sociali: viviamo in società complesse, e spesso ci affidiamo alle opinioni e alle decisioni degli altri. Questa tendenza può portare a un fenomeno noto come "bias di conformità", in cui adottiamo le opinioni del gruppo per evitare il dissenso.
Memoria selettiva: la nostra memoria non è un registro neutrale degli eventi. Al contrario, è soggetta a influenze e distorsioni. Ricordiamo selettivamente le informazioni in modo da confermare le nostre opinioni o aspettative.
Ambiente culturale: i valori, le norme e le aspettative della cultura in cui cresci influenzano la formazione dei bias cognitivi. Ciò include l'influenza dei media, dell'istruzione e delle esperienze culturali.

Riconoscendo queste radici evolutive e cognitive dei bias, possiamo lavorare verso una maggiore consapevolezza e adottare strategie per ridurne gli effetti. L'educazione, il pensiero critico e l'apertura a prospettive diverse sono elementi chiave per affrontarli nella nostra vita quotidiana.
Il campo dei bias cognitivi è in continua evoluzione, con nuove ricerche che esplorano nuove tipologie di bias e sviluppano approcci innovativi per attenuarli.


Per approfondire consigliamo la rubrica: Errori di pensiero

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