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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

 

La Magia del Caos

- Seconda parte

Marzo 2022

 

Le principali divisioni dell'emozione sono state equiparate con le forme degli dei planetari. Ognuno di questi principi si manifesta in tre importanti forme, rappresentate qui dagli elementi alchemici Mercurio, Zolfo e Sale o Terra. La forma Mercuriale (esaltante, spirituale) indica il metodo catartico, estatico, gnostico. La sovrastimolazione di ogni funzione emotiva crea un parossismo mentale nel quale l’intera coscienza può essere compresa. Questo viene sperimentato come una grande liberazione o catarsi e a livelli più alti, estasi. Alla fine la coscienza, concentrata su un punto essenziale al misticismo e alla magia, può sopravvivere dove la forza-vita può agire direttamente. La condizione gnostica è anche la chiave a cambiamenti radicali di credo o convenzione. Qualsiasi credo presentato in questa condizione è probabile che sia conservato data la ipersuggestionabilità dello stato vacuo della mente.
La forma solforosa (veloce, attiva) indica la spinta ordinaria fondamentale a copulare, distruggere, essere attratto da stimoli favorevoli e resistere a quelli dannosi. Questo è il normale metodo funzionale dell'emozione, dalla quale i metodi estatici e terreni sono derivati.
La forma terrestre (pesante, pigra) è evocata quando un’emozione manca di espressione, o diventa contaminata con una mistura del suo opposto. Essa gira su sé stessa piuttosto che cercare la realizzazione nell'azione e nell’estasila radice di ogni emozione ha sempre il suo opposto.
Armato con questa autoconoscenza, il mago può cavalcare sempre lo squalo del suo desiderio, attraverso l'oceano del principio duale, verso un'estasi spontanea. Anticipando i modelli terrestri disfunzionali, egli può trasmutare le loro energie, ed ottenere la sua soddisfazione in altre forme
(Peter J. Carroll: Liber Null)

Riprendendo il discorso da dove l’avevo lasciato il mese scorso, abbiamo visto in questa citazione i primi tre metalivelli delle emozioni, nella prospettiva di Peter J. Carroll; e riguardo agli altri due, dei quali avevo anticipato l’esistenza, essi sono fondati sui principi di Solve e Coagula - Solve include le emozioni recanti sofferenza, Coagula il piacere, e secondo lui tutte le coppie di emozioni cui ho accennato nello scorso articolo possono essere classificate in questo modo.
Il sistema di Carroll prevede anche glifi collegati alle emozioni, che dovrebbero facilitare il praticante nella preparazione dei sigilli.
Nel complesso, ciò che traspare dalla sua opera è soprattutto il sentimento di come le rigidità della magia cerimoniale classica siano, secondo lui, incrostazioni formatesi ed ispessitesi nel corso dei secoli, che appesantiscono l’esecuzione dell’opera anziché favorirla.
A questo approccio, davvero molto anni settanta, non erano estranee la mentalità postcoloniale affermatasi, nell’ultimo dopoguerra, nei confronti delle culture altre - le contestazioni nei confronti della guerra del Vietnam, l’affermarsi dell’antropologia strutturalista - e più di ogni altra cosa, il recupero dei valori della tradizione sciamanica, tutt’uno con la scoperta che l’esoterismo civilizzato ne fosse, in qualche modo, una derivazione.
Un altro personaggio importante dei primi tempi della chaos magick è Ray Sherwin (1952- ), che nel suo Book of Results interveniva a sua volta sulla magia dei sigilli spareana, integrandola con pratiche di origine sufica ed analizzandola con rara profondità. Egli scriveva che ci sono due tipi fondamentali di tecniche magiche, uno che ti entra nella testa e l’altro che ti tira fuori. In alcuni casientrambi gli effetti possono essere raggiunti secondo l'intenzione del mago: percussioni, trance indotta da farmaci e alcune forme di mantra sono tecniche gnostiche che rientrano in questa categoriale tecniche che inibiscono il corpo, “asana”, deprivazione sensoriale e così via, sono le più adatte per guardarsi dentro, mentre quelle che tendono ad eccitare il corpo sono più utili per proiettarsi dinamicamente verso l’esterno
Ancora è da ricordare Ramsey Dukes (pseud. di Lionel Snell, 1945- ; un altro suo notevole pseudonimo era… Per Anum Ad Astra), che fin dal 1972 aveva pubblicato sulla Agape Occult Review perspicaci articoli di esegesi spareana, ed è noto per essere uno dei pochi esoteristi contemporanei ad aver portato a compimento l’Operazione di Abramelin.
Tra i molti scritti di Dukes, è da ricordare il suo personale trattato di chaos magick, SSOTBME (Sex Secrets Of The Black Magicians Exposed).
L’inizio degli anni ottanta portò la novità di un movimento magico operativo - quale, ormai, la chaos magick era diventata - che fa il suo ingresso nel mondo della musica pop, con la pretesa di influenzarlo direttamente.
Lo si potrebbe definire un primo esempio di esteriorizzazione, sia pure su piccola scala, dell’abituale influenza dell’esoterismo sul mondo profano: un tema, questo, che nella chaos magick si può considerare fondamentale, e che - come vedremo - sarebbe stato magnificamente sviluppato da Grant Morrison.
Il genere musicale che avrebbe accolto questo esperimento porta il nome di industrial, e la forte personalità alla base della svolta fu Genesis P-Orridge (pseud. di Neil Andrew Megson, 1950-2020 - il porridge è, come è noto, una zuppa d’avena), cantante, musicista e attore, nonché pioniere del lgbt nel mondo dello spettacolo.
Dopo aver cominciato con l’Ermetismo crowleyano, una vivace curiosità intellettuale aveva spinto P-Orridge verso l’opera di Wilhelm Reich, ed a studi antropologici sul tribalismo - allora di grande attualità - con l’idea di portare il suo contributo alla nascente filosofia gender; ed infine, era approdato a Spare.
In verità, la music industrial era già presente, fin dal 1969, nell’ambito del collettivo COUM, da lui fondato; non so cosa significasse questo acronimo, ma nell’inglese arcaico-maccheronico di cui P-Orridge amava servirsi, coum equivale all’odierno come - era quindi un invito a venire, suppongo in ogni senso.
Secondo Rolling Stone, COUM era un laboratorio di disgusto e di assurdità: vermi, uova, sangue, urina, clisteri e rapporti sessuali estremi in pubblico. La forma d’arte in esso praticata fondeva influssi dada, surrealismo, beat e musica contemporanea, il tutto portato avanti all’insegna dell’informalità più totale.
La bandiera dell’industrial venne poi portata avanti dal primo gruppo esclusivamente musicale fondato da P-Orridge, i Throbbing Gristle; e con il secondo, gli Psychick TV, la sua identità sonora fu rafforzata da apporti di musica elettronica e di acid house.
Accolti molto favorevolmente in America, gli Psychick varcarono l’oceano e si trasferirono a New York, dove P-Orridge avrebbe vissuto fino alla morte, entrando in rapporti di amicizia con William Burroughs e con altri importanti personaggi della controcultura.
Con la seconda moglie, Jacqueline Breyer, avviò il Pandrogeny Project, consistente nel sottoporsi ad una serie di operazioni chirurgiche volte a tenderli tanto somiglianti l’uno all’altra da potersi fondere in un unico individuo pandrogino - la gente, affermava P-Orridge, dice che sono un uomo intrappolato in un corpo di una donna, o una donna intrappolata nel corpo di un uomo; io dico che sono intrappolato in un corpo.
Malauguratamente, a sancire la fine del Pandrogeny Project sarebbe stata la scomparsa di Jacqueline, a soli 38 anni: un colpo dal quale P-Orridge non si sarebbe più ripreso. Sulla loro storia a dir poco romanzesca, Marie Loisier ha realizzato nel 2011 un film importante: The Ballad of Genesis and Lady Jaye.
Anche P-Orridge, come Carroll, aveva concentrato i suoi studi soprattutto sulla sigillazione, sviluppando intorno agli Psychick un gruppo magico dedicato prevalentemente a quest’arte: ovvero il TOPY, Thee Temple ov Psychick Youth.
Il TOPY rappresentava, in un certo senso, il coronamento di quello che P-Orridge considerava l’obiettivo primario del suo lavoro: la creazione di modelli comunitari alternativi, condividenti uno spazio sacro di propri valori, codici e miti.
Egli scorgeva in questo sforzo l’espressione di una forza caotica, volta ad attaccare la concezione borghese di possesso dell’arte; infatti, un altro dei suoi obiettivi (che non è noto se fu mai realizzato in qualche misura) era la creazione intorno al TOPY di una struttura paramilitare rivoluzionaria, sul modello di quella che Charlie Manson aveva cercato di mettere in piedi a Los Angeles, prima di precipitare nel cerchio sciagurato delle stragi.
Nelle sue intenzioni, la musica degli Psychick avrebbe dovuto svolgere la funzione di convogliare l’attenzione dei fans verso un’associazione fondata su quattro pilastri: un’ideologia, un’uniforme, dei simboli di appartenenza e degli scritti riservati ai soli membri; e la sua filosofia sarebbe stata incentrata sul recupero della personalità attraverso un processo di liberazione dalle imposizioni sociali, dalle ansie e dal senso di colpa.
Non era certo la prima volta nella storia che una struttura esoterica tendeva a corredarsi di un braccio operativo nel sociale, sul modello delle triadi cinesi; e più volte, nei miei articoli, ho deplorato che un’opera volta ad analizzare tutti i più o meno noti esperimenti realizzati in questo campo non sia stata ancora scritta.
Il testo che riassumeva la filosofia del TOPY era il Grey Book, del quale nelle mie ricerche non ho trovato traccia; si può invece reperire in rete un’interessante Psychick Bible, ma non so se sia la stessa cosa.
Nel Grey Book, pare che P-Orridge rivolgesse ai suoi seguaci un appello a trascendere ogni vincolo politico, sociale, religioso o sessuale. La sfera sessuale era vista come il grimaldello per mezzo del quale l’intero castello delle proibizioni poteva essere scassinato, e questo risultato poteva essere favorito dalla preparazione (il giorno 23 di ogni mese, alle 23) di un apposito sigillo: il Sigillo dei Tre Liquidi (saliva, sangue e sperma per l’uomo, o secrezione vaginale per la donna, con l’aggiunta di capelli e di peli pubici). Tutti i sigilli andavano inviati alla sede londinese del TOPY, che si impegnava a custodirli con la massima riservatezza e senza compiere su di essi operazioni ad insaputa dell’interessato, salvo quelle volte a rafforzare l’eggregore dell’associazione.
Quale sarebbe stato, si chiedeva P-Orridge, l’impatto occulto di diverse centinaia, e poi diverse migliaia, di Individui che si masturbano per un desiderio e uno scopo comune, alla stessa identica ora in tutto il mondo? Non era mai stato fatto in precedenza, e quindi lo vedevamo come una ricerca contemporanea sull’efficacia di queste tecniche.
L’impatto fu effettivamente notevole, e lungo l’arco degli anni ottanta circa diecimila persone avrebbero preso parte all’esperimento. Quello che destava sorpresa era la possibilità che un territorio sociale indipendente, uscito misteriosamente immune dal tramontato calderone degli anni settanta, potesse dimostrarsi idoneo a proiettare le sue ambizioni nel futuro: in molti studiarono con attenzione la sua struttura caotica e al tempo stesso articolata, in continua mutazione come un sistema di scatole cinesi impazzite.
In un processo di crescita costante, il network del TOPY si irradiò dapprima nei Paesi anglosassoni (TOPY-CHAOS in Australia, TOPYNA in Nord America e TOPY Station 23 nel Regno Unito) e poi nel resto del mondo.
Nel nostro paese, prima ancora che il TOPY venisse conosciuto come associazione esoterica (ad opera, se non sbaglio, di Massimo Introvigne, nel Cappello del mago), la musica dei Throbbing Gristle era stata fatta conoscere ad opera di Red Ronnie e Federico Guglielmi, e gruppi di valore, come i Templebeat e i Rosemary’s Baby, si erano formati grazie a quel modello; infine, nel 1984, due membri dei Baby - i veronesi Pier Luigi Zoccatelli e Stefano Salzani - diedero vita a TOPY TV, il TOPY network italiano (anche noto come Centro Studi Babalon). In esso alle due band già citate si unirono altri gruppi, come i Solar Lodge, i Therabaqud Leic e gli Ultima Rota Carri.
Il primo album dei Rosemary’s Baby, Magia Sexualis 1, uscì come autoproduzione; ma il secondo, Love songs, venne pubblicato sotto l’etichetta del TOPY britannico. Doveva intervenire a questo punto una collaborazione diretta con P-Orridge, ma situazioni di disaccordo interpersonale, e sfortunate contingenze come l’incendio della sala prove, portarono allo scioglimento della band.
Se la struttura spontaneista del TOPY arrecava frutti positivi nella misura in cui lasciava libera la creatività dei singoli componenti, era spesso anche la fonte di problemi con la giustizia nei quali P-Orridge si ritrovò, suo malgrado, coinvolto. Nel 1991 si ritirò dall’associazione, dichiarandola sciolta; ma il TOPYNA americano volle andare avanti anche senza di lui, e continuò ad esistere come network fino al 2008, quando si trasformò nello AIN23.
In pratica, la sola differenza di rilievo tra il TOPY e lo AIN23 risulta essere il rigetto, da parte di quest’ultimo, della Psychick Cross: il sigillo a partire dal quale, per mezzo di un’operazione magica, P-Orridge asseriva che il TOPY avesse preso vita. A sentire lui, la Psychick Cross era un logo non-verbale, che rappresenta la somma totale delle attività, dei desideri, della creatività e dei prodotti manifestati in suo nome.
Nei primi tempi del network, era stato considerato un compito importante il riprodurre la Cross dovunque, dai muri della città alle pubblicità a pagamento: si pensava infatti che avesse il potere di far sorgere nuovi gruppi del TOPY intorno a sé, come pare fosse avvenuto in varie occasioni. Ma il problema era che è quasi identica al simbolo riportato sulle scatole di Zyklon B, il fumigante a base di acido cianidrico usato dai nazisti nei campi di sterminio.
A questo proposito, i sostenitori di P-Orridge facevano (e fanno) notare che, mentre nel logo dello Zyklon B le linee orizzontali erano tutte di uguale lunghezza, nella Cross la linea centrale ha una lunghezza di 2/3, con un richiamo al 23 (il numero del Caos) che avrebbe il compito di invertire il significato del segno; analogamente, essi dicono, il fatto che la Cross sia composta da una croce cristiana al diritto ed una a rovescio esprimerebbe una condanna dei massacri compiuti in nome della religione.
Inoltre, i colori rosso e nero nei quali abitualmente la Cross viene raffigurata farebbero riferimento all’anarchia, e non al nazismo; però l’ambiguità è forte (come pure quella del fulmine nell’emblema dei Throbbing Gristle, che richiama le SS), ed è quindi del tutto comprensibile che l’AIN23 abbia soppresso entrambi i simboli, per togliere agli avversari un pretesto per i loro attacchi.
In Inghilterra, le piccole associazioni di chaos magick manifestatesi negli anni ottanta furono numerose. Alcune di esse facevano riferimento alla rivista The Lamp of Thoth, collegata al gruppo musicale omonimo, che aveva ripreso il nome di una misteriosa rivista di Ermetismo pubblicata a Keighley intorno al 1888.
A Northampton, Paula Pagani parlò di chaos magick nel suo Cardinal rites of chaos (1984), piccolo libro di grande bellezza, rivendicando al suo gruppo di averla praticata ben prima della ristampa dei libri di Spare da parte di Grant: un merito al quale si può dar fede se si considera la prospettiva in cui Pagani si pone, scorgendo nella chaos magick soprattutto un aggiornamento della stregoneria delle campagne.
In quegli stessi anni, gli esponenti dell’OTO tedesco dovettero pentirsi per l’aver calato una saracinesca di fronte a Kenneth Grant, ed aprirono le loro logge al dibattito su quanto stava avvenendo in Inghilterra. Vi si distinse Ralph Tegtmeier (1952- ), il quale tuttavia dovette prendere atto che i tempi non erano ancora maturi: anche lui, come Grant, venne espulso per le sue idee ufologiche, e non gli restò che di associarsi all’OTO americano, aprendone filiali in Germania.
Gli anni novanta portarono Visual Magick, del tedesco Jan Fries, notevole opera sulle trances, i sigilli e le visualizzazioni, nonché i lavori di Phil Hine (1960- ), uno dei primi bisessuali dichiarati dell’ambiente dell’esoterismo, fondatore ed editore della rivista Pagan News. Da segnalare soprattutto i suoi Condensed chaos e Pseudonomicon (quest’ultimo dedicato all’uso magico degli dei lovecraftiani), ed il dibattito da lui avviato sul senso del termine magia nera; ma, in generale, si può dire che tutte le opere di Hine abbiano il dono di rivolgersi ad un pubblico più esteso degli addetti ai lavori interessati agli scritti di carattere esoterico.
La stessa qualità possiamo attribuirla ai romanzi della bella californiana Jaq D. Hawkins (1956- ), la quale - dopo essersi fatta le ossa per lunghi anni con la chaos magick operativa - ha saputo inserirsi nel filone della letteratura fantasy, con romanzi la cui competenza in tema di magia ha innalzato non di poco gli standard del ramo.
Nello stesso filone divulgativo, ma con una audience ancora più vasta, troviamo uno dei più acclamati scrittori di fumetti britannici, Grant Morrison (1960- ), autore (tra l’altro) di storie di Batman e degli X-Men, nonché caporedattore della rivista Heavy Metal; però la rilevanza delle sue occupazioni profane non fa di lui un dilettante della chaos magick, ma al contrario l’autore di una delle sue più fondamentali estensioni. Se, infatti, a Spare va ascritta la riscoperta dell’arte dei sigilli, a Carroll di averla collegata alla dialettica delle emozioni e a P-Orridge di averne dimostrato le potenzialità nel sociale, di Morrison è la creazione del concetto di hypersigil (ipersigillo) - un’opera d’arte preparata come un sigillo e che funziona come un sigillo, cancellando la barriera che separa l’esoterismo rituale dai suoi effetti sul mondo.
I temi dell’Ermetismo più avanzato sono stati da lui introdotti in serie di fumetti come The Invisibles, definito un modello dinamico in miniatura dell'universo del mago, un ologramma, un microcosmo o una “bambola voodoo” che può essere manipolato in tempo reale per produrre cambiamenti nell'ambiente macrocosmico della vita “reale”. The Invisibles è la storia di un gruppo di anarchici situazionisti che lottano segretamente contro gli Arconti, un gruppo di alieni che da anni manipolano la realtà grazie all'aiuto dei governi di tutto il mondo (da Wikipedia).
Attraverso i lavori di Morrison, è anche possibile realizzare quanto oggi sia possibile - grazie agli strumenti messi a disposizione dalla cultura pop del ventunesimo secolo - trasmutare quelle che un tempo erano le divinità delle antiche religioni in glosse culturali diverse per più universali “grandi idee”, e quindi intercambiabili: intercambiabili fino al punto che è possibile aggiungere al loro numero, al fine di incrementare gli effetti dell’opera d’arte-rito, icone della cultura pop come The Flash, o Metron, o Madonna.
Questo processo di volgarizzazione estrema potrà forse dispiacere ai puristi; ma va anche ricordato come non si sia mai verificato, nella storia dell’umanità, che una nuova possibilità offerta dall’evolvere dei mezzi di comunicazione sia lasciata cadere.
Converrà dunque all’esoterista far buon viso a cattivo gioco e, se non vuole restare indietro, imparare anche lui a valutare le potenzialità della sua arte dal punto di vista mediatico - e non sarebbe di certo la prima volta che un’opera di rivisitazione dell’Ermetismo venga intrapresa sulla base di criteri nuovi, anche se svolte analoghe avvenute in passato sono ormai talmente lontane che oggi noi le classifichiamo come tradizione.
È questa, credo, la nuova era che la chaos magick ha inaugurato, e che è in qualche modo destinata a lasciare il segno anche dopo, e dovunque; ed è ancora presto per distinguere dove ci porterà.

Daniele Mansuino

 

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