Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Arte
Arte - Commenti, recensioni, raccolte di...
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Riflessioni sull'Arte
Vecchio 21-05-2004, 09.27.20   #21
rdlea
Ospite
 
Data registrazione: 23-06-2003
Messaggi: 13
So che D è idolatrato dai più, e quindi farò gridare allo scandalo, ma io non lo digerisco proprio. Lo scavo feroce nei personaggi è talemente feroce... che diventa un gioco barocco. Credo che sia la fine per consunzione del romanzo classico e sia solo di lì che è potuto nascere anni dopo il grande romanzo moderno.
Adesso scatenatevi (se volete)!


rdlea is offline  
Vecchio 21-05-2004, 13.55.34   #22
Dunadan
Ospite abituale
 
L'avatar di Dunadan
 
Data registrazione: 19-11-2003
Messaggi: 978
Citazione:
Messaggio originale inviato da rdlea
So che D è idolatrato dai più, e quindi farò gridare allo scandalo, ma io non lo digerisco proprio. Lo scavo feroce nei personaggi è talemente feroce... che diventa un gioco barocco.
Se ci spieghi meglio cosa intendi per gioco barocco...
Dacci del materiale per potere attaccare la tua tesi!!!!!
Senno così il tuo è un attacco non giustificato.
E' difficile vedere come cosa negativa lo "scavo feroce dei personaggi".

Citazione:
Credo che sia la fine per consunzione del romanzo classico e sia solo di lì che è potuto nascere anni dopo il grande romanzo moderno.
Quello di Dostoevskji è il romanzo per eccellenza, il romanzone da 500 pagine ottocentesco.

Il romanzo moderno poi, ispirandosi a questi modelli si è ammodernizzato, però non sono stati molti gli scrittori che siano arrivati a quel livello.

Umn, un esempio di romanzo moderno che forse conosciamo tutti potrebbe essere ad esempio "Addio alle armi", ecco, ha una struttura più moderna, ha una schiettezza più veloce del romanzo ottocentesco, una particolare descrizione dei personaggi... MODERNITà, ma non lo posso comunque assolutamente ritenere superiore ai maggiori romanzi di Dostoevskij !!
In Hemingway non vedo troppe pretese, non vedo ricerca filosofica.
Dostoevskij invece è insieme scrittore e filosofo, Dostoevskij nei suoi romanzi ha più pretese, pretese di trovare più morali, comprendere gli uomini..., la vita, la religione, la società...

Hai mai letto interamente un romanzo di Dostoevskji? Forse ti sei annoiata per la lunghezzae l'hai lasciato a metà?


ciao
Dunadan is offline  
Vecchio 21-05-2004, 14.18.34   #23
rdlea
Ospite
 
Data registrazione: 23-06-2003
Messaggi: 13
Citazione:
...In Hemingway non vedo troppe pretese, non vedo ricerca filosofica.
Dostoevskij invece è insieme scrittore e filosofo, Dostoevskij nei suoi romanzi ha più pretese, pretese di trovare più morali, comprendere gli uomini..., la vita, la religione, la società...

Vedi, il problema in Dostoevskij è proprio questo. Per noi il romanzo non credo debba avere più una morale da insegnare, questo modo di scrivere è stato sepolto da Joyce, da Virginia Woolf, ma anche prima: da Henry James e da tanti altri scrittori a cavallo tra '800 e'900. Per noi il romanzo è una macchina da guerra che spera di suscitare le nostre emozioni, e che non è interessata minimamente alle emozioni dell'autore o a ciò che lui pensa del mondo e della vita. Dostoevskij, scavando e ri-scavando nei personaggi, e costruendo romanzoni proprio solo su questo scavo, finisce per ottundere i sentimenti del lettore, lo vuole condurre per mano verso le sue tesi, lo rende incapace di riconoscersi in essi. Sai, se accetti un paragone indecoroso: ti fanno soffrire e amare e giorire di più i film di John Ford (che sono anche filmicamente dei grandi film) o quelli di Eric Rohmer? In fondo è dall'alba dei tempi che la narrazione è mito, è sogno, è proiezione verso l'impossibile. Dostoevskij ci schiaccia.
Ciao.


P.S. Sono un maschietto, non una "lei"
rdlea is offline  
Vecchio 09-06-2004, 16.53.50   #24
caspar
Ospite
 
Data registrazione: 07-06-2004
Messaggi: 10
Innanzitutto spero che questo spazio letterario-informatico, possa diventare un angolo di riflessione permanente su Dostoevskij.
Volevo fare due precisazioni:
1) ma qui inizia un'altra storia...una storia romantica, propria della letteratura tedesca, una storia quindi che non mi interessa raccontare (così si conclude Delitto e Castigo, naturalmente le aggiunte sono mie: provate a vedere un po' quante traduzioni vi è possibile vedere e troverete le stesse parole finali.) Raskol'nikov, probabilmente si suicida: il Castigo, la ha già provato, la voce della sua coscienza; Porfirj nulla può, non ha uno straccio di prova, ma lo intuisce dal primo fortuito in contro (che Rodion Romanovic è l'assassino) e lo lascia cadere da solo: i dubbi, non tanto il pentimento, remano contro Raskol'nikov. Ma ripeto altroche Bibbia: scontato il suo castigo penale fittizio, in pagine affrettate, dopo quelle incredibilmente belle del sogno all'infermeria, il destino di R. pare essere quello di Stavroghin e Kirillov. Il Dostoevskij di Delitto è castigo mi sembrò, almeno alla prima lettura, ateo.
2) Raskol'nikov, potrebbe significare, sia scisso in relazione allo scisma della Chiesa D'oriente, sia""schizofrenico"; è un nome messo lì a casaccio. Raskol (scisso) e NiKov (Nicola, imperatore, Napoleone).
Dostoevskij dà vita al solipsistico unico di Stirner, mostrando come una certa lettura errata del pensiero stirneriano, se portata al'estremo, posa condure all'illegalità, al nichilismo e all'omicidio, forse anche al suicidio. Ma quello che premevo dire è che D. non conosce Nietzsche, mentre lo psicologo tedesco conosce Dostoevskij (sulla Volontà di Potenza, i riferimenti del filosofo di Rocken sono sia ai Demoni, e se non ricordo male quell'aforisma, o quei due aforismi, ai Karamazov). Per concludere il cerchio, N. conosce Stirner, ma non lo ammette: alcuni ne dubitano, c'è solo uno elemento storiografico, un allievo, che richiede in bibilioteca l'Unico, ma se qualcuno avesse avuto la fortuna di leggersi Der Eigentum, sin dalle prime pagine, quelle dedicate alla spiritualità, troverà straordinari accostamenti con la descrizione nietzschiana dello spirito libero; e poi anche la concettualizzazione dell'egoismo, mi sembra di derivazione stirneriana.
Sarei felice se qualcuno volesse confrontarsi con me su questi spunti.
Ciao
caspar is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it