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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 20-02-2003, 18.02.31   #1
Angelo&Demone
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Data registrazione: 13-12-2002
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Io sono nato Matita

Sono nato matita, poteva andare peggio, molto peggio, non vorrei sempre lamentarmi, però onestamente mi poteva capitare un padrone meno indolente. Avrai sempre desiderio di appoggiare la mia punta su un foglio bianco, tracciare una qualsiasi forma, qualsiasi pensiero e perdermi d'ebbrezza nel sentire il pezzo di carta che sfiora la mia punta. Vorrei che mille fogli bianchi fossero pieni dei miei colori, tra l'altro sono una matita bizzarra, avete presente quelle multicolori? io sono una di quelle e questo mi provoca lo scherno delle matite che la notte mi tengono compagnia nel cassetto. La matita Rossa e la matita nera, un mondo matita a due colori...
Più scrivo più mi consumo ma ogni volta che la mia punta si perde nel delizioso foro che fa crescere la mia punta mi sento in estasi... la punta aumenta sempre di più e io mi consumo ...ma molto lentamente e mi logoro nel piacere. Le matite mie amiche invece non vorrebbero mai scrivere, oziano e hanno paura di accorciarsi lentamente ....vivranno di più ma moriranno senza traccia...nessun foglio mai si sarà riempito della loro forza...vergini d'idee la loro punta e i fogli accanto a loro.... moriranno si consumeranno candidi...intonsi.....ma vuoti ...bianchi...un solo segno su di loro ...anche sgraziato avrebbe regalato loro un senso, nella stessa misura in cui ho reglato un senso a questa pagina... anche se tutto ciò non ha senso:-)
Angelo&Demone is offline  
Vecchio 20-02-2003, 20.58.41   #2
visechi
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-04-2002
Messaggi: 1,150
Io sono nato Foglio

Oh! Matita, mia amata, attendevo questa tua chiamata. Sono Foglio. Ho gradito questa tua gran voglia di vivere, anche se ho provato dispiacere nel sentire un non so che di mestizia nel tuo tono quasi dimesso. Noi sappiamo, e comunichiamo agli altri, che viviamo in simbiotico rapporto. Io assolvo il mio compito solo quando tu vivi. Avverto una certa inquietudine ogni volta che ti sento vivere sulla mia superficie liscia e bianca. Non vedo l'ora che tu concluda la tua fatica per poter così iniziare la mia. Tu scrivi, io comunico al mondo le nostre sensazioni. Anch'io, come te, mia amata, provo una certa compassione per i miei fratelli, pavidi e pallidi compagni intonsi, che non amano vivere e provare l'emozione di leggerti o quella, più gradita, di vedere dipingersi nel viso l'emozione di chi, con attenzione, osserva me per comprendere te. Anch'io sono un po’ bizzarro, te ne sarai accorta, spesso mi rifiuto di prestare me stesso alla tua smania di vivere. Non sopporto quando ti permetti di strofinarmi con la tua punta con eccessiva energia per celare al mondo gli inevitabili errori che spesso commetti. Soffro il solletico. Ti prego, in futuro, cerca di evitare. Non essere eccessiva nella tua smania di vivere. Talvolta solchi la mia pelle e le cicatrici che produci sanguinano. I tuoi pensieri, le tue idee, io non so giudicare, le leggo ma le offro agli altri, che sappiano loro che farne. Non ti nascondo, però, che spesso soffro del fatto che, per causa della tua negligenza, gli altri mi appallottolano e mi relegano nel cestino dei rifiuti. Te l'ho già detto, pensavo fosse chiaro, la lunghezza e qualità della mia vita è in funzione di ciò che tu incidi sulla mia superficie. Più i tuoi pensieri sono saggi, più io vivo e sono considerato; viceversa, più mi riempi di vaniloqui, meno vivo … in tal caso, il cestino dei rifiuti è la mia casa. Per cui, carissima matita, mia amata, ti prego e ti scongiuro, prima di sacrificare anche solo un'infinitesima parte della tua preziosa esistenza in inutili o fastidiosi segni che mi condurrebbero alla subitanea scomparsa, cerca di riempirmi di tracce che abbiano un senso … anche se tutto ciò non ha senso:-)
visechi is offline  
Vecchio 21-02-2003, 08.39.07   #3
deirdre
tra sogno ed estasi...
 
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Eccovi qui, le "armi" che combattono il mio esistere...
Vi temo e vi amo, gomma è il nome che mi venne dato, la mia pelle è bianca e candida come la luna, il mio tocco lieve ma deciso.
Ad ogni mio passaggio consumo la mia essenza per ovviare e correggere ogni tuo errore matita e rendere a foglio la sua candida essenza.
Da tempo vi inseguo per allontanare ciò che di sbagliato, errato e falsato esiste nell' immenso candore di questo foglio.
Con il mio tocco vellutato assorbo ogni singola traccia, rapisco ogni punto, seduco ogni virgola e mi nutro avidamente di ogni piccolo segno. Respiro parole...ma haimè, a me solo "abbagli" sono stati destinati...
Il nettare e l'ambrosia del poeta non sono a me designate, sono nata sotto una cattiva stella.
L'infausto destino mi ha condannato a donare e concedere i mie servigi a colui che, solingo, nelle notti di luna calante, perso negli anfratti dell'anima, tinge di "colori ed immagini" la vergine pergamena.
Consumarmi lentamente ma inesorabilmente per la passione di colui che eletto e predestinato al coro degli angeli che presiedono al dono, un dono che temo...che m'inebria la mente, ma distrugge il mio corpo.
Cantate o muse per il poeta, cantate e suonate musiche antiche. Melodie perse nelle insenature del tempo.
E tu mia adorata matita, prendimi, fammi volteggiare, fammi danzare, fammi sentire viva come quel tempo in cui tu donasti al mondo i tuoi segreti.... e risvegliasti la fatasia sopita di coloro che leggendo le tue tracce, mille languide immagini partorirono.
Il mio destino è questo, consumare e distruggere la mia essenza per voi, solo a voi il mio fato è legato, solo a voi dono il mio dolore quando parte di me si perde....si distrugge...
Di me non resterà altro che il ricordo... e la mia devozione.

Ultima modifica di deirdre : 21-02-2003 alle ore 08.52.34.
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Vecchio 21-02-2003, 08.49.44   #4
Angelo&Demone
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hehe stupendi tutti e due miei cari amici. Purtoppo oggi non avrò, mia mestizia, la possibilità di usufruire dei vostri servigi dato che il mio padrone mi utilizzerà per scarne attività lavorative dove la fantasia viene debellata ma da almeno gioia alla panza, la mia utilità talvolta risiede anche nel portare la pagnotta nello stomaco del mio Dio:-)
Ma presto ci troveremo di nuovo, persi nelle nostre orgiastiche senzazioni anche se...... cara mia gomma......io permetto al mio caro foglio di partorire mentre tu lo aiuto ad abortire.......:-)

a presto cari amici
Angelo&Demone is offline  
Vecchio 21-02-2003, 10.53.07   #5
visechi
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Messaggi: 1,150
T'imploro, mia morbida cara amica,

Triste è il tuo destino, cara Gomma. Io, della tua opera, mi compiaccio. So bene che ogni volta che ridoni a me il candido colore, mondandomi dei lacunosi tratti della mia amata, logori te stessa e piano, ma inesorabilmente, approssimi te stessa al tuo destino. Io di questo mi dispiaccio, ma il Fato volle darti questa triste sorte, a me, invece, quella di esser giudicato per tratti da me non compitati. Ma sappi che più candido sarò tornato, dopo che l'amata mia Matita sulla mia candida pelle si mostra in esistenza, maggiore sarà l'onore tuo e più grande la gloria che chi mi coglie e acquista tributerà a te. Non ti lagnare, ordunque, per siffatta sorte, io traggo beneficio dalla tua perizia. Consolati del fatto, te l'assicuro, che maggiore sarà la morbida carezza, più intenso il mio piacere. Gomma, scorda la ruvidezza del tuo fatal dovere, sii sempre gentile senza mai eccedere nello strofinio e questo non diventi mai troppo scontroso, attenta che io delicato sono e tu potresti lacerarmi il corpo. Se invece avrai estrema cura e dolce manterrai il tuo passaggio, ridonerai a me la vita e all'amata mia Matita rinnoverai il movente per ritornare in vita.
Mia cara amata Matita, non è vero che io abortisco per opera di Gomma, io vivo, io torno in vita, chi non è portata ad esistenza, quando la Gomma amica nostra vive, sei tu ed io di questo un po’ mi lagno, perché se tu non vivi, mia cara amata, io non sono, nessuno mi rimira ed io intonso languo. Ma un minimo d'esame di coscienza è ora necessario: tu vivi esattamente, lei non vive, io vivo in ogni caso, anche se tu non vivi e lei non opera, ma la mia vita è scarna e relegata nel buio di un cassetto, allora la tua vita è la vita mia ma anche la morte sua
Che dirti, Gomma, mia fanciulla … con l'opera tua, con quella di Matita e della mia passiva esistenza riempiamo il mondo di un sempre rinnovato senso … anche se tutto ciò non ha alcun senso:-)

Ultima modifica di visechi : 21-02-2003 alle ore 10.55.59.
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Vecchio 21-02-2003, 14.18.15   #6
VanLag
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La macchia d’unto.....

Ebbene si, sono io, sono la macchia. La macchia d’unto, per la precisione, che cado sul foglio e che, nemmeno la gomma, riesce a cancellare. Non sempre ci sono, perché il mio esserci è guidato da leggi sottili ed imperscrutabili, quali quelle del lettore che legge mangiando un panino imbottito col tonno, oppure quelle, di chi legge a tavola, mangiando un’insalata abbondantemente condita.
Il foglio e la matita tubano, mentre la gomma rode ed io rido….. Rido perché forse colpirò o forse no. Tutto dipende dal lettore, e dai panini e dal tonno.
Sono subdola, perché colpisco all’improvviso, approfittando della distrazione del lettore, “guish”, e “splaf”, ed eccomi con l’alone che si espande, e sfuma lo scritto, e deturpa il foglio. Sono subdola, non ho un amore grande ed edificante come il loro. Io ho una tresca col cestino, lui è il mio amante, mi passa bustarelle sottobanco, ed io macchio i fogli che vanno a riempirlo. Un amore torbido come si addice tra “tipacci loschi”, ma non vogliatemi male non sono malvagia. Anche io assolvo al mio compito sociale. Che ne sarebbe dei cestini, dei detersivi, degli smacchiatori, se io non esercitassi il mio potere imbrattante?
Sono la macchia d’unto. Ungo quindi esisto. Molti hanno parlato di me. Persino VanLag mi ha dedicato un post in Forum e, per un attimo, sono rimasta sotto i riflettori a riflettere con riflettenti, del forum di riflessioni. Dire se poi ci sia o no un senso in tutto questo è oltre le mie capacità. Posso solo adempiere ai miei doveri, in accordo con la mia natura di macchia, cadendo dall’alto verso il basso, (il contrario mi riesce difficile) e sporcando il foglio e lo scritto.

Un saluto untuoso a tutti i partecipanti……. sguish, splash, unt, sporc, schifez.......
VanLag is offline  
Vecchio 21-02-2003, 14.30.16   #7
anael_la
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Thumbs up

che dirvi? Bravi, bravi, bravi, sono stata il lettore, ho visto la matita consumarsi, il foglio riempirsi, la gomma annullare, la macchia deturpare, ma nessuno mi ha impedito di leggere, sorridere, ammirare.

Ciao
anael_la is offline  
Vecchio 21-02-2003, 15.02.13   #8
deirdre
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Re: T'imploro, mia morbida cara amica,

Triste la mia sorte candida pergamena, triste come il giorno in cui lascerò le mie ultime scaglie d'essenza su di te. Tu cosi rigido, impassibile, bianco e puro. Quanto tempo ho sognato d'esser pur io cosi, invece a me il destino a designato illacrimata sepoltura.
Eppur son viva e seguir i tratti che matita sapientemente lascia su di te, dona senso alla mia breve vita.
Talvolta ho sognato d'esser io matita per poter descrivere ciò che provo ogni qualvolta la mano di uno sconosciuto m'afferra e stringendomi fino allo stremo, mi obliga a seguire il percorso... questo è il mio dramma, seguire ed assorbire i segni che il tempo esclude... esula da ciò che nel firmamento dovrà rimaner tracciato.
Eppure anche io sono candida, ma assorbo in me ogni bruttura, ogni errore, ogni sbaglio. Li ingoio come fossi un bimbo di fronte ad un cestino di caramelle, assorbo, macero e dentro di me..null'altro rimane che il dolore dell'errore, dello sbaglio.
Siano i miei occhi a dare l'addio, siano le mie pene valse a qualcosa...
Caro foglio, quante volte ho posato su di te le mie forme sinuose, quante volte ho sfiorato la tua pelle sentendo quel brivido divampare come fuoco nell'anima....
Per te son stata creata e per te morirò... questo è il mio sol dovere... mio unico scopo, mia sola speranza, morire tra le dolci parole, tra versi di poesia... parole, parole... parole d'amore....
Troppo breve è il mio esistere per concedere al mio cuore il sospiro d'una notte...Oh...si, quanto t'invidio... tu rimarrai a testimonianza del mio vivere, tu solo di noi rimarrai fedele al tuo signore, tu unico avrai lode e gloria... mentre io, consumata dal tempo e dal pensiero...rimarrò null'altro che un ricordo.
rimarrò nella mente del creatore delle mille parole che colmeranno i tuoi anfratti ed i tuoi vuoti....
A te parole che parlano d'amore e di felicità...a me la pena di cancellarle e mai, mai nella mia vita sentirle e provarle....
Ho pregato per ottenere che il mio desiderio fosse esaudito, solo una volta...una soltanto...
Ma non esite per me altro che il mio destino.....

Nulla che io possa dire o fare, solo una totale eclissi del cuore....ma quanto vale il cuore di una piccola gomma?

Ultima modifica di deirdre : 21-02-2003 alle ore 15.05.44.
deirdre is offline  
Vecchio 03-03-2003, 14.22.08   #9
visir
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A voi tutti pregevoli ospiti dò il benvenuto, sono il cestino e vi aspetto tutti a braccia aperte, della vostra opera io mi nutro.
Il foglio scarabocchiato, la poesia sublime, il mesto annuncio firmato da una lacrima, la lettera d'addio fra gli amanti che non sono più, tutti sono tutti invitati alla mia mensa.
Io vi abbraccio e vi accolgo tutti quanti senza giudizio e distinzione.
In sordina in un angolo della stanza quasi dimenticato aspetto poichè la pazienza è la mia forza.
Su tutto alla fine calerà il silenzio per poi ritornare con il riciclo a nuova vita, ringraziatemi dunque e non maleditemi perchè non sono la vostra tomba, ma la vostra porta per nuova vita.
visir is offline  
Vecchio 03-03-2003, 22.27.04   #10
Attilio
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Sono la scrivania...

una mia vita copre innumerevoli vostre vite.
Quanti fogli e quante innumerevoli matite su di me hanno fatto forza per consumare il loro estremo atto d?unione, per incidere versi e scritti dettati dal cuore, o da freddi trattati d?economia.
Quante volte ho udito il pianto di tremende solitudini, trascritte in segni e profondi tracciati su di te caro foglio; quante volte, cara matita, ho visto la tua punta consumarsi in quel frenetico aggirarsi sul foglio, per poi sospendere un attimo la propria vita nell?attimo supremo che, consumandoti, ti ridona il senso dell?esistenza; quante volte ho percepito la tua dolce ma decisa pressione cara gomma, quel movimento lento e regolare che segna una svolta nello scritto, una rigenerazione del pensiero.
Vedo tutti voi operare per rendere evidente quanto di più recondito i poveri uomini si porta dentro: depositari delle paure più profonde, ciambellani dei momenti di svago, vittime di un?ingiustificata ed improvvisa ira che vi spezza, vi straccia prima del tempo e vi perde nei meandri più nascosti della stanza.
Vi sentite così fragili, stentate a capire la vostra grandezza per chiunque provi dei sentimenti: prezioso foglio depositario di incoffensabili fragilità, dura matita complice nei momenti insopportabili quando qualcosa esplode dentro, dolce gomma artefice del pentimento.
Su di me esprimete il meglio di voi, e dolce è il perso del braccio che vi guida in inestricabili percorsi per materializzare uno stupendo pensiero.
Quante cose su di me attendono di rendersi utili, sorreggo il peso di capienti dizionari, pacchi di fogli parcheggiati da innumerevoli giorni che si tramutano in mesi, fino a quando qualcuno si decide a fare pulizia portando un pò di luce sulla mia superficie, o fino a quando due incontenibili amanti cercano un forte appoggio alla loro dolce violenza. Passo di casa in casa, conoscendo nuovi ambienti ed adattandomi a tutti gli anfratti.
Ma il momento più bello è quando mi ritrovo con voi, cari matita, foglio e gomma, per rendere evidente quello che mai si può dire. Dolcissimi segreti e tremende verità con noi nascono.
Attilio is offline  

 



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