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Vecchio 25-09-2007, 15.36.49   #1
kore
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Data registrazione: 31-07-2007
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Islam.

Ciao a tutti,
raccolgo io l'invito di Cassiopea e apro il 3d.
Lo apro riportando, come premessa, un brano dell'introduzione al libro "L'Islam" di A. Bausani, ed. Garzanti, 1987.

" E' indubbio che in un'era come la presente, nella quale il sentimento religioso sembra in molte parti del mondo affievolirsi notevolemte, l'Islam è fra le religioni una delle più attive e vitali.
Ma va fatta una precisazione importante. Quando diciamo "religione", nel caso dell'Islam, dobbiamo abbandonare il concetto di religione cui siamo abituati - atei o credenti- nel nostro mondo tradizionalmente "cristiano".
C'è stato persino uno scrittore musulmano, Ghulam Ahmad Parwez, del Pakistan, che anni fa ha potuto scrivere un saggio dal titolo "Islam: a challenge to religion", cioè "L'Islam: una sfida alla religione".
Per l'Islam infatti la religione (din, che usualmente si traduce poco esattamente con "religione" nelle lingue occidentali) è qualcosa che abbraccia sia la nostra religione sia la nostra politica, è regola di vita, legge, mentre le mancano le connotazioni sacerdotali-ritualistiche essenziali nella nostra nozione di "religione".
Si spiegano così alcuni casi apparentemente paradossali, come quello di coloro che, pur essendo scarsamente religiosi nel nostro senso, e quasi atei, quando l'India nel 1947 fu divisa nei due stati di Unione Indiana a maggioranza indù e Pakistan musulmano, hanno scelto il secondo: l'Islam era per loro un modo di vivere, un insieme di comportamenti, un ideale politico, o meglio una (forse non ben precisa) miscela di tutto questo.
Ed è ben nota l'importanza politica dell'Islam nella tormentata epoca attuale: chi immaginasse ora uno "stato islamico" (molti sono gli stati che si fregiano di questo aggettivo, dalla Mauritania al Pakistan e altri ancora) come un qualcosa di simile allo "Stato della Chiesa" finito nel 1870, errerebbe di grosso.
L'Islam non ha sacerdoti né riti e lo "stato islamico", se proprio si vuol paragonare a qualcosa, si potrebbe semmai avvicinare al "popolo di Dio" del periodo aureo del profetismo ebraico, almeno nelle intenzioni di chi lo propugna.
(...)
Proprio perchè l'Islam è così vicino alle altre religioni monoteistiche, è facile creder di conoscerlo, mentre la vicinanza e simiglianza stesse talora provocano equivoci e incomprensioni: è ben noto che le incomprensioni tra fratelli e cugini sono talora ben più forti che quelle tra estranei.
Così non manca da noi chi ha un'idea abbastanza esatta di correnti religiose come il buddhismo o il taoismo, mentre sono a mio parere molto più forti le incomprensioni rispetto alla comunità sorella (e, ahimé, nel medioevo e fino a poco tempo fa "nemico numero uno") dell'Islam."

Dopo aver fatto questa doverosa premessa, invito Faqir o altri amici musulmani a parlarci dell'Islam così come lo vivono loro.
kore is offline  
Vecchio 25-09-2007, 17.12.50   #2
hetman
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Riferimento: Islam....che fare ??

Oltre a "L'Islam" di Alessandro Bausani (Bahá'í), anche con la sua traduzione del "Corano", si potrebbe leggere: "RELIGIONI RIVELATE" Augusto Robiati (Bahá'í).
Specialmente il capitolo dedicato all'Islam, anche se in questo libro si fà un decorso di tutte le religioni monoteiste col fine di confronto ed analisi intesa a definire, se esse possono o no, essere definite conseguenziali e derivanti da un "Progetto Divino" unico per l'evoluziome umana.

Ma tornando all'Islam:"RELIGIONI RIVELATE" Augusto Robiati [pag.120]

IL MODO ISLAMICO DI ESPRIMERE LA RELIGIOSITÀ

Insegnamenti etici desunti dal Corano

- Godere delle cose materiali senza divenirne schiavi (Sura VII, 31)
- Importanza della preghiera e della pazienza (Sura 11, 153)
- Essenzialità della giustizia, della beneficenza, dell’amore verso i genitori e
condanna della dissolutezzza e della prepotenza (Sura XVI, 90)
- Esaltazione della cortesia e del perdono (Sura 11, 263)
- Reagire al male con il bene (Sura XXIII, 96)
- Invito ad amare il prossimo e a non essere superbi, vanitosi e avari (Sura IV, 36 e seg.)
- Rilevanza etica del timore di Dio (Sura IX, 108 - 109)
- Invito a non fornicare, a non uccidere e a rispettare i patti (Sura XVII, 32 e seg.)
- Condanna della maldicenza e dell’ipocrisia (Sura XLIX, 12 e IV, 38)
- Esaltazione della pietà, dell’equità e della moderazione (Sura VII, 26; Sura VII, 29 e Sura V, 87)
- Invito alla castità fuori dal matrimonio (Sura XXIV, 33)
- Proibizione del vino e del gioco d’azzardo (Sura V, 90).
Le cinque prescrizioni dei muslim (i credenti)

Perchè propongo questo passo? Semplicemente per dire che la messa in atto di tali principi eviterebbe a monte qualsiasi contrapposizione pseudo-religiosa e sociale.
Quello che in realtà l'Islam imputa alla Cristianità è la mancanza di "Moderazione" <Godere delle cose materiali senza divenirne schiavi (Sura VII, 31)> il portare all'eccesso tutto quello che di materiale l'uomo abbia col dimenticarsi dei veri insegnamenti di Gesù.

Anche l'Islam non è da meno negli eccessi dimenticando la "Moderazione" e ciò e contraria ai loro stessi principi:
Reagire al male con il bene (Sura XXIII, 96)
Invito ad amare il prossimo e a non essere superbi, vanitosi e avari (Sura IV, 36 e seg.)
Esaltazione della pietà, dell’equità e della moderazione (Sura VII, 26; Sura VII, 29 e Sura V, 87)
Molti degli stati Islamici rispettano tali principi, ma vi sono alcuni stati che eccedono dimenticando proprio la "Moderazione", la mancanza della quale, in campo materiale, imputano come difetto alla Cristianità Occidentale.

A mio modesto avviso, giusto per dare una risposta al 3d, sarebbe opportuno che tutti siano più "MODERATI", gli eccessi sono un male per tutta l'umanità.

Saluti

Nota del webmaster Post inizialmente destinato alla discussione Islam....che fare ??
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Vecchio 25-09-2007, 22.57.44   #3
faqir
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Gentili amici ed amiche del Forum
un saluto di pace a tutti voi,

Ringrazio prima di tutto chi ha aperto e partecipato a questo 3d e mi compiaccio che ci sia un 'sano' desiderio di conoscere cos'è l'Islam e quali siano i suoi insegnamenti, vedrò perciò di portare 'anche' il mio piccolo contributo, a Dio piacendo.

Penso sia giusto partire dall'inizio, e cioè dalle prime parole (del Corano) che Allàh (Dio) ha rivelato, tramite l'Arcangelo Gabriele, al Profeta Muhammad (siano su di lui le benedizioni divine e la pace).

Leggi! (Iqra') In nome del Tuo Signore che ha creato,
ha creato l'uomo da una aderenza ('alaq)
Leggi, che il Tuo Signore è il Generosissimo
Colui che ha insegnato mediante il calamo,
che ha insegnato all'uomo quello che non sapeva.
Invece no! Invero l'uomo si ribella,
appena ritiene di bastare a se stesso.
In verità il ritorno è verso il tuo Signore
.

(Corano Sura 96 Al'Alaq l'aderenza versetti da 1 a 8)

Nota storica: Questa prima rivelazione è avvenuta nell'anno 610 mentre Muhammad ibn Abdallàh (Muhammad figlio di Abdallàh) della tribù dei Quraysh della Mecca (futuro Profeta dell'Islam) all'età di 40 anni si era ritirato in meditazione in una grotta del monte Hirà (esistente ancora ai nostri giorni) come era solito fare. Dopo aver ricevuto questa prima Rivelazione Muhammad sconvolto ed impaurito per questa apparizione di Gabriele e del messaggio fuggi dalla grotta correndo giu dalla montagna e una voce risuonò prodigiosamente nell'oscurità della notte dicendo: "Muhammad tu sei il Messaggero di Allàh e io sono Gabriele".

E' importate costatare che la prima esortazione del Corano raccomanda di leggere, (iqrà significa leggi) poichè la lettura è il simbolo dello studio e della ricerca della Scienza. Dio dice all'uomo di istruirsi, di conoscere, e non di restare nell'ignoranza.

Il primo Messaggio dell'Islam è perciò quello della ricerca della Conoscenza.

saluti
faqir
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Vecchio 26-09-2007, 10.32.11   #4
faqir
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Citazione:
Originalmente inviato da kore
Ciao a tutti,
raccolgo io l'invito di Cassiopea e apro il 3d.
Lo apro riportando, come premessa, un brano dell'introduzione al libro "L'Islam" di A. Bausani, ed. Garzanti, 1987.

(...) Per l'Islam infatti la religione (din, che usualmente si traduce poco esattamente con "religione" nelle lingue occidentali) è qualcosa che abbraccia sia la nostra religione sia la nostra politica, è regola di vita, legge, mentre le mancano le connotazioni sacerdotali-ritualistiche essenziali nella nostra nozione di "religione".

Gentile Kore,
mi collego a questo interessante passaggio che hai riportato del Bausani per ampliarlo:

In effetti la parola araba Din più che con il termine Religione bisognerebbe tradurla con "Tradizione" da tràdere "trasmettere", cioè una trasmissione di insegnamenti che aiutano l'uomo a ri-collegarsi 'coscientemente' a Dio, insegnamenti che non restano solo a livello 'mentale' ma che piuttosto coinvolgono tutti i suoi atti.

La Tradizione "naturale" dell'uomo 'non deviato' e di tutto il manifestato è di rivolgersi a Dio il Suo Creatore, "L'Amor che move il Sol e le altre stelle ", questa "natura connaturata" nell'uomo dalla sua nascita viene chiamata in arabo al-fitra che vale la pena di approffondire.

«Al-Fitra» E’ la natura originaria, pura ed incorrotta dell’uomo, è la sua disposizione innata connaturata in lui alla sua nascita e creata da Dio affinché l’uomo accetti la Tradizione originale (delle origini) e pura della “sottomissione a Dio” Suo Creatore, come puro monoteista (hanif).

Cosi ci vien descritta nel Corano:
«Rivolgi il tuo volto alla Tradizione (Din) come puro monoteista (hanif ), natura originaria (fitra) che Allàh ha connaturato agli uomini; non c’è cambiamento nella creazione di Allàh. Ecco la vera Tradizione (Din)…». (Corano Sura 30 vers.30).

saluti
faqir
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Vecchio 30-09-2007, 21.29.08   #5
hetman
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Amico Faqir

La difficoltà iniziale che un italiano trova nella cultura Islamica è la troppa correlazione tra Religione e Stato, il fatto stà nella nostra Costituzione che prevede la libertà di Religione, ed anche il cambio di credo secondo l'evoluzione spirituale delle singole persone.

Personalmente condivido con Te la troppa materialità della cultura occidentale, la tendenza comune ad eccedere in tutte le cose, dal consumismo sfrenato all'arricchimento sfrontato.

Ma ciò colpisce una minoranza mentre la maggioranza dei cittadini è quella che resta costretta nei limiti di un vivere dignitoso, essendo quella che poi regge tutto l'apparato burocratico dello Stato.

I paesi Islamici, intendo quelli più fondamentalisti, sono visti dagli occidentali come eccessivi nelle loro leggi, troppo legate ad una visione del Corano restrittiva, fino a ledere libertà umane consolidate nella cultura occidentale.

Argomenti come la libertà delle donne, la loro parità di diritti e doveri con gli uomini, che in occidente è ormai acclarata anche se non del tutto applicata, in alcuni paesi Islamici sembra del tutto ignorata pur se nel Corano, lo stesso Muhhammad (Dio lo abbia in gloria) si è sempre espresso in modo unitario verso entrambi i sessi. Quando Egli si rivolgena ai credenti vi si rivolgeva come, servi e serve di Dio quasi a mettere entrambi i sessi sullo stesso piano sia spirituale che materiale.

Un'altra questione è quella della poligamia, che nel Corano mi sembra sia limitata a quattro e che deve sottostare all'accettazione da parte della prima moglie (non vorrei sbagliare nel caso ti chiedo di correggermi). Capisco il perchè tale legge fu introdotta dal Profeta, essa doveva salvaguardare le donne dal barbaro uso delle tribu nomadi, precedenti alla Rivelazione, che uccidevano le neonate inquanto ritenute un peso per i loro continui spostamenti in terre aride e deserte, ma oggi del tutto superate.

Non voglio entrare al momento in altre questioni di contrasto culturale che potranno essere trattate in seguito, spero che Tu voglia sinceramente avere un dialogo aperto che possa essere di chiarimento da entrambi i punti di vista, la comunicazione e la convivenza pacifica di culture diverse sono state e sempre saranno punto di crescita tra i popoli.

Saluti sinceri
hetman is offline  
Vecchio 01-10-2007, 12.18.01   #6
cassiopea
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Riferimento: Islam.

@ Faqir (e di rimando a padulo e agli altri): cerco di dare una risposta qui alle domande da te poste nel 3d "Islam che fare..", ovvero quali sono le impressioni in una non-musulmana a contatto con i musulmani, se davvero si prova a ascoltarli o ad evitarli...

..Premessa: di tanti pregiudizi che personalmente posso avere...credo di poter dire che cerco almeno di sforzarmi per rapportarmi a persone di altre religioni (anche se a volte nel "dialogo" mi accorgo di avere più "paraocchi" di quel che avrei pensato...e che proprio dopo questi "scontri" cerco di rifletterci su..). Motivo? semplice..se non avessi almeno un po' di curiosità verso il mondo musulmano non potrei fare ricerche su un argomento così particolare come il sufismo in Turchia

Proprio ieri è stato l'800 anniversario della nascita di Rumi (poeta e mistico persiano del XIII secolo) celebrato, con il patrocinio dell'Unesco, in Turchia, Egitto e Afghanistan. Ma in realtà, diversi paesi hanno voluto contribuire ad onorare la memoria del mistico con conferenze e cerimonie.

Ieri sera a Konya (città dell'Anatolia, in cui è vissuto Rumi) c'è stata una grande celebrazione nello stadio di Ataturk: al cospetto di circa 20.000 spettatori, si sono esibiti, per la prima volta, 300 "semazen" (da noi conosciuti come dervisci rotanti).

Konya è una delle città turche più conservatrici..segnalata sulle guide come "città in cui bisogna coprirsi per rispettare le tradizioni islamiche". In effetti, rispetto a una città cosmopolita come Istanbul..qui la "tradizione islamica" è più viva...ma per uno straniero che arriva qui, non con un tour fuggente, c'è una maggiore possibilità di vedere cosa vuol dire per le persone il rapporto quotidiano con la religione..In special modo in questo periodo: in cui ricorre il digiuno del mese di Ramadan...

per dirla con parole più "corrette" delle mie:

Il mese di Ramadan è il nono del calendario islamico, reso doppiamente sacro dall’Islàm per il fatto che è:

"Il mese in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e salvezza" (Sura II, v. 185).

Il digiuno, durante il sacro mese di Ramadan, è atto basilare di culto, obbligatorio per tutti i musulmani tranne che per alcune categorie di persone.
Per legge sono esenti dal digiuno i minorenni, i vecchi, i malati di mente, i malati cronici, i viaggiatori, le donne in stato di gravidanza o che allattano, le persone in età avanzata, nel caso che il digiuno possa comportare un rischio per loro. E proibito alle donne musulmane mestruale e in puerperio.
La legge ammette e raccomanda anche il digiuno volontario, in determinati giorni dell’anno.

Il Corano stabilisce l'obbligo del digiuno:

" O voi che credete! Vi è prescritto il digiuno, come fu prescritto a coloro che furono prima di voi, nella speranza che voi possiate divenire timorati di Dio." (sura II, v.183)


(da: http://www.sufi.it/Islam/ramadan.htm)

Trovarsi in un paese musulmano nel periodo del Ramadan può spesso voler dire condividere l'esperienza delle persone locali, che digiunano dall'alba al tramonto..ovviamente l'esperienza può variare...il turista temporaneo può avvertire un leggero disagio nel consumare cibo e bevande quando tutti gli altri intorno a lui si astengono dal cibo..

Per chi invece non è Musulmano ma si trova a condividere la sua giornata con Musulmani..il mese del digiuno si può trasformare in un momento di meditazione e..leggera disintossicazione del proprio corpo..
ad Istanbul il momento prima dell'inizio del digiuno (che ha inizio con la prima preghiera del mattino, all'alba..) è preceduto dal suono dei tamburi in strada che annunciano l'ora del"suhur", un piccolo pasto..
Da allora il poi..niente cibo, né bevande, né rapporti sessuali..ma soprattutto..niente cattiverie, menzogne e comportamenti "scorretti"..Devo dire che ad Istanbul, oggi è piuttosto facile vedere rampanti giovani manager sorseggiare caffé nei mitici (ironico) Starbucks.. Tuttavia, in molte parti della città, il digiuno non solo è rispettato ma si trasforma anche in un momento di forte condivisione sociale quando, al calar del sole, c'è l'iftar (la "rottura" del digiuno, subito dopo la preghiera serale). Passeggiando per le strade della città, si vedono grandi mense pubbliche, allestite appositamente per l'iftar, in cui si recano donne, bambini, anziani...Altrimenti, grazie alle favorevoli condizioni temporali, non è raro incontrare famiglie intere che consumano il proprio pasto nei giardini pubblici, leggendosi versetti del Corano..
e a Konya? a Konya tutto ciò è molto più visibile..la partecipazione religiosa (nelle moschee) e sociale (la rottura dell'iftar) è molto più "sentita"..ma da qui a dire che Konya è una città di fanatici, perché più "tradizionale" direi che ce ne passa..


credo di non aver esaurientemente risposto a Faqir..ma per l'appunto lascio a lui la parola per spiegare meglio cos'è il digiuno e quali sono gli altri "pilastri della fede"...


Una nota @ Faqir, non te la prendere...ma io ho caldeggiato l'apertura di un apposito 3d per far condividere a te e altri le impressioni sull'Islam ...se non partecipo/rispondo sappi che non è per cattiva volontà..ma per "razionamento di tempo su internet" ne approfitto per ringraziare nuovamente Hetman..in effetti nella nostra era tecnologica si è persa la pazienza nelle comunicazioni
cassiopea is offline  
Vecchio 01-10-2007, 12.48.50   #7
faqir
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Citazione:
Originalmente inviato da cassiopea
Una nota @ Faqir, non te la prendere...ma io ho caldeggiato l'apertura di un apposito 3d per far condividere a te e altri le impressioni sull'Islam ...se non partecipo/rispondo sappi che non è per cattiva volontà..ma per "razionamento di tempo su internet" ne approfitto per ringraziare nuovamente Hetman..in effetti nella nostra era tecnologica si è persa la pazienza nelle comunicazioni

Gentile Cassiopea,

non era certo rivolto a te il mio..richiamino

Con l'occasione ti ringrazio per il tuo sincero "vissuto" in Terra Turca che ci hai portato, mi sembrava di essere li... Non saprei cos'altro aggiungere su quanto ben riportato da te sul digiuno.

Vedrò eventualemnte di ampliare gli altri principi dell'islam, a Dio piacendo

devo anche una risposta all'amico hetman,...la sto preparando.

saluti
faqir
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Vecchio 01-10-2007, 18.37.04   #8
faqir
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Dedicato a coloro che pensano
che nei paesi islamici non si possano costruire le Chiese


http://www.youtube.com/watch?v=aKsKFIrum0s

saluti
faqir
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Vecchio 02-10-2007, 11.02.43   #9
kore
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Hetman: "Argomenti come la libertà delle donne, la loro parità di diritti e doveri con gli uomini, che in occidente è ormai acclarata anche se non del tutto applicata, in alcuni paesi Islamici sembra del tutto ignorata pur se nel Corano, lo stesso Muhhammad (Dio lo abbia in gloria) si è sempre espresso in modo unitario verso entrambi i sessi. Quando Egli si rivolgena ai credenti vi si rivolgeva come, servi e serve di Dio quasi a mettere entrambi i sessi sullo stesso piano sia spirituale che materiale".

Ora tocca a me fare un pò l'avvocato del diavolo, soprattutto perchè in passato ho discusso appassionatamente con amici musulmani di questo argomento.
Nel Corano (non posso riportare il versetto perchè non mi ricordo in quale sura si trovi... ) è scritto che Dio ha posto la donna un gradino sotto all'uomo.
Non ho una versione commentata del Corano, ma uso la traduzione del Bausani.
Il mio amico sosteneva che in effetti un uomo ha molta più forza fisica di una donna (anche se ho visto in giro delle valchirie che farebbero paura a Schwarzenegger).
Non sapendo in che modo è stato interpretato questo versetto, chiedo lumi.
kore is offline  
Vecchio 02-10-2007, 17.54.22   #10
hetman
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Citazione:
Originalmente inviato da kore
Ora tocca a me fare un pò l'avvocato del diavolo, soprattutto perchè in passato ho discusso appassionatamente con amici musulmani di questo argomento.
Nel Corano (non posso riportare il versetto perchè non mi ricordo in quale sura si trovi... ) è scritto che Dio ha posto la donna un gradino sotto all'uomo.
Non ho una versione commentata del Corano, ma uso la traduzione del Bausani.
Il mio amico sosteneva che in effetti un uomo ha molta più forza fisica di una donna (anche se ho visto in giro delle valchirie che farebbero paura a Schwarzenegger).
Non sapendo in che modo è stato interpretato questo versetto, chiedo lumi.


Da "RELIGIONI RIVELATE" Augusto Robiati [pag.127]

Citazione:
La condizione della donna

Si può così riassumere:

- Nell’Arabia pre-islamica la sua posizione era di assoluta inferiorità rispetto all’uomo. L’Islam ne ha però notevolmente migliorata la condizione, invitandola ad assumere un ruolo attivo nella società.
- Simbolo di questa inferiorità è per gli occidentali il velo, ma il suo uso non è previsto nel Corano.
- Ogni uomo può avere quattro mogli a patto però che le tratti con pari equità e giustizia.
- La donna ha il diritto alla scelta del marito e può ottenere il divorzio, anche senza essere costretta alla restituzione della dote ricevuta all’atto del matrimonio.
- Il femminismo di tipo occidentale è da tempo penetrato anche in molti paesi islamici, dove naturalmente è contrastato anche con la forza.
- Secondo l’islamista Bausani, e per molti secoli, l’Islam ha concesso alla donna più diritti che in Occidente e se oggi la cosa si è capovolta dipende da un mancato adeguamento dell’Islam ai tempi. [FINE pag.127]

Cara Kore, spero sia chiaro il concetto di parità uomo-donna nell'Islam.

Tengo a precisare alcune cose:
1 - Nell'Ebraismo, vedi VT, il matrimonio era "monogamo" ma l'uomo (marito) poteva avere delle "concubine" e ciò non offendeva la morale dell'epoca.
2 - Lo stesso Abramo ha avuto un figlio dalla serva di sua moglie col consenso della stessa, potremmo dire che il desiderio di un figlio l'ha spinse a farlo.
3 - In nessuna parte del NT, Gesù Cristo, ha mai prospettato espressamente un matrimonio per tutta la vita, Egli si è sempre rifatto alle Leggi precedenti, non ha nemmeno abrogato lo schiavismo che era diffusissimo tra gli ebrei ed i romani.
4 - Tutti i "Messaggeri Divini" portano la loro "Rivelazione" in epoche diverse e per la comprensione degli uomini e donne di quella specifica epoca.
"Secondo l’islamista Bausani, e per molti secoli, l’Islam ha concesso alla donna più diritti che in Occidente e se oggi la cosa si è capovolta dipende da un mancato adeguamento dell’Islam ai tempi."

Sinceri saluti
hetman is offline  

 



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