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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 24-10-2007, 01.20.23   #21
cassiopea
Ospite abituale
 
Data registrazione: 10-06-2007
Messaggi: 50
lo sguardo dal basso.......

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Originalmente inviato da aile

Io credo,che sarebbe necessaria una presa di coscienza da parte dei politici,dei filosofi,degli economisti,della stampa,della tv
che sembrano sempre troppo impegnati a fare qualcos'altro invece che a
pensare a come andranno le cose tra venti o trent'anni.Chi saranno i nuovi dirigenti?I nuovi datori di lavoro?I nuovi insegnanti?I nuovi dirigenti di pubbliche amministrazioni?Che stabilità avranno alle spalle?Che preparazione nel loro campo specifico??Che esperienza?

Ehm...con tutta la buona volontà e immaginazione: ma perché mai un filosofo dovrebbe porsi tali domande, così materiali?
..sarcasmo a parte, ho letto e riletto i vostri post nei vari 3d sull'argomento..dalle posizioni di chi sostiene "se non vi movete, il lavoro non lo troverete mai" a quelle di chi..un po' lo ritiene un diritto..
è stato tirato in ballo lo Stato, il governo, i politici...ma..e se invece provassimo a guardare dal basso?
...iniziamo dall'università: l'appannaggio delle borse di studio..sono sempre dei più meritevoli?no. Spesso paradossalmente sono date a chi ha due case o varie proprietà..poiché grazie a imbrogli vari si riesce a comparire poveri anche quando non lo si è..
si guarda spesso agli altri Paesi europei, alle possibilità che danno ai giovani..ma i giovani qui da noi come le usano? giusto per fare un esempio...quanti studenti considerano l'Erasmus come un periodo di semi-vacanza all'estero? ...in questo, i giovani italiani sono forse meno.."responsabili" delle loro controparti europee..
Questo accade spesso anche nel mondo del lavoro..chi ha la possibilità di fare qualcosa per sé e per i suoi figli, la fa tranquillamente..senza preoccuparsi se sia giusto o meno, se tolga una possibilità a chi davvero ne ha bisogno..
A maggior ragione, il discorso vale per il mondo del lavoro..se il notaio impiega il proprio figlio, la responsabilità di chi è dello Stato in generale o del notaio, che beato lui, ha sistemato il figlio? lo stesso figlio..a volte, farà il lavoro del padre, che magari non gli piace, per comodità..altre volte perché magari si appassiona..
Certo...il problema dei concorsi pubblici c'è...ma anche lì...a livello di concorsi locali, è molto più probabile che ci siano raccomandati e legami familiari in gioco..mentre in un grande concorso, il singolo che vuole emergere e ha il fegato per farlo, ha qualche speranza in più...
per quanto riguarda l'insegnamento..beh, chi vuole cimentarsi a lavorare nelle università, si deve fare la croce e prepararsi ad avere a che fare con baroni di tutti i tipi...Ma come diceva Neve, serve un bel po' di autocritica nel rapportarsi con queste persone..e riconoscere che, in alcuni casi, il prescelto era non solo "figlio di", "nipote di"..ma soprattutto una persona che in quel campo ha acquisito una conoscenza unica, a volte derivante proprio dal fatto di esser cresciuto in quell'ambiente..
a mio parere, quel che è veramente triste è il fatto che alcuni posti siano "comprati", ovvero che siano accessibili solo da chi ha i soldi per poterci arrivare..Ma anche in questo caso, non si può pretendere e aspettare che siano solo Stato e i politici a risolvere il tutto..
cassiopea is offline  
Vecchio 24-10-2007, 09.50.38   #22
aile
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Data registrazione: 26-04-2007
Messaggi: 169
Riferimento: lo sguardo dal basso.......

Citazione:
Originalmente inviato da cassiopea
Ma anche in questo caso, non si può pretendere e aspettare che siano solo Stato e i politici a risolvere il tutto..


Intendi,che realsiticamente,in questo momento è impossibile?
Bè certo,però non dimentichiamoci che quando dico "politici"parlo di centinaia di persone che fanno campagne e prendono voti,soldi e benefici
per gestire il potere,e francamente,mi piace l'idea di aspettarmi qualcosa da loro,altrimenti si arriverà al punto che loro stanno nel loro mondo che si auto-alimenta e noi staremo da quest'altra parte senza che nessuno prenda le redini di niente,con tutto che rimane sempre uguale a se stesso per inerzia.
Io non l'ho ancora capito che cos'è che devono risolvere,visto che spesso sembra quasi che non valga la pena scomodarli,questi nostri poveri politici,
che non possono mica cambiare le cose,perchè maI?Per loro va tutto abbastanza bene così com'è...

Gestisono il potere,loro possono prendere delle decisioni,noi no,
quindi io mi aspetto e come che loro facciano qualcosa.
Non è una questione di relegare ad altri,è una questione di apettarsi qualcosa dai soli che un po' di possibilità ce l'avrebbero.
Per quello che mi riguarda
non farebbero altro che il loro mestiere...
aile is offline  
Vecchio 24-10-2007, 10.12.08   #23
nevealsole
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Messaggi: 706
Riferimento: Esiste la capacità di autocritica?

Citazione:
Originalmente inviato da aile
Ho riletto per caso il tuo post...e insomma,mi sento in dovere di rispondere di nuovo!se per te conoscere qualcuno che non ha mai fatto una vacanza o non ha mai comprato vestiti firmati è una cosa sensazionale...bè si,mi sa proprio che vivi in un mondo fatato!!

Se per te il diritto alla cena fuori,il diritto al viaggio all'estero,il diritto al vestito firmato,sono stati frutto di un'illusione di ricchezza..

Bè,che dire,a me dispiace,ma non è di questo che stiamo parlando.Stiamo parlando dell'importanza di una vita serena,e quando dico serena intendo che si possa arrivare a fine mese senza ansia,

non come l'hai intesa tu
serenità=ricchezza e vizi

Stiamo parlando del fatto che proprio per i motivi che hai detto tu,per il dopoguerra e per il boom economico,
ci ritroviamo,a 25 anni,
con dei genitori che già a 19 o 20 anni col diploma,lavoravano e si potevano sistemare,che quindi hanno potuto mettere qualcosa da parte e offrirci qualcosa in più di quello che hanno avuto loro.Mia madre per mantenersi al liceo ha dovuto lavorare,non per gli sfizi,ma proprio per campare...

E' logico che loro,adesso,dopo che ci hanno mantenuto per anni siano arrabbiati e delusi.Io li capisco.Figli laureati,plurilingue che non riescono a trovare qualcosa di veramente buono.Per loro è impensabile,non tutti gli amici dei miei genitori sono laureati, nè sanno tre lingue,nè si sono dovuti barcamenare in mini-micro lavoretti fino a 32 anni prima di poter dire:sono pronto. Eppure hanno una vita agiata.

Quindi c'è un grosso cambiamento in atto:siamo molto più preparati dei nostri genitori,
ma purtroppo non c'è la stessa offerta dei loro tempi.E' ovvio ,non siamo in quell'epoca,ma siamo proprio cosi a rotoli?
E' questo che cerco di dire:come può mancare l'offerta?Il paese è immobile?Non ci sono industrie?Non ci sono investitori?Non c'è turismo?Non ci sono ricchi investitori?Ma allora quello che si vede in giro,cos'è?Una mia allucinazione??
Cos'è che non c'è?

Io credo,che sarebbe necessaria una presa di coscienza da parte dei politici,dei filosofi,degli economisti,della stampa,della tv
che sembrano sempre troppo impegnati a fare qualcos'altro invece che a
pensare a come andranno le cose tra venti o trent'anni.Chi saranno i nuovi dirigenti?I nuovi datori di lavoro?I nuovi insegnanti?I nuovi dirigenti di pubbliche amministrazioni?Che stabilità avranno alle spalle?Che preparazione nel loro campo specifico??Che esperienza?

E credetemi,aborrisco quando vedo migliaia di giovani laureati che si tuffano nei meandri dell'insegnamento,che in questo momento è una gran confusione,ma che "almeno è un posto sicuro e il lavoro non è tanto".

Oppure aborrisco quando miei amici professionisti,che cercano ragazzi da mettere negli uffici (nello specifico:geometri),mi raccontano che i 20 enni snobbano le sue offerte perchè non hanno voglia di lavorare il sabato.

Quindi non crediate che io mi aspetti un mondo fatato dove,nel mio posto di lavoro di 30 ore settimanali,io possa guadagnare tanto da poter metter su famiglia,fare viaggi,comprarmi questo e quello,e cambiare scarpe ogni giorno,

io vorrei solo che i giovani venissero visti non come parassiti,senza voglia di fare,consumisti e comodoni,perchè cosi ce ne sono,ma altrettanti sono quelli che hanno una testa normale e non sono accecati solo dalle chiacchiere televisive e commerciali.
Dovrebbero avere la possibilità di darsi da fare e di mostrare quanto valgono,in una maniera più naturale e meno angusta,
a me sinceramente a volte è sembrato,
che quando mi hanno dato un lavoro si stessero togliendo una costola.

Allora la ricchezza per tutti sarà pure un'utopia,
ma per me è anche un'utopia il fatto che tutti quelli che meritano,di sicuro
ottengono.
Non è vero più.

Sono di fretta e sinceramente non credo avrò tempo a breve di cimentarmi in indagini socio -politico-economiche e studi vari per rispondere in modo compiuto.
Ritengo, mia personale opinione suffragata solo da qualche breve colloquio con addetti ai lavori, che il turismo di massa distrugga il pianeta: i luoghi incontaminati così come le città d'arte... solo che il turismo di massa è uno dei pochi settori in cui l'economia va, e va bene, porta soldi e allora non lo si dice. Non è che inquina solo l'automobilina che uso per andare a lavoro, inquina anche l'aereo che mi porta ai caraibi.
Se in 100.000 tutti i giorni tiriamo per sbaglio una pinnata alla barriera corallina mentre la guardiamo stupiti, certo la barriera corallina non ne gode.
Motivo per cui ci sono posti in cui l'accesso turistico è controllato e limitato.
Per non parlare dei rifiuti prodotti in posti che non hanno alcuna capacità di smaltirli.
Detto questo, secondo me, la serenità non appartiene alla vita terrena, specie se non si fa ricerca spirituale, e la ricchezza capitalistico/consumistica produce ricchezza, e produce povertà.
Sulle caste, aggiungo solo che non comprendo perché si stia sempre a pensare che l'avvocato "ingiustamente" renderà suo figlio avvocato. Magari il figlio dell'avvocato voleva fare il pittore, e invece gli tocca quello che ha iniziato papà.
Ma perché, il figlio del gelataio cosa farà? E il figlio del carrozziere?
E negli altri paesi chi è avvocato? Il figlio dell'operaio? Ne siamo sicuri?
Poi, a ben guardare, studiano più i figli degli operai che quelli degli avvocati, ma non capisco perché ci si stupisca che chi ha costruito qualcosa voglia lasciarlo ai figli: che siete tutti stalinisti qui?
E' chiaro che respirare, fin da piccoli, una certa aria facilita l'apprendimento.
Mio padre è un artigiano: io di quel settore lì ne so abbastanza, pur facendo tutt'altro, perché l'ho respirato sin da piccola.
Logico che se ci avessi lavorato avrei imparato forse prima e meglio di uno che arrivava da fuori, logico che avrei già avuto l'impianto aziendale fatto.
Ci sono mestieri che se non lo fai perché lo facevano in famiglia, neppure sai che esistono.
Poi c'è chi vuole cambiare settore: io l'ho fatto.
Ho trovato difficoltà medie, non del tutto differenti da quelle che incontrano figli di professionisti del settore. Certo è più dura, ma non impossibile.
C'è infine un settore tanto dibattuto: l'università.
Prima di tutto, quelli che si scandalizzano perché alla Cattolica non prendono tutti (servizio televisivo di alcuni mesi fa) si dovrebbero domandare quanti ne prendono ad Harvard. E quelli che si scandalizzano perché la Bocconi si paga, si dovrebbero chiedere quanto si paga ad Oxford. D'altra parte, se si esce dalla Cattolica, forse il lavoro lo si trova abbastanza facilmente.
Per quanto riguarda la carriera universitaria, quella è una nota dolente... ma non è solo necessario essere "figli di...", magari vi basta essere un po' ruffiani.
Mi ricordo il primo anno un mio prof, ai più meritevoli all'esame, formulava la frase "ci venga a trovare in dipartimento": che tradotto vuol dire, mi fai da porta borse per 10 anni, ti sfrutto notte e giorno e forse qualcosa alla fine ottieni.
Lì la scelta è individuale, dipende dalla voglia che si ha di fare il tappetino. Fi sono figli di, è vero, ma anche persone disposte a lisciare ed ingraziarsi, e rendersi sempre disponibili. Poi si può essere bravi o meno bravi, farlo per carattere o per mestiere, ma sempre lisciare bisogna (anche se non è verissimo in tutte le facoltà).
Sul discorso borse di studio, faccio un appunto a parte: in questo paese, spesso, non si conoscono i propri diritti e non si sa cercare.
Non si sa scrivere l'application, non si sa scrivere il curriculum, non si sa gestire il colloquio. Tutte cose che contano.
In generale non si sa scrivere.
Ho un amico, laureato, phd, vuole far carriera, sogna il giornalismo.
Una volta mi ha chiesto un consiglio su un articolo, versione definitiva.
Dimmi che ne pensi, mi ha chiesto.
Era illeggibile, un italiano assolutamente scadente farciva un contenuto di banalità. Immaginatevi il peggio, e scendete sotto.
In punta di piedi ho provato a dire qualcosa che si avvicinasse alla verità: correggi!
Si è risentito, e ha lasciato perdere.
Lui, per la cronaca, si ritiene vittima di un sistema ingiusto che non dà opportunità ai giovani... forse era meglio se faceva l'agente immobiliare, come il papà...
nevealsole is offline  
Vecchio 24-10-2007, 18.37.29   #24
Mary
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Riferimento: lo sguardo dal basso.......

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Originalmente inviato da cassiopea
Certo...il problema dei concorsi pubblici c'è...ma anche lì...a livello di concorsi locali, è molto più probabile che ci siano raccomandati e legami familiari in gioco..mentre in un grande concorso, il singolo che vuole emergere e ha il fegato per farlo, ha qualche speranza in più...
per quanto riguarda l'insegnamento..beh, chi vuole cimentarsi a lavorare nelle università, si deve fare la croce e prepararsi ad avere a che fare con baroni di tutti i tipi...Ma come diceva Neve, serve un bel po' di autocritica nel rapportarsi con queste persone..e riconoscere che, in alcuni casi, il prescelto era non solo "figlio di", "nipote di"..ma soprattutto una persona che in quel campo ha acquisito una conoscenza unica, a volte derivante proprio dal fatto di esser cresciuto in quell'ambiente..
a mio parere, quel che è veramente triste è il fatto che alcuni posti siano "comprati", ovvero che siano accessibili solo da chi ha i soldi per poterci arrivare..Ma anche in questo caso, non si può pretendere e aspettare che siano solo Stato e i politici a risolvere il tutto..


Io sono stata fra le ultime "infornate" di concorsi pubblici a livello nazionale in cui i raccomandati (c'erano anche allora) si dissolvevano nella massa. Fummo assunti in tanti, e nessuno delle decine e più che ho conosciuto erano stati raccomandati da chicchessia! niente vescovi, niente politici, niente amici degli amici. Solo le proprie capacità.
Così, io, fresca fresca di scuola, riuscii a superare vecchi laureati, senza alcuna raccomandazione.

E quella massa di assunzioni fu tra gli ultimi baluardi della meritocrazia, chi ha vinto quel concorso si è sempre distinto in capacità, impegno, senso del dovere, rispetto ecc. Non mi sto elogiando, lungi da me.
Io sono tra quelli che si ritiene super super super fortunata perchè viene pagata per fare quello che le piace. Amo il mio lavoro, l'ho sempre amato anche se con gli anni si è continuamente trasformato, rivoluzionato.

Niente posto al solo, avere una vita dignitosa non è un posto al sole.

Oggi è IMPOSSIBILE accedere ad un posto pubblico sia per la esiguità dei concorsi, sia per il decentramento che ne ha fatto un mezzo di contrattazione per .....una mano lava l'altra ed entrambe lavano la faccia....

Qui viene infangata la dignità umana. E il danno è per l'intera collettività.

Stamattina è venuta una donna sui 35 anni, sembrava più vecchia, e mi ha detto di essere senza lavoro, iscritta alle liste di collocamento, si adatta a lavorare qualche giorno al mese (tre in alcuni casi) fa volantinaggio, qualche poco lavoro in nero e.....una marea di concorsi e una montagne di richieste di lavoro. Non ho chiesto se era laureata o diplomata, ma mi ha detto: dopo aver tanto studiato deve continuare a mantenermi mia madre settantenne. Avrei voluto abbracciarla e consolarla, ma non so come l'avrebbe presa.

Un viso dolcissimo ma sconfitto, invecchiato, deluso: una vita smarrita nell'attesa di poter ottenere la propria dignità.

Chi osa dire che siamo un popolo civile credo non sappia nulla di cosa voglia dire civiltà.

Questi giovani diventeranno vecchi senza aver potuto realizzare le loro vite.

Chi non sa se il mese prossimo o fra 20 giorni avrà i soldi per mangiare come può pensare alla propria vita?
Ribadisco che siamo tornati ai tempi delle caverne, lì chi era più bravo nella caccia aveva la speranza di sopravvivere, qui nel cemento delle città che frutti possiamo raccogliere?
Ho visto pensionati rovistare nella spazzatura chi è quello sventurato essere che si permette di dire: fate figli, la popolazione invecchia!
Mary is offline  
Vecchio 25-10-2007, 10.21.26   #25
Eretiko
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Riferimento: i figli delle caste

Vorrei invitare a riflettere su alcuni punti.

1) RICERCA. Non la ricerca di "stato", ma proprio quella che dovrebbero fare le aziende private. Per motivi culturali manca del tutto; qualsiasi imprenditore dirà che non se lo può permettere: l'industria deve produrre e non fare esperimenti.

2) COMPETIVITA'. Per anni, anche in base al punto 1), la competività del sistema produttivo italiana si è giocata solo ed esclusivamente sul fattore "cambio della lira". L'Euro ha messo a nudo il problema in italia più che in altri paesi europei. Il cambio euro/dollaro ha ulteriormente peggiorato la situazione.

3) COMMERCIALE. In alcuni settori la "distribuzione" arriva ad assorbire fino al 90% del costo finale. Da molti anni i maggiori utili conseguibili nel settore della distribuzione (rispetto alla produzione) hanno spostato l'imprenditoria sempre più nel settore commerciale.

Il punto 1) ha come conseguenza tragica il mancato inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Puntare solo sulla produzione rende di fatto poco appetibile per l'azienda puntare sul giovane. La poca competività sul mercato, conseguenza anch'essa in parte della mancata ricerca, ha comportato di riflesso una contrazione degli investimenti, con ricadute negative sull'occupazione.

Il punto 3) ha di fatto creato opportunità, ma non nel senso classico di "posti di lavoro"; di fatto la distribuzione tende a creare occupazione precaria.

Se si aggiunge il fatto che l'imprenditore italiano ha sfruttato la legge sulla flessibilità (di per sè non negativa) essenzialmente per avere lavoro a basso costo (ovvero solo per sfruttare) si può capire come si è arrivati alla situazione attuale.

Non credo che il "governo politico" possa farci molto su questi punti; è l'imprenditoria che deve cambiar pelle. Può solo migliorare i famosi ammortizzatori sociali, come ad esempio in Francia (compito difficile se non impossibile, a causa del debito pubblico e della pressione fiscale già troppo alta).

La situazione è figlia probabilmente del "magna-magna" degli anni 80, che hanno creato l'illusione del benessere diffuso a scapito della voragine dei conti pubblici; oggi paghiamo le conseguenze di quella scelleratezza (e come sempre le pagano i più deboli) politica (ed anche di alcune scelte irrazionali come quella sul nucleare).
Eretiko is offline  
Vecchio 26-10-2007, 20.22.41   #26
Mary
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Riferimento: i figli delle caste

Citazione:
Originalmente inviato da Eretiko

Non credo che il "governo politico" possa farci molto su questi punti; è l'imprenditoria che deve cambiar pelle. Può solo migliorare i famosi ammortizzatori sociali, come ad esempio in Francia (compito difficile se non impossibile, a causa del debito pubblico e della pressione fiscale già troppo alta).

La situazione è figlia probabilmente del "magna-magna" degli anni 80, che hanno creato l'illusione del benessere diffuso a scapito della voragine dei conti pubblici; oggi paghiamo le conseguenze di quella scelleratezza (e come sempre le pagano i più deboli) politica (ed anche di alcune scelte irrazionali come quella sul nucleare).

Il governo ha aperto la porta e fatto entrare i lupi nel recinto delle pecore, possiamo parlare quanto vogliamo ai lupi, sul rispetto che devono avere verso le pecore.....pian piano se le mangeranno tutte

Superfluo ricordare che ....il lupo perde il pelo ma non il vizio
storia insegna che il "padrone" non va tanto per il sottile, se poi le leggi sono in suo favore non ne parliamo!!

Il problema è il divario abissale fra caste ricche e gli "intoccabili" (mi riferisco agli emarginati dell'India), ovvero tutti quelli che stanno sotto.

Il passato dovrebbe inseganre che non è in discussione se ci sarà o meno una rivoluzione ma quanto tempo ci vorrà perchè avvenga.

Arriva il "troppo" e la gente non guarda più per il sottile a quello che fa o non fa.

Di fatto, telefonini o non, siamo tornati al medioevo.

I "signorotti" oggi non più tutti rinchiusi nei castelli ma in pregiatissime e invalicabili ville, e la plebe arranca come può andando a sbattere contro i super corazzati recinti visibili ed invisibili dei "fortunati" che continuano a depredare i poveri per arricchire i ricchi.
Mary is offline  
Vecchio 01-11-2007, 15.22.30   #27
meditando
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Riferimento: i figli delle caste

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole
Ho un'amica che a 35 anni ha vinto il concorso per notaio.
Come ha fatto? Studiando.
Zittaaaaaa, se ti sentono, se si accorgono che gli è sfuggito un posto, se si accorgono di aver permesso ad un estraneo di entrare nel loro territorio, in quello che loro ritengono di loro diritto divino, sta certa che la tua amica prima o poi la fanno fuori, speriamo metaforicamente si intende, e si riappropria di ciò che credo gli spetti di diritto.

Comunque se fossi la tua amica io ti cancellerei immediatamente dal giro delle amicizie, non sei affidabile inquando vai in giro a spifferare certe cose
meditando is offline  

 



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