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Vecchio 15-10-2007, 16.02.48   #1
Mary
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i figli delle caste

Scusatemi, ma oggi sono incavolata nera.

In un giorno tre famiglie mi hanno parlato dei loro figli di nuovo a spasso dopo aver perso il loro ennesimo lavoro precario.
Non che prima fossero indipendenti, riuscivano a racimolare solo il denaro per tirare avanti ma l'affito e ove necessario provvedevano i genitori.

Laureati e non in cerca di un lavoro, uno qualsiasi. A trent'anni e passa si può vivere ancora appoggiandosi sulle spalle dei genitori?

36 anni fa, quando cominciai a lavorare, non solo non ero più di peso ai miei ma ero io a far loro i regali, ad aiutarli a farli sentire fieri di avere una figlia indipendente a 19 anni.

Oggi i miei figli non sanno se riusciranno mai a staccarsi dal nostro appoggio economico.

Oggi è sicuro che il figlio di un dottore eserciti la professione, il figlio di un docente un docente, il figlio di un farmacista abbia la farmacia, quello di un notaio diventi notaio.
Ormai siamo arrivati di fatto all'eredità non solo economica ma anche di mestiere. A tutti gli altri è preclusa ogni possibilità.

Basti pensare ai tanti cervelloni che sono costretti ad emigrare per trovare lavoro e ricevere uno stipendio dignitoso.
Così una immensa ricchezza viene regalata generosamente agli stranieri.

La casta dei privilegiati e dei privilegi non è solo quella dei politici ma ha messo radici ovunque.
Niente di nuovo sotto il cielo, l'epoca del Medioevo insegna: chi nasceva servo della gleba moriva servo, chi nasceva da un fabbro doveva fare il fabbro e, ovviamente, chi nasceva figlio del castellano moriva castellano.

Ma allora dove sta il progresso civile? Sono cambiati gli abiti, il linguaggio, gli strumenti ma il cervello è rimasto tale e quale.
Mary is offline  
Vecchio 16-10-2007, 19.49.01   #2
aile
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Riferimento: i figli delle caste

Citazione:
Originalmente inviato da Mary
Scusatemi, ma oggi sono incavolata nera.

In un giorno tre famiglie mi hanno parlato dei loro figli di nuovo a spasso dopo aver perso il loro ennesimo lavoro precario.
Non che prima fossero indipendenti, riuscivano a racimolare solo il denaro per tirare avanti ma l'affito e ove necessario provvedevano i genitori.

Laureati e non in cerca di un lavoro, uno qualsiasi. A trent'anni e passa si può vivere ancora appoggiandosi sulle spalle dei genitori?

36 anni fa, quando cominciai a lavorare, non solo non ero più di peso ai miei ma ero io a far loro i regali, ad aiutarli a farli sentire fieri di avere una figlia indipendente a 19 anni.

Oggi i miei figli non sanno se riusciranno mai a staccarsi dal nostro appoggio economico.

Oggi è sicuro che il figlio di un dottore eserciti la professione, il figlio di un docente un docente, il figlio di un farmacista abbia la farmacia, quello di un notaio diventi notaio.
Ormai siamo arrivati di fatto all'eredità non solo economica ma anche di mestiere. A tutti gli altri è preclusa ogni possibilità.

Basti pensare ai tanti cervelloni che sono costretti ad emigrare per trovare lavoro e ricevere uno stipendio dignitoso.
Così una immensa ricchezza viene regalata generosamente agli stranieri.

La casta dei privilegiati e dei privilegi non è solo quella dei politici ma ha messo radici ovunque.
Niente di nuovo sotto il cielo, l'epoca del Medioevo insegna: chi nasceva servo della gleba moriva servo, chi nasceva da un fabbro doveva fare il fabbro e, ovviamente, chi nasceva figlio del castellano moriva castellano.

Ma allora dove sta il progresso civile? Sono cambiati gli abiti, il linguaggio, gli strumenti ma il cervello è rimasto tale e quale.




mmmmhh....
non so!Io il problema che avverto,sono giovane,laureata, in cerca di lavoro,con un appoggio a cui so che posso attingere..

è che in italia non è facile avviarsi perchè nessuno è onesto.Nessuno si preoccupa di fare bene le cose.
La gente ruba letteralmente i fondi europei.
La gente impreca contro i poltici ma poi si dimentica di andare a votare e non fa sciopero perchè è una cosa da sinistroidi.
La gente fa di tutto per fregarsi i soldi che vede passare.
La gente si attacca disperatamente al lavoro pubblico.
La gente non ha voglia di impegnarsi.Nè ad aprire gli occhi.
I datori di lavoro non dormono la notte per pensare a come diminuire le uscite a discapito dei giovani.

Abbiamo un centro e nord italia pieno di straniere (prostitute e badanti)
migliaia di spacciatori che vengono anche dall'estero,e fanno affari d'oro,
se io non avessi una coscienza sarebbe stato facilissimo avere dei soldi già a 19 anni,senza fare la prostituta ,dico.

(Questo lo dico perchè intendo dire che l'italia è un pease ricco,in fondo,solo che su tante cose nessuno vuole aprire gli occhi e giochiamo a fare i poverini che non possono mangiare,che fatica arrivare a fine mese...)
Bè certo,tra droga e prostituzione manteniamo un giro di soldi per la mafia che fa paura !!

Ma se sei onesto e non hai voglia di fregare nessuno,bè allora o sei figlio di,o passi un concorso pubblico,altrimenti fai quello che ti pare(intendo:vattene altrove),perchè tanto in Italia chi c'ha i soldi si fa i fatti suoi,i politici purtroppo devono pensare a far restare in piedi i governi e quindi non possono occuparsi della gente,l'attività in proprio la puoi fare solo se hai la possibilità di investire..
o se sei un delinquente.

Cosi poi non mi stupisco quando la gente vuole entrare al grande fratello,o vuol fare la velina..Bè almeno scelgono qualcosa di legale!!
Io sono stata un periodo all'estero e mi sono meravigliata di quello che hanno i giovani.(Germania).Sono messi su un piatto d'argento.Possibiltà,finanziam enti,apertura delle persone già adulte verso il loro"incipit" nel lavoro.Accoglienza,in poche parole.
D'accordo,il paese più ricco e potente può,l'Italia non può...
o non vuole?
Siamo poi cosi poveri?
Intendo,poveri di possibilità?


aile is offline  
Vecchio 17-10-2007, 17.43.08   #3
Mary
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Riferimento: i figli delle caste

Citazione:
Originalmente inviato da aile
....

Ma se sei onesto e non hai voglia di fregare nessuno,bè allora o sei figlio di,o passi un concorso pubblico,altrimenti fai quello che ti pare(intendo:vattene altrove),perchè tanto in Italia chi c'ha i soldi si fa i fatti suoi,i politici purtroppo devono pensare a far restare in piedi i governi e quindi non possono occuparsi della gente,l'attività in proprio la puoi fare solo se hai la possibilità di investire..
o se sei un delinquente.

Cosi poi non mi stupisco quando la gente vuole entrare al grande fratello,o vuol fare la velina..Bè almeno scelgono qualcosa di legale!!
Io sono stata un periodo all'estero e mi sono meravigliata di quello che hanno i giovani.(Germania).Sono messi su un piatto d'argento.Possibiltà,finanziam enti,apertura delle persone già adulte verso il loro"incipit" nel lavoro.Accoglienza,in poche parole.
D'accordo,il paese più ricco e potente può,l'Italia non può...
o non vuole?
Siamo poi cosi poveri?
Intendo,poveri di possibilità?




I concorsi pubblici ormai sono una rarità in assoluto, e può entrarvi solo il figlio di.... il super super raccomandato

L'Italia è ricchissima, ma se in una famiglia dai le briciole a otto figli e al decimo e undicesimo tutta la torta, allora come considerare quella famiglia ricca o povera?

E andiamo sempre di più verso il blocco di ogni possibilità di avere una vita dignitosa e onesta. O nasci nella casta o sei fuori. Unica eccezione è la delinquenza, unico sbocco alla quale si accede per "merito" e non solo per casta e raccomandazione.

L'unione fa la forza e per questo tv, politici, poteri religioso-economico tendono a dividere e rimbecillire la gente il più possibile.
Mary is offline  
Vecchio 17-10-2007, 19.32.01   #4
nevealsole
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Riferimento: i figli delle caste

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Originalmente inviato da Mary
I concorsi pubblici ormai sono una rarità in assoluto, e può entrarvi solo il figlio di.... il super super raccomandato

L'Italia è ricchissima, ma se in una famiglia dai le briciole a otto figli e al decimo e undicesimo tutta la torta, allora come considerare quella famiglia ricca o povera?

E andiamo sempre di più verso il blocco di ogni possibilità di avere una vita dignitosa e onesta. O nasci nella casta o sei fuori. Unica eccezione è la delinquenza, unico sbocco alla quale si accede per "merito" e non solo per casta e raccomandazione.

L'unione fa la forza e per questo tv, politici, poteri religioso-economico tendono a dividere e rimbecillire la gente il più possibile.

Ho un'amica che a 35 anni ha vinto il concorso per notaio.
Come ha fatto? Studiando.
Ha studiato per 10 anni di fila, dopo il lavoro, tutti i santi giorni. Ha studiato nel weeekend quando io me ne andavo fuori a divertirmi.
Ha preso pure ferie dal lavoro per studiare.
La raccomandazione non è l'unica strada, l'altra strada è la determinazione.
Personalmente riconosco che non avrei mai avuto la voglia di passare 10 anni (forse i più belli che la vita regala) così... però non veniamoci a raccontare che contano solo le raccomandazioni, perché non è così.
Tutti possono arrivare, ma serve una grandissima forza di volontà e una grandissima determinazione: alle volte è anche necessario riconoscere i propri limiti. Io li riconosco.
Detto questo, le caste esistono, ma oggi, nelle libere professioni ad esempio, le baronie contano molto meno di 100 anni fa. E' innegabile.
Non raccontiamoci che per fare il medico bisogna avere il padre medico perché non è vero. E' vero che bisogna valere il triplo e faticare il triplo di chi ha il padre medico, ma si riesce ad arrivare, e si gira a testa alta.
Compiangersi non serve a niente, mai.

PS Mary accetta la battuta: scusa ma Alberto Angela nella casta come lo collochi?
nevealsole is offline  
Vecchio 17-10-2007, 21.32.45   #5
dany83
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Riferimento: i figli delle caste

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Originalmente inviato da Mary
Scusatemi, ma oggi sono incavolata nera.

In un giorno tre famiglie mi hanno parlato dei loro figli di nuovo a spasso dopo aver perso il loro ennesimo lavoro precario.
Non che prima fossero indipendenti, riuscivano a racimolare solo il denaro per tirare avanti ma l'affito e ove necessario provvedevano i genitori.

Laureati e non in cerca di un lavoro, uno qualsiasi. A trent'anni e passa si può vivere ancora appoggiandosi sulle spalle dei genitori?

36 anni fa, quando cominciai a lavorare, non solo non ero più di peso ai miei ma ero io a far loro i regali, ad aiutarli a farli sentire fieri di avere una figlia indipendente a 19 anni.

Oggi i miei figli non sanno se riusciranno mai a staccarsi dal nostro appoggio economico.

Oggi è sicuro che il figlio di un dottore eserciti la professione, il figlio di un docente un docente, il figlio di un farmacista abbia la farmacia, quello di un notaio diventi notaio.
Ormai siamo arrivati di fatto all'eredità non solo economica ma anche di mestiere. A tutti gli altri è preclusa ogni possibilità.

Basti pensare ai tanti cervelloni che sono costretti ad emigrare per trovare lavoro e ricevere uno stipendio dignitoso.
Così una immensa ricchezza viene regalata generosamente agli stranieri.

La casta dei privilegiati e dei privilegi non è solo quella dei politici ma ha messo radici ovunque.
Niente di nuovo sotto il cielo, l'epoca del Medioevo insegna: chi nasceva servo della gleba moriva servo, chi nasceva da un fabbro doveva fare il fabbro e, ovviamente, chi nasceva figlio del castellano moriva castellano.

Ma allora dove sta il progresso civile? Sono cambiati gli abiti, il linguaggio, gli strumenti ma il cervello è rimasto tale e quale.


e lo sai qual'è il bello?che nonostante tutto veniamo considerati BAMBOCCIONI!ti rendi conto?siamo a livelli allucinanti...
dany83 is offline  
Vecchio 18-10-2007, 22.33.03   #6
Mary
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Riferimento: i figli delle caste

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Originalmente inviato da nevealsole
Ho un'amica che a 35 anni ha vinto il concorso per notaio.
Come ha fatto? Studiando.
Ha studiato per 10 anni di fila, dopo il lavoro, tutti i santi giorni. Ha studiato nel weeekend quando io me ne andavo fuori a divertirmi.
Ha preso pure ferie dal lavoro per studiare.
La raccomandazione non è l'unica strada, l'altra strada è la determinazione.
Personalmente riconosco che non avrei mai avuto la voglia di passare 10 anni (forse i più belli che la vita regala) così... però non veniamoci a raccontare che contano solo le raccomandazioni, perché non è così.
Tutti possono arrivare, ma serve una grandissima forza di volontà e una grandissima determinazione: alle volte è anche necessario riconoscere i propri limiti. Io li riconosco.
Detto questo, le caste esistono, ma oggi, nelle libere professioni ad esempio, le baronie contano molto meno di 100 anni fa. E' innegabile.
Non raccontiamoci che per fare il medico bisogna avere il padre medico perché non è vero. E' vero che bisogna valere il triplo e faticare il triplo di chi ha il padre medico, ma si riesce ad arrivare, e si gira a testa alta.
Compiangersi non serve a niente, mai.

PS Mary accetta la battuta: scusa ma Alberto Angela nella casta come lo collochi?


Alberto Angela è l'unico che, pur appartenendo alla casta, non è andato avanti unicamente per "nepotismo" ma per meriti.

E' diventato più bravo del padre Alberto, straordinario, è tra i pochissimi che pagherei profumatamente, che vorrei avere sempre di più in video, e conserva una umanità, un amore per la natura, un rispetto per l'ambiente, una passione per la storia che non so se ce ne sono altri come lui. Di certo non in tv.
(e poi è anche bello, a me piace. Mio marito lo sa, nessuno si preoccupi)

In quanto alla tua amica, sono felice per lei. Ma non credere che sia sempre così.
Pensa che ci sono concorsi fatti su misura, con requisiti tali che solo quel canditato designato può avere, per non parlare dei concorsi truccati che sono ormai rientrati nella normalità.

No, l'eccezione può solo confermare la regola.

Guarda che un po' di tv bisogna anche vederla, le baronie odierne sono di una sfrontatezza senza limiti. Non hanno più alcun pudore, il senso della vergogna.

Se tu vivi in un paradiso speciale sono felice per te e per i tuoi concittadini, ma alla mia conoscenza viene solo nepotismo o "figlismo" sfrenato, caste recintate di filo spinato ecc. mi viene la nausea solo a ricordare e parlarne.

Non guardiamo al singolo caso che è riuscito a "sistemarsi" ma allarghiamo lo sguardo intorno a noi e anche oltre. Una risicata minoranza non fa certo la norma.
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Vecchio 18-10-2007, 22.45.09   #7
Mary
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Riferimento: i figli delle caste

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Originalmente inviato da dany83
e lo sai qual'è il bello?che nonostante tutto veniamo considerati BAMBOCCIONI!ti rendi conto?siamo a livelli allucinanti...

ho una rabbia dentro che se fossi un drago brucerei una montagna

Che un ministro della Repubblica si permetta di ridicolizzare una generazione di giovani mi sembra incredibile, stomachevole. I loro figli sono tutti belli e sistemati, e non solo i figli, mogli, parenti, amici, amici degli amici.....

Una generazione umiliata e sfrutta dai ladroni del potere.

E poi ogni tanto esce il demente di turno che dice: non si fanno più figli la popolazione invecchia dimenticandosi di aggiungere: ci servono schiavi da poter sfruttare, se la mano d'opera è scarsa non potremmo più sfruttarli a dovere.

Avessi vent'anni oggi mi guarderei bene dal mettere al mondo un figlio, perchè li amo. Amo ogni creatura di questo mondo e non trovo giusto invitarli in una realtà abominevole di gente alienata, in una società alienata.

Di solito non sono pessimista, ma sono in grado di affrontare la mia sofferenza non quella degli altri. E questi giovani (non solo i miei figli) così demoralizzati e sconfitti mi stringono il cuore.
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Vecchio 19-10-2007, 11.40.51   #8
nevealsole
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Riferimento: i figli delle caste

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Originalmente inviato da Mary
Alberto Angela è l'unico che, pur appartenendo alla casta, non è andato avanti unicamente per "nepotismo" ma per meriti.

E' diventato più bravo del padre Alberto, straordinario, è tra i pochissimi che pagherei profumatamente, che vorrei avere sempre di più in video, e conserva una umanità, un amore per la natura, un rispetto per l'ambiente, una passione per la storia che non so se ce ne sono altri come lui. Di certo non in tv.
(e poi è anche bello, a me piace. Mio marito lo sa, nessuno si preoccupi)

In quanto alla tua amica, sono felice per lei. Ma non credere che sia sempre così.
Pensa che ci sono concorsi fatti su misura, con requisiti tali che solo quel canditato designato può avere, per non parlare dei concorsi truccati che sono ormai rientrati nella normalità.

No, l'eccezione può solo confermare la regola.

Guarda che un po' di tv bisogna anche vederla, le baronie odierne sono di una sfrontatezza senza limiti. Non hanno più alcun pudore, il senso della vergogna.

Se tu vivi in un paradiso speciale sono felice per te e per i tuoi concittadini, ma alla mia conoscenza viene solo nepotismo o "figlismo" sfrenato, caste recintate di filo spinato ecc. mi viene la nausea solo a ricordare e parlarne.

Non guardiamo al singolo caso che è riuscito a "sistemarsi" ma allarghiamo lo sguardo intorno a noi e anche oltre. Una risicata minoranza non fa certo la norma.

Vabbe' Mary, se insisto sembra un attacco a te, che stimo come persona in grado sempre di regalarmi una parola di conforto, quando ne ho avuto bisogno.

Ci sono raccomandati capaci e raccomandati incapaci, precari per sfortuna e precari per incapacità. Non vivo in un paradiso ma nemmeno in un inferno.
Il precariato è solo uno specchietto per allodole: anche l'indeterminato non permette di campare, semmai permette di contrarre debiti.
La tv ogni tanto la guardo, ieri ad esempio girellando ho trovato Santoro che parlava di precariato, accanto a lui una bambolona bionda (vestita anziché seminuda) diceva stupidaggini fingendosi intellettuale... mi pare il nome fosse Beatrice Borromeo, non so perché ma la mia testolina ha subito visualizzato una cinquecento...
Mi sono chiesta se siano più pericolose le donne che fanno vedere il sedere o quelle che fingendosi piene di intelletto, di fatto in tv ci stanno solo perché belle, o raccomandate...
nevealsole is offline  
Vecchio 19-10-2007, 16.31.07   #9
justinian
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Riferimento: i figli delle caste

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Ci sono raccomandati capaci e raccomandati incapaci, precari per sfortuna e precari per incapacità. Non vivo in un paradiso ma nemmeno in un inferno.

Concordo.

Molte volte ho sentito la scusa di concorsi truccati per giustificare la propria incapacità. Come ho visto raccomandati fallire in concorsi che avrebbero dovuto stravincere.

Concordo anche sui bamboccioni. Ricordo molto bene alla fine del liceo (non troppo tempo fa) la scelta di molti miei amici. La stragrande maggiornaza rinunciò alle proprie aspirazione solo perchè avevano paura di allontanarsi da casa e da mammà con il risultati che adesso sono ancora parcheggiati là.

Anche sul fatto del lavoro che non si trova avrei molto da discutere: anche in questo caso ho visto molte persone che rinunciavano perchè lo ritenevano troppo duro o perchè lo reputavano non degno per se o scocciante.
Quanti hanno rinunciato durante al tirocinio di avvocati perchè si reputavano sottoutlizzati nel fare le fotocopie? O perchè dovevano alzarsi presto la mattina e andare a lavorare furi? Quanti dicono "io xy per meno di X000 euro non mi muovo"? Figli laureati che vivono alle spella dei genitori è perchè non hanno trovato lavoro o non hanno voluto cercarlo?

Come in tutte le cose cmq la via di mezzo sta nel mezzo c'è gente che veramente non c'è la fatta e gente che usa tutto questo solo per alibi.

La cosa però che mi da fastidio è vedere nei giovani come una specie protetta. Questo non si può fare perchè poi hanno turbe psitiche, quest'altro per loro non è adatto, questo non è bello, questo non è colpa loro ecc...

ciao
justinian is offline  
Vecchio 19-10-2007, 22.34.04   #10
miky 1987
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Riferimento: i figli delle caste

Oggi in Italia la meritocrazia è una realtà inesistente e non vedo questa affermazione come una favola o un modo per trovare giustificazioni ai giovani che incontrano difficoltà nel trovare un'occupazione degna e confacente alle proprie effettive capacità. Esistono le caste più che in ogni altro paese delle democrazie occidentali, ed è un dato di fatto. Il potere è sempre dei soliti che lo occupano per quanto più possono per poi passarlo ai figli. Che abbiano le competenze o meno. E questo limita enormemente l'accesso al mercato del lavoro in determinati settori. In Italia non vale la regola per cui dici: voglio diventare professore, mi metto in gioco con altre persone, le sfido in concorsi pubblici e cerco di dimostrargli quello che valgo. La giuria inizierà prima ad analizzare tutti i raccomandati e poi se c'è ancora qualche posto a disposizione li darà a chi se lo merita. La casta e la raccomandazione non sono un'eccezione in Italia, ma una regola. Basta farsi un attimino un giro nelle altre realtà europee per capirlo, per accorgersi di quanto la realtà sia differente. E non è pessimismo ma realtà. I giovani di oggi (io rientro tra questi giovani) hanno davanti a sé un futuro incerto. Sono dei precari. E la speranza che questo sistema possa cambiare è assai buia e remota. Dovrebbe cambiare la politica in primis. E con questo penso di aver detto tutto. Oggi, come mi diceva il professore Francesco Pancho Pardi ieri in una conferenza che ho presieduto a Firenze, possiamo solo incavolarci, magari usare internet come valvola di "sfogo psicologico", tanto la situazione è questa, molto marcia, scandalosa, con pochi margini di cambiamento. Perché le caste dettano legge e non è facile spodestarle. D'altronde non saranno certo loro "giustamente" a tirarsi indietro, a compiere il primo passo.
Non possiamo fare paragoni, e con questo chiudo, fra l'Italia di oggi e l'Italia di cento anni fa, dicendo oggi ci sono meno caste di quante ce n'erano allora. Vorrei ben vedere! ( a parte che manifesto comunque dei dubbi in proposito ) Cento anni fa il nostro Paese viveva sotto una monarchia. Oggi che siamo una Repubblica (delle banane direbbe qualcuno) non possiamo accettare assolutamente una situazione del genere, che è scandalosa.



miky 1987 is offline  

 



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