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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 01-03-2008, 23.19.27   #21
frollo
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Data registrazione: 23-02-2008
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Riferimento: Etica e società

Infatti, ora forse un po' meno, ma in passato sicuramente, c'è stata una grande differenza tra il pubblico impiego e il privato. Non solo in termini di "tolleranza" verso i nullafacenti, ma anche nei trattamenti lavorativi. Il dipendente pubblico ha sempre avuto molte più agevolazioni di quello privato e molte più protezioni.
Questo non è giusto.
Io direi che sarebbe meglio avere un mondo del lavoro privato che somigli a quello pubblico, anzichè il contrario, ma capisco che possa essere una utopia.
Dando per scontato l'impegno e la capacità del lavoratore, mi chiedo infatti se non sia meglio lavorare in un ambiente in cui, succeda quel che succeda, non puoi fallire e non ti possono licenziare, dove in conseguenza di questo lo stress sia minore e i rapporti con i colleghi più sereni, dove il carico di lavoro è distribuito inmaniera meno pesante perchè se per delle attività occorrono 10 persone, magari ce ne sono 12 e non 5.
Io diffido di chi fa la "glorificazione del lavoro". Bisogna lavorare per vivere e non vivere per lavorare, con tutto il rispetto del papà falegname di Nuages. E francamente non riesco neanche a criticare chi resta a casa se ha il raffreddore, mentre sono capacissimo di deprecare quelli che con 39 di febbre vanno in ufficio.
Purtroppo quello che fa male al lavoro è la sua estrema "competitività" che è generata dall'avidità dell'uomo di guadagnare sempre più. Una competitività "cattiva" e non sportiva, che mette sotto pressione tutti i lavoratori, che provoca esaurimenti nervosi, morti bianche, malattie psicosomatiche e della quale io farei volentieri a meno...
frollo is offline  
Vecchio 02-03-2008, 09.40.42   #22
Mary
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Riferimento: Etica e società

Citazione:
Originalmente inviato da frollo
Infatti, ora forse un po' meno, ma in passato sicuramente, c'è stata una grande differenza tra il pubblico impiego e il privato. Non solo in termini di "tolleranza" verso i nullafacenti, ma anche nei trattamenti lavorativi. Il dipendente pubblico ha sempre avuto molte più agevolazioni di quello privato e molte più protezioni.
Questo non è giusto.
Io direi che sarebbe meglio avere un mondo del lavoro privato che somigli a quello pubblico, anzichè il contrario, ma capisco che possa essere una utopia.
Dando per scontato l'impegno e la capacità del lavoratore, mi chiedo infatti se non sia meglio lavorare in un ambiente in cui, succeda quel che succeda, non puoi fallire e non ti possono licenziare, dove in conseguenza di questo lo stress sia minore e i rapporti con i colleghi più sereni, dove il carico di lavoro è distribuito inmaniera meno pesante perchè se per delle attività occorrono 10 persone, magari ce ne sono 12 e non 5.
Io diffido di chi fa la "glorificazione del lavoro". Bisogna lavorare per vivere e non vivere per lavorare, con tutto il rispetto del papà falegname di Nuages. E francamente non riesco neanche a criticare chi resta a casa se ha il raffreddore, mentre sono capacissimo di deprecare quelli che con 39 di febbre vanno in ufficio.
Purtroppo quello che fa male al lavoro è la sua estrema "competitività" che è generata dall'avidità dell'uomo di guadagnare sempre più. Una competitività "cattiva" e non sportiva, che mette sotto pressione tutti i lavoratori, che provoca esaurimenti nervosi, morti bianche, malattie psicosomatiche e della quale io farei volentieri a meno...



condivido pienamenta.

Ieri sera ho ascoltato un passo di Mario Capanna a "che tempo che fa" su rai 3 mi ha molto colpito una frase: il capitalismo è destinato a finire.
E' qualcosa che penso anch'io da un bel po'. Lo scopo del capitalismo è produrre produrre produrre. Cosa ottima, buona e giusta ma....Trovandoci in una realtà che non contempla l'infinito, il pallone gonfiato a dismisura alla fine esplode, è inetivabile.

Purtroppo o per fortuna credo che siamo vicini all'evento esplodente o implodente a seconda i punti di vista. Ed è tempo che qualcuno riveda un po' la strada che si sta ancora percorrendo.

Nè il comunismo nè il capitalismo sono formule vincenti.

Dovremmo ricominciare a chiederci seriamente cosa ci facciamo qui e che senso ha stare qui. Cosa intendiamo fare delle nostre e altrui vite.

Dovremmo essere capaci ed avere il coraggio di unire capitalismo e comunismo per creare una formula nuova di società.

Una società composta da individui liberi ma allo stesso tempo vincolati entro certi limiti. Il lavoro è un diritto (come dice la nostra Costituzione) ma anche un dovere. La produzione deve essere ecocompatibile e soddisfare i reali bisogni dei cittadini, che comprendono non solo quelli alimentari ma anche estetici, di bellezza, di arte, di creatività.

Si dovrebbe mettere gli individui a fare lavori che amano o che sono portati a fare dalle loro capacità naturali.

E, ad saggio controllo delle nascite, dovrebbe poi corrispondere una equa distribuzione delle risorse.

Utopia? No, se gli individui si rendono conto che è una via verso la vita desistendo da quella oggi intrapresa verso la morte.

buona domenica
Mary is offline  
Vecchio 02-03-2008, 12.31.22   #23
Koli
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Riferimento: Etica e società

Citazione:
Originalmente inviato da Mary


condivido pienamenta.

Ieri sera ho ascoltato un passo di Mario Capanna a "che tempo che fa" su rai 3 mi ha molto colpito una frase: il capitalismo è destinato a finire.
E' qualcosa che penso anch'io da un bel po'. Lo scopo del capitalismo è produrre produrre produrre. Cosa ottima, buona e giusta ma....Trovandoci in una realtà che non contempla l'infinito, il pallone gonfiato a dismisura alla fine esplode, è inetivabile.

Purtroppo o per fortuna credo che siamo vicini all'evento esplodente o implodente a seconda i punti di vista. Ed è tempo che qualcuno riveda un po' la strada che si sta ancora percorrendo.

Nè il comunismo nè il capitalismo sono formule vincenti.


Mi ricollego a questa previsione della fine del capitalismo. Purtroppo non ho visto Che tempo che fa ieri sera.
Volevo solo dire che a questa posizione appartiene anche Emanuele Severino, il quale, da molti anni, scorge nell'essenza del capitalismo (solo l'incremento del profitto) la radice della sua fine. Infatti, le risorse del pianeta sono finite (nel senso di limitate) e arriverà un momento in cui verranno a mancare le basi materiali da cui trarre il suddetto profitto. Nel caso in cui il capitalismo si sforzasse a far coincidere il profitto con la difesa per l'ambiente perderebbe la sua essenza perchè il suo unico scopo sarebbe messo in secondo piano.
Per chi fosse interessato, Il declino del capitalismo BUR euro. 9.80
Koli is offline  
Vecchio 03-03-2008, 09.37.48   #24
nuages
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mi spiace, ma il nocciolo della questione non sta nella fine del comunismo o del capitalismo, se l'uomo non salirà nella sua scala verso il rispetto di una buona etica di convivenza, ogni forma di politica sarà destinata prima o poi a fallire, il comunismo è crollato per l'esosità dei suoi capi, i capi comunisti avevano ed hanno ogni ben di Dio mentre tutto il popolo giaceva nella povertà, i nostri capi comunisti Italiani non è che vanno in giro a ridistribuire la loro ricchezza in eccesso ecc. così come il capitalismo se non si darà una mossa a progredire nel senso di dare più spazio ai valori etici della società sarà pure lui destinato a crollare, così come nei tempi passati sono sempre crollate le antiche civiltà, sempre sulla corruzione e tutto ciò che essa comporta......
nuages is offline  
Vecchio 03-03-2008, 15.44.55   #25
Mary
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Originalmente inviato da nuages
mi spiace, ma il nocciolo della questione non sta nella fine del comunismo o del capitalismo, se l'uomo non salirà nella sua scala verso il rispetto di una buona etica di convivenza, ogni forma di politica sarà destinata prima o poi a fallire, il comunismo è crollato per l'esosità dei suoi capi, i capi comunisti avevano ed hanno ogni ben di Dio mentre tutto il popolo giaceva nella povertà, i nostri capi comunisti Italiani non è che vanno in giro a ridistribuire la loro ricchezza in eccesso ecc. così come il capitalismo se non si darà una mossa a progredire nel senso di dare più spazio ai valori etici della società sarà pure lui destinato a crollare, così come nei tempi passati sono sempre crollate le antiche civiltà, sempre sulla corruzione e tutto ciò che essa comporta......

La storia si ripete senza sosta e l'uomo non impara mai.

Mi domando il perchè? eppure è sotto gli occhi di tutti!
Cosa impedisce di evolvere verso un vero cambiamento?

Di chi la colpa? delle religioni che si ammantana di comunismo (Gesù è stato il primo vero grande comunista, non certo Carlo Marx) e poi pratica il capitalismo? O dell'insana, immortale sete di potere? non lo so.

La sola certezza è che o si cambia rotta o siamo tutti sconfitti.

L'accumulo delle ricchezze ha un senso nella misura in cui serve a garantire la sopravvivenza durante le carestie, ma l'accumulo che se ne fa oggi è solo di individui malati nel cuore e nella mente. Una ricchezza senza limiti e senza senso. Basta fermarsi un attimo a riflettere.

La terra muore e noi con essa. Nessuno più riesce a percepire che siamo tutti sulla stessa barca. E' necessario fermarsi e vedere dove stiamo andando e arrestare la nostra folle corsa.

Io non sono mai stata contro la tecnologia, solo che dovrebbe essere al servizio dell'uomo e non viceversa

Dobbiamo cominciare a liberarci dalla schiavitù di questo mondo senza sbocco.

Ed è possibile solo cominciando a riflettere sulle nostre azioni e le loro conseguenze, su quello che ci serve veramente e quello che ci fa solo danno.

Imparare, imparare dai nostri errori e da quelli altrui.
Mary is offline  
Vecchio 03-03-2008, 20.16.33   #26
nuages
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sante parole, speriamo che le leggano e le interiorizzino in molti
nuages is offline  
Vecchio 04-03-2008, 15.24.31   #27
Alfredino
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Lightbulb Riferimento: Etica e società

. . . Punto 1:
2.000 €. al mese x tutti. I capitalisti, cioè quelli portati a produrre capitale, trattengano per loro solo 2.000 €., + 15 €. per ora di straordinario. Il resto alla comunità. Chi ha le palle, ama condividerle ''.
Nel giro di qualche anno, vedi se non risaliamo. Inoltre cambiando l'atmosfera e le dinamiche relazionali, vedi se i cosiddetti pigri non si mettono in moto
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Vecchio 04-03-2008, 18.56.01   #28
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Originalmente inviato da nuages
mi spiace, ma il nocciolo della questione non sta nella fine del comunismo o del capitalismo, se l'uomo non salirà nella sua scala verso il rispetto di una buona etica di convivenza, ogni forma di politica sarà destinata prima o poi a fallire, il comunismo è crollato per l'esosità dei suoi capi, i capi comunisti avevano ed hanno ogni ben di Dio mentre tutto il popolo giaceva nella povertà, i nostri capi comunisti Italiani non è che vanno in giro a ridistribuire la loro ricchezza in eccesso ecc. così come il capitalismo se non si darà una mossa a progredire nel senso di dare più spazio ai valori etici della società sarà pure lui destinato a crollare, così come nei tempi passati sono sempre crollate le antiche civiltà, sempre sulla corruzione e tutto ciò che essa comporta......


Riprendo la tesi del libro di cui sopra. La premessa da cui partire riguarda lo scopo di un azione. Lo scopo del capitalismo è solo il profitto. E' la sua essenza.
Il capitalismo non crollerà perchè non dà sufficente spazio ai valori etici. E' proprio facendolo, che crollerebbe perchè non sarebbe più capitalismo in quanto tu gli stai chiedendo di essere altro da sè.

Per quanto riguarda il comunismo, è crollato perchè il suo sistema produttivo era meno adatto, in confronto al capitalismo, allo svilluppo tecnologico . Voleva usare la techné per i propri scopi ideologici ma è stata la techné a usare lui.
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Vecchio 05-03-2008, 10.59.53   #29
ulysse
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purtroppo credo che l'unica ragione per cui oggi il capitalismo prevale nel nostro sistema economico... è che non abbiamo una alternativa per cui continuiamo a chiedere che i capitalisti ci diano lavoro..persino lo stato diventa capitalista..a forza di tasse

Ha un bel dire il profeta Mario Capanna che il capitalismo si sgonfierà un giorno e lo credo anch'io che profeta non sono...spero solo che per allora abbiamo trovato un altro sistema efficace (che non poggi solo sull'etica) per andare avanti evitando anche il precariato ...altrimenti saranno guai seri.

Quanto poi ai richiami ai capitalisti di essere meno esosi ...piu' disposti a dare piuttosto che a prendere...concordo senz'altro...temo però che tali richiami siano destinati a cadere nel vuoto.

cito di seguito alcune delle ragioni della mia profezia.

0)- che cosa diamo in cambio che già non abbiano, che dia loro maggior soddisfazionii, per invogliarli ad essere piu' etici?..con l'etica...potrebbero guadagnare di piu' ed esere piu' felici?

1)- se i capitalisti non potessero trattenere per se' una barca di quattrini che gusto ci sarebe a fare il capitalista? a inventarsi sempre nuovi inghippi per guadagnare?. o anche per battere i cinesi...che non hanno le nostre fisime...sembra?
nessuno farebbe piu' il capitalista e noi resteremmo in braghe di tela...e se il cavallo non beve è un guaio.... (che poi non credo siano i soli, i capitalisti, a trattenersi una barca di quattrini...molti altri lo fanno e nemmeno investono: se li sputtanano in bagordi e veline...ecc...)

2)- se i capitalisti non disponessero sempre di una barca di quattrini ...chi comprerebbe l'Alitalia? Voglio dire che per investire nelle grandi imprese non si puo' contare sull'accumulo di 2000 euro/mese...certo ci sono le banche che raccolgono quattrini dai meschini a 2000 euro/mese, ma poi se li gestiscono loro.

3)- fra di noi, a richiamare i grandi e piccoli capitalisti ad un'etica piu' distributrice e meno sfruttatoria, ci siamo solo noi non capitalisti..e forse anche qualcuno che nel tentativo di capitalizzare è fallito.
Ma i capitalisti dove sono? e che dicono in proposito? certo non possono che esprimere le migliori intenzioni!

Comunque non tutto è perduto...bisogna insistere...e intanto lavorare in letizia...evitando anche di fregarci reciprocamente...noi non capitalisti.

Del resto... abbiamo fede!
dai primordi del capitalismo...dall'era della prima rivoluzione industriale quelche passo in avanti si è fatto: i bambini non vengono piu' tenuti legati alle macchine e si evita di bruciare le donne chiuse a chiave nei capannoni...a proposito di 8 marzo prossimo.

in fondo si migliora sempre!

ciao
ulysse is offline  
Vecchio 05-03-2008, 12.15.01   #30
Alfredino
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. . . Punto 1:
2.000 €. al mese x tutti. I capitalisti, cioè quelli portati a produrre capitale, trattengano per loro solo 2.000 €., + 15 €. per ora di straordinario. Il resto alla comunità. Chi ha le palle, ama condividerle ''.
Nel giro di qualche anno, vedi se non risaliamo. Inoltre cambiando l'atmosfera e le dinamiche relazionali, vedi se i cosiddetti pigri non si mettono in moto

Punto 2
Deve anche cominciare a farsi strada la CULTURA che è osceno, vergognoso, meschino . . pensare ad arricchirsi in un mondo che langue. Nell'India Vedica (nelle antiche epoche Auree illuminate) chi aveva molto denaro era fatto oggetto di disprezzo, quasi come un MEDIOCRE che per "star bene" in questo mondo aveva bisogno di ergersi sugli altri con mezzi volgari come appunto il denaro.
Alfredino is offline  

 



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