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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 30-01-2005, 17.48.43   #31
VanLag
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Messaggio originale inviato da antonio greco
E ritengo di avere trovato quali sono gli strumenti che permettebbero di rinnovare la società, promuovendo nuovi comportamenti. Strada lunga e difficile, che é diversa dalla rassegnazione italiana, che porta ad accettare tutto (la ho abbandonata emigrando). Non concordo affatto con quanto detto "non si puo' fare che votare", perché votare coi presupposti attuali significa rimanere nel fango.
Anche io credo che affermare che non si può fare altro che votare significhi cedere alla rassegnazione.

Già, ad esempio, sottolineare l’ingiustizia nei luoghi pubblici, come i forum di internet, ha un senso, tanto più valido quanto il messaggio sa essere diretto, incisivo, ma soprattutto vero.
La verità non cade mai nel vuoto, ed una verità, proferita senza uno scopo personale, ha buone possibilità di “cambiare il mondo”, più di tomi di libri scritti per vendere una falsità di parte.

Ad Antonio dico che sono restio a chiederti i testi, che ti ho visto più volte offrire, perché ho paura di avere troppo da leggere, cosa che non posso permettermi in questo momento, però se tu riuscissi a spiegare meglio condensando qui in forum “programma e strategia” della tua proposta/idea a me farebbe molto piacere.

VanLag is offline  
Vecchio 30-01-2005, 19.11.33   #32
antonio greco
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VAN LAG, ECCO LA PRIMA REAZIONE

Van Lag,

nonostante richieda uno sforzo notevole condensare un fenomeno di degradi concatenati fra loro, ci provo.

1. Ti propongo di leggere sullo stesso Forum il topic "Perdita di competitività in poche..". Il secondo contributo é lungo, ma necessario.

2.Mentre tu leggi mi prendo un paio di gg per riassumere o accorciare il programma, anzi le linee direttive del..
-- che ti impostero' all' interno di detto topic "perdita etc..". Fra tre gg potrai leggerlo.

Antonio Greco

CITAZIONE

Italia: perdita di competitività
Caro Beppe, cari Italians,
le classifiche mondiali indicano che la competitività italiana si sbraca. Normale. E come potrebbe essere altrimenti? L’occupazione non migliora. Speriamo che non arretri. Parecchi laureati sono costretti ad andare all’estero. Normale. E come potrebbe essere altrimenti? La deriva italiana degli ultimi 20 anni è chiara, vista dall’Europa. Forse non si ha una percezione altrettanto chiara dall’interno. Poiché i comportamenti e la mentalità sono molto peggiorati, citiamo Peyrefitte, storico delle economie: SVILUPPO. Non c’é sviluppo e sottosviluppo. Ci sono invece comportamenti che impediscono o che favoriscono lo sviluppo. Essi sono inegualmente distribuiti nelle diverse società (Peyrefitte, nel "La societé de confiance"). Nello Stato i peggiori figuri han preso il potere, complice un sistema di selezione particolare: il comparaggio, l’omertà. Tali figuri hanno promosso e diffuso una mentalità da terzo mondo. E il popolo italiano, che non ha la spina dorsale più robusta in Europa (diciamo che siamo flessibili), ha accettato quanto proposto dai peggiori. Supino, rassegnato, spensierato. In un Paese che ha perduto i Valori, perduto la riflessione lucida, ove la forma mentis che si diffonde è ormai deviata, viziata, da Paese latino-americano, non c’è scampo. Il mercato del villaggio globale ci ha messo davanti ad un muro: il muro della verità. Non si possono avere in Italia livelli di remunerazione paragonabili a quelli di altri Paesi Ue, un’economia fiorente, e nello stesso tempo continuare a navigare, spensierati, fra gli sprechi. Qualcuno vuol proporre, per salvarsi, di eliminare gli sprechi? Forse si puo’, ma solo reintroducendo i Valori. E’ un lavoro lungo e difficile, che richiede attenzione all’Europa. E che possono fare solo gli esterni al sistema. Siamo arrivati al 47/mo posto per la competitività. Scenderemo ben oltre, se non riflettiamo sulle contromisure necessarie ed urgenti. Aiutati dalle testimonianze degli emigrati.

Antonio Greco, ANGREMA@wanadoo.fr
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Vecchio 30-01-2005, 21.01.02   #33
VanLag
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Re: VAN LAG, ECCO LA PRIMA REAZIONE

Citazione:
Messaggio originale inviato da antonio greco
Van Lag,

nonostante richieda uno sforzo notevole condensare un fenomeno di degradi concatenati fra loro, ci provo.
Ho letto La Perdita Di Competitivita In Poche Righe e L’ ITALIA DESNUDA...................

Per effetto della sparizione dei valori, diviene chiaro ad un numero crescente di persone che compiere bene il proprio dovere, in modo corretto, non paga più.

Basterebbe questa frase a certificare i tuoi scritti....... perché purtroppo, è tremendamente e tristemente vero.

Conosco abbastanza bene Francia, Inghilterra e Svizzera, non fatico a credere alla tua analisi e non fatico, neppure a vedere l’enorme delta di “civiltà” che ci separa da loro o dal Nord Europa in genere. E non si tratta di “sputare nel piatto dove mangio” ma purtroppo è vero ed anche a me farebbe piacere una società più aperta, civile e funzionante.

Per ora ti ringrazio...... So che ti ho chiesto uno sforzo ma mi sembrava “utile” che il discorso fosse visibile il più possibile soprattutto per chi è interessato e non se la sente di aprire un discorso nel privato. Ho usato il termine utile perché condensa un po’ di cose ma, secondo me, è più di utile.

VanLag is offline  
Vecchio 31-01-2005, 12.04.38   #34
antonio greco
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A VanLang ed altri

VanLang,

rispondo al tuo messaggio privato ora.

La mia proposta, che apparirà domani, é la scoperta dell' acqua calda. Il titolo puo' essere "Europeizziamo il Paese"


1.Il contenuto consiste nel mettere a disposizione del Paese quegli strumenti che servono a gestire gran parte dei Paesi europei (almeno a Nord delle Alpi), e che noi non abbiamo affatto. Un solo esempio : la serietà. La serietà non si compra al mercato, ma la si impone con tanti bastoni e tante carote, a cominciare dalla scuola, per continuare colle associazioni sociali (incl. sindacati).
2. Eliminazione di quegli strumenti che incoraggiano il delitto e l' omertà, troppo diffusi. Un solo esempio: la misericordia totale davanti alle malefatte.
3. Creazione di un pâtto sociale, inesistente solo in Italia.

UN lavoro di questo genere si potrebbe fare ad una condizione:

- cercare le alleanze necessarie dopo una mia presentazione ed una dicussione con esperti;
- concordare, con movimenti ed associazioni serie un Manifesto
al Paese, con cui si direbbe:"Dobbiamo scegliere fra il terzo mondo e il divenire europei (seri cioé)". Fra l' altro é necessario coinvolgere i sindacati, spiegandogli bene che la competitività si recupera in un solo modo; divenendo seri ed efficienti (anni ci vogliono) !

La mia lettera ai tre sindacati di dicembre non ha avuto risposta dopo 5 settimane.

Ritengo che un partitino che voglia fare per il Paese, ne potrebbe fare una bandiera, della europeizzazione.;

Per finire:
- cambiare i comportamenti si puo' fare: serve un' ottima strategia ed un gruppo determinato, più un VIP che ha capito. Se possibile del mondo economico (gran parte dei politici non é affidabile);
- fa paura ad un straniero leggere frasi del tipo (in questo forum): "Quello che bigna fare é che ognuno si comporti bene, basta !". Le persone che scrivono cosi sono un 'ottima carne da macello per i Padrini, che li schiacceranno :

Negli altri Paesi c' é la capacità attiva di promuovere, proporre, discutere, in una nuova sede (associazione ? movimento ?), quando ci si dichiara delusi dei partiti. In Italia, mi sembra capire, l' unica cosa che si vende al mercato é la RASSEGNAEZIONE ? Se questa mia impressione é corretta, allora siete FOTTUTI ! ! !

Antonio Greco

Vi proporro' prima una struttura e poi una lista delle linee di azioni per preparare un programma.
antonio greco is offline  
Vecchio 31-01-2005, 13.10.53   #35
VanLag
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estemporaneo....

Pensavo proprio mentre ero in mensa a questo discorso, (prima di avere letto il tuo ultimo post).
Pensavo che finché sentirò gente mi dice: - noi dobbiamo farci eleggere nel consiglio comunale per difendere i nostri interessi – che poi è come la gente che mi dice: - dobbiamo farci eleggere come consiglieri condominiali per difendere i nostri interessi. – (E ne ho sentiti tanti).
Finché la gente continua a vedere i “suoi interessi” e non capisce che i “suoi interessi”, per essere soddisfatti devono coincidere con quelli del condominio o dell’intero comune…… beh questo atteggiamento di fondo credo sia il vero problema degli italiani.

Non aggiungo commenti al tuo ultimo post, sul quale avrei da dire qualche cosa, ma aspetto le altre parti.

VanLag is offline  
Vecchio 31-01-2005, 18.15.59   #36
Mary
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x Antonio Greco e VanLag

avete tremendamente ragione.

torniamo indietro nel tempo, a quanti sacrifici di individui sono occorsi per rendere l'Italia unita. Erano soli ad immolarsi davanti ad un plotone di esecuzione, in nome di un ideale. Sembravano pazzi, ma sono riusciti a rendere l'Italia una, anche se uno strampalato leghista, ed i suoi accoliti, ha avuto l'idea NUOVA di ridividerla.

Idee ed azioni, possono smuovere le montagne.
Parlarne è ottimo, io ne parlo qui ma nella mia realtà, nel mio quotidiano impegno tutta me stessa per vivere secondo il mio pensiero.

Altri potrebbero esserne contagiati e contagiare a loro volta e se questo si estende anche alle vostre vite ci sono ancora speranze.

Non ripongo alcuna fiducia nei rappresentati sindacali, politici o religiosi. I loro interessi sono al primo posto.

Ripongo la speranza nella consapevolezza degli italiani, specialmente di quelli che stanno stringendo la cinghia.

Ciao
Mary
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Vecchio 31-01-2005, 19.26.35   #37
antonio greco
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Mary,

per me la speranza sta..... soltanto nella possibilità di usare i mezzi disponibili, il buon senso e le evidenti squalifiche della economia italiana, come MOLLA;

la quale funzionerebbe se c' é un piccolo numero di persone determinate e capâci, pronte ad agire prima che sia tardi.

Domani vi proporro'.

Per ora Mary, registra che : l' Italia vive di rassegnazione ed attese (inutili talvolta) da decenni. Ecco perché il disastro sta arrivando . Il peggio non é ancora venuto.

Antonio Greco
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Vecchio 01-02-2005, 10.46.41   #38
antonio greco
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LINEE PER UN PROGRAMMA PRESTO DIFFUSE

Per ora l' inquadramento, alle linee di un programma che mi sembra necessario. E che proporro' stasera.

Le Impressioni di un Emigrato

Vi sento un po’ vaghi, senza grandi idee risolutive, senza determinazione (la quale esiste nel resto dell’ Europa, nei Paesi senza pantani), senza analisi del tutto lucide (salvo un paio di casi). Allora vi offro un po’ di speranza.

Il quadro generale é: i Politici, incapaci. Gli Imprenditori/Confindustria ... chiedono al governo. E credo che non sappiano quali le cause delle inefficienze. Ha fatto, qualche imprenditore, venti anni di giri per l’ Europa, osservando spesso e chiedendosi “perché questo non sappiamo farlo ?” . Forse sono l’unico che abbia fatto tanti paragoni coi Paesi che funzionano. Sulle capacità e sulle efficienze.

Dovrei utilizzarlo il mio potenziale, spiegando, spiegando, a chi di dovere ? ? ? Come......, se sto a Parigi ? Avrei bisogno di un gruppetto solerte e capace che mi supporti, perché io possa fare 10 presentazioni. Il quale mi trovi: dove presentarmi. Presso un movimento ? Una università ? Un VIP serio ? Un’ associazione civica ?

Se volete, discutiamo come collaborare, posso fornirvi delle analisi come supporto. La strada é stretta, ma... sicura, basata sulla realtà, non sulle chiacchiere.

La mia raccomandazione: non fidatevi dei politici. Quelli italiani, speciali in U.E., io credo, rientrano quasi sempre in una delle due categorie: a) dediti specialmente alle battaglie di potere; b) incapaci, ma bravi parlatori.

LO STIVALE A RAMENGO - PUO’ RIALZARSI ?

LA STRATEGIA



La mia emigrazione

Emigrato nel ’82, per vivere una qualità di vita a livello europeo. Dopo un anno di emigrazione, avevo già imparato (a 50 anni) metodi di lavoro e strutture organizzative efficienti (che in Italia poco conoscevo).

Ho analizzato , per almeno dieci anni: a) le qualità per cui gli Italiani si distinguono in Europa e per cui spesso sono i più brillanti degli europei; b) le qualità e gli strumenti mancanti nella nostra cultura, le quali, in un mondo in evoluzione, hanno impedito allo Stivale di progredire, spingendolo anzi in un angolo dell’ Europa, a peggiorare le sue gestioni.

Le CAUSE del degrado della società italiana, delle defaillances economiche conseguenti (che continueranno se non si fa niente), sono state da me analizzate, come fosse l’ anatomia del DNA italico.

Sono quindi in grado, se ci sarà un gruppo di volontari disponibili ad accompagnarmi, di:

- individuare e analizzare per quali ragioni mancano in Italia gli strumenti per fare gestioni a livello europeo;
- individuare le differenze di base tra la società italiana e le società della U.E. che sanno gestirsi senza emergenze e col rispetto dei diritti del cittadino;
- identificare quali strumenti negativi di gestione, esistenti nella società, necessitano una revisione completa.

LE CONDIZIONI DELLA SOCIETA’ ITALIANA

La sparizione di un patto sociale dallo Stivale e i N.C.I. (nuovi comportamenti italiani) mettono il Paese davanti ad un bivio:

- attiviamo la riflessione necessaria per individuare le misure, fin qui trascurate, in grado di fare evolvere un sistema semibloccato in sistema positivo (sono positivi, cioé non bloccano ma supportano l’economia, i sistemi sociali di molti Paesi della U.E.). Poi assicuriamo le leve, le alleanze e le promozioni necessarie ad applicare le misure urgenti. Cio’ implica coraggio e determinazione, abbastanza rari nella rassegnata Italia di oggi. Il trend cambierebbe, dopo un anno o due si vedrebbero i primi risultati sull’economia.
- non osare iniziative, per cambiare tutto cio’ che é urgente cambiare. Restare cioé colla attuale rassegnazione balcanica a cio’ che non va. Il sistema Italia sarà sempre più “ingessato”. Gli imprenditori vedranno aumentare le proprie difficoltà. Diminuzione dei livelli di occupazione e emigrazione. Il Terzo Mondo é, secondo me, scontato.

La scelta della prima opzione sarebbe fatta nel quadro seguente:

- un piccolo gruppo capace e determinato (con parecchi emigrati) prepara un’ analisi (non politica, sarebbe tempo perso) e la fornisce ai gangli vitali del Paese (quelli che chiedono competitività; i canali sono da studiare), dando cosi agli Italiani, un po’ confusi, gli strumenti necessari per una svolta del Paese. E indicando loro gli errori fatti dai poteri di tutti i partiti (si tratta di un problema sociale).

Lo Stivale é scassato, ingobbito, sgangherato, inconcludente. Ha bisogno di andare al Pronto Soccorso. I medici che potrebbero indicargli la buona cura devono avere un punto di osservazione dall’ esterno del Paese. Cioé emigrati esperti.

La cura (in termini di proposta efficace) puo’ funzionare se, come spero, il degrado non é ancora al punto di non ritorno. Dipende dalla determinazione degli iniziatori, che non ascoltino i soliti commenti distruttivi degli scettici.

La condizioni necessarie per poter partire sono, secondo me:
- che ci sia un nucleo iniziale diviso in: a) appoggi esterni; b) volontari con buona esperienza di lavoro, capaci di impegno e lavoro di gruppo a livello europeo. L’ attività non sarebbe intensa.
- che ci siano almeno quattro persone della categoria b) e almeno sei persone della categoria a) (che avrebbero ruoli minimi, discontinui).
- gli obiettivi (preparazione di un programma che funzioni) saranno sociali, non politici (discutere in un quadro politico di tipo italiano mi sembra inutile).

Se queste condizioni esistessero (consultate i vs amici), l’ iniziativa potrà partire.

I commenti e le adesioni, inviateli per favore al mio indirizzo:

Antonio Greco - Pulce
ANGREMA@wanadoo.fr
-------------------------------------
Parigi, gennaio 05

P.S. Le linee direttive di un programma sociale di riscatto del Paese saranno qui pubblicate, fra poche ore. Intanto, chi vuole puo’ riflettere a:

“se e come far partire un’ iniziativa, in un Paese che non ha l’ abitudine alle azioni e organizzazioni sociali molto efficienti ?”. In alternativa alla rassegnazione diffusa.
antonio greco is offline  
Vecchio 01-02-2005, 22.08.04   #39
antonio greco
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Unhappy

LINEE PER UN PROGRAMMA DI EUROPEIZZAZIONE

Parigi, giugno 04

DIVENIRE UN PAESE AVANZATO ?
E POSSIBILE, CON DETERMINAZIONE, IMPEGNO E UN NUOVO PATTO SOCIALE

Gli imprenditori italiani vorrebbero un’economia più competitiva per poter sfruttare a pieno le nostre grandi capacità creative. I cittadini vorrebbero poter trovare lavoro.

Competitività significa migliorare la qualità del prodotto o servizio e abbassare il costo unitario dello stesso. Se gli sprechi sono diffusi, le inefficence accettate, la competitività rischia di abbassarsi al livello di quella sudamericana. Ma, ……………

Se volessimo portarci al livello dei Paesi avanzati della U.E.;
Se volessimo, efficacemente, creare sviluppo, lavoro, competitività;
Se volessimo un giorno essere considerati affidabili in Europa, sia a livello commerciale che in ambito diplomatico;
Se volessimo, cioé, uscire dalla attuale situazione;
Se volessimo recuperare la stima internazionale che l’economia italiana aveva negli anni ’70,

La strada credo ci sarebbe, ma é lunga. LE TAPPE CHE MI SEMBRANO NECESSARIE:

- una riflessione per individuare le fondamenta di un patto sociale che permetta sia la gestione del Paese che lo sviluppo economico(esso già esiste nei Paesi avanzati della U.E.) (1). Ad essa parteciperebbero emigrati in Paesi avanzati.
- paragone fra le società dei Paesi della U.E.(1) e la attuale società italiana;
- individuazione di enti e categorie interessate a portare i meccanismi della società italiana al livello di quelli degli altri Paesi U.E. a Nord delle Alpi; tali enti collaborerebbero a prendere l’iniziativa di promuovere una società avanzata e competitiva ;
- il programma, sarebbe preparato insieme agli interessati (probabilmente associazioni di imprenditori e esercenti, associazioni di cittadini che cercano la strada, ce ne sono...), appoggiato da VIPs seri e di prestigio, oppure da un partito serio (ce ne sono ?) e dovrebbe essere proposto e pubblicizzato solo dopo la definizione organica delle sue fasi di sviluppo (tempi e modi), delle risorse e collaborazioni necessarie;
- la collaborazione, durante la fase applicativa, cioé quando il programma sarà stato proposto al Paese, del ministero del Lavoro e di quello dell’Istruzione é vitale e dovrebbe essere garantita ;
- alcune voci sembrano vitali per un programma efficace: meritocrazia e innalzamento, ovunque, del livello di guardia dei comportamenti accettabili, a livello europeo;
- uno strumento agile per la promozione, nella fase di rinnovamento, dei comportamenti europei dovrebbe essere creato e strutturato. Dopo la guerra, l’organizzazione dei Comitati Civici, gestita da una persona determinata, fu in grado di sventare il rischio che la cortina di ferro includesse l’Italia. Una struttura simile, molta determinazione e impegno, sarà forse necessaria per diffondere e spiegare al Paese le due alternative possibili:

a) restiamo come siamo, la competitività continua a diminuire; non creiamo lavoro; l’emigrazione si rafforzerà, il rischio di sottosviluppo aumenterà;
b) oppure assumiamo comportamenti europei (vedi allegato) in tutti i settori della vita civile, riformiamo il sistema di selezione della classe dirigente, premiando solo la responsabilità e la capacità; i cittadini impareranno a collaborare con continuità e senso del sociale, se vedono che un programma serio é attuato da gente determinata. Determinazione che comporti anche la sostituzione del rigore, del sistema del “Bastone e Carota” alla misericordia e accomodamento.

Una possibile decisione di rinnovare la società in senso europeo comporterebbe una seria scelta dei modi e delle persone che gestirebbero la campagna di promozione dei nuovi comportamenti. Un’ alleanza di movimenti, associazioni di industriali, di esercenti, di sindacati, cioé di quelle categorie che chiedono competitività, si puo” costruire sulla base di un programma seriamente preparato.
--------------------
(1) Mi riferisco ai 15 Paesi della ex U.E., eccetto la Spagna e la Grecia che non conosco.

Sappiamo che i nostri progenitori affrontarono per anni i plotoni di esecuzione, le carceri, l’esercito austriaco. L’impegno che sarebbe richiesto a noi sarebbe molto più limitato: determinazione e capacità di combattere lo scettiscismo con la speranza.

CAMBIARE LA POLITICA. La politica é espressa dalla società. Alla fine del centrosinistra, TIME pubblico questa valutazione : « Gli Italiani pensano di essere stati governati da una piccola truppa di imbroglioni e corrotti. Non han capito che la classe politica che ha governato l’ affarismo di Tangentopoli é la migliore espressione della loro attuale società.»

Non sarà facile rinnnovare la classe politica, per renderla simile a quella di Paesi ove non é tentato né accettato di andare al potere per proteggere i proprii interessi o quelli del proprio clan. Ma c’é una possibilità. Fare come in Francia, creare un’associazione ben organizzata e impegnata, la quale studierebbe insieme agli imprenditori (che vogliono la competitività) e pretenderebbe, assieme agli alleati concordi, cambiamenti, trasformazioni, serietà (combattendo di conseguenza i poteri di clans e parrocchie), battaglie contro gli interessi privati in atti d’ufficio.

Creare un’associazione, con i mezzi di comunicazione che tutti usiamo, é oggi un gioco da ragazzi. Le carte da gioco sarebbero: capacità organizzativa, speranza (volontà di concorrere a condizionare il proprio futuro), determinazione, sensibilità. Per battere lo scetticismo attuale, che é figlio della furbizia e dei fallimenti di una classe dirigente indegna, in cui l’Italia rischia di annegare. Vedo altri tentativi associativi, ma non mi sembrano ancora strutturati per funzionare.

LE SOCIETA NEI PAESI DELLA U.E.

Le società della ex U.E. (i 15, ma non conosco Spagna e Grecia) hanno fondato il loro patto sociale sui seguenti valori: responsabilità, merito, correttezza, onestà, trasparenza, organizzazione razionale delle attività, collaborazione del cittadino al miglioramento della società, del Paese tutto. A differenza dell’ Italia, c’ é un’ alleanza fra stato e cittadini, non un’ ignoranza reciproca. In pratica : se un cittadino fa qualcosa contro l’interesse della società, egli sarà ubriaco oppure sarà indicato a dito (talvolta denunciato) come colpevole. Il termine organizzazione in genere sottintende: preferire la riflessione alle reazioni istintive (inclusa anche l’ organizzazione del pensiero-riflessione), organizzazione dettagliata delle fasi di un’attività, prima di iniziarla.

Peyrefitte chiama queste società “Sociétés de confiance”. Non credo che, oggi, la nostra società si possa classificare tale. Domani, .......... chissà.

In una società simile :

- le reazione degli enti (anche statali) e delle persone sono: prevedibili, tempiste, affidabili, corrette, non comportano grandi delusioni;
- le strutture statali danno al cittadino : la sicurezza di vedere applicati i suoi diritti, il supporto alle sue necessità (servizi sociali);
- la responsabilità, l’organizzazione, la programmazione razionale sono valori primarii;
- un esempio di serietà : si risponde sempre alle lettere, salvo rare eccezioni ;
- le emergenze o i malfunzionamenti sono fatti eccezionali. La regola é : programmare in anticipo le trasformazioni, ben riflettute, razionalmente organizzate ed affidate a gestori affidabili e impegnati;
- lo sviluppo dell’economia é possibile, mancano le strozzature, cui allude Ciampi (vedi la lettera “I Colli di Bottiglia”);
- i rappresentanti governativi sono qualificati, affidabili, preparano gli atteggiamenti con anticipo, analisi razionali, riflessioni, consultazioni;
- si rispettano le orecchie altrui: in un’assemblea (e.g.condominio, parlamento) non si apre bocca se non si conosce bene l’argomento.

Per arrivare a tanto ci vuole: impegno, cambiamento dei comportamenti, serietà, rigore e disciplina
In una società bloccata (la nostra é semibloccata in più settori, informarsi alla Confindustria):

- le reazioni di enti e persone possono essere improbabili o evanescenti, talvolta scorrette o sprezzanti;
- il cittadino troppo spesso non riesce a veder realizzati i suoi diritti, proposti dalle leggi ma non garantiti;
- le scadenze e l’affidabilità degli imprenditori possono essere casuali (un commercainte parigino mi dice « non compro più italiano, i prodotti sono inaffidabili »);
- i rappresentanti governativi italiani sono squalificati all’estero perché adattano le loro rezioni alla giornata e alle situazioni (non hanno programmi seriamente riflettuti);
- nella vita sociale le sopraffazioni rischiano di essere, di regola, frequenti e impunite.


L’ evidenza di questi giorni: una società bloccata sarà sempre perdenti nel villaggio globale.

Antonio Greco
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Vecchio 01-02-2005, 22.46.28   #40
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LINEE PER UN PROGRAMMA DI EUROPEIZZAZIONE

DIVENIRE UN PAESE AVANZATO ?
E POSSIBILE, CON DETERMINAZIONE, IMPEGNO E UN NUOVO PATTO SOCIALE
Che dire?

Ciò che dici è per lo più ineccepibile, sei convincente, chiaro, corretto….. Sei stato nei tempi che avevi dichiarato nel seguire il mio INgeneroso invito a dare una sintesi in forum. La risposta che mi hai dato sul pragmatismo e realismo americano è la stessa identica impressione che ho io lavorando anche per un ditta americana e dimostra che parli di cose che conosci.

Personalmente, come ti ho scritto anche in privato tramite messaggi, non ho il tempo fisico per dare altro che la mia solidarietà via internet.
Come conoscenze non sto messo meglio, è più facile che riesca a darti nome ed indirizzo di un paio di “santoni” (di quelli veri però), piuttosto che riesca a darti indicazioni su leader politici o rappresentanti di rilievo di associazioni sociali e culturali che potrebbero aiutarti nella realizzazione della tua idea.
Però …… però….. ci medito sopra….. e magari qualche lampadina mi si accende.

(Vedi ti gioca contro anche il fatto che in Italia non abbiamo un criterio di riconoscimento del Valore e tu puoi avere in mano anche la formula per debellare il cancro, ma se non l’infiocchetti con una carta platinata coperta da veline coi seni in mostra, nessuno te la prende in considerazione…… Nell’America, becera ma pragmatica, un’idea di valore non cade nel nulla).

Ci dormo sopra dai....... per ora

P.S. Se non ho capito male però le definizioni “analisi dettagliata delle cause” e “proposta di soluzione” devono ancora essere elaborate.....
VanLag is offline  

 



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