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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 12-11-2002, 16.44.19   #21
VanLag
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
r.rubin, il grazie è reciproco nel senso che anche io ti devo ringraziare per avermi dato modo di esporre il mio pensiero ampliandolo.

Ygramul, è molto bello il tuo ultimo post. (Nel tuo precedente mi era sfuggita la profondità).
VanLag is offline  
Vecchio 12-11-2002, 16.54.03   #22
Sabi
Libera frequentatrice
 
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Data registrazione: 30-03-2002
Messaggi: 12
Mi trovo daccordo con Firenze, e comunque credo che l'umiltà abbia una collocazione ben precisa, non un significato a libera interpretazione.

Questa storia dell'umiltà mi fa un po ridere, mi fa pensare a mio padre; sempre su questo tema acclama con grande enfasi quanto sia umile ad accettare questa o quell'altra critica. Di fatto fa, esattamente quello che vuole con gran convinzione ed autoconsiderazione.

Per quanto mi riguarda invece, trovo che l'umiltà sia una gran "furbata". E' la mia passione pormi in posizione zero (quasi denudarmi di me stessa) di fronte a qualcuno o qualcosa, quando intuisco che c'è un insegnamento prezioso ed importante per me da imparare.

E' anche un arma a doppio taglio, poichè non sai mai con chi hai a che fare. A volte la controparte capisce il tuo "gioco" ed invece che agevolarti ti crea grossi problemi o impartisce insegnamenti errati.

Per concludere, voglio dire...
UMILTA'= maneggiare con cura!

Un saluto a tutti
Sabi is offline  
Vecchio 12-11-2002, 20.56.30   #23
sisrahtac
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 04-11-2002
Messaggi: 2,110
Citazione:
. Parlo della capacità di "sgonfiare" l'ipertrofia del proprio io, sgonfiarla magari dolorosamente, attraverso il fuoco dell'esperienza vissuta in modo pieno e vero. E dopo, solo dopo (movimento da dentro a fuori) confrontare il proprio essere con gli altri, tutti, non uno in particolare, Nel senso che il confronto avviene a livello di "umanità" non di singolo. Cioè: io sono indubbiamente una persona unica ed irripetibile, ma questo non fa di me un essere fuori dal comune, nè un genio, nè una persona particolarmente dotata. Perchè è proprio della natura umana creare dei "pezzi unici", ed io sono un pezzo unico, ma lo sono in mezzo ai tanti. Rendersi conto di questo relativizza il senso di onnipotenza e ci permette di guardare fuori (ora si) ed apprezzare l'altro che la vita ci mette davanti per quello che è, non in modo strumentale al nostro bisogno d'onnipotenza. A questo punto si, nasce l'empatia.... Non prima.
Interessante.Cioè,io prima di venire a confronto con qualcuno,mi devo privare di me stesso?E allora che confronto ne viene fuori?Un confronto è appunto l'accostamento di due cose differenti.Se io,già prima di confrontarle,le rendo uguali, il tutto perde senso!Solo perchè ho paura che quelle due persone a contatto possano "fare scintille",o una possa schiacciare l'altra,ciò non mi consente di indebolire il soggetto più forte preventivamente.L'umiltà è una subdola arma con cui si cerca di convincere il proprio nemico che dovrebbe "abbassare le ali",roba da cristiani....
sisrahtac is offline  
Vecchio 12-11-2002, 21.21.10   #24
Ygramul
Anima Antica
 
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Data registrazione: 22-07-2002
Messaggi: 423
Citazione:
Interessante.Cioè,io prima di venire a confronto con qualcuno,mi devo privare di me stesso?E allora che confronto ne viene fuori?Un confronto è appunto l'accostamento di due cose differenti.Se io,già prima di confrontarle,le rendo uguali, il tutto perde senso!Solo perchè ho paura che quelle due persone a contatto possano "fare scintille",o una possa schiacciare l'altra,ciò non mi consente di indebolire il soggetto più forte preventivamente.L'umiltà è una subdola arma con cui si cerca di convincere il proprio nemico che dovrebbe "abbassare le ali",roba da cristiani....


Capisco che possa non essere stata chiara in alcuni punti. Intanto: NON sono cristiana. Lo sono stata e ne conosco fin troppo bene i limiti e i difetti. Infatti non parlo di annullamento dell'IO ma di sgonfiarne l'ipertrofia. Questo vuol dire la capacità di rendersi umani, e non più Dei. Si tratta di un processo psicologico, non spirituale nè mistico.
In secondo luogo, quando parlo di un "prima" e di un "dopo" intendo più un ordine di importanza che temporale.... Mi rendo conto che la suddivisione è artificiosa, ma spesso va usata a scopo esplicativo. Ora non posso trattenermi e mi scuso se sono ancora poco chiara....
Ygramul is offline  
Vecchio 13-11-2002, 13.09.28   #25
Sabi
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Data registrazione: 30-03-2002
Messaggi: 12
- Venuta la superbia, viene anche l'infamia; ma la saggezza è con gli umili.

- Prima della rovina il cuore dell'uomo si innalza, ma prima della gloria viene l'umiltà.

- L'orgoglio dell'uomo lo porta in basso, ma chi è umile di spirito otterrà gloria.
Sabi is offline  
Vecchio 13-11-2002, 13.21.19   #26
sisrahtac
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 04-11-2002
Messaggi: 2,110
Ah,forse ho capito,Ygramul.Tu dici che ognuno di noi è una singolarità con le sue caratteristiche ben definite,ma non per questo deve sentirsi migliore o peggiore agli altri.Beh,se la mettiamo così,ti do pienamente ragione.

Sabi,quando si citano delle frasi sarebbe regola citarne l'autore. A me in questo caso interessa,così almeno eviterò il possibile errore di comprare una sua opera....
sisrahtac is offline  
Vecchio 13-11-2002, 16.37.10   #27
Sabi
Libera frequentatrice
 
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Data registrazione: 30-03-2002
Messaggi: 12
per Catharsis

era (ed è) mia intenzione darvi gli autori....

ma volevo prima vedere le reazioni!

Vuoi dirmi forse che non condividi????? Perchè?
Sabi is offline  
Vecchio 15-11-2002, 14.34.01   #28
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
Eccomi di nuovo!
Intanto voglio dire che questo forum mi sta aprendo un pò più gli orizzonti. L'umiltà è una questione che ho sentito più di una volta la necessità di pormi, ma che non ho mai approfondito seriamente.

Perchè, effettivamente, è più facile sentirsi unici, onnipotenti, che sentirsi uomini. Proprio perchè si evità così, grossolanamente, il contatto con l'altro, quindi il contatto con la sofferenza che può derivare, come dite, dal sentirsi sè stessi, dal confrontarsi in modo sincero.
Già, ma la sofferenza che deriva da questo atteggiamento è costante e non ha tregua. Perchè non può essere condivisa.

Ed ora capisco forse un pò di più perchè mi sembra essere proprio il mio Io a suggerirmi queste idee di onnipotenza, di superiorità. Idee quasi ossessive.
VanLag credo tu abbia ragione: la "follia" può riguardare solo quell'Io piccolo (non sempre e necessariamente, ovvio)

Tornare "con i piedi per terra" può essere il detto comune che incita a restare legati a queste cose, reali, vere, vive, umane.

Grazie Ygramul per i tuoi post, sei stata veramente chiara.
Da questo punto di vista l'umilta trovo che sia un grande valore.
Dici che è un processo psicologico "raggiungerlo"...lo riconosco come un valore, proprio perchè lo posso (seppur con difficoltà e parzialmente...ci ho messo un pò anche a capire i vostri post) comprendere concettualmente, ma senza per questo viverlo.
Il bello(il difficile, l'importanza) di questo è che si può immaginare vagamente il fine a cui si tende...e non aver la più pallida idea della via da intraprendere! Ma sono cose che vengono da sè..

Sabi, tu dici che l'umiltà è una gran furbata.
La intendi in senso "utilitaristico" cioè al contrario di come la vede Firenze, Ygramul...ecc...
In effetti è diversa.
Io sono umile nei confronti di chi mi può insegnare, ma sono affatto umile nel mio modo di pormi alla vita.
Però sono più daccordo con l'altro significato.

Con le tue citazioni, Sabi, invece mi trovo d'accordo (forse preconcettualmente)

Jung dice in sostanza la stessa cosa, che è credenza comune che per raggiungere la libertà, le cose più splendenti diciamo, si debba guardare sulle vette; mentre, al contrario, si deve andare verso il basso, verso il buio, verso l'Ombra; conoscerci cioè nei nostri limiti e nella nostra "bruttezza", la più brutta esperienza per l'uomo, guardarsi in faccia....e poi di seguito il resto.
(gli archetipi dell'inconscio collettivo è il titolo di questo libro)

ps: un'altro libro che ho letto e non ho ben capito, come tanti altri (l'ho scoperto recentemente)
E il fatto di ammetterlo non fa di me un uomo umile...

...mah!...quanta strada!











r.rubin is offline  
Vecchio 15-11-2002, 14.41.06   #29
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
Volevo aggiungere...
cito ancora Sabi:
.."prima della gloria viene l'umiltà"..
..."chi è umile di spirito otterrà la gloria"...

Già, può essere; certo che se si desidera diventare umili per raggiungere la gloria...ci dev'essere qualche intoppo.."psicologico"!

Come la vedo io: l'umiltà non riconosce suoi la gloria, il potere, il successo...non la toccano...
Tutto questo è già nel momento in cui si è veramente ed incondizionatamente umili.


r.rubin is offline  
Vecchio 15-11-2002, 23.36.30   #30
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
A questo punto mi nasce una domanda...
Umiltà: valore disinteressato o conveniente?

Intendendo con umiltà la consapevolezza della propria umanità, del proprio limite, ed allo stesso tempo della propria unicità, irripetibilità, equivalente all'unicità e irripetibilità di ogni altro essere umano.
Consapevoli di come l'umiltà possa aprire le porte altrimenti sigillate del confronto, quindi della conoscenza di altro e dell'altro, della ricchezza; ed allo stesso tempo lenire la sofferenza personale, privata, perchè non più solo privata, ma umana;

(perchè se la miseria è l'eterna esperienza e l'eterno problema dell'uomo, ad essa deve pur corrispondere un'eterna risposta; ed ecco che allora, proprio allora siamo pronti ad ascoltare una parola che fino a quel momento non avevamo sentito, a chiederci perchè quella situazione ci sia accaduta proprio in quel momento; ecco che le forze soccorritrici dell'umanità corrono in nostro aiuto- sempre C.G. Jung "gli archetipi dell'inconscio collettivo")

Personalmente consapevoli quindi della costruttività e della positività di questa condizione, consapevoli della negatività della condizione opposta, fino a che punto l'umiltà è un valore disinteressato, dell'umanità, e quanto invece è personale, utilitaristico, quindi, in effetti, ad uso personale, vantaggioso per il singolo?

Ammesso, e non concesso, che sia possibile decidere di diventare umili.
Ma quando questa decisione è un processo psicologico, e non solo razionale, quanto in realtà, veramente, nel profondo, l'umiltà può essere una questine collettiva, umana, e quanto può essere individualista?

(ho come l'impressione che la mia sia una questione inutile e artificisa...comunque sia me la sono posta.
...di sicuro perchè non sono realmente umile, altrimenti non me la sarei e non l'avrei posta...)

r.rubin

r.rubin is offline  

 



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