Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Cultura e Società
Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Tematiche Culturali e Sociali
Vecchio 02-04-2006, 18.28.25   #31
VanLag
Ospite abituale
 
L'avatar di VanLag
 
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Re: Stato superiore

Citazione:
Messaggio originale inviato da Rudello
Lo “stato”, ricordiamolo, è fatto di uomini, ed in democrazia di uomini eletti in rappresentanza di singoli sotto-gruppi (per ripetere la terminologia del comma citato), comunque questi sotto-gruppi li si voglia definire. Per cui accade, come è sempre accaduto, che se come il gruppo è per 6/10 composto da credenti, come nell’esempio, e 4/10 da non credenti, anche lo “stato” manterrà le stesse proporzioni (in democrazia).
E’ strano che la tua disamina si fermi al rapporto 6/4 e non dice nulla del rapporto 3/3/4.

Comunque le leggi di uno stato civile, veramente civile, non devono basarsi sui valori della fede ma su quelli della ragione che, si possono spiegare e dimostrare col ragionamento, (la logica) e sono quindi comprensibili e condivisibili da tutti gli esseri senzienti. La fede, che fondamentalmente è intimo sentire, ha motivo di essere nella sfera personale, ma è impensabile che si erga a legge di tutti proprio perché è qualche cosa di inspiegabile, intimo in ciascun individuo. Se si erge a legge di uno stato civile diviene arbitraria e prevaricatrice e questo spiega perché, tutti quanti, sentiamo la legge e la società, così oppressive.

La ragione può facilmente trovare degli accordi, la fede no, perché il modo di vedere le cose di ciascuno è profondamente diverso da quello degli altri. Uno stato snello, funzionale, basato su codici che sono frutto delle convenzioni tra gli uomini, e non frutto di presunzioni morali, non è affatto utopico. Ci sembra tale solo perché non vogliamo rinunciare alla nostra visione emotiva del bene e del male. Ma il compito dello stato civile non è quello di moralizzare la vita pubblica, bensì regolamentarla, affinché tutti i cittadini vivano al meglio e per fare quello è meglio che si concentri sui problemi pratici, lasciando perdere quelli ideali.

E’ meglio pensare come gestire l’invasione extra-comunitaria che c’è già stata e che è in atto, invece di continuare a blaterare che la nostra cultura è migliore della loro, facendo leggi che non servono ne all’integrazione ne alla prevenzione dell’immigrazione.
E’ meglio pensare a come gestire le coppie di fatto che stare a blaterare se è bene o male che ci siano.
E’ meglio porre delle regole chiare al mercato, ricordando ai fautori del liberismo sfrenato che non si può prescindere dalle regole e dalle leggi, ancorché limitative, perché la garanzia di possedere dei beni e di goderne l’usufrutto, nasce dalle stesse regole che loro vorrebbero abolire. Il riconoscimento stesso della proprietà privata è il frutto di convenzioni, regole e leggi e non si può volere che quelle convenzioni, regole e leggi, funzionino solo per garantire ai ricchi il possesso e l’usufrutto dei beni e non funzioni per regolamentare come questi beni vengono ricavati.

Ci sono diecimila cose funzionali di cui dovrebbe interessarsi lo stato civile prima di porsi come educatore delle coscienze del paese e poi si sa che la maggiore educazione viene dall’esempio. Diceva Confucio in risposta alla domanda di Chi K’ang-tzu sull’arte di governare: “Governare è raddrizzare. Se tu guidi lungo la dritta via, chi oserà seguire quella storta”

VanLag is offline  
Vecchio 03-04-2006, 08.28.24   #32
Lucio Musto
Rudello
 
L'avatar di Lucio Musto
 
Data registrazione: 08-01-2006
Messaggi: 943
Numeri, democrazia e stato

Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag
E’ strano che la tua disamina si fermi al rapporto 6/4 e non dice nulla del rapporto 3/3/4.

Comunque le leggi di uno stato civile, veramente civile, non devono basarsi sui valori della fede ma su quelli della ragione.... ....”


[/b]

Numeri, democrazia e stato

Mi fermo a 6 contro 4 perché continuo a parlare di una comunità con delle leggi valide per tutti e basata su una logica democratica.
(le organizzazioni sociali non-democratiche non seguono questo discorso!)
Le democrazia leggi si promulgano a maggioranza e nella tua esemplificazione (corretta) di una comunità di 10 elementi 6 contro 4 è la minima maggioranza possibile.

Ho anche escluso (e mi pare ovvio il perché) le maggioranze “plebiscitarie”.
Ho solo accennato (senza approfondire il discorso) allo strapotere di un esigua minoranza nel gioco degli equilibri politici per evitare di darti sulla voce con una “dittatura della minoranza”

Infine non dico nulla del rapporto 3 3 4 perché qualcuno subito obietterebbe: «ed il rapporto 2 2 2 2 2 ?... e quello 1 1 1 1 1 1 1 1 1 2 ?...».
E’ molto bello quello che dici sulla ragionevolezza, sul buon senso e sull’accordo della gente. Ma te la sai immaginare una legge, una qualsiasi legge non ovvia (e quindi superflua) da discutere singolarmente con ognuno dei 60 e passa milioni di Italiani?... E quando l’approviamo?

Altrettanto illusoria è la distinzione che fai tra fede (che immagino tu consideri quella religiosa) e ragione (che dovrebbe essere tutto il resto dell’intelligenza). Non è così!
I “valori della ragione” come li chiami tu, non sono così definiti ed univoci come la parola vorrebbe fa apparire, e la “fede” non è solo e tanto quella in una divinità!
Si ha fede in una miriade di cose, nella tecnologia (che ha mille aspetti non condivisi), nella morale personale (ed ognuno ha la sua), nei postulati indimostrabili (sul numero dei quali nemmeno i matematici riescono a mettersi d’accordo). Perfino sull’efficacia di un farmaco!

Ed allora, concretamente, uno “stato veramente civile” sui “valori” di chi, dovrebbe fondarsi?... e come, dovrebbe funzionare nel quotidiano di stamattina e di stasera?...
Ma poi, che cosa intendiamo per “uno stato veramente civile” se non una bellissima astrazione filosofica?... E per caso, se ne è mai visto uno, di questi stati, da prendere come esempio?.
Ed infine, cosa, o chi, è lo “stato”? (oltre naturalmente che il participio passato dell’ausiliare “essere”)

Certo che è meglio “pensare come gestire l’invasione extra-comunitaria”!... Ma si dà il caso che tu, persona sicuramente civile e di alti valori, pensi che sarebbe opportuno procedere in un certo illuminato modo, mentre io, ammesso di essere altrettanto civile e con valori altrettanto buoni, posso in perfetta buonafede pensare che il modo migliore sia un altro.
Ma naturalmente tu ed io, per fare uno stato veramente civile, dovremmo ascoltare anche tutti gli altri ragionevoli e con valori.
Ma quanti saranno questi, in Italia?... Purtroppo né a te, ne a me è dato di saperlo. Ma non perché non sappiamo contare o siano innumerevoli, ma perché preventivamente dovremmo accordarci su cosa intendiamo per “valore” e cosa per “ragione”.
E potremmo non essere tutti d’accordo!...

Per concludere, permetti anche a me di citare l’ultima frase del tuo intervento:
«diceva Confucio… “Governare è raddrizzare. Se tu guidi lungo la retta via, chi oserà seguire quella storta?».
Naturalmente occorre spiegare quale sia la via retta e perché, con dimostrazioni sempre più comprensibili.
Ed alla fine, esemplificando sempre più, si arriva alla proposizione di base, al postulato.
Come in matematica, come dappertutto. Il germe di partenza che non si può dimostrare e deve essere accettato così com’è.
Con un atto di fede. Appunto.

Cordialità

Rudello 3 aprile 2006 parole 567


PS Immagino sia del tutto superfluo indicare quanto la "logica" sia aleatoria e non oggettiva: se fosse assoluta, la filosofia sarebbe chiusa da secoli!
Lucio Musto is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it