Forum di Riflessioni.it
ATTENZIONE Forum in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Filosofia

Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Tematiche Filosofiche

Vecchio 21-06-2007, 12.47.42   #11
katerpillar
Ogni tanto siate gentili.
 
L'avatar di katerpillar
 
Data registrazione: 14-03-2007
Messaggi: 665
Riferimento: Animismo e religione

Citazione:
Originalmente inviato da katerpillar
Ho riportato quel brano perché è uno dei passaggi che io contesto al Taylor, infatti, se i nostri avi operavano sotto il velo di una ignoranza inveterata, come hanno fatto a forare i millenni e influenzare pesantemente la vita d'intere generazioni in piena era moderna?
Fallen06
Citazione:
Come fanno oggi i terroristi.
Non c'è affatto bisogno di uscire dall'ignoranza per influenzare la vita di intere generazioni.
katerpillar

Intendevo generazioni distanti millenni dagli eventi, e non credo che i terroristi possano influenzare le generazioni che ci saranno (se ci saranno), fra tre o quattromila anni.

Fallen06
Citazione:
Ad ogni modo, sai che Tylor riteneva, è vero, che i primitivi fossero ignoranti, e tuttavia li considerava il primo gradino di un processo evolutivo che porta fino a "noi" (ove noi significa, per come la pensa Tylor, materialisti e positivisti moderni); nè pensava che fra noi e un primitivo ci fossero differenze sostanziali a livello di ragionamento -era un sostenitore dell'uniformismo psichico- .Tylor era empirista ed associazionista, riteneva quindi che i primitivi, rispetto a noi, sbagliassero nell'associare causalmente i fenomeni, e che con la crescita dell'esperienza e della riflessione potessero arrivare a formulare le giuste associazioni.
katerpillar

Non è che questo tuo secondo periodo mi dia qualche spunto o delucidazione in più: anzi; casomai ingarbuglia la comprensione e ci fa ritornare alla domanda che ci siamo posti sulla validità dell'empirismo che ho formulato in altri thread; ovvero: è possibile che l'empirismo come metodologia d'insegnamento, è superiore a sistemi analoghi ideati dall'uomo, come le università e i libri? Ricordiamoci che questa ipotesi veniva affermata: sia da Shopenauer sia da Nieztche.

Che i primitivi, rispetto a noi, sbagliassero nell'associare casualmente i fenomeni, a mio modo di vedere, è tutto ancora da dimostrare, resta il fatto che, nonostante il loro primordiale empirismo, sono riusciti a perforare i millenni ed a influnzare anche le nostre generazioni, come da te ammesso, che stanno viaggiando nella modernità del terzo millennio.
katerpillar is offline  
Vecchio 25-06-2007, 09.41.22   #12
Fallen06
Ospite abituale
 
Data registrazione: 12-08-2006
Messaggi: 127
Riferimento: Animismo e religione

Citazione:
Originalmente inviato da katerpillar
Intendevo generazioni distanti millenni dagli eventi, e non credo che i terroristi possano influenzare le generazioni che ci saranno (se ci saranno), fra tre o quattromila anni.

Personalmente credo sia vero il contrario,in quanto il terrorismo è un fenomeno che sta avendo delle conseguenze importanti dal punto di vista globale;sui libri di storia ci si ricorderà dell'attacco alle Twin Towers come il primo schiaffio ricevuto dagli USA in casa propria,ed un evento del genere ha conseguenze a livello permanente sulla sicurezza e la baldanza di chiunque -a maggior ragione su quella,già vacillante dopo il Vietnam,degli Stati Uniti- .
Più in generale,quello del terrorismo è un fenomeno rivelatore di tendenze latenti,storicamente condizionate,ed è carico di conseguenze sul piano politico,economico,culturale.
Ancor più in generale,non mi pare che la storia "importante" sia stata fatta in maniera "razionale".Non attribuisco razionalità alla conquista spagnola dell'America latina,alle razzie di Attila,ai roghi dell'Inquisizione o a quelli dei nazisti,come non ne attribuisco alla "Grande paura" scoppiata fra i contadini nelle campagne francesi ai tempi della Rivoluzione o ancora alla guerra "del Bene" messa recentemente in atto da Bush -che ci deve ancora spiegare dove sono le armi di distruzione di massa dell'impiccato Saddam- .

E' chiaro,però,che questa mancanza di razionalità non significa assenza di riflessione sulle cose.Coloro che gestiscono il potere si trovano quasi sempre a prendere decisioni "pensate";il problema è che in queste decisioni hanno giocato un ruolo importante la gran massa di pregiudizi e l'ignoranza degli agenti storici,le loro emozioni,i loro desideri e le loro paure.
Insomma,non è che le Crociate siano come un teorema matematico,ecco -per quanto,sappiamo che nella matematica entrano valutazioni circa la "bellezza" e l'armonia di un teorema- .
La stessa cosa pensava Tylor circa i primitivi;da buon intellettualista,certo non riteneva che essi agissero in maniera del tutto irrazionale;per lui,dietro le credenze religiose c'era la riflessione sulle cose,sulle cause,sulla natura,sulla vita.Tale riflessione,però,era portata lontano dalla giusta via oltre che dalla mancanza di abitudine al retto ragionamento ed esperienza,dalle paure e dalle emozioni in generale da cui i primitivi non erano certamente immuni.

Citazione:
Originalmente inviato da katerpillar
Che i primitivi, rispetto a noi, sbagliassero nell'associare casualmente i fenomeni, a mio modo di vedere, è tutto ancora da dimostrare,

Non è così vero.Frazer ha condotto uno studio della magia volto a mettere in evidenza la costituzione della magia stessa e del "pensiero magico".
La convizione,diffusa a livello tribale,che versando dell'acqua a terra pioverà,è fondata dalla somiglianza,notata dal primitivo,fra i due fenomeni -l'acqua versata che cade a terra- .Tale somiglianza è però solo superficiale;il procedimento mentale che collega due fenomeni fra loro sulla base di somiglianze superficiali è chiamato "analogia imperfetta".Si istituisce infatti un rapporto di analogia -somiglianza- fra due fenomeni,ritenendo di aver trovato un rapporto causale che li lega,mentre così non è.
Di esempi di questo tipo l'antropologia è piena -e da cose simili è nata la querelle se i primitivi possiedano o meno l'intelligenza dei moderni.
Fallen06 is offline  
Vecchio 25-06-2007, 09.46.11   #13
Fallen06
Ospite abituale
 
Data registrazione: 12-08-2006
Messaggi: 127
Riferimento: Animismo e religione

Ciao emmeci,
voglio innanzitutto ringraziarti per questo bell'intervento e complimentarmi per la tua prosa.La lettura del brano è stata piacevole.
Passo a commentare uno stralcio dell'elaborato

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Mi pare dunque che non si possa essere così “puristi” nei riguardi di qualsiasi scienza, tanto meno di una scienza dell’uomo, in particolare quando si studiano gli inizi, cioè tempi e luoghi che non consentono uno sguardo indagatore diretto o suffragato da testimoni affidabili, ma ai quali può risalire solo il pensiero, armato della sua libertà e della sua forza critica e creatrice.
Possiamo entrare in gara anche noi, che non partiamo per i tristi tropici e non interroghiamo tribù primitive? Affermo il diritto dell’intelligenza non solo a tentare comprensioni di largo raggio, ma a indagare le origini e i fini di un’evoluzione e una storia. Affermo il diritto dell’intelligenza a elaborare sintesi, quindi a servirsi dei risultati elaborati da altri. Affermo i diritti dell’intelligenza, cioè della filosofia, e la legittimità di una costruzione in cui l’approccio psicologico, sociologico, antropologico, strutturale, ecc – possa essere superato, e i dati scientifici siano ricreati per arrivare a una concezione tendenzialmente completa.

Pur non studiando principalmente la filosofia,ne sono sempre stato affascinato;sono convinto che nessuna scienza possa prescindere dalla filosofia,perchè ogni scienza nasce da essa e cresce a stretto contatto con problemi filosofici,la cui risoluzione,pensata o acritica che sia,imposta e caratterizza il modo in cui si procede nell'analisi e nello studio.
Mi sembra,però,che gli antropologi moderni e contemporanei abbiano combattuto una giusta battaglia,contro gli antropologi "da poltrona" o "da tavolino" che dir si voglia,cioè contro coloro che pensavano di poter prescindere dal contatto diretto con il loro oggetto di studio,che è l'uomo produttore di cultura.L'epistemologia ci ha tutti messi in guardia contro le tentazioni di un empirismo ingenuo e praticato aproblematicamente,più ancora contro l'Erlebnis e le tematiche del vissuto,della "risonanza" con l'oggetto di studio ecc..
Ciò non elimina,a mio parere,la necessità del momento della presenza sul campo.In ciò consiste,fra l'altro,la differenza fra etnologia ed antropologia:l'etnologia è il momento della presenza sul campo,l'antropologia è quello dell'elaborazione del materiale.
Quando poi studiamo "gli inizi",l'antropologia si fa "storica",cioè assume metodi di indagine storiografici,dato che il suo oggetto non c'è più,ed in suo luogo abbiamo delle tracce.Non niente,dunque,ma qualcosa.Questo qualcosa è,ad esempio,quello raccolto in dodici tomi da Frazer,in The Golden Bough.
E' su questo qualcosa,che mi pare sia giusto elaborare la propria riflessione;prescindendo dai suggerimenti di un materiale che è possibile esaminare,non si fa nè antropologia nè filosofia,ma uno splendido e controproducente volo pindarico.
Fallen06 is offline  
Vecchio 25-06-2007, 22.33.50   #14
katerpillar
Ogni tanto siate gentili.
 
L'avatar di katerpillar
 
Data registrazione: 14-03-2007
Messaggi: 665
Riferimento: Animismo e religione

Citazione:
Originalmente inviato da katerpillar
Intendevo generazioni distanti millenni dagli eventi, e non credo che i terroristi possano influenzare le generazioni che ci saranno (se ci saranno), fra tre o quattromila anni.
Fallen
Citazione:
Personalmente credo sia vero il contrario,in quanto il terrorismo è un fenomeno che sta avendo delle conseguenze importanti dal punto di vista globale;sui libri di storia ci si ricorderà dell'attacco alle Twin Towers come il primo schiaffio ricevuto dagli USA in casa propria,ed un evento del genere ha conseguenze a livello permanente sulla sicurezza e la baldanza di chiunque -a maggior ragione su quella,già vacillante dopo il Vietnam,degli Stati Uniti- .
Più in generale,quello del terrorismo è un fenomeno rivelatore di tendenze latenti,storicamente condizionate,ed è carico di conseguenze sul piano politico,economico,culturale.
katerpillar

Sto tentando ma non riesco ad esprimere compiutamente quello che voglio comunicarti, quando affermo che i nostri avi, nonostante la loro ignoranza inveterata dichiarata dal tylor, hanno perforato i millenni ed hanno contagiato anche noi moderni (come da te ribadito); io aggiungo: contagiati, non come fatto o curiosita culturale, ma con dei riti e convinzioni che, per miliardi di persone, sono state la base stessa della loro vita.

Per tale ragione non riesco a collegare il "terrorismo", quale termine di paragone con le tradizioni animistiche, religiose ecc. giunte sino a noi.
Spero di essermi spiegato meglio; più di così non so fare. Un saluto.
Giancarlo.
katerpillar is offline  
Vecchio 26-06-2007, 09.29.56   #15
katerpillar
Ogni tanto siate gentili.
 
L'avatar di katerpillar
 
Data registrazione: 14-03-2007
Messaggi: 665
Riferimento: Animismo e religione

emmeci
Citazione:
Possiamo entrare in gara anche noi, che non partiamo per i tristi tropici e non interroghiamo tribù primitive? Affermo il diritto dell’intelligenza non solo a tentare comprensioni di largo raggio, ma a indagare le origini e i fini di un’evoluzione e una storia. Affermo il diritto dell’intelligenza a elaborare sintesi, quindi a servirsi dei risultati elaborati da altri. Affermo i diritti dell’intelligenza, cioè della filosofia, e la legittimità di una costruzione in cui l’approccio psicologico, sociologico, antropologico, strutturale, ecc – possa essere superato, e i dati scientifici siano ricreati per arrivare a una concezione tendenzialmente completa.
katerpillar

Anche il fondatore della psicoanalisi, Sigmun Freud, con totem e tabù, ha voluto affermare il diritto della propria intelligenza andandosi a sostituire all'antropologo, con i risultati che tutti sappiamo. Non solo questo: ma gli stessi antropologi che lo avevano, giustamente, criticato, hanno dovuto buttare alle ortiche tutto quello fin li esaminato e studiato, intravedendo nel loro comportamento un grosso errore di fondo; ovvero: compresero che non si poteva pretendere di studiare un comportamento, cosidetto, "primitivo", applicando una mentalità, cosidetta, "moderna".

E' stato l'antropologo e premio Nobel Levi Straus, che ha iniziato a calarsi nella mentalità utilitaristica di quei popoli, con: l'origini della parentela, l'origini delle buone maniere a tavola e Totem, sguarciando il misterioso velo di quei popoli che, alla luce delle nuove interpretazioni, si sono rivelati tutt'altro che primitivi.

Stando così le cose del passato, noi possiamo pretendere qualsiasi cosa dalla nostra intelligenza, ma se nel magazzino della memoria non vi sono i presupposti esatti, i risultati non possono esistere, così come, già affermato in precedenza, nel nostro cervello non esiste l'intelligenza, ma solo memoria e pensiero; quest'ultimo, come metodo veicolativo della prima.
katerpillar is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it