Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Filosofia

Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Tematiche Filosofiche

Vecchio 09-01-2012, 09.02.44   #41
CVC
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-01-2011
Messaggi: 747
Riferimento: Esiste la morte?

Citazione:
Originalmente inviato da mariodic
Mi sembra una risposta (o un'affermazione) molto seplicistica nel senso che trascura qualcosa, per esempio:

*la frase "L'energia è ciò che muove le cose in senso fisico", ma è proprio solo così? Mi viene da pensare al processo di accrescimento della Conoscenza iniziale (praticamente il possibile accrescimento della probabilità iniziale (o mia fiducia iniziale) di un certo evento di mio interesse che richiede un lavoro di adattamento delle condizioni di contorno tali che la mia fiduucia, cioè la probabilità di quell'evento, ne venga aumentata.
Mi si ribatterà che comunque quel lavoro di adattamento potrebbe essere ricondotto ad un insieme di lavori, diciamo così, di natura fisica, ma allora richiamerei l'attenzione sul fatto che ancora agli inizi dell'800 e per un bel po' di tempo ancora, si presentava il problema di come considerare il calore data la sua evidente natura energetica; finalmente il grattacapo fu risolto, prima empiricamente, con la determinazione del coefficiente di equivalenza meccanica del calore e, quasi contemporaneamente -se non mi sbaglio- con teoria meccanica basata sul moto molecolare.

*La frase "lo spirito non ha una comprovata espressione oggettivamente osservabile". Un certo commento a questa affermazione è gia implicito nella mia considerazione sulla frase precedente quando parlo dell'incremento di fiducia che richiede un lavoro; tuttavia non è questo il punto principale, che inveceravviso nella famosa affermazione cartesiana sull'accettaziine dell'IO come postulato di partenza ed origine su cui poggia l'intera autostruttura logica che è l'Universo; un postulato è un datoi di fatto.

Concludo questo post con l'analisi della locuzione "oggettivamente osservabile" il cui significato sembra ovvio al buon senso di chicchessia e sulla quale frase si fonda il più sacro dei principi della scienza ufficiale e no. Questo principio dice "ogni teoria necessita di conferme sperimentali", se questa è la versione "scientifica" del principio, in bocca alla gente comune suona pressappoco così: "se non vedo non credo" o, più curiosamente, "una cosa è la grammatica, altra è la pratica". Tranquilli, non confuto che l'esigenza espressa da queste locuzioni sia sacrosanta ma mi augurerei che ci si soffermasse un po' sul concetto di conferma sperimentale. Questo concetto non è più così comprensibile in un mondo in cui l'approccio speculativo scientifico-filosofico, storicamente oggettivistico (=realistico) deve (e sta) spostarsi in senso soggettivistico (=idealistico). I primi passi in questo senso furono quelli compiuti dal mondo scientifico ai tempi della conferenza di Copenaghen per dare un senso alla nascente meccanica quantistica ed alle sue palesi contraddizioni col pensiero scientifico classico; suggerirei al riguardo la lettura di "Fisica e Filosofia" e/o "mutamenti nelle basi della scienza" di Heisenberg.
Per riprendere il concetto di conferma sperimentale ed adattarne il significato nella nuova ottica, pensiamo all'elettrone. C'e una teoria che sostiene che l'elettrone è e si comporta così e così cui seguono equazioni che descriverebbero e quantificherebbero questi comportamenti. Se l'elettrone fosse un sasso in movimento entro campi di impulsi che ne modificano il moto, la forma fisica ed altro, potremmo giudicare, anche direttamente a vista, questi mutamenti di moto, forma, ecc. e ricevere quelle conferme ala teoria del moto del sasso; ma se non fosse possibile seguire il moto a vista ma dovessimo aver bisogno di riprese fotografiche automatiche e rilevazioni, semprte automatiche, di velocità ed altre variabili del fenomeno, potremmo ancora parlare di rilevazione diretta? Forse non proprio, infatti, a fronte della teoria che vogliamo verificare ne contrapponiamo un'altra -quella, appunto, del funzionamento dell'intero apparato realizzato per la verifica "sperimentale"- che potrebbe aver ancora a sua volta bisogno di una sperimentazione per la conferma della sua validità! Questo ci dice che la o le così dette "verifiche sperimentali" non sono che teorie che, però, convincono meglio l'Osservatore rispetto alla teoria da verificare e, questo "meglio", può essere dovuto sia alla maggior fiducia in essa comunque acquisita dall'Osservatore sia che si tratti di verifiche diverse e per diverse vie logiche che, se pure singolarmente non così solide, lo diventano per il numero di conferme coerenti che riescono ad offrire in appoggio alla teoria da verificare.

L'Universo è un sistema logico facente capo alla singolarità osservante l'IO (cartesiano, per esempio) che identifica l'Osservatore universale; una cosa è reale se tra l'Oss. e la cosa stessa è possibile costruire un percorso logico di collegamento (teoria); la verifica consiste nel collegare, mediante uno o più altri percorsi logici, quindi con altre teorie, L'Osservatore e la cosa; la cosa è l'osservabile riguardo al quale l'Osservatore ritiene di acquisire maggior conoscenzamediante il processo osservativo.
Prendiamo l'esempio di tirare un pugno contro il muro. C'è un fatto fisico (l'impatto delle nocche della mano contro il muro) ed un fatto di volontà o, se si vuole, spirituale (l'atto di esclusione da parte della volontà di tutte le idee estranee a quella di cui ci si vuole occupare).
Nel vangelo è scritto che lo spirito non si sa da dove viene e non si sa dove va, Heisenberg, se non erro, dice che non possiamo sapere cosa succede fra un' osservazione ed un'altra. Una volta posto un dato evento in termini di funzione di probabilità, tutto ciò che possiamo fare è accompagnare la funzione di probabilità nel tempo con le successive osservazioni. Sia Giovanni nel vangelo che Heisenberg pongono dei limiti a ciò che ci è dato osservare.
Osservare i segni dell'impatto sulle mie nocche e sul muro è piuttosto semplice , più difficile è l'osservazione della concatenazione di eventi psichici e nervosi che mi hanno portato a sferrare il pugno. Potrebbe essere stata addirittura una mia reazione riflessa ad un pensiero che albergava in qualche recesso della mia mente da mesi o da anni.
Sarà pure semplicistico ma continuo a pensare che l'energia è un qualcosa di osservabile o misurabile, lo spirito no, lo si può solo dedurre dai suoi effetti.
CVC is offline  
Vecchio 10-01-2012, 14.19.02   #42
mariodic
prof
 
L'avatar di mariodic
 
Data registrazione: 28-05-2011
Messaggi: 221
Riferimento: Esiste la morte?

Citazione:
Originalmente inviato da CVC
Prendiamo l'esempio di tirare un pugno contro il muro. C'è un fatto fisico (l'impatto delle nocche della mano contro il muro) ed un fatto di volontà o, se si vuole, spirituale (l'atto di esclusione da parte della volontà di tutte le idee estranee a quella di cui ci si vuole occupare).
Nel vangelo è scritto che lo spirito non si sa da dove viene e non si sa dove va, Heisenberg, se non erro, dice che non possiamo sapere cosa succede fra un' osservazione ed un'altra. Una volta posto un dato evento in termini di funzione di probabilità, tutto ciò che possiamo fare è accompagnare la funzione di probabilità nel tempo con le successive osservazioni. Sia Giovanni nel vangelo che Heisenberg pongono dei limiti a ciò che ci è dato osservare.
Osservare i segni dell'impatto sulle mie nocche e sul muro è piuttosto semplice , più difficile è l'osservazione della concatenazione di eventi psichici e nervosi che mi hanno portato a sferrare il pugno. Potrebbe essere stata addirittura una mia reazione riflessa ad un pensiero che albergava in qualche recesso della mia mente da mesi o da anni.
Sarà pure semplicistico ma continuo a pensare che l'energia è un qualcosa di osservabile o misurabile, lo spirito no, lo si può solo dedurre dai suoi effetti.
Non so se tu lo condividi, ma ho l'impressione che tu sia in buon accordo con me.La tua metafora del pugno sul muro la interpreterei così:

TEORIA-- Il muro tal dei tali è solido e stabile

PRIMA VERIFICA SPERIMENTALE-- tiro un pugno sul muro

ESITO DELLA PRIMA VERIFICA-- ho sentito dolore

TEORIA INTERPRETATIVA DELLA PRIMA VERIFICA-- se si sente dolore ciò potrebbe, fra l'altro, essere dovuto ad una collisione tra le nocche ed un oggetto solido e stabile

SECONDA VERIFICA SPERIMENTALE (DI CONFERNA)-- anzichè concentrarmi solo sul dolore sentito, provo a vedere le mie nocche e le vedo escoriate

TEORIA INTERPRETATIVA DELLA SECONDA VERIFICA-- l'urto tra oggetti solidi e semisolidi producono (ma non sempre) deformazioni permanenti su almeno uno dei due sicchè il muro può ben essere un oggetto solido estabile

CONCLUSIONI DELL'OSSERVATORE DAL CICLO OSSERVATIVO -- La treoria in argomento, essendo praticamente confermata da due esperimenti, può dirsi e praticamente vera (o reale).

Si noti che le due sub-teorie che sostengono le interpretazioni delle due verifiche sperimentali non hanno valore generale nella stessa entità che pretende di avere la teoria da dimostrare, infatti, il dolore può essere avvertito anche senza dare pugni su oggetti solidi e le escoriazioni potrebbero avere come causa il calore degli oggetti messi a contatto con le nocche, ecc. tuttavia l'osservatore, anche grazie a queste due prove, si ritiene soddisfatto in quanto ha acquisito la pratica certezza della teoria.
mariodic is offline  
Vecchio 10-01-2012, 18.42.16   #43
Aggressor
Ospite abituale
 
Data registrazione: 16-07-2010
Messaggi: 405
Riferimento: Esiste la morte?

Il guaio è che nessun altro ho trovato su questo forum che sappia o parli di "IO Osservatore Universale Unico"!

Mi dispiace dirlo ragazzi, ma avete mai sentito parlare di un certo Fichte?

Il primo idealista tedesco, studioso di Kant, critica la teoria del noumeno e ipotizza l'esistenza di questo IO quale coscienza totale dell'universo il cui fine è conoscersi.
Un pezzo di storia piuttosto importante per il pensiero occidentale, addirittura c'è una interpretazione della meccanica quantistica soggettivista di cui avrete ampiamente sentito parlare, la quale ammette proprio che sia la nostra coscienza a determinare la specificità del collasso d'onda in un senso piuttosto che in un altro, proprio perché saremmo NOI (ovvero questo IO assoluto) a creare la realtà, la quale allora non sarebbe in sé oggettiva.

Comunque, per quanto a prima vista possa sembrare stravagante, questa teoria non lo è affatto; Fichte rappresenta il primo passo del superamento di quello che potrebbe definirsi come un "dogmatismo filosofico" riguardante, lo spesso nascosto, dualismo tra l'essere in sé e l'essere percepito (in Kant questo argomento diventa fortissimo e, nel suo linguaggio, la differenza è tra noumeno e fenomeno).

Ora esporrò i motivi per cui questa teoria non è banale o stravagante (e non dico per me, perché per un contemporaneo che conosce l'evoluzione del pensiero tedesco e il suo idealimo non lo è mai):

1) è vero, sembra che ognuno di noi abbia una sua coscieza separata da quella degli altri, una sua soggettività a questo punto; nello stesso tempo sappiamo di non essere sistemi chiusi, repiriamo l'aria, i gas che fuoriescono dalla pelle di chi mi sta di fronte ecc ecc, dunque, un vero confine tra ciò che sono io e ciò che è l'altro è molto difficile da trovare.

2) Se il non essere non può dividere due esseri, in realtà tra due esseri c'è continuità e non separazione. Questa speculazione dialettica è stata recentemente confermata dalla fisica; non scherzo, lo spazio vuoto non è più considerato in fisica se non negli esperimenti ideali. Il vuoto sarebbe un ribbollire di materia e antimateria che si annichiliscono e generano energia. Il vuoto assoluto non c'è mai, il vuoto assoluto non è mai stato creato.

3) Ci sono premi nobel in fisica che credono in questa teoria dell'IO assuluto.

4) Cosa credete che si cerchi di ottenere con la meditazione se non una appagante empatia con tutto ciò che ci circonda, cercando di avvertire l'unità della natura?

5) Secondo i neuroscienziati la coscieza scaturisce dalle relazioni tra gli elementi di un insieme e sarà tanta o poca relativamente al numero di risposte possibili che gli n elementi della metà di quell'insieme può mandare all'altra metà. Cosè l'universo se non un grande sistema di relazioni?

6) Questo è solo un esperimento mentale che propongo per far si che si comprenda ciò che si intende con questa teoria e farla diventare più comprensibile (tuttavia non si tratta che di una similitudine): voi avrete sicuramente sognato. Durante il sogno credete di essere dei personaggi in un mondo oggettivo che non siete voi a creare. Ma non è così. Siete proprio voi, o meglio, il vostro inconscio (che è comunque una parte di voi), a creare il mondo in cui vi muovete e i personaggi con cui interagite, i quali non sono che vostre estensioni. L'universo farebbe la stessa cosa, plausibilmente allo scopo di conoscersi.
Aggressor is offline  
Vecchio 11-01-2012, 19.25.04   #44
ulysse
Ospite abituale
 
L'avatar di ulysse
 
Data registrazione: 21-02-2008
Messaggi: 1,363
Riferimento: Esiste la morte?

Esercizio onirico/mentale:
Mi accade talvolta di sognare...e nel sogno ero il vescovo Berkeley...proprio nel campus di Berkeley, sotto un albero dell'antica Grecia,... che disquisiva coi suoi allievi circa la vacuità e inconsistenza dei sensi a confronto con la concreta realtà interrelazionale universale creata qui...(indicando le fronte) in nostro "brain"...proprio dall' IO Universale!
Nella foga dell'esporre.... concludendo... a dimostrarne l'inesistenza... Berkeley sferrò, sempre nel sogno, un pugno sul tronco dell'albero....HAIAH!!!!... esclamo! ...E mi svegliai!

Non ci crederete, ma avevo le nocche della mano dolenti e spellate!


P.S.:
In realtà non l'ho inventata io la storiella, ma sembra proprio che uno studioso dei tempi di Berkeley, nella foga della discussione circa l'inaffidabiltà dei sensi e l'inconsitenza del reale, abbia sferrato un calcio ad una pietra che si trovava sulla strada, fratturandosi il piede!
E cio'...a conferma di quanto abbiano influito sul pensiero occidentale le ipotesi di Berkeley sulla inconsistenza del cosiddetto reale a confronto e critica del sistema concreto e stabile delle leggi fisiche di Newton.

Di lì, per una qualche strana via,(vedi Ernst Mach) il pensiero, nella sua evoluzione, arrivò alla relatività generale di Einstein!

Citazione da Ernst Mach:
"Non sono i corpi che generano le sensazioni, ma sono i complessi delle sensazioni che formano i corpi"

Frase affascinannte, nicht war?

Ma, mi chiedo, le leggi fisiche, relative ai corpi, alla micro/macro realtà cosmologica, non sono sperimentalmente dimostrate o matematicamente esplicate?
O la filosofia ne prescinde ed a tutto sopperisce l'IO Universale Osservante?..che ci spiega anche il come...oltre al perchè implicito?

Ultima modifica di ulysse : 12-01-2012 alle ore 00.14.18.
ulysse is offline  
Vecchio 11-01-2012, 22.15.50   #45
cimmolo
Ospite
 
Data registrazione: 02-01-2012
Messaggi: 6
Riferimento: Esiste la morte?

carissimi,
penso che per restare sulla domanda (che mi pare davvero interessante) << esiste la morte?>>, sia necessario specificare il termine "esistere". leggendo i vostri interventi mi pare che decliniate "esistere" con "esserci"... e questo, secondo me, sarebbe forviante... se non ho ben compreso,mi scuso nella speranza che la mia osservazione possa risultare di una qualche utilità.
cimmolo is offline  
Vecchio 11-01-2012, 23.42.11   #46
Aggressor
Ospite abituale
 
Data registrazione: 16-07-2010
Messaggi: 405
Riferimento: Esiste la morte?

Ma, mi chiedo, le leggi fisiche, relative ai corpi, alla micro/macro realtà cosmologica, non sono sperimentalmente dimostrate o matematicamente esplicate?
O la filosofia ne prescinde ed a tutto sopperisce l'IO Universale Osservante?..che ci spiega anche il come...oltre al perchè implicito?


La filosofia non prescinde, di solito, dalle sperimentazioni e scoperte della scienza. Non è implicito nella filosofia di Fichte, nelle sue interpretazioni, o più in generale nelle teorie soggettiviste, che si possa modificare ogni aspetto del reale, se è questo quello che intendi dicendo quanto sopra.
Alcuni lo credono (non io), basti pensare alla teoria della legge dell'attrazione, se ne avete sentito parlare.

Più che altro non è scontato l'effetto del NON IO sull'IO, sicuramente ci sarebbero delle implicazioni gnoseologiche rilevanti da considerare, inoltre l'essere (in questo caso la coscienza probabilmente) potrebbe comunque dover seguire delle leggi per esistere sensatamente.


Non posso dire di credere in questa teoria nel modo specifico in cui è presentata da chi la ritiene valida perché non ho mai letto approfonditamente qualcosa su questo tema; tuttavia la trovo interessante e plausibile nelle sue linee generali e, rimanendo nel tema di riferimento (Esiste la morte?), posso dire che molto probabilmente comporterebbe una revisione del concetto di morte (se valida) in un modo che si più facilmente intuire (essenzialmente la morte non esisterebbe).


Ciao!
Aggressor is offline  
Vecchio 12-01-2012, 19.18.30   #47
mariodic
prof
 
L'avatar di mariodic
 
Data registrazione: 28-05-2011
Messaggi: 221
Riferimento: Esiste la morte?

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Citazione da Ernst Mach:
"Non sono i corpi che generano le sensazioni, ma sono i complessi delle sensazioni che formano i corpi"

Frase affascinannte, nicht war?

Ma, mi chiedo, le leggi fisiche, relative ai corpi, alla micro/macro realtà cosmologica, non sono sperimentalmente dimostrate o matematicamente esplicate?
O la filosofia ne prescinde ed a tutto sopperisce l'IO Universale Osservante?..che ci spiega anche il come...oltre al perchè implicito?
Caro Ulysse,
Innanzi tutto ti dico che sono rimasto veramente sorpreso della tua citazione di Mach che non conoscevo, infatti Mach fu un epigono importantissimo del positivismo sicchè, a mio avviso, una frase del genere non me la sarei mai aspettata dalla bocca di un realista positivista. C'è sempre da imparare!

Quanto al secondo interrogativo la risposta e si, tuttavia sarebbe d'uopo prendere in considerazione alcune precisazioni: con "leggi fisiche" è comune pensare a correlazioni logiche che riguardano il comportamento "oggettivo" di eventi che, per questa supposta oggettività, li diciamo reali e quando diciamo reale intendiamo tangibile o fisico. A giudizio dell'Osservatore ciò che viene promosso al rango di legge è un'affermazione di carattere abbastanza generale (teorema) e di sufficiente approssimazione intorno al comportamento di una certa serie di eventi (fisici, quindi reali o no); questa affermazione (o proposizione) necessità, come tutte le cose, di una controprova o verifica, di conferma, la quale deve essere sicuramente meno generale del teorema sotteso dall'affermazione (diversamente la verifica diventerebbe il teorema da verificare e quest'ultimo prenderebbe il posto della verifica). Il ruolo dell'Osservatore è quello di acquisire la Conoscenza logica dell'evento in questione fino a che il suo autogiudizio di affidabilità gli appaia soddisfacente. Quando l'Osservatore è soddisfatto dalle verifiche di una proposizione (o teorema) egli ha, in effetti, provato che l'affermazione di cui al teorema o proposizione è reale, termine, quest'ultimo, che nella visione soggettivistica idealista dell'universo, significa che ciò che viene asserito dal terorema è compatibile (con sufficiente sicurezza ed approssimazione) con almeno un sottostema logico dell'Universo, che è, a sua volta, un sistema logico assolutamente generale per, diciamo così, definizione. Una scarsa generalità del teorema implica un restringimento del sottosistema logico entro cui può essere verificato il teorema stesso.

Ai tempi di Naenthertal quali potevano essere, per esempio, i teoremi? Ecco un esempio, "[i]sfregando fortemente due pezzi di legno si accende un fuoco/I]", si tratta evidentemente di un teorema supportato ed elaborato sulla base di osservazioni pratiche di casuali sfregamenti che hanno consentito all'Osservatore di acquisire conoscenza -cioè assegnare sempre maggiore probabillità di verità o realtà di accensione per sfregamento- per via frequentista. La stima di sufficiente probabilità di successo con lo sfregamento del legni dava generalità abbastanza estesa al teorema "se si sfregano due pezzi di legno, è probabile (qui c'è una valutazione mentale del grado di probabilità stimata) che si produca fuoco", mancando la stima di probabilità il teorema perderebbe quasi tutta la sua generalità e, con essa, la validità, perciò proprio questa stima è quel legame logico che è sempre presente nei teoremi anche così poco formali per non dire banali.
mariodic is offline  
Vecchio 24-01-2012, 17.00.24   #48
femmefatale
Cioraniana Incrollabile
 
L'avatar di femmefatale
 
Data registrazione: 04-07-2010
Messaggi: 154
Riferimento: Esiste la morte?

Citazione:
Originalmente inviato da Rolando
x Morfeo.
Mi hai chiesto: "parli di morte fisica o di cosa?".
Ti rispondo con un´altra domanda: Ci sono altri tipi di morte?


si.
c'è la morte dell'anima, la morte dell'autostima, la morte dei sentimenti.
comunque, tutta la vita, la vita intera, non è che la preparazione alla morte.
come avevo letto in Jankèlèvitch.
femmefatale is offline  
Vecchio 24-01-2012, 20.24.37   #49
Tempo2011
Ospite abituale
 
L'avatar di Tempo2011
 
Data registrazione: 12-04-2011
Messaggi: 630
Riferimento: Esiste la morte?

Citazione:
Rolando
x Morfeo.
Mi hai chiesto: "parli di morte fisica o di cosa?".
Ti rispondo con un´altra domanda: Ci sono altri tipi di morte?
Citazione:
femmefatale]si.
c'è la morte dell'anima, la morte dell'autostima, la morte dei sentimenti.
comunque, tutta la vita, la vita intera, non è che la preparazione alla morte.
come avevo letto in Jankèlèvitch.
Nell'elenco ci possiamo inserire tutto quello che vogliamo, come: la morte dell'allegria, di un sorriso, di una carezza, del sesso ecc. L'importante che non muoia in noi la dignità. Per altro, quella metaforicamente accennata non è la morte vera, da cui non si può tornare indietro, sono solo momenti della nostra vita che noi, soggettivamente, interpretiamo come negativi e che, molte volte, aiutati dalla filosofia - ma non quella di Cioran - dalla religione, dalla solidarietà verso gli altri ecc. possiamo ritornare sui nostri passi, per riprenderci in mano il volante della nostra vita. In ogni caso quello che abbiamo messo nell'elenco, non si può perdere tutto contemporaneamente, perché molte volte è sufficiente mantenere una di quelle priorità per avere un senso dalla vita; come il sesso, per esempio.
Tempo2011 is offline  
Vecchio 26-01-2012, 17.05.28   #50
femmefatale
Cioraniana Incrollabile
 
L'avatar di femmefatale
 
Data registrazione: 04-07-2010
Messaggi: 154
Riferimento: Esiste la morte?

Citazione:
Originalmente inviato da Tempo2011
Nell'elenco ci possiamo inserire tutto quello che vogliamo, come: la morte dell'allegria, di un sorriso, di una carezza, del sesso ecc. L'importante che non muoia in noi la dignità. Per altro, quella metaforicamente accennata non è la morte vera, da cui non si può tornare indietro, sono solo momenti della nostra vita che noi, soggettivamente, interpretiamo come negativi e che, molte volte, aiutati dalla filosofia - ma non quella di Cioran - dalla religione, dalla solidarietà verso gli altri ecc. possiamo ritornare sui nostri passi, per riprenderci in mano il volante della nostra vita. In ogni caso quello che abbiamo messo nell'elenco, non si può perdere tutto contemporaneamente, perché molte volte è sufficiente mantenere una di quelle priorità per avere un senso dalla vita; come il sesso, per esempio.


perchè la filosofia di Cioran non dovrebbe aiutare a vivere meglio, sopportandola, la vita?
perchè è sempre considerato un filosofo negativo?
per me non lo è.
e quindi se vi basta la mia testimonianza, Cioran è un filosofo positivo. mi aiuta a vivere bene.
femmefatale is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it