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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 19-05-2003, 17.27.39   #11
dolmena
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scusa lucilla, forse non riesco a farmi capire da te.
Non voglio massacrati e non è che sono contraria, ma non vedo a questo punto quale sia la differenza con uno psicoterapeuta.

Il confrontarsi è giusto... ma spiegami, sarebbe una nuova figura professionale? Perchè è questo che io non capisco. Non capisco come un filosofo possa fare della filosofia una professione, quando, come dici anche tu, tutti quanti si pongono domande e cercano risposte, quindi è innata.

Non ho detto che chi non riesce ad affrontare un problema ha per forza carenze mentali...ma credo sia sempre un fattore psicologico che entra in gioco.

E non ho nemmeno detto che il filosofo in questione fa il guru... nessuno vuole fare il guru nelle terapie (ovviamente parlo di persone competenti)

Solo non distinguo le figure dei vari consulenti e terapeuti.... quindi, forse, mi sono creata un'idea sbagliata che mi porta a pensare ad un socrate che cerca di parlare con una persona che non riesce a trovare risposte, o non riesce ad affrontare una situazione, e.... ?
dolmena is offline  
Vecchio 19-05-2003, 19.07.48   #12
Fragola
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Re: a dolmena e a fragola

Citazione:
Messaggio originale inviato da lucilla
.Io sono dell'idea che la Filosofia come ricerca della felicità (come ci insegnano stoici, epicurei, cinici) sia utile forse più di alcune branche della psicologia che, ahimé spesso, nascondono incapaci e incompetenti.Vi siete accorte che gli psicoterapeuti più validi hanno spesso un ottimo bagaglio filosofico personale?

Infatti! E' per questo che facevo riferimento ad una legge che secondo me è stupida! Insomma, psicologia e psicoterapia non sono la stessa cosa. Assolutamente non lo sono. La legge prevede che per iscriversi all'albo degli psicoterapeuti, anche solo per iscriversi ad una scuola di psicoterapia, occorra avere una laurea in psicologia o in medicina.
Prima di questa legge la maggior parte degli psicoterapeuti era laureata in filosofia. Un medico dentista può diventare psicoterapeuta. Un filosofo no. E' assurdo.
Ma questa è la legge.

Alcune branche della psicologia nascondono incompetenti? Beh, gli incompetenti esistono ovunque. Poi, non sempre un cattivo terapeuta è un incompetente nel senso che non ha una formazione valida. E' che la conoscenza non basta. Per essere dei bravi terapeuti, qalsiasi sia la tecnica che si utilizza, occorre una certa qualità personale... ma rischiamo di entrare in discorsi per addetti ai lavori.

Ma ribadisco: psicologia, psichiatria e psicoterapia sono cose diversissime. Tra le psicoterapie, poi, esistono scuole diversissime e questo è giusto. E' giusto che esistano approcci diversi per persone e problematiche differenti.

Mi sto perdendo. Tornerò sul discorso.

ciao
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Vecchio 19-05-2003, 22.23.47   #13
Sofista
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Lucilla ti devo dar ragione sul fatto che la retorica è onnipotente.
Tant'è che Gorgia, che tu hai citato, aiutava spesso il suo fratello medico in quanto quest'ultimo non riusciva a far prendere loro dei medicinali mentre Gorgia ci riusciva semplicemente parlando.

La differenza che ci può essere tra te e uno psicoterapeuta è che tu puoi aiutare gli altri a cercare un senso nella vita. Per me lo psicoterapeuta ti cura e basta...
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Vecchio 19-05-2003, 23.26.15   #14
Fragola
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Citazione:
Messaggio originale inviato da Sofista
La differenza che ci può essere tra te e uno psicoterapeuta è che tu puoi aiutare gli altri a cercare un senso nella vita. Per me lo psicoterapeuta ti cura e basta...

Prendo spunto da questa frase per chiedere a tutti: secondo voi cos'è la psicoterapia?
Credo che ci sia una gran confusione su tutte le parole che iniziano per psi...
Sotto a questo termine stanno cose diversissime: dalle varie forme di psicanalisi alle terapie cognitivo-comportamentali. Dai lavori sulle immagini interiori (arteterapia, terapia delle sabbie, sogno guidato) ai processi puramente adattivi.
Cosa significa curare? Cosa è patologico? Occorre prendersi cura solo di ciò che si può definire patologico? Cos'è la "normalità"? Senza rispondere a queste domande tentare si confrontare due (ma sono due o cento?) approcci diversi alla propria interiorità non ha molto senso.
Basti pensare che Jung propone come teoria principale sull'origine delle nevrosi la necessità dell'individuo di avviare un processo (che lui chiama individuativo) di crescita e ricerca di consapevolezza. Di relazione etica tra l'io e il sè. La nevrosi (la sofferenza psichica) è quindi vista come chiamata a un viaggio interiore che ha come meta il diventare finalmente ciò che si è. Tutto quindi, tranne che un processo adattivo.
Cerco di parlare, per quanto possibile, in termini semplici e non tecnici, quindi mi perdonino coloro che conoscono approfonditamente questi temi se sembro poco precisa.

Alla luce del fatto che sotto al termine psicoterapia si trova in realtà di tutto, come si può dire che cosa è meglio?
Io non credo che ci sia qualcosa di meglio in assoluto. Personalmente ho fatto delle scelte basandomi su quello che ritengo più in sintonia con me, con il mio modo ci concepire la vita, con la mia sensibilità. Credo che sia giusto, come ho detto più sopra, che esistano approcci differenti. Non per tutti, ad esempio, va bene un approccio all'interiorità basato esclusivamente sulla parola. C'è chi ha bisogno di passare attraverso l'esperienza corporea. Per altri la parola è la via principe. Per altri ancora è invece necessario passare prima attraverso un processo adattivo. Si tratta quindi di cose diverse.

Credo che Lucilla dovrebbe spiegare un po' meglio che cos'è e che cosa fa un couselor filosofico.
Purtroppo tutti credono di sapere cos'è la psicoterapia invece noto che non è così. Quindi, per assurdo, stiamo confrontando tra loro due cose senza sapere ne cos'è una nè cos'è l'altra.
Questo mi sembra come minimo poco corretto.

Ho parlato fino ad ora solamente di psicoterapia lasciando perdere tutte le altre cose che iniziano con psi perchè la psicoterapia mi sembra l'unica cosa paragonabile a ciò di cui parla Lucilla.
Ribadisco che, anche se il mio approccio personale è quello junghiano, non sono contraria a priori ad altre cose. Solo che mi sembra che per mettere, come è stato chiesto nel primo intervento e nel sondaggio, le due cose sul piatto della bilancia, occorre conoscerle in modo più approfondito.

Spero di avere chiarito quello che prima ho cercato di dire in modo frettoloso e confuso.
ciao a tutti
Fragola is offline  
Vecchio 19-05-2003, 23.42.20   #15
Fragola
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un'ultima cosa

Un'ultima cosa e poi non rompo più: non ho risposto al sondaggio perchè secondo me è incompleto.
Mai e poi mai io mi rivolgerei ad uno psicologo. Ho invece in corso un'analisi (quindi una psicoterapia) perchè mi interessa conoscermi più a fondo e anche perchè fa parte del mio iter formativo.
Se non avessi scelto il percorso formativo che sto facendo e avessi sentito il bisogno di chiarire problemi emotivi, spirituali o relazionali, probabilmente scelto comunque la psicoterapia (che non è prevista dal sondaggio).
Noto anche che nel sondaggio manca la figura della guida spirituale. Io ce la metterei. O quantomeno metterei la voce "altro".
ciao
Fragola is offline  
Vecchio 20-05-2003, 09.31.00   #16
dolmena
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Data registrazione: 29-04-2003
Messaggi: 12
Pienamente d'accordo

Fragola, hai espresso gran parte dei concetti che con la fretta io non sono riuscita.
Anche secondo me c'è un po' di confusione nei termini... ci si copre dietro questi e ci si confonde.
Conosco molti psicologi e altrettanti psicoterapeuti, fortunatamente sono miei amici che stimo molto sul piano professionale; mi ritengo ancora sana di mente, ma spesso mi ritrovo a parlare con entrambe e credo che ognuno di loro possa darmi aiuti in vari momenti della vita con i loro mezzi e non per questo mi ritengono malata!
Il problema è che nella società, ma credo ancora per poco, si pensa che andare dallo psicologo (a cui nemmeno io mi rivolgerei se alcuni non fossero miei amici) o dallo psicoterapeuta (che apprezzo molto di più rispetto il primo, per le metodologie di approccio) è una vergogna.
Ognuno di noi affronta periodi in cui da soli non riesce a vedere una via d'uscita e c'è bisogno di qualcuno che ti prenda per mano e ti aiuti a vederla, ed ogni momento deve avere il suo giusto approccio, ma ovviamente, le gambe le deve mettere tu!
Nemmeno io ho risposto al sondaggio, proprio perchè anche secondo me è incompleto.
A presto, Serena
dolmena is offline  
Vecchio 20-05-2003, 09.51.16   #17
lucilla
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Data registrazione: 18-04-2003
Messaggi: 10
a Dolmena

Brava Dolmena, hai toccato un punto importante:qual è la differenza tra psicoterapia e filosofia pratica? In effetti è sottile la linea di demarcazione. Il cons.fil. non affronta persone che accusano sintomi psicopatologici (ossessioni, compulsioni, attacchi di panico etc)ma semplicemente gente che ha bisogno di parlare con una persona super partes dei suoi problemi, le relazioni interpersonali, i figli, il rapporto con la morte, le grandi domande (che senso ha la mia vita?). Personalmente collaboro con uno psicoterapeuta che mi manda suoi clienti quando questi non hanno evidenti psicopatologie. Viceversa quando a me capita una persona problematica (nel senso stretto del termine) lo invito ad affrontare una terapia presso uno specialista della psiche.
Il cons. fil. non è direttivo, non dà consigli, non prescrive terapie, non parla dei traumi passati, ma si concentra sulle modalità di ragionamento della persona nell'hic et nunc, quelle che Spinoza chiamava le errate posture logiche che ci fanno vedere problemi laddove non ce ne sono o che ce li fanno ingigantire, proprio perché la mente umana tende ad essere rigida ed ad affrontare le situazioni sempre con i medesimi schemi mentali. Il cons. fil., gli mostra che la creatività del pensiero (trovare diverse strade per uscire da un problema doloroso) spesso ci fa risolvere in breve tempo le impasse in cui incappiamo senza quasi rendercene conto.....lo spazio è ristretto è difficile essere sintetici.....
lucilla is offline  
Vecchio 20-05-2003, 11.07.07   #18
lucilla
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Messaggi: 10
cambiare! non guarire

Anche Fragola ha sollevato un punto importante: non ci si deve limitare a fare una distinzione tra psicoterapia in genere e cons.filosofica (d'ora in avanti abbrevio cf). Le stime più recenti annoverano circa 500 modelli di interventi psicoterapici!! Senza contare le pseudoterapie modello new age che io personalmente non amo. Ma limitandoci a valutare quelle principali, sappiate che il modello cognitivo.costruttivista e quello razional-emotivo (Ellis e Beck) molto si avvicinano alla cf. Per certi versi anche quella esistenziale centrata sul cliente di Rogers. Al contrario le terapie psicodinamiche (quelle psicoanalitiche per intenderci) sono lontane anni luce dal cf, proprio perché quest'ultimo non si pone come obiettivo quello di ravanare nel passato inconscio (traumi esperiti in via realistica o allucinatoria dal paziente).
Vorrei fare un esempio di retorica. La retorica cartesiana (razionalistica e dimostrativa) ritiene indispensabile che ci sia una consapevolezza modificata e ampliata che da il via al cambiamento (preferisco questo termine al posto di guarigione). Stando alla posizione del metodo cartesiano, il cambiamento del comportamento conseguito con la reiterazione vigilata della razionalità sortisce l'effetto desiderato, crea una nuova abitudine, una nuova rappresentazione del proprio modo di viversi nel mondo. Il metodo cartesiano si avvicina molto alle terapie cognitiviste dove il processo persuasorio basato su categorie logico-razionali e sul cambiamento delle strutture cognitive del cliente, viene considerato come l'effetto di un processo di confutazione teso alla risoluzione delle proprie contraddizioni interne (metodo maieutico!) Su alcune persone questa logica retorica funziona, su altre meno razionali è consigliabile un approccio retorico più suggestivo o se volete strategico (sofistico o pascaliano). Pascal nei suoi "pensieri" ha dimostrato di essere un gran persuasore. Contrariamente a Cartesio egli sosteneva che la consapevolezza fosse un effetto del cambiamento e non viceversa................scusa te se mi sto dilungando....ma in teoria si può votare ancora al sondaggio?? O ho sbagliato a impostarlo?
lucilla is offline  
Vecchio 20-05-2003, 14.38.29   #19
dolmena
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Grazie Lucilla

Ora il concetto è molto più chiaro.
Condivido già molte più cose.
Non so se personalmente mi affiderei ad un cf.
Mi sentirei cmq sotto analisi.
In fondo pago sempre qcn perchè mi spieghi cose che non riesco a capire, e forse apprezzerei di più uno psicoterapeuta, ma con la P (come si suol dire), ma forse perchè ho l'opportunità di fare questo tipo di scambio normalmente, avendo amici e conoscenti con cui parlare che condividono il mio sentire...
dolmena is offline  
Vecchio 26-05-2003, 22.12.23   #20
igro
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Data registrazione: 20-05-2003
Messaggi: 22
difficile rispondere al sondaggio, mi sembra un pò confuso....
Tu prima parli di terapia dell'anima, poi mi sembra di capire che gli strumenti che citi siano strettamente legati alla logica e alla razionalità...
Il più grande non può entrare nel più piccolo...non si arriva all'anima attraverso la parola...e nemmeno alle emozioni più profonde...tantomeno alla nostra storia personale rimossa...
ogni progetto richiede i giusti strumenti..
igro is offline  

 



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