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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 19-05-2003, 10.26.59   #1
lucilla
Ospite
 
Data registrazione: 18-04-2003
Messaggi: 10
Question la consulenza filosofica

Salve, sono una nuova iscritta. Volevo iniziare con voi una nuova discussione: cosa ne pensate della consulenza filosofica? Intendo con questa una relazione d'aiuto finalizzata a risolvere problematiche personali, emotive, relazionali, in persone non affette da psicopatologie. Secondo me si potrebbe definire la consulenza filosofica come una terapia dell'anima per gente sana di mente. La psicologia e la psicoterapia oggi tende a patologizzare la mente umana. Gli ellenisti, i sofisti, ma anche più avanti nella storia della filosofia (Pascal) erano consulenti filosofici e hanno "inventato" la disciplina ancor prima dell'avvento delle psicoterapie. Perché il filosofo non può aiutare la gente che non sa adeguatamente affrontare la vita? Che ne dite?
lucilla is offline  
Vecchio 19-05-2003, 11.16.12   #2
Sofista
Ospite abituale
 
L'avatar di Sofista
 
Data registrazione: 14-05-2003
Messaggi: 64
Mah definire i sofisti dei consulenti filosofici mi sembra eccessivo.
Più che altro la sofistica e la retorica sono delle armi...
Comunque penso che la filosofia possa aiutare persone incoerenti a vivere con più criterio, persone depresse a trovare una ragione per cui combattere....
Fai un lavoro interessante...
Sofista is offline  
Vecchio 19-05-2003, 11.55.10   #3
lucilla
Ospite
 
Data registrazione: 18-04-2003
Messaggi: 10
la persuasione sofistica

i sofisti utilizzavano la retorica per persuadere i loro interlocutori su alcune tematiche particolari e generali. Nell'encomio di Elena, Gorgia scrive "Un discorso che abbia persuaso una mente costringe la mente che ha persuaso a credere nei detti e ad acconsentire nei fatti". In questo senso la retorica può essere uno strumento "terpeutico" per far emergere nell'interlocutore, le errate posture logiche che ci fanno ragionare male e affrontare i nostri problemi quotidiani con false credenze e cattivi ragionamenti. come diceva Epitteto:"non sono le cose in sé che ci preoccupano, ma l'opinione che noi abbiamo di esse".
Il linguaggio può "guarire", la comunicazione è un eccellente veicolo di cambiamento. La terapia breve strategica promossa dallo psicologo nardone utilizza proprio il modello persuasorio retorico sofistico (da contrapporre al modello cartesiano) basato sull'arte dello stratagemma, la comunicazione ingiuntiva e suggestiva, per produrre un cambiamento nel paziente. Qualunque tipologia di linguaggio teso al cambiamento utilizza comunque una sua specifica retorica. Certo poi, la consulenza filosofica va oltre.........
lucilla is offline  
Vecchio 19-05-2003, 12.59.32   #4
dolmena
Ospite
 
Data registrazione: 29-04-2003
Messaggi: 12
sono perplessa

Anche secondo me è un po' eccessivo.
Non è che non mi fiderei, ma mi aspetterei più uno scambio.
Un sofista non può "insegnare" a vivere più coerentemente. Perchè la ricerca e l'evoluzione del pensiero sono sempre insite nelle parole di un filosofo.
Sì, parlare con un sofista ti può indurre a ragionare seguendo un certo tipo di corrente, ma lo stesso sofista apprenderà dal modo in cui il suo interlocutore reagirà.

Inoltre non tutti gli psicologi e gli psicoterapeuti rendono patologie i vuoti dei pazienti, ovvio, dipende dal terapeuta, ma ne conosco molti che sanno rendere il "paziente", una semplice persona che non riesce da sola ad uscire da un buco nero in cui è caduto e semplicemente danno una mano per uscire...

ma queste sono mie considerazioni.
dolmena is offline  
Vecchio 19-05-2003, 13.29.59   #5
lucilla
Ospite
 
Data registrazione: 18-04-2003
Messaggi: 10
a dolmena

hai ragione dolmena!
Infatti nella consulenza filosofica lo scambio è il fattore più importante. A differenza di molte terapie (ma non tutte ovviamente) il filosofo consulente non si pone su un piano superiore, ma attiva un dialogo paritario con l'altra persona, finalizzato a evidenziare gli errori di ragionamento in relazione ad un problema che non vive personalmente e che pertanto può valutare come osservatore esterno super partes. Chiaro che da questo dialogo socratico lo stesso consulente può uscirne arricchito e imparare molto dal suo interlocutore. Comunque l'obiettivo non è insegnare qualcosa a qualcuno.
Non vorrei che la discussione si incentrasse troppo sui sofisti. Non li ritengo propriamente dei consulenti filosofici, ma il loro approccio alla filosofia è stato il primo a sganciarsi dall'ambito accademico per inserirsi in un contesto "pratico".Lo sapevi che Antifonte aveva messo su un vero e proprio studio di consulenza?Piuttosto il problema è un altro: CHI può fare il consulente filosofico? A Genova esiste un'Associazione che forma i consulenti da un anno.....
lucilla is offline  
Vecchio 19-05-2003, 14.06.25   #6
Fragola
iscrizione annullata
 
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Data registrazione: 09-05-2002
Messaggi: 2,913
Re: la consulenza filosofica

Citazione:
Messaggio originale inviato da lucilla
Salve, sono una nuova iscritta. Volevo iniziare con voi una nuova discussione: cosa ne pensate della consulenza filosofica? Intendo con questa una relazione d'aiuto finalizzata a risolvere problematiche personali, emotive, relazionali, in persone non affette da psicopatologie. Secondo me si potrebbe definire la consulenza filosofica come una terapia dell'anima per gente sana di mente. La psicologia e la psicoterapia oggi tende a patologizzare la mente umana. Gli ellenisti, i sofisti, ma anche più avanti nella storia della filosofia (Pascal) erano consulenti filosofici e hanno "inventato" la disciplina ancor prima dell'avvento delle psicoterapie. Perché il filosofo non può aiutare la gente che non sa adeguatamente affrontare la vita? Che ne dite?

Mmmmhhh! Dici che la psicoterapia tende a patologizzare la mente umana? Beh, ti rispondo che dipende dalla psicoterapia: dalla scuola, dalla persona specifica. Ti posso garantire che ci sono casi in cui non è così. Io credo fortemente che poche cose possono far crescere una persona come una relazione significativa. Ma queste relazioni nascono da incontri. Non ho mai incontrato un "consulente filosofico" e mi lascia perplessa l'idea che questo delicato compito possa essere imparato in un anno di scuola.
Personalmente preferirei affidarmi ad uno psicoterapeuta che, quantomeno, ha fatto un percorso formativo più completo e soprattutto ha fatto un grosso lavoro su di sè. O ad un maestro spirituale. Ma per me, ribadisco, la fiducia necessaria ad un rapporto di crescita nasce da un incontro.
Capita di incotrare delle persone e di rendersi conto che hanno qualcosa da insegnarci. E allora non ha nessuna importanza quale etichetta c'è attaccata sulla porta.
Riguardo alla scuola di un anno invece ... ho una marea di dubbi. A meno che non sia solo in famoso pezzo di carta che permette ad una persona con una solida formazione (fatta altrove) ma senza laurea in psicologia di poter fare legalmente ciò che una legge, secondo me stupida, non gli permette di fare...
Fragola is offline  
Vecchio 19-05-2003, 14.17.47   #7
dolmena
Ospite
 
Data registrazione: 29-04-2003
Messaggi: 12
A Lucilla

Infatti Lucilla, concordo, e la domanda che sovviene è proprio : "Chi può farlo?"
Inoltre... come si può formare un consulente di questo tipo? Io credo sarebbe meglio fare in modo che psicologi e psicoterapeuti che come dice Fragola hanno svolto un certo percorso nelle simbologie della psiche, possano sensibilizzarsi nel introdurre un percorso basato su un filone filosofico piuttosto che medico, ovviamente a seconda del caso...
Mi sembra che dietro alle parole "consulente filosofico", si voglia ostentare un tipo di terapeuta che in realtà non fa.
Preferei pensare ci sia un gruppo di volontari che abbia voglia di sperimentare la filosofia in questo ambito, ma non spacciandosi per "consulenti", già la parola è brutta....
dolmena is offline  
Vecchio 19-05-2003, 16.18.49   #8
lucilla
Ospite
 
Data registrazione: 18-04-2003
Messaggi: 10
Exclamation a dolmena e a fragola

Di fatto, la scuola di formazione è triennale con un monte ore complessivo di 400, di cui cento sono di autoconoscenza (esplorare il proprio sé con l'ausilio di un operatore della psiche, quindi psicoterapeuta, psicologo, psichiatra, a scelta). In Italia è una novità, ma all'Estero la pratica filosofica è una vera e propria professione. Avete letto Platone e meglio del Prozac di Lou Marinoff (docente al New York City College)? Certo il libro è commerciale, pero' ha introdotto in Italia un nuovo modo di utilizzare la filosofia come pratica, dando la possibilità ai filosofi di spendere meglio la loro "debole" (nella ns società) laurea. Credo che un triennio, un lavoro autoesplorativo e un iter formativo all'estero condotto da professionisti nel settore diano pieno titolo ad una persona di iniziare la professione. Il CNEL (consiglio nazionale per l'Economia e il Lavoro) ha nel 2000 accreditato la professione di consulente (o meglio di counselor). E' vero la parola consulente è bruttissima, pero'....Io sono dell'idea che la Filosofia come ricerca della felicità (come ci insegnano stoici, epicurei, cinici) sia utile forse più di alcune branche della psicologia che, ahimé spesso, nascondono incapaci e incompetenti.Vi siete accorte che gli psicoterapeuti più validi hanno spesso un ottimo bagaglio filosofico personale?
lucilla is offline  
Vecchio 19-05-2003, 16.39.15   #9
dolmena
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Data registrazione: 29-04-2003
Messaggi: 12
infatti

i bravi terapeuti hanno fatto un percorso interiore filosofico, appunto per questo .... non è un'ostentazione il voler formare dei "consulenti filosofi" che facciano un "lavoro" che non è un lavoro?
La vedo come una limitazione... non so... penso che la filosofia è quella ricerca interiore che nessuno può permettersi di instradare... deve venire da sè... non instradata da "consulenti". Una persona comincia a ricercare non per terapia, ma perchè capisce, comprende che c'è altro e vuole scoprirlo. Quindi dovrà fare un percorso e raggiungere un tipo di consapevolezza che nessuno ti può dare e credo nemmeno instradare.
Ribadisco, sembra un'ostentazione di un qualcosa di innato. Sarebbe meglio sensibilizzare i ragazzi a scuola, o attraverso i media, o attraverso sane letture, e magari farsi aiutare, se la persona non è in grado da sola, da un terapeuta formato e sensibile qualora ci siano dei problemi di base, che spesso sono psicologici e mentali.

Formando dei consulenti filosofici si rischia, a mio parere, di inquinare la filosofia in sè, facendola apparire come una qualsiasi terapia, una moda, un pagliativo... cosa che non è.
Non so se sono riuscita a spiegarmi... è un concetto difficile da esporre in poche righe e in poco tempo....
dolmena is offline  
Vecchio 19-05-2003, 16.58.39   #10
lucilla
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Data registrazione: 18-04-2003
Messaggi: 10
Ragazzi, mi state massacrando......ostentare qualcosa che è innato??
E' nella natura umana porsi domande e ricercare risposte. Il consulente filosofico non instrada, né fà il sapientone-guru. E' una persona abituata per studio, per personale disposizione, per attitudine alla ricerca, ad analizzare correttamente i problemi, le situazioni più comuni nella vita quotidiana. E mette a disposizione queste sue caratteristiche al servizio di chi ha voglia di confrontarsi con lui/lei su questioni che lo coinvolgono ma nelle quali non riesce a destreggiarsi adeguatamente. Soprattutto il counselor (passatemi il bruttissimo termine) deve rispettare i valori di base dell'interlocutore, aiutarlo a vedere un problema da diversi punti di vista, senza fornire soluzioni preconfezionate. Aiutare una persona ad affrontare un problema con diversi strumenti (che magari la persona non sa di avere) può essere molto prezioso. Spesso la gente si crea da sola un problema, come una gabbia dalla quale non riesce più ad uscire...non per questo ha problemi mentali. Per me la filosofia è phronesis, saggezza pratica, è ragionamento in cui razionalità ed emotività trovano il giusto equilibrio. Solo così è possibile prendere le giuste decisioni (matrimonio, malattia incurabile etc etc)
lucilla is offline  

 



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