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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 15-12-2007, 18.54.10   #11
daniele75
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Data registrazione: 12-10-2007
Messaggi: 127
Riferimento: L'immortalità è desiderabile?

L'immortalità non é desiderabile,perché chi desidera muore(la mente duale),diventa immortale solo la mente universale,il quale non desidera.
Quindi desiderare l'immortalità é pura follia!
-ovviamente é un mia considerazione,niente a che vedere con la realtà dei fatti non ancora scientificamente provata-
daniele75 is offline  
Vecchio 15-12-2007, 19.03.27   #12
odos
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Data registrazione: 26-06-2004
Messaggi: 367
Riferimento: L'immortalità è desiderabile?

Anch'io concordo con il primo intervento di Dasein (un altro heideggeriano tra noi ).

Effettivamente ognuno di noi avrebbe cose da fare per 3 o 4 vite senza mai annoiarsi. Ma una vita immortale crea dei grossi problemi logici.

Avere un tempo infinitamente illimitato minerbbe la struttura del valore delle nostre azioni e di conseguenza del nostro agire stesso. La certezza di non morire a ben vedere renderebbe priva di valore ogni nostra scelta o azione. Noi tutti facciamo progetti, prendiamo decisioni sulla base di un certo tempo di vita. In questo modo escludiamo certe cose a favore di altre, e in questo modo diventiamo qualcuno con un certo carattere, una certa memoria. Un periodo più lungo non cambia tutto ciò, lo rende solo più ampio.
Ma una vita eterna, cioè una vita che sappiamo essere eterna, non sarebbe più una vita. Non ho più alcun motivo per prendere una decisione. Ogni cosa che voglio esperire può di principio essere esperita. Ciascuna cosa immagino può essere compiuta senz'altro, se voglio, senza dover scegliere o preferire. Posso di prinicipio essere chiunque e fare ciò che voglio. Una vita immortale non sarebbe più una vita. Perchè agire?

Più poi ci si addentra nei particolari delle nostre vite come le conosciamo e più vediamo che tutto sarebbe estremamente diverso con un tempo infinito e in verità inimmaginabile.

L'idea di immortalità va a toccare il presupposto logico implicito delle nostre azioni, la consapevolezza della morte e la finitezza, e non ci permette di poterla immaginare propriamente se non come un non-senso.
odos is offline  
Vecchio 15-12-2007, 19.46.31   #13
senzanome
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Data registrazione: 17-04-2006
Messaggi: 163
Riferimento: L'immortalità è desiderabile?

Citazione:
Originalmente inviato da Dasein
Potrebbe sembrare paradossale...ma l'incremento demografico derivante dall'immortalità come lo gestiremmo?
Cioè si aprirebbero dei problemi concreti che possono sembrare banali ma di non facile risoluzione...se si continua a nascere e non più a morire la qualità della vita si abbasserebbe sensibilmente...

A tal proposito vorrei segnalare questo libro

José Saramago, Le intermittenze della Morte.

Riporto il retro di copertina.

In un non meglio identificato Paese, allo scoccare della mezzanotte di un 31 dicembre, s'instaura l'eternità, perché nessuno muore più. L'avvenimento suscita a tutta prima sentimenti di giubilo e felicità, ma crea anche scompiglio in ogni strato sociale: dal governo alle compagnie di assicurazione, dalle agenzie di pompe funebri alle case di riposo e, soprattutto, nella chiesa, la cui voce di protesta si leva alta e forte: senza morte non c'è più resurrezione, e senza resurrezione non c'è più chiesa... Dopo sette mesi di "tregua unilaterale", con una missiva indirizzata ai mezzi di comunicazione, la morte dichiara di interrompere quel suo "sciopero" e di riprendere il proprio impegno con l'umanità.
senzanome is offline  
Vecchio 30-12-2007, 10.22.00   #14
Heraclitus+
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Data registrazione: 30-12-2007
Messaggi: 18
Riferimento: L'immortalità è desiderabile?

"A chi mi chiede perché voglio vivere sempre
io domando: 'perché vuoi morire?' "

Associazione Italiana Transumanisti
World Transhumanist Association
Estropico
Heraclitus+ is offline  
Vecchio 04-01-2008, 00.36.54   #15
Heraclitus+
Ospite
 
Data registrazione: 30-12-2007
Messaggi: 18
Riferimento: L'immortalità è desiderabile?

"A chi mi chiede perché voglio vivere sempre
io domando 'perché vuoi morire?' "

Chi trova assurda l'aspirazione all'immortalità provi a verificare gli argomenti di chi non la pensa così.

Vi invito ad esplorare i siti dei Transumanisti. Giusto per dare un'occhiata.

http://www.transumanisti.it/
http://www.transhumanism.org/index.php/WTA/index/
http://www.estropico.com/index.htm

Saluti
Heraclitus+ is offline  
Vecchio 07-01-2008, 19.39.27   #16
relpubblic
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Data registrazione: 05-01-2008
Messaggi: 4
Riferimento: L'immortalità è desiderabile?

Sfumature2_riflex

Scrissi il pensiero espresso in Sfumature ( http://stefast.spaces.live.com/?lc=1040 ) qualche tempo fa e leggendo questa discussione mi sovviene di ripensarci.
Mi sovviene il senso del passaggio temporale che l’uomo compie su questa terra. Egli, particolare fisicamente definito nel tempo, partecipa ad una massa che è permanente.
Una massa nel suo centro continuamente satura e sfumata, nelle sue estremità, da ciò che perde e da ciò che la alimenta ininterrottamente. Una legge universale.
Se ipoteticamente si potesse immaginare il grado di sovvertimento, che interesserebbe l’essere umano al verificarsi di siffatta situazione (immortalità), si osserverebbe che con la contnuità anche tutti i vocaboli fondamentali subirebbero lo stravolgimento dei loro significati. E ciò avverrebbe in maniera da non poter esser concepita dall’essere umano nella sua condizione fondamentale di essere mortale.
Nella discussione, per esempio, mi par di aver colto qualche allusione del tipo “qualità della vita” o “vitalizio” che, più di ogni spiegazione, mostra in tutta evidenza l’utopia di quanto si tenta di accampare e la mancanza di cognizioni che siano meno appariscenti e più profonde da consentire un adeguato discernimeto.
Un’altro aspetto, potrebbe essere evidenziato a tal fine.
Il raggiungimento della immortalità, par di capire, dovrebbe consistere in un avanzamento nel campo della medicina o qualcosa di simile e quindi si compierebbe nella cura delle malattie ed in interventi chirurgici, atti alla conservazione ed alla riparazione di ciò che è già generato.
La realizzazione di tale sviluppo significherebbe l’inoculazione definitiva del terrore della morte.
Un terrore, se possibile, diverso e che tenterò di spiegare di seguito.
Intanto dovrei, a rigore, toccare anche l’apetto che concerne l’idea di nascita, investita da cotanto cambiamento di cose, e azzardare ipotesi come liste d’attesa corrotte per le nuove nascite o aborti obbligati per legge etc.. etc.., ma voglio insistere intenzionalmente sulla importanza dell’indugiare sugli argomenti quando un tema non può e non deve esser trattato come qualsiasi altro.
Infatti, questa incredibile superficialità nel parlare della immortalità, denota la faciloneria con la quale l’uomo moderno condisce la miriade di campi di cui crede d’interessarsi o di poter intendere.
Dunque, si diceva, la morte che atterrisce quest’essere umano, da che mondo è mondo, sconfitta materialmente attraverso le facoltà di cui è dotato ed attraverso la continuazione delle conoscenze tecniche e tecnologiche, mediante cure ed interventi chirurgici, non rappresenterebbe però la nascita di una divinità o se si preferisce di un super eroe, capace di sopportare l’investimento di un treno o la caduta da un grattacielo, e diverrebbe per questo più che mai “ingiusta”.
La morte non ci è sempre apparsa ingiusta? Sono sicuro che pullula di elementi in possesso delle più diverse risposte, ma una morte che falcia solo nell’incidente verificherebbe il più alto dei drammi, la realizzazione dell’inimmaginabile ingiustizia: quel giudice orribile ma ineffabile, quel’inesorabile arbitro, quell’ineguagliabile imparziale persecutore, cesserebbe la sua azione ferma e fredda che esercita dalla notte dei tempi su ognuno degli esseri umani.

Stef 6-7/01/2008 – relpubblic@yahoo.it
relpubblic is offline  
Vecchio 07-01-2008, 22.15.52   #17
Heraclitus+
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Data registrazione: 30-12-2007
Messaggi: 18
Riferimento: L'immortalità è desiderabile?

Citazione:
Originalmente inviato da relpubblic
Sfumature2_riflex

Scrissi il pensiero espresso in Sfumature ( http://stefast.spaces.live.com/?lc=1040 ) qualche tempo fa e leggendo questa discussione mi sovviene di ripensarci.
Mi sovviene il senso del passaggio temporale che l’uomo compie su questa terra. Egli, particolare fisicamente definito nel tempo, partecipa ad una massa che è permanente.
Una massa nel suo centro continuamente satura e sfumata, nelle sue estremità, da ciò che perde e da ciò che la alimenta ininterrottamente. Una legge universale.
Se ipoteticamente si potesse immaginare il grado di sovvertimento, che interesserebbe l’essere umano al verificarsi di siffatta situazione (immortalità), si osserverebbe che con la contnuità anche tutti i vocaboli fondamentali subirebbero lo stravolgimento dei loro significati. E ciò avverrebbe in maniera da non poter esser concepita dall’essere umano nella sua condizione fondamentale di essere mortale.
Nella discussione, per esempio, mi par di aver colto qualche allusione del tipo “qualità della vita” o “vitalizio” che, più di ogni spiegazione, mostra in tutta evidenza l’utopia di quanto si tenta di accampare e la mancanza di cognizioni che siano meno appariscenti e più profonde da consentire un adeguato discernimeto.
Un’altro aspetto, potrebbe essere evidenziato a tal fine.
Il raggiungimento della immortalità, par di capire, dovrebbe consistere in un avanzamento nel campo della medicina o qualcosa di simile e quindi si compierebbe nella cura delle malattie ed in interventi chirurgici, atti alla conservazione ed alla riparazione di ciò che è già generato.
La realizzazione di tale sviluppo significherebbe l’inoculazione definitiva del terrore della morte.
Un terrore, se possibile, diverso e che tenterò di spiegare di seguito.
Intanto dovrei, a rigore, toccare anche l’apetto che concerne l’idea di nascita, investita da cotanto cambiamento di cose, e azzardare ipotesi come liste d’attesa corrotte per le nuove nascite o aborti obbligati per legge etc.. etc.., ma voglio insistere intenzionalmente sulla importanza dell’indugiare sugli argomenti quando un tema non può e non deve esser trattato come qualsiasi altro.
Infatti, questa incredibile superficialità nel parlare della immortalità, denota la faciloneria con la quale l’uomo moderno condisce la miriade di campi di cui crede d’interessarsi o di poter intendere.
Dunque, si diceva, la morte che atterrisce quest’essere umano, da che mondo è mondo, sconfitta materialmente attraverso le facoltà di cui è dotato ed attraverso la continuazione delle conoscenze tecniche e tecnologiche, mediante cure ed interventi chirurgici, non rappresenterebbe però la nascita di una divinità o se si preferisce di un super eroe, capace di sopportare l’investimento di un treno o la caduta da un grattacielo, e diverrebbe per questo più che mai “ingiusta”.
La morte non ci è sempre apparsa ingiusta? Sono sicuro che pullula di elementi in possesso delle più diverse risposte, ma una morte che falcia solo nell’incidente verificherebbe il più alto dei drammi, la realizzazione dell’inimmaginabile ingiustizia: quel giudice orribile ma ineffabile, quel’inesorabile arbitro, quell’ineguagliabile imparziale persecutore, cesserebbe la sua azione ferma e fredda che esercita dalla notte dei tempi su ognuno degli esseri umani.

Stef 6-7/01/2008 – relpubblic@yahoo.it

Grazie del contributo, rel.
Però io credo che tu abbia elencato tutti "effetti collaterali" dell'immortalità. Molto gravi certo (come l'ingiustizia della morte amplificata dal terrore degli incidenti, il quale terrore farebbe si che ciascuno degli immortali si rinchiudesse in un bunker senza speranza), ma non senza possibili bypass. Dipenderà dal percorso che prenderà la nostra way-of-(eternal)-life. Dobbiamo uscire dall'antropomorfismo stretto. Uno dei modi potrebbe essere di trasformarci in un software copiabile migliaia di volte e sparso per la Galassia. E ciascuna copia potrebbe fare esperienze diverse e ampliare ulteriormente se stessa. Se anche una copia subisse un incidente l'essenza delle conoscenze e delle esperienze individuali sarebbe salva.
Ma vi possono essere molti altri modi.
Questo è il punto. Immortalità non come sempre uguali a se stessi, bensì come esseri che si sviluppano indefinitamente.
Quale sarebbe la riluttanza degli adoratori della morte ad ogni costo? Perché voler disperdere se stessi nel nulla e nell'oblio. Perché voler morire?
Heraclitus+ is offline  
Vecchio 08-01-2008, 10.46.36   #18
odos
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Riferimento: L'immortalità è desiderabile?

Citazione:
Originalmente inviato da Heraclitus+

Chi trova assurda l'aspirazione all'immortalità provi a verificare gli argomenti di chi non la pensa così.

i

Non è assurda l'aspirazione all'immortalità, quella c'è e ce l'abbiamo tutti. In realtà si sosteneva che se ci si pensa solo qualche secondo di più questo desiderio, se realizzato crea grossi problemi logici.

Di fatto i transumanisti, di cui personalmente mi ero già interessato, non possono parlarle di immortalità, perchè per quanto si sia modificato il proprio organismo non possono escludere a priori la propria morte, cosa che si avrebbe in un paradiso terrestre. Dubito che si riesca a modificare il corpo al punto di renderlo invulnerabile ad un disastro aereo contro una montagna.

Non potendo escludere a priori la propria morte (come avverrebbe nell'eden), i problemi logici non si presentano affatto.
odos is offline  
Vecchio 08-01-2008, 12.48.13   #19
paperapersa
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Riferimento: L'immortalità è desiderabile?

Citazione:
Originalmente inviato da Heraclitus+
Grazie del contributo, rel.
Però io credo che tu abbia elencato tutti "effetti collaterali" dell'immortalità. Molto gravi certo (come l'ingiustizia della morte amplificata dal terrore degli incidenti, il quale terrore farebbe si che ciascuno degli immortali si rinchiudesse in un bunker senza speranza), ma non senza possibili bypass. Dipenderà dal percorso che prenderà la nostra way-of-(eternal)-life. Dobbiamo uscire dall'antropomorfismo stretto. Uno dei modi potrebbe essere di trasformarci in un software copiabile migliaia di volte e sparso per la Galassia. E ciascuna copia potrebbe fare esperienze diverse e ampliare ulteriormente se stessa. Se anche una copia subisse un incidente l'essenza delle conoscenze e delle esperienze individuali sarebbe salva.
Ma vi possono essere molti altri modi.
Questo è il punto. Immortalità non come sempre uguali a se stessi, bensì come esseri che si sviluppano indefinitamente.
Quale sarebbe la riluttanza degli adoratori della morte ad ogni costo? Perché voler disperdere se stessi nel nulla e nell'oblio. Perché voler morire?

Accettare che la forma perisca non vuol dire adorare la morte.....
ma saggezza.
Un corpo pieno di rughe, privo di energia e di entusiasmo è un guscio
che non ha più alcuna utilità...
Quello che sostieni alla fine è in fondo l'aspetto fondamentale della
teoria evoluzionistica.....tu parli di software copiabile e in fondo enunci una teoria reincarnazionistica.....un karma positivo in evoluzione fino a....??????
E' questro fino a che nessuno può affermare con certezza quale sia.
Poichè anche al bello e al buono non c'è fine, ritengo.
Il superamento dei limiti, il raggiungimento di obiettivi sempre più eccelsi
fino a???????
paperapersa is offline  
Vecchio 08-01-2008, 15.57.17   #20
Matteo pop
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Riferimento: L'immortalità è desiderabile?

Citazione:
Originalmente inviato da paperapersa
Accettare che la forma perisca non vuol dire adorare la morte.....
ma saggezza.
Un corpo pieno di rughe, privo di energia e di entusiasmo è un guscio
che non ha più alcuna utilità...
Quello che sostieni alla fine è in fondo l'aspetto fondamentale della
teoria evoluzionistica.....tu parli di software copiabile e in fondo enunci una teoria reincarnazionistica.....un karma positivo in evoluzione fino a....??????
E' questro fino a che nessuno può affermare con certezza quale sia.
Poichè anche al bello e al buono non c'è fine, ritengo.
Il superamento dei limiti, il raggiungimento di obiettivi sempre più eccelsi
fino a???????

Certamente, l'accettare la morte è segno di saggezza, ma poter fare in modo che la morte avvenga il più tardi possibile come e quando vogliamo noi (salvo incidenti) sarebbe certamente un bene.
I transumanisti, per quello che ho letto, mi pare che non parlino di immortalità, ma bensì di eterna giovinezza per quanto riguarda chi sceglie di continuare la vita nel proprio corpo anzichè trasferire la propria memoria all'interno di un hard-disk.
E poi non importa quale sia il "fino a", ma bensì la sopravvivenza, cioè quello a cui tutti aneliamo e per la quale viviamo e combattiamo ogni giorno.

Io sono giovane e poco saggio, pertanto non riuscirei ad accettare la morte per alcuna ragione. Considero la mia vita il bene più importante che potessi ricevere, quindi l'idea dell'eterna giovinezza mi pare una cosa fantastica.
E comunque è proprio quel superamento dei propri limiti che provoca in me un senso di curiosità incommensurabile, al contrario della morte, che crea in me incertezza e paura, la più grande paura che io abbia, forse l'unica.

Matteo pop is offline  

 



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