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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 20-02-2008, 12.25.54   #11
marco cossu
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Data registrazione: 30-01-2008
Messaggi: 92
Riferimento: Principio e fine

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Vi ammiro, amici filosofi, quando riuscite a colloquiare tra voi senza dimenticare di rispondere a una sola frase…A me questo diviene difficile, perciò preferisco cogliere l’essenza di quanto uno dice e rispondere su ciò che essa sembra proporre o significare. Forse è sbagliato, forse l’importante è proprio il dettaglio, che si rischia di perdere o di travisare.
Così, negli interventi sempre puntuali de Il Dubbio vedo sperimentata e vissuta quella che io chiamo ricerca di verità, che proprio attraverso il dubbio si estrinseca e costituisce l’anima immortale della filosofia. Perché è questa, Socrate, la vera immortalità, non certo l’immortalità del corpo ma neppure quella dell’anima, nonostante il desiderio che noi tutti abbiamo di assicurarci in qualche modo una sopravvivenza. Ma che cosa si oppone al raggiungimento della verità? Sembra che Il Dubbio dica: il peso della realtà, che non possiamo eliminare anche se la scriviamo con la erre minuscola. Forse non resta che affidarsi a ciò che oltrepassa la nostra persona, cioè affidarsi a sorella morte, perché infine è questa che non distrugge la speranza di arrivare alla meta e in qualche modo ci allieti, se ci liberiamo dal mastice che ci incolla a noi e alla nostra corta esistenza….In fondo, questo potrebbe rappresentare un aprirsi alla vera realtà, un riconoscimento di ciò che di potente e quasi divino sta nell’impulso generatore della vita, se non in quel misterioso legame che apparenta da sempre l’amore e la morte dando una tenera e tragica immagine di ciò che diciamo infinito.…
Sì, è questo che unisce, Marco Cossu, il principio e la fine – e non si tratta solo di quell’intuizione poetica che ha attraversato i secoli dalla Grecia al romanticismo, anzi dalle antiche mitologie alla psicoanalisi, ma di qualcosa che tutti sentiamo pulsare dentro di noi e librarsi nell’universo.


Io penso che la Verità e la Realtà assolute non solo esistano ma siano pure tangibili.
La Verità e la Realtà sono la stessa cosa, l'Universo, La Natura e Dio sono la stessa cosa.

l'Universo è tutto ciò che esiste, la Realtà è tutto ciò che esiste, la Verità è Dio.

Dio è tutto ciò che esiste infatti si dice che sia onnipresente, ogni uomo è una parte infinitesimale di ciò che esiste ed è infinito dentro se.

Tutto ciò è osservabile nei cicli della natura in cui tutto si trasforma ma non si distrugge.
marco cossu is offline  
Vecchio 20-02-2008, 21.24.12   #12
katerpillar
Ogni tanto siate gentili.
 
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Data registrazione: 14-03-2007
Messaggi: 665
Riferimento: Principio e fine

emmeci
Citazione:
Che cosa c’è al principio? Restando sul piano religioso o della mitologia religiosa nessun limite si pone all’immaginazione dei popoli;
katerpilla
Citazione:
Eppure, caro emmeci, sembra che vi sia un limite alla fantasia dei popoli e anche a quella dei religiosi, poiche sembra che quando domandavano a S. Agostino che cosa ci fosse stato prima di Dio, lui si limitava a mandare a quel paese l'interlocutore: e stiamo parlando di S. Agostino.
emmeci
Citazione:
Katerpillar, ma ti pare che noi possiamo seguire l’esempio di sant’Agostino mandando a quel paese i frequentatori del forum che non sono d’accordo con noi? E che direbbe il webmaster o il moderatore?
katerpillar

Non comprendo se mi sono espresso male o sei tu ad aver compreso male. Ho parlato di S. Agostino per dirti che anche per lui era un problema conoscere l'inizio, tantè che quando gli facevano la fatidica domanda lui, sembra, li mandava in quel posto.

emmeci
Citazione:
Mentre, per quanto riguarda il passato, mi pare che tu fai troppo lo schizzinoso: perché provare un senso di nausea di fronte al meraviglioso processo dell’evoluzione – dalla broda primordiale all’homo sapiens sapiens che siamo noi? Forse, sotto sotto, non sei proprio quel materialista duro e puro come ti presenti sul tuo biglietto di visita, e vuoi lasciare qualche speranza a chi entra, anche senza l'aiuto di Virgilio o Beatrice, ma munito di sensi agili e sani, nella realtà infernale della vita.
katerpillar

Senza lavorare troppo di fantasia, io immaggino cosa debba aver sofferto e combattuto la vita per rimanere in vita, ed io mi riferivo a queste fatiche e brutture immense che ha dovuto sopportare e che oggi, a noi, sono inimmagginabili, anche se le possiamo vedere con occhi differenti descrivendole come un cammino fantastico; se fantastico è stato, lo è stato per la grande tragedia che ha superato.

Saluti.
Giancarlo.
katerpillar is offline  
Vecchio 21-02-2008, 15.53.05   #13
emmeci
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Data registrazione: 10-06-2007
Messaggi: 1,272
Riferimento: Principio e fine

Tragedia o catarsi? Confesso che anche a me quelle vicende che gli scienziati raccontano per spiegare non solo l’evoluzione della vita ma la stessa formazione dell’universo (con toni tanto più forti di quelli usati dalla Bibbia e molto più vicini a quelli dei miti induistici o maya) richiamano qualcosa di orripilante e comunque ben lontano da quei duetti d’amore che hai voluto anche tu – chi sa perché? - inserire fra le quinte dell’universo. Sì, io ho perfino pensato che chi crede in un Dio buono, giusto, misericordioso, non può immaginare che abbia creato quest’universo, anzi ho pensato, in un raptus di giustificazionismo, che Egli si sia rifiutato di riconoscerlo come suo, e appena scoccato il fiat creatore l’abbia lasciato al suo triste destino….
Ora mi pare che tu sia arrivato a pensare che, se c’è stata tragedia, ora è quasi commedia o per lo meno quella che Aristotele chiamava catarsi, e con questo mi ricordi non più la Bibbia ma la mia amata Grecia, anche se rimanderei la catarsi magari al prossimo secolo se non alle calende greche. Del resto, quanto era facile anche ai poeti greci sbagliare quando dovevano in qualche modo rappresentarla, questa catarsi! Perfino Eschilo la confondeva, come ha fatto nell’Orestea, con un’assoluzione legale decretata da Apollo, mentre Sofocle ha chiuso le terribili avventure di Edipo facendolo svanire in un bosco sacro. E poi c’è il rischio che la catarsi fosse solo quella farsa che chiudeva le trilogie sul teatro di Atene e mandava a casa allegri gli spettatori. Comunque nel dubbio se una catarsi tragica esista veramente o sia stata un’ubbia di Aristotele incantato dall’aurea mediocrità, starò attento a usare questa parola appena non sentirò più le grida dei milioni di esseri che soffrono in questo momento sulla terra e nei cieli, cioè in questo e forse in altri universi ….Anche se un alito di speranza ci viene da quella che gli astronomi chiamano radiazione fossile, cioè quell’eco del big bang iniziale che sembra effondersi verso i limiti estremi del cosmo e che noi abbiamo orecchie tanto torpide da non avvertire nemmeno. Comunque, almeno questa speranza ci hanno dato San Giovanni e la scienza: che l’universo non è eterno e forse la catarsi sarà la sua apocalisse. Principio e fine. Come imponeva il tema dell’argomento.
emmeci is offline  
Vecchio 20-03-2008, 07.54.08   #14
espert37
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Messaggi: 498
Riferimento: Principio e fine

Citazione da Emmeci:
Tragedia o catarsi? Confesso che anche a me quelle vicende che gli scienziati raccontano per spiegare non solo l’evoluzione della vita ma la stessa formazione dell’universo (con toni tanto più forti di quelli usati dalla Bibbia e molto più vicini a quelli dei miti induistici o maya) richiamano qualcosa di orripilante e comunque ben lontano da quei duetti d’amore che hai voluto anche tu – chi sa perché? - inserire fra le quinte dell’universo. Sì, io ho perfino pensato che chi crede in un Dio buono, giusto, misericordioso, non può immaginare che abbia creato quest’universo, anzi ho pensato, in un raptus di giustificazionismo, che Egli si sia rifiutato di riconoscerlo come suo, e appena scoccato il fiat creatore l’abbia lasciato al suo triste destino….
Ora mi pare che tu sia arrivato a pensare che, se c’è stata tragedia, ora è quasi commedia o per lo meno quella che Aristotele chiamava catarsi, e con questo mi ricordi non più la Bibbia ma la mia amata Grecia, anche se rimanderei la catarsi magari al prossimo secolo se non alle calende greche. Del resto, quanto era facile anche ai poeti greci sbagliare quando dovevano in qualche modo rappresentarla, questa catarsi! Perfino Eschilo la confondeva, come ha fatto nell’Orestea, con un’assoluzione legale decretata da Apollo, mentre Sofocle ha chiuso le terribili avventure di Edipo facendolo svanire in un bosco sacro. E poi c’è il rischio che la catarsi fosse solo quella farsa che chiudeva le trilogie sul teatro di Atene e mandava a casa allegri gli spettatori. Comunque nel dubbio se una catarsi tragica esista veramente o sia stata un’ubbia di Aristotele incantato dall’aurea mediocrità, starò attento a usare questa parola appena non sentirò più le grida dei milioni di esseri che soffrono in questo momento sulla terra e nei cieli, cioè in questo e forse in altri universi ….Anche se un alito di speranza ci viene da quella che gli astronomi chiamano radiazione fossile, cioè quell’eco del big bang iniziale che sembra effondersi verso i limiti estremi del cosmo e che noi abbiamo orecchie tanto torpide da non avvertire nemmeno. Comunque, almeno questa speranza ci hanno dato San Giovanni e la scienza: che l’universo non è eterno e forse la catarsi sarà la sua apocalisse. Principio e fine. Come imponeva il tema dell’argomento.

Carissimo Emmeci, ho voluto riprendere questo argomento da tè postato tempo addietro per poter più facilmente farti capire il mio concetto di Verità.
La ricerca della Verità relativa al principio e la fine universale è a mio avviso la verità assoluta,quella verità che tutti i grandi pensatori,e scienziati, dall'antica Grecia ai giorni nostri si sono sempre impegnati a cercare, rimanendo però sempre con in mano un semplice pugno di mosche.Per cui, a mio avviso sta solo in quell'Essere supremo e misterioso al quale abbiamo dato l'appellativo di DIO tanto Potente quanto Misterioso.
Mentre invece,la verità di cui io vado in cerca è quella Verità relativa all'esistenza umana, quella Verità che può avvicinare la società umana alla beatitudine, ad una esistenza migliore,quella che ci può dare un maggior grado di felicità. Quella verità ,nata da quando l'uomo si è rizzato sulle due gambe ed è stato fornito di un intelletto. Questa verità esiste, sta a noi saperla individuare, interpretare nel modo corretto e cercare di trasmetterla.
Nella convinzione personale che sia molto più utile dell'altra. E' a questo fine la proposta che ti ho fatto nell'altra tua postazione Assoluto e Storia
Un amichevole saluto espert37
espert37 is offline  

 



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