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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 23-03-2008, 09.12.27   #11
emmeci
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

Saluti a te, Giancarlo: a evitare equivoci di un non addetto ai lavori, preferisco indicarti il sito internet del neurobiologo Christof Koch: http://www.klab.caltech.edu
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Vecchio 23-03-2008, 13.19.31   #12
sisrahtac
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

Io credo negli archetipi, ora è da vedere se queste figure sono impresse nella nostra coscienza da prima della nascita tramandandole come avviene per le caratteristiche fisiche od il nostro cervello li formi poi...io propendo per la prima, così con ragionamento simile si potrebbe spiegare l'istinto animale..quindi credo che non siamo tabule rase.
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Vecchio 28-03-2008, 15.37.46   #13
emmeci
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

Sì, probabilmente hai ragione, catharsis, ma in fondo che importa? Quello che rende l’uomo uomo è ciò che non solo supera le difficoltà dell’inconscio, spettri che possono diventare immagini luminose, ma ogni ostacolo che si frappone davanti a ciò che può diventare la sua verità, anche se non sarà così bella come poteva sembrargli: ma che dimostrerà la sua capacità di sviluppo, il coraggio di varcare la soglia senza guardarsi indietro…così come, quando era la cellula amorfa di uno zigote, quando fu gettato nel mondo, quando ebbe un lampo nel suo cervello, quando dovette per la prima volta chiedersi se era giusto che la vita fosse così...E non è tutto il nostro sapere posto davanti a questo unico compito? Se il cervello fosse inizialmente una tabula rasa il compito sarebbe forse più duro ma, come ho detto, che importa? Tutto deve rifondersi, trasformarsi, riessere per essere alla fine consegnato ad altri. E, in un campo più vasto, non è la materia, non sono le stelle che devono trasformarsi? Eppure, c’è chi dirà: tutto questo a che scopo? Non deve tutto quello che vive finire, ogni individuo, ogni popolo, l’umanità, l’universo? Ebbene, se l’universo è il teatro di un’immane tragedia, tu mi fai ricordare che, come i greci credevano, la tragedia è anche catarsi. Perché, in fondo, la morte non cancella colpa e dolore?
(Scusami: forse tu pensavi a un’altra, un poco più dolce catarsi, che comunque ti auguro sinceramente).
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Vecchio 29-03-2008, 19.20.49   #14
odos
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Sì, probabilmente hai ragione, catharsis, ma in fondo che importa?

Importa a Socrate78 e quelli che hanno letto attentamente la domanda.
Forse intendiamo la filosofia in due modi diversi, ma non mi sembra un buon metodo quello di non leggere le domande.

Vediamo qua:

Citazione:
Originalmente inviato da Socrate78
Anche lo stesso Kant affermava che esisteva una predisposizione dell'uomo a conoscere le cose in un certo modo, ma mi sembra di capire che il famoso filosofo ritenesse che i presupposti conoscitivi fossero uguali per tutti.

Cioè gli interessano le differenze tra gli uomini e non predisposizioni uguali a tutti gli uomini.

E se non è ancora chiaro qui è ripetuto bene


Citazione:
Originalmente inviato da Socrate78
Secondo voi, tutti nasciamo con lo stesso cervello? Siamo delle "tabule rasae" o c'è qualcosa che ci differenzia?

Il mio è un intento esplicitamente polemico. Non so, oggi forse mi sono svegliato con la luna storta, ma ho sempre più l'impressione di ricavarci sempre meno da certe discussioni e questo a causa del fatto che si preferisce sempre più spesso appagare la propria sete estetica che sporcarsi un po' le mani con della sana riflessione sul campo
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Vecchio 29-03-2008, 19.54.58   #15
sisrahtac
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

Da scorpione non posso che essere ipnotizzato e affascinato dalla morte (ovviamente quella simbolica..più o meno.). Anzi, hai appena aggiunto un collegamento in più nel mio cervello.
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Vecchio 30-03-2008, 16.05.56   #16
emmeci
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

Sì odos, bisogna leggere le domande ma anche capire le risposte. Vedo che, nel tuo primo intervento, hai detto: “cosa significa innato o tabula rasa a questo punto? Il cervello ha assunto una certa configurazione in conseguenza ad un uso e un disuso contingentemente storici e personali. Di fronte a questo un domanda sulla tabula rasa oggi è difficile persino da comprendere”. Parole che mi pare corrispondano al mio “ma che importa?"; tanto più che in un altro intervento precisi: “abbiamo due possibilità: o neghiamo che vi siano predisposizioni innate o modifichiamo il nostro concetto di innato in termini storici” – il che mi pare corrisponda a quello che ho detto, cioè che qualunque sia la base di partenza, ciò che è determinante è lo sviluppo”, uno sviluppo che può arrivare da un informe zigote alla Critica della Ragion Pura.
Ciao.
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Vecchio 04-04-2008, 15.38.44   #17
albert
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

Citazione:
Originalmente inviato da Socrate78
Invece, la realtà dimostra che esistono individui più portati di altri a conoscere determinate nozioni, altri generalmente più lenti e pigri, alcuni perfino geniali.
Se davvero tutti fossimo delle "tabule rasae", queste disparità non esisterebbero; è come se la natura avesse distribuito le potenzialità conoscitive in modo ineguale, beneficiando alcuni a scapito di altri.

Citazione:
Originalmente inviato da odos
interessano le differenze tra gli uomini e non predisposizioni uguali a tutti gli uomini.

In altri termini, è il vecchio problema: “conta di più la predisposizione innata dell’individuo o l’ambiente in cui si trova?” Scusatemi, ma mi viene in mente il film “Una poltrona per due” (che programmano tutti gli anni a Natale), in cui i ricchissimi Randolph e Mortimer Duke scommettono un dollaro sul fatto che una persona presa dalla strada sarebbe in grado di sostituire il direttore generale della loro azienda, per dimostrare che quello che conta non è la persona ma l'ambiente in cui si trova. Nel film, la persona presa dalla strada se la cava benissimo mentre l’ex direttore generale diventa un relitto umano.

Nella realtà, almeno a sentire lo scienziato cognitivo Pinker, conta molto di più la predisposizione genetica, un uomo alla nascita è tutt’altro che una “tabula rasa”:

“Gemelli monozigoti separati alla nascita condividono tratti come entrare in acqua all’indietro e solo fino alle ginocchia, il non andare a votare perché non si sentono sufficientemente informati, il contare in modo ossessivo tutto ciò che hanno sotto gli occhi, il diventare capitani del corpo dei pompieri volontari, o il lasciare in giro per la casa messaggi d’amore destinati alla moglie”
albert is offline  
Vecchio 08-04-2008, 21.32.59   #18
katerpillar
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

albert
Citazione:
Nella realtà, almeno a sentire lo scienziato cognitivo Pinker, conta molto di più la predisposizione genetica, un uomo alla nascita è tutt’altro che una “tabula rasa”:
katerpillar

Se ogni vita dovesse iniziare sempre da capo, come si potrebbe spiegare l'aumento del volume della scatola cranica che ha raggiunto la sua maggior dimensione all'epoca delle caverne? Tale aumento volumetrico rispondeva ad una esigenza indotta? Maggiori informazioni accumulate e tramandate? Oppure in quel caso la natura non seguiva più una logica ma si divertiva a fare degli uomini con un "capoccione", come si usa dire a Roma?

Saluti.
Giancarlo.
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Vecchio 09-04-2008, 10.04.42   #19
albert
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

Citazione:
Originalmente inviato da katerpillar
Se ogni vita dovesse iniziare sempre da capo, come si potrebbe spiegare l'aumento del volume della scatola cranica che ha raggiunto la sua maggior dimensione all'epoca delle caverne?

Nel senso che gli uomini delle caverne erano potenzialmente più intelligenti di noi??
albert is offline  
Vecchio 09-04-2008, 20.58.09   #20
katerpillar
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

albert
Citazione:
Nel senso che gli uomini delle caverne erano potenzialmente più intelligenti di noi??
katerpillar
Non so rispondere alla tua domanda, ma sta di fatto che al tempo dell'uomo delle caverne si è raggiunto il maggior volume della scatola cranica per poi diminuire gradualmente, forse con l'entrata in uso di tante cose che hanno facilitato la vita umana, come l'agricoltura, la ruota e tanti altri strumenti che hanno reso la vita dell'uomo più semplice e meno impegnativa fino ad arrivare ai giorni nostri.

Vi è da dire che se da una parte è diminuto il volume, dall'altra sono aumentate le ramificazioni di connessione che servono a formulare pensieri più complessi.

Ma il problema portato dalla mia domanda non era questo, ma sapere per quale motivo l'evoluzione ha sentito la necessità dell'ampliamento della scatola cranica se una vita che nasce deve partire sempre da zero: a cosa serviva aumentarla?

Saluti.
Giancarlo.
katerpillar is offline  

 



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