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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 10-04-2008, 14.54.48   #21
emmeci
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

Volevo vedere, katerpillar, che tu non reagissi all’idea della tabula rasa, cioè alla pretesa assenza di memoria di un esserino che dimostra di sapere fin dalla nascita che cos’è la fame e la sete e come si sta bene sul seno materno….Ma che dici degli archetipi? Sono effettivamente nella memoria anche tua o soltanto di quella eccezionale di Catharsis? O magari solo di quella di Carl G. Jung che, nella sua qualità di psichiatra di un grande ospedale svizzero, doveva aver visto chi sa quanti casi di memoria vera o falsa? Forse egli direbbe che non conta la memoria conscia ma quella inconscia, e quindi posso ben protestare di non essermi mai svegliato sotto l’incubo-succubo di un animus o di un’anima per ritenermi privo di archetipi psicanalitici mentre, tanto per mettere le cose a posto anche con Freud, posso confessare di non aver mai sperimentato qualcosa che assomigliasse al complesso edipico, almeno con mia madre, mentre per quanto riguarda il padre forse il rapporto è stato più vicino alla regola dato che viaggiava molto e io, almeno fino a cinque anni d’età, ogni volta che partiva ero in festa perché questo voleva dire dormire nel lettone. Inoltre direi che non l’ho mai sentito e ammirato come il mio super-ego, come del resto era d’uso in quei tempi in confronto a quelli di oggi, in cui ci si crogiola fino a trentacinque anni sotto il tetto natio.
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Vecchio 10-04-2008, 16.03.11   #22
katerpillar
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

emmecì
Citazione:
Volevo vedere, katerpillar, che tu non reagissi all’idea della tabula rasa, cioè alla pretesa assenza di memoria di un esserino che dimostra di sapere fin dalla nascita che cos’è la fame e la sete e come si sta bene sul seno materno….Ma che dici degli archetipi?
Marini
Citazione:
Gli archetipi sono forme immaginative, simboli di concetti ed istinti primordiali, sono, secondo una definizione di Jung "... modelli funzionali innati costituenti nel loro insieme la natura umana" (Simboli della trasformazione in Opere vol.V Boringhieri To 1970).

Temi e schemi dominanti nella vita dell'uomo, che si ritrovano in ogni cultura, e che hanno un'eco nei miti, nelle favole, nelle leggende, gli archetipi, come simboli delle stesse energie primarie che animano ed originano i comportamenti umani, sono impronte presenti nell'uomo come una eredità genetica, come un marchio di appartenenza ad una razza.

Questa visione amplia il concetto di inconscio individuale in inconscio collettivo, il contenitore simbolico che riunisce in un processo dinamico ogni individualità. Possiamo immaginare l'inconscio collettivo come un grande fiume che tocca ogni sponda, e che in se' contiene tutto ciò che era presente alla sorgente. Gli archetipi che si muovono in questa dimensione, sono qualcosa di molto più profondo del simbolo, sono la focalizzazione di un simbolo, il seme grazie a cui il simbolo evolve.

L'espressione di energia archetipica è presente in ogni esperienza umana: si evolve da una matrice innata ed inconscia, si manifesta come simbolo o come immagine, ed in seguito si esprime come sentimento ed emozione. Le emozioni comprendono dolore, amore, entusiasmo, passione, estasi ecc...e sono il livello più cosciente dell'energia archetipica.

Possiamo accorgerci o sperimentare gli archetipi in ogni fase della nostra vita: nel momento in cui lasceremo la casa di origine per avventurarci nel mondo, potremo sentire l'azione dell'archetipo del viaggio, nel momento in cui faremo figli sentiremo il potere del femminile, della madre, dell'anima o, se siamo uomini, il maschile, il grande padre, il logos. Ogni fase della nostra vita ci confronterà con queste energie che facilmente si manifesteranno nei nostri sogni.
Gli archetipi principali (da cui originano tutti gli altri), sono sette e si considerano in coppie di opposti: Femminile e Maschile, Nemico ed Eroe, Morte-Rinascita e Viaggio, mentre l'archetipo primario del Se', nucleo fondamentale dell'individuo, sarà centrale ed isolato in una tensione dinamica con tutti gli altri.
katerpillar

Sinceramente non lo sò se gli archetipi vanno a far parte di quei patrimoni che l'uomo si tramanda, ma se ciò avvenisse veramente non farebbe che confutare il mio pensiero e quello di molti altri: ovvero: l'uomo quando nasce non può assolutamente essere una tabula rasa, poiché non si potrebbe spiegare l'evoluzione, perché qualsiasi esperienza noi facessimo morirebbe con noi.

Mentre intorno a noi riusciamo a vedere le migliaia di metodiche che la natura ha adottato per la sopravvivenza della specie, che è un qualcosa di emblematico per poterci dare delle risposte sul senso: della non tabula rasa.

Il piacere del latte e del seno io me lo ricordo, come mi ricordo il fruscio della seta dei vestiti che mia madre indossava. A quindici ho perso mio padre, ma a ventitre gia avevo famiglia.

Il quesito sul volume della scatola cranica forse potrebbe servire ad approfondire il quesito. Un caro saluto.

Giancarlo.
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Vecchio 12-04-2008, 06.54.35   #23
emmeci
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

Giancarlo, il tuo ricordo del fruscio dell’abito di tua madre ha suscitato per un momento nella mia mente l’inizio davvero indimenticabile del romanzo di Proust, che dovrebbe essere, penso, il tuo livre de chevet, visto che nasce dalla memoria, proprio dalla banale memoria di un risveglio, una colazione mattutina, il profumo di una piccola madeleine, dal quale sorge per Marcel quell’immensa rievocazione del tempo perduto, quella folla di esseri regali, superbi e colpevoli, alla fine rivisti quando sono ridotti ad orrende figure di vecchi mummificati e spaventosamente inutili…..E allora, fino a quando Elena potrà considerarsi così bella da muovere mille navi alla sua conquista? O siamo noi divenuti incapaci di vedere quella bellezza che non è finita ma che è ancora e sarà ancora la stessa nel nostro ricordo di anni lontani? Hai proprio ragione, Giancarlo, nella memoria non c’è solo tutto il sapere ma anche tutta la poesia del mondo.
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Vecchio 13-04-2008, 11.24.44   #24
katerpillar
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

emmecì

E allora, fino a quando Elena potrà considerarsi così bella da muovere mille navi alla sua conquista? O siamo noi divenuti incapaci di vedere quella bellezza che non è finita ma che è ancora e sarà ancora la stessa nel nostro ricordo di anni lontani? Hai proprio ragione, Giancarlo, nella memoria non c’è solo tutto il sapere ma anche tutta la poesia del mondo.

katerpillar

Certo Guido; ma io incomincio a detestarla questa memoria, giacché sembra essere proprio lei quel dio misterioso che da millenni rincorriamo. Hanno scritto che dio è in ogni luogo: proprio come la memoria che fa parte di ogni più piccola cellula della natura, ogni più piccola imaginazione che costruisce, passo passo, quei gradini del sapere, dove troviamo alla fine di ogni rampa sempre un pianerottolo su cui fermarsi per riflettere. (nella memoria non c’è solo tutto il sapere ma anche tutta la poesia del mondo).
Sentir confermare da te quello che penso da sempre mi mette paura, come se questa imponenete presenza sminuisca il mio essere uomo, perché esser uomo , a questo punto, dipende esclusivamente da lei.

Ciao. Giancarlo.
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Vecchio 13-04-2008, 11.46.23   #25
Noor
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

Citazione:
Originalmente inviato da katerpillar
nella memoria non c’è solo tutto il sapere ma anche tutta la poesia del mondo
In un cumulo di memorie raccolte ad arte si nasconderebbe quindi la poesia?
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Vecchio 13-04-2008, 15.45.53   #26
emmeci
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

Sì, io so - katerpillar - che tu ti chiami Giancarlo, ma tu non chiamarmi Guido che non sono io (se vuoi chiamami Mario). Certo, la tua filosofia della memoria sarebbe veramente giustificata per l’eternità se tutti i fotoni gli atomi le cellule dell’universo dovessero dimostrare che ricordano il momento del fiat di 15 miliardi (circa) di anni fa. Per adesso c’è solo qualcosa di etereo che sembra ricordare questo momento, cioè quella che i cosmologi chiamano radiazione fossile, che sembra permeare l’universo in tutte le direzioni. Peccato però che gli scienziati non ci assicurino che l’universo sia destinato a espandersi per l’eternità, e che potrebbe finire col rinchiudersi in sé e ritornare all’origine, per ricominciare una volta ancora l’evoluzione con una fatica che batterebbe quella di Sisifo. Sì, sarebbe proprio una fatica da sisifo quella della memoria che hai tirato in ballo e non potrai più lasciare a meno di accettare quell’altra soluzione che i cosmologi prospettano, cioè che l’universo finisca, una buona volta, in un buco nero.
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Vecchio 14-04-2008, 21.39.24   #27
katerpillar
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

emmecì
nella memoria non c’è solo tutto il sapere ma anche tutta la poesia del mondo

Noor
In un cumulo di memorie raccolte ad arte si nasconderebbe quindi la poesia?

katerpillar
Giro la tua domanda a emmecì poiché il pensiero era suo: io l'ho citato tra virgolette.

Saluti.
Giancarlo.
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Vecchio 14-04-2008, 21.57.20   #28
katerpillar
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

emmecì
Sì, io so - katerpillar - che tu ti chiami Giancarlo, ma tu non chiamarmi Guido che non sono io (se vuoi chiamami Mario).


katerpillar
Ciao Mario: il tuo giovanile avatar somiglia in modo impressionante al mio carissimo amico Guido, la sovrapposizione menmonica e la simpatia che nutro per entrambi hanno fatto il resto.

emmecì
Certo, la tua filosofia della memoria sarebbe veramente giustificata per l’eternità se tutti i fotoni gli atomi le cellule dell’universo dovessero dimostrare che ricordano il momento del fiat di 15 miliardi (circa) di anni fa. Per adesso c’è solo qualcosa di etereo che sembra ricordare questo momento, cioè quella che i cosmologi chiamano radiazione fossile, che sembra permeare l’universo in tutte le direzioni.

katerpillar

I fotoni, gli atomi e tutte le cellule dell'universo non so se possono ricordarsi del fiat di 15 miliardi di anni fa (non era quella la memoria di cui parlavo), ma, sicuramente, si ricorderanno come si fa ad essere un fotone, un atomo o una cellula, così come il sasso, l'acqua l'albero ecc.: di memoria fisica è permeato l'universo e da quella che si è formata l'attuale memoria.

Forse la radiazione fossile potra ricordarsai il fiat iniziale essendo stata causata da esso. A parte tutte le ipotesi, mi è nata la convinzione che la memoria, sia fisica che menmonica, sia la padrona indiscutibile dell'universo e senza di essa, quella che noi chiamiamo realtà non esisterebbe. Ciao.

Saluti
Giancarlo.
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Vecchio 19-04-2008, 07.00.51   #29
emmeci
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

Giancarlo, guarda se posso interpretare così ciò che tu chiami memoria, nello scenario in cui per me opera la filosofia, cioè la certezza che una verità assoluta non può non esserci anche se non la conosciamo - e la possibilità che l’uomo, ma in realtà l’intero universo, ha di cercarla. Uno scenario dominato da due forze o istanze supreme, quelle che io chiamo l’assoluto e la storia - l’assoluto come obiettivo irraggiungibile della ricerca, la storia come lo svolgersi della ricerca attraverso l’evoluzione cosmica e umana.
Un’evoluzione che si realizza attraverso la conservazione di ciò che è stato per aprirsi a ciò che può essere, cioè a un futuro che non sarebbe tale se non fosse anche passato. Non è questa, in fondo, l’essenza della memoria? E poiché la ricerca dell’assoluto non può essere concepita che come un processo senza dogmi né limiti, si può dire che lo scenario si compendia nelle due parole: assoluto e infinito.
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Vecchio 19-04-2008, 13.52.51   #30
katerpillar
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Riferimento: L'uomo è davvero una "tabula rasa"?

emmecì
Giancarlo, guarda se posso interpretare così ciò che tu chiami memoria, nello scenario in cui per me opera la filosofia, cioè la certezza che una verità assoluta non può non esserci anche se non la conosciamo - e la possibilità che l’uomo, ma in realtà l’intero universo, ha di cercarla. Uno scenario dominato da due forze o istanze supreme, quelle che io chiamo l’assoluto e la storia - l’assoluto come obiettivo irraggiungibile della ricerca, la storia come lo svolgersi della ricerca attraverso l’evoluzione cosmica e umana.
Un’evoluzione che si realizza attraverso la conservazione di ciò che è stato per aprirsi a ciò che può essere, cioè a un futuro che non sarebbe tale se non fosse anche passato. Non è questa, in fondo, l’essenza della memoria? E poiché la ricerca dell’assoluto non può essere concepita che come un processo senza dogmi né limiti, si può dire che lo scenario si compendia nelle due parole: assoluto e infinito.

katerpillar
Mi sembra che in quello da te citato la memoria faccia la parte della prima donna, anche se poi vogliamo spostare, giustamente, il pensiero verso altri lidi.
Per dirla tutta, caro Mario, a me della memoria non interessa nulla, poiché la ritengo solo un mezzo importantissimo senza il quale non esisterebbe nulla: ma sempre di un mezzo si tratta. Gli altri lidi, prossimi, a cui guardare, a mio modo di vedere, dovrebbero essere i significati di tutto quello che vediamo e proviamo. Salire i gradini uno per volta, così come ha fatto la scienza, la filosofia e tutte le altre discipline fino ad oggi, anche se sembra che questa metodica non sia nemmeno concepita dal Dubbbio, per il quale, se ho compreso bene: o si portano le prove o non si è credibili.... Sembra facile.

Saluti.
Giancarlo.
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