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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 30-11-2011, 21.50.51   #41
Tempo2011
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Riferimento: Sarà un solo uomo a comprendere la verità ultima?

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Tempo2011
Quando parlo di verità ultima, certamente non mi riferisco a essa in assoluto, quindi la mia definizione è fuorviante. Più semplicemente, la do al significato della nostra presenza in quest’Universo. Per altro, credo che una volta che verremmo a scoprire tale significato, tutte le altre verità passerebbero in secondo piano; anche il fatto che la materia sia sempre esistita o no. Per quanto riguarda la posizione della verità, prima d'averla trovata, mi piace immaginare che quel significato sarà talmente importante per noi, da annoverarlo in quella prospettiva,ancor prima d'averlo raggiunto. Ciao.
Citazione:
variabile + fisso
In più di un'occasione ho potuto notare che tu sia dell'idea che ci debba essere necessariamente un significato dell'essere nell'universo. Non ne sarei così sicuro, in ogni caso, cosa te lo fa pensare ?
Tenendo in considerazione la versione scientifica sulla nascita della vita, notiamo che: l'inerte materia, tramite l'uomo, ha creato il pensiero. Come più volte affermato, personalmente concepisco il pensiero come metodo veicolativo dell'attuale memoria. In altri thread ho affermato che la prima forma di vita, per forza di cose doveva possedere una memoria fisica primordiale e di conseguenza, essere un cervello embrionale, da cui è partito il tutto. In pratica, ho lanciato queste forzature per varie ragioni:

1°) Perché hanno una certa logica.
2°) Perché non sono riuscito a trovarne altre.
3°) Perché sono pronto a cambiare idea quando qualcuno ne porterà di più
convincenti.

Comunque, in mia difesa, vi è da dire che, fino a questo momento, né la scienza ufficiale né in tutti i forum che frequento, abbia mai letto una teoria, un'idea o, semplicemente, una supposizione che indicasse come si sia potuto arrivare ai nostri tempi.

Per terminare e completare la mia risposta, alla tua specifica domanda, aggiungo che: mi piace immaginare che quella materia che si considera inerte, non lo sia poi del tutto, se è riuscita, come ripeto, a far nascere il pensiero. Punto di domanda: a cosa dovrebbe servire questo pensiero se non a utilizzarlo a favore di quest’universo? Per dirla tutta, ritengo che la nostra presenza sia soltanto funzionale e che non vi sia niente di spirituale in tutto questo...anzi. E' a tale motivo che do molta importanza alla solidarietà umana, perché se è vero che l'universo potrebbe pullulare di altre civiltà, aventi tutte lo stesso scopo, è pur vero che in questa paurosa immensità...noi siamo soli.

Ultima modifica di Tempo2011 : 01-12-2011 alle ore 19.59.59.
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Vecchio 02-12-2011, 18.14.50   #42
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Riferimento: Sarà un solo uomo a comprendere la verità ultima?

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Originalmente inviato da Tempo2011
la prima forma di vita, per forza di cose doveva possedere una memoria fisica primordiale e di conseguenza, essere un cervello embrionale, da cui è partito il tutto.

Per memoria fisica intendi la memoria con la quale dobbiamo fare i conti tutti i giorni ?

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Originalmente inviato da Tempo2011
mi piace immaginare che quella materia che si considera inerte, non lo sia poi del tutto, se è riuscita, come ripeto, a far nascere il pensiero.

Ho l’impressione che tu voglia dire che in fondo, tutto è pensiero, volontà. Tu parti dal pensiero per poi inevitabilmente riconsiderare il materiale inerte, stai dando alla ragione, alla coscienza, un valore che forse non merita, la particella elementare è il vero valore aggiunto intrinseco.
Credo, contrariamente a te, che non sia di utile comprensione, ed anzi, possa essere una possibile aberrazione, distinguere (nel senso stretto del termine) il materiale inerte dal pensiero o dall'organismo, in quanto, come ipotesi, vedo nell'essere un agglomerato passivo di informazione chimico-fisica. Il materiale inerte è tale, non può essere “in parte” caratterizzato da qualsivoglia intento o volontà, anche sia pur in senso primordiale. Il pensiero è prettamente una tendenze complessive di fenomeni chimici, fisici, elettrici. Ineffetti, probabilmente sbagliando, non mi sorprendo più facilmente dell’evoluzione in sé, sia si tratti di uomo che di altro organismo.

Citazione:
Originalmente inviato da Tempo2011
a cosa dovrebbe servire questo pensiero se non a utilizzarlo a favore di quest’universo?

Così com’è posta la domanda non la capisco, puoi riformularla ? Cosa intendi per “utilizzarlo a favore” ?

Citazione:
Originalmente inviato da Tempo2011
Per dirla tutta, ritengo che la nostra presenza sia soltanto funzionale e che non vi sia niente di spirituale in tutto questo...anzi.

L’essere in quanto presenza funzionale cosa significa ? Nel senso, funzionale rispetto a cosa ?

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Originalmente inviato da Tempo2011
E' a tale motivo che do molta importanza alla solidarietà umana, perché se è vero che l'universo potrebbe pullulare di altre civiltà, aventi tutte lo stesso scopo, è pur vero che in questa paurosa immensità...noi siamo soli.

Forse sono io che non capisco, in sostanza il significato dell’esistenza nell’universo stà nella solidarietà ?

Ritengo che, al termine “significato” dev’essere data un’importanza che va oltre ciò che è fine a se stesso, in tal caso la solidarietà. Voglio dire che nella solidarietà posso vederci un mezzo ma non uno scopo. Dunque nel tuo caso, indicherei la nostra presenza non come significato ma come intenzione insensata.
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Vecchio 02-12-2011, 22.13.48   #43
Tempo2011
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Riferimento: Sarà un solo uomo a comprendere la verità ultima?

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Tempo2011
la prima forma di vita, per forza di cose doveva possedere una memoria fisica primordiale e di conseguenza, essere un cervello embrionale, da cui è partito il tutto.
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variabile + fisso
Per memoria fisica intendi la memoria con la quale dobbiamo fare i conti tutti i giorni?
La memoria fisica è stata necessaria alla prima forma di vita, per distinguere i paletti termici che avevano visto la sua nascita. Ovvero: sicuramente quella nascita non sarà avvenuta nella lava di un vulcano ma a delle temperature ragionevoli. Ecco! la prima forma di vita ha subito un imprinting di quelle temperature, per questo ho ipotizzato che la stessa fosse un cervello primordiale, poiché si trattava di una forma di vita che aveva una memoria, seppur semplicemente "fisica". Memoria eredita dalla materia con cui era formata, con il suo stato solido, liquido e gassoso.
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Tempo2011
mi piace immaginare che quella materia che si considera inerte, non lo sia poi del tutto, se è riuscita, come ripeto, a far nascere il pensiero.
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variabile + fisso
Ho l’impressione che tu voglia dire che in fondo, tutto è pensiero, volontà. Tu parti dal pensiero per poi inevitabilmente riconsiderare il materiale inerte, stai dando alla ragione, alla coscienza, un valore che forse non merita, la particella elementare è il vero valore aggiunto intrinseco.
Credo, contrariamente a te, che non sia di utile comprensione, ed anzi, possa essere una possibile aberrazione, distinguere (nel senso stretto del termine) il materiale inerte dal pensiero o dall'organismo, in quanto, come ipotesi, vedo nell'essere un agglomerato passivo di informazione chimico-fisica. Il materiale inerte è tale, non può essere “in parte” caratterizzato da qualsivoglia intento o volontà, anche sia pur in senso primordiale. Il pensiero è prettamente una tendenze complessive di fenomeni chimici, fisici, elettrici. In effetti, probabilmente sbagliando, non mi sorprendo più facilmente dell’evoluzione in sé, sia si tratti di uomo che di altro organismo.
Nessuna aberrazione, variabile+fisso, solo difficoltà nello spiegare una materia complessa. Quando parlo del pensiero, ho spiegato che se è vero che la prima forma di vita è nata dalla non vita (come afferma la scienza), volevo confermare che quella materia non doveva essere così inerte se poi, con l'evoluzione è nato l'uomo con il proprio pensiero. Per altro hai ragione quando affermi che il pensiero è formato prettamente da tendenze complessive di fenomeni chimici, fisici, elettrici, però è una peculiarità, scaturita dalla memoria, che ci ha permesso di essere quello che oggi siamo. In pratica tutto è partito da quella nascita partorita dalla non vita. A tale motivo ho affermato che tanto inerte non doveva essere.
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Tempo2011
a cosa dovrebbe servire questo pensiero se non a utilizzarlo a favore di quest’universo?
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variabile + fisso
Così com’è posta la domanda non la capisco, puoi riformularla ? Cosa intendi per “utilizzarlo a favore” ?
Lo scopo ultimo non lo conosco, altrimenti non starei qui ad ipotizzare, però possiamo fantasticare. Per esempio: l'universo ha ancora davanti a se miliardi di anni di vita, però arriverà un momento che dovrà esaurire la sua energia; a quel punto che cosa accadrà? Vi saranno dei fuochisti del cielo che creeranno per lui nuova energia? E se ti ricordassi che l'uomo sa già creare la fusione nucleare con le stesse temperature che avvengono nelle stelle, ma che non sa contenerle? Nello spazio siderale non ci sarebbe bisogno di nessun involucro che le contenga.
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Tempo2011
Per dirla tutta, ritengo che la nostra presenza sia soltanto funzionale e che non vi sia niente di spirituale in tutto questo...anzi.
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variabile + fisso
L’essere in quanto presenza funzionale cosa significa? Nel senso, funzionale rispetto a cosa?
Rispetto all'universo.
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Tempo2011
E' a tale motivo che do molta importanza alla solidarietà umana, perché se è vero che l'universo potrebbe pullulare di altre civiltà, aventi tutte lo stesso scopo, è pur vero che in questa paurosa immensità...noi siamo soli.
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variabile + fisso
Forse sono io che non capisco, in sostanza il significato dell’esistenza nell’universo stà nella solidarietà ?
Ritengo che, al termine “significato” dev’essere data un’importanza che va oltre ciò che è fine a se stesso, in tal caso la solidarietà. Voglio dire che nella solidarietà posso vederci un mezzo ma non uno scopo. Dunque nel tuo caso, indicherei la nostra presenza non come significato ma come intenzione insensata.
Mi sembra che dal mio assunto si comprendeva chiaramente che la solidarietà fosse solo un mezzo e non lo scopo. In pratica, ammettendo che noi, come tutte le altre civiltà sparse per gli universi, fossimo state create con il solo scopo di salvare l'universo, allora la solidarietà e l'amore verso l'altro, renderebbe meno crudele l'attesa. In pratica, schiavi che solidarizzano e pronti a intervenire quando sarà il loro tempo.
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