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Vecchio 29-12-2008, 10.06.53   #21
emmeci
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Data registrazione: 10-06-2007
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Riferimento: Cos'è la cultura?

La tua concezione, espert37, è bella e spirituale, anche se ha il difetto di opporsi alla storia avvolgendola di un’aura di magia e di una speranza chimerica ….Però una ragione c’è per non disperare, e sta nella potestà della storia, cioè nel fatto che essa crea ma anche travolge ogni forma, invitando a credere che se il bene è precario, è precario anche il male, cioè che nell’inferno stanno le radici del paradiso e nella morte quelle della vita. E questo, dopo tutto, si riflette su ciò che abbiamo chiamato cultura, sospesa tra un concetto trascendentale di essa come poteva essere quello del medio evo e forse è anche il tuo, e un concetto immanentistico come è quello di Hegel e della modernità, conscia che non c’è positivo senza negativo e che il compito dello storico e del filosofo è di comprendere questa logica senza timore per le conseguenze dolorose se non tragiche che essa comporta, certo più gravi di quelle che hai citato in termini di cattiva ecologia e cattive serate domenicali, che certo continueranno ad esistere nel prossimo anno rendendo non spirituali ma spiritistici gli auguri che si sprecheranno a colpi di botti e le benedizioni in nome di un Dio che è fatto a brani dalle religioni oltre che dagli usi di un mondo senza pietà.
Ma tant’è, visto che il concetto di cultura – come è oggi interpretato dagli antropologi - comprende tutto e scansa giudizi moralistici su ciò che avviene (tutto è cultura, dalla pietra scheggiata alla bomba atomica, e dalla santità al terrorismo). Dunque non disperare, perché proprio se tutto è cultura tutto è anche storia, e questo significa che non c’è nulla di eterno….Per fortuna, aggiungo, perché se la morte spegne la vita, spegne il male che è in essa, e forse Dio non ha potuto escogitare altro mezzo per dare speranza a coloro che credono non nella sua onnipotenza ma nella sua bontà. (Un augurio un po’ strano, mi rendo conto, per questa fine anno. E allora torno al tuo “Ciao e buon anno!” - emmeci).
emmeci is offline  
Vecchio 29-12-2008, 16.52.46   #22
arsenio
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Riferimento: Cos'è la cultura?

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Il tuo augurio, Arsenio - che ricambio sinceramente – dimostra che in fondo la storia umana è un superamento continuo della natura, che la parola nascita può passare da un significato fisico o fisiologico a un significato simbolico e spirituale, quasi fosse questo il compito della specie uomo: emergere dalla natura fisicamente, conoscitivamente e moralmente, trasfigurando la memoria in creazione, fino a rappresentare veramente l’ultima specie dell’evoluzione terrestre e la prima di una storia più bella, anche se non si tratta di volare fra gli angeli ma di progettare dentro di sé un diverso avvenire, fosse pure da interpretare come un infinito avvenire. Infatti, ciò che ci distingue nei confronti degli animali non è tanto un più robusto senso dell’io quanto la coscienza dell’infinito: un dono tremendo e sublime, perché può tradursi nel brivido di chi si trova sull’orlo di un baratro o prossimo all’immortalità.
E allora, tornando alla divaricazione natura-cultura, ci pare di poter sperare in una misteriosa armonia, in un passaggio senza traumi e senza rischi di finire nella pazzia, proprio se diamo a cultura un significato più ampio di una semplice mutazione animale, cioè quello di un superamento della natura nel senso non solo di un adattamento all’ambiente o all'anno che viene, ma di una trasformazione conoscitiva e morale: una conferma di quel progredire che forse non è un’illusione e che con grande fatica, continue cadute e orrendi spettacoli d’ingiustizia e violenza, da milioni di anni ci porta verso ciò che è non un fatale destino ma un destino voluto e costruito da noi, per arrivare…..chi sa? Forse al dominio assoluto della natura ipotizzato dagli scienziati? Forse al possesso della verità che i filosofi cercano da migliaia di anni? O a quell’incontro con Dio in cui credono i religiosi e che, se esiste, è un Dio del futuro e non del passato? Sarebbe questo dunque il senso vero della parola Natale?

“Cultura” ha vari significati che sono spesso fonte di malintesi. Per sapere di cosa si sta parlando si dovrebbe prima di iniziare il dibattito chiarire con una premessa la linea da seguire.
Oggi urge contrastare la “cultura” che contrassegna il tramonto dell'Occidente, inculturazione di massa, con un'educazione formativa.
Ma“cultura” in senso antropologico può essere tutto: oracolo, magia, pederastia e cannibalismo. L'uomo produce simboli e credenze per proteggersi dalla natura e per regolare le relazioni. Ma è la civilizzazione che impone la ragione, l'illuminismo, il ritegno e lo scetticismo: uno spirito che regoli gl' impulsi istintuali.
Il linguaggio si sovrappone alla natura intesa come autenticità della persona e la deforma. Le concezioni definitive limitano le infinite rappresentazioni del mondo che non ha confini nella sua quantità e qualità, da non circoscrivere in unilateralità universalistiche.

La definizione più illuminata del rapporto tra natura e cultura è quella della teoria lacaniana:
la cultura in cui il sociale ed il simbolico che lo descrive si esprime, appare come un ordine di significanti, “Altro” (= ordine del linguaggio a cui ogni interlocutore deve sottostare) dalla matrice originaria che custodisce la natura dell'uomo il quale nella cultura, dunque, è sempre alienato. Attestandosi il discorso all'Io, al comportamento sociale, il soggetto prolifera in forme multiple che si dà o che gli vengono imposte a che equivalgono ad altrettante maschere sotto le quali si nasconde ciò che è stato rimosso,vale a dire la sua natura. Con l'accesso al linguaggio si sovrappone il regno della cultura a quello della natura. La non coincidenza irriducibile tra significante e significati fa sì che il linguaggio non riproduca la verità ma la distorca, e d'altra parte che la verità non abbia altro modo di dirsi se non nella distorsione linguistica.
Il linguaggio è incommensurabile al reale, la verità sta nel sintomo inconscio. La verità irraggiungibile da parte del linguaggio e del sapere s'inscrive in una prospettiva ermeneutica per cui nessun sapere può vantare una presa esaustiva o un possesso ultimo della verità.
La scienza conosce la “verità” ma corrisponde all'incertezza da cui l'esperienza vissuta dell'uomo è fenomenologicamente segnata e che la ricerca della verità anima storicamente, sotto la voce dello spirituale, gli slanci del mistico e le regole del moralista, le vie dell'asceta, ecc.
ma la verità nel suo valore specifico resta estranea all'ordine della scienza: la scienza può onorarsi della sua alleanza con la verità e proporsi come oggetto il suo fenomeno ed il suo valore, ma non può identificarla come il fine che le è proprio. ( J. Lacan, Scritti, '66).

Credo sia un buon punto di partenza per cominciare un dibattito sul rapporto tra cultura, natura“verità”,linguaggio, antropologia culturale, sue convenzioni “culturali”e “maschere”, verità nel sintomo, cioè in un vissuto o comportamento osservabile, ecc.

Buon anno, per ora
arsenio is offline  
Vecchio 30-12-2008, 09.23.13   #23
emmeci
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Riferimento: Cos'è la cultura?

Attraverso le svolte del nostro argomentare non so se siamo giunti o siamo prossimi a un’intesa. In ogni modo, interpretando le nostre affermazioni come semplici variazioni sul tema, mi pare di poter riassumere il problema così: dopo aver accentuato il distacco fra natura e cultura – e magari fra cultura bassa e cultura alta, cultura al singolare e cultura al plurale, cultura omogenea e cultura differenziata - fino a giungere al concetto antropologico di cultura come insieme di tutte le opere e di tutti i valori e avere assimilato questa equazione a quella che s’identifica con la storia come ricerca di una verità che si pone al di sopra di tutte le piccole storie - mi si permetta un ultimo dubbio o un ultimo punto interrogativo.
Tutto è cultura, dunque, per la specie-uomo, e ogni storia è o diventa storia della cultura. Ma è giusto questo aforisma o ci perdiamo, con esso, in un’impressione di omogeneità che sembra andar contro alla realtà delle cose?
Un invito a ripensare questo problema ci viene in questi giorni dalla morte di Samuel Huntington, il politologo americano che ha portato questo termine di cultura a un’indubbia attualità e a una conoscenza quasi di massa, ipotizzando, per spiegare gli avvenimenti di oggi, uno “scontro delle culture” (culture clash) che ha suscitato consensi ma anche critiche accese. Di fronte infatti all’idea di Fukuyama di una vittoria incontrastata della democrazia che avrebbe imposto una “fine della storia”, Huntington sembrava averci riportati coi piedi in terra: anche se questo scontro delle culture non è un’interpretazione pessimistica di ciò che vediamo intorno a noi, ma un invito a intendere la cultura come un compito senza fine perché sì, essa è qualcosa di estendibile a tutto non in quanto tutto è identico ma in quanto nulla lo è, e l’uomo va in cerca di un’identità o meglio una verità che non si attua nel qui e nell’ora e non ha niente di definitivo: cioè di una verità assoluta che tutti cerchiamo e non troviamo mai.
Infatti nessuna aspirazione pacifica, nessuna buona volontà – Espert37 - basta a dirimere le differenze e le lotte tra le culture, che dal livello infimo a quello più alto vengono anzi sollecitate, perché la natura anzi l’evoluzione stessa del cosmo va verso il diverso e si compie con il diverso, ed è dunque più saggio non illudersi pensando – certo per bontà d’animo – che l’unità del genere umano o addirittura l’unità del vivente sia una realtà e non un’aspirazione, come è un’aspirazione l’idea che l’universo abbia un senso e magari anche un fine, ristabilendo l’unità di natura e cultura a questo livello ottimo e massimo. Così che ciò che si avvicina alla verità è piuttosto una diversità fra quei termini, facendo capire che l’unità degli esseri e dei conseguenti diritti è forse proprio un errore, un errore che è stato all’origine del colonialismo europeo così come lo è di ogni totalitarismo politico e religioso, mentre ciò che è alla base di natura e cultura è l’unità nella diversità, cioè l’unità come fine e non come mezzo, e tanto meno come principio.
emmeci is offline  
Vecchio 30-12-2008, 15.38.23   #24
espert37
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Riferimento: Cos'è la cultura?

Carissimi Arsenio ed Emmeci,io vi leggo,ed apprezzo tutti i vostri interventi finalizzati alla ricerca per definire e dare una qualifica alla cultura.Ma scusatemi e cercate di sopportare un attimo la mia ignoranza,non riesco a capire il perchè di tanto impegno per complicare e rendere alquanto irrisolvibili le cose semplici.Come in agricoltura, nel nostro lessico viene definita coltura ogni studio ed azione atti a far nascere,fiorire e produrre al meglio le piante,le azioni che le fanno appassire e seccare non sono coltura ma anticoltura. Anche in antropologia,a tutti gli studi,le idee e le azioni,volte al miglioramento dell'umanità,al suo avanzamento verso quella meta universalmente riconosciuta e condivisa,possiamo dargli l'appellativo di cultura.Tutte quelle idee ed azioni che non volgono a questo intento ma che deviano,recando spesso danno,io le chiamerei anticultura.
A mio avviso,al fine di poter intraprendere una seria e concreta ricerca,dobbiamo prendere atto con convinzione che tutti abbiamo due punti importanti ed essenziali in comune,e che sono: Il punto di partenza che è l'EGO,perchè se esistono questi probblemi di cui stiamo trattando,la causa prima è perchè il nostro Ego esiste,se non esistesse,per noi non esisterebbe nessun probblema e tantomeno tutto l'universo. Il punto di arrivo,la meta,anche quella in comune e condivisa,è la felicità,la beatitudine ,il paradiso,o come maglio la si voglia chiamare. Ebbene,tutto ciò che si propone
per la ricerca del migliore tragitto che l'Ego deve seguire per giungere a detta meta,io chiamerei CULTURA. Tutto ciò che devia non lo riterrei degno di tale appellativo. Gli strumenti ed i mezzi di ricerca per detto fine esistono,basta solo adottarli in comune accordo.
Un caro saluto ed un augurio di Buon Capodanno a tutti espert37
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Vecchio 31-12-2008, 09.30.51   #25
emmeci
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Riferimento: Cos'è la cultura?

Carissimo Espert, tutto accettabile quello che dici sul senso della cultura, con una sola riserva: che non è affatto detto che ciò che tutti hanno davanti è la felicità, e non c’è bisogno per dimostrarlo di evocare l’ombra dei grandi pessimisti della letteratura e della filosofia, ma basta uno di quei fantasmi che vediamo aggirarsi inebetiti o urlanti fra macerie di case e cadaveri di donne e bambini, tanto da far credere che preferirebbero anch’essi la morte a una vita che proprio in questi giorni di trapasso dal vecchio al nuovo anno sembra non promettere loro altro che strazio e rendere quasi fatui gli auguri di chi ha la fortuna di vivere in pace.
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Vecchio 31-12-2008, 12.19.48   #26
espert37
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Riferimento: Cos'è la cultura?

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Carissimo Espert, tutto accettabile quello che dici sul senso della cultura, con una sola riserva: che non è affatto detto che ciò che tutti hanno davanti è la felicità, e non c’è bisogno per dimostrarlo di evocare l’ombra dei grandi pessimisti della letteratura e della filosofia, ma basta uno di quei fantasmi che vediamo aggirarsi inebetiti o urlanti fra macerie di case e cadaveri di donne e bambini, tanto da far credere che preferirebbero anch’essi la morte a una vita che proprio in questi giorni di trapasso dal vecchio al nuovo anno sembra non promettere loro altro che strazio e rendere quasi fatui gli auguri di chi ha la fortuna di vivere in pace.

Carissimo emmeci, io intendo che l'aspirazione,il desiderio,la meta da raggiungere, di ogni umano con l'intelletto non patologicamente tarato,è la felicità,la beatitudine,o il paradiso. Tutto ciò che vediamo in questi giorni,e tutto ciò che è violenza,tutte le azioni non basate sull'AMORE del proprio prossimo,non è cultura,ma profonda ignoranza,non conoscenza di quel giusto sentiero che ci indirizza verso quella meta che è universalmente ambita. Se si riuscisse a divulgare detta cultura tutti la adotterebbero, per non danneggiare se stessi.
Ciao e buona giornata espert37
espert37 is offline  

 



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