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Vecchio 17-03-2012, 15.41.09   #11
Giorgiosan
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Messaggi: 2,009
Riferimento: L'umanità cambia carattere con il tempo?

Citazione:
Originalmente inviato da ornella
Sul pianeta Terra contemporaneamente sono presenti molti tipi di gruppi etnici, alcuni probabilmente molto simili ai nostri avi. http://psicocafe.blogosfere.it/2008/...-i-numeri.html
Magnificamente e a fatica conviviamo contemporaneamente.
Quindi penso si possa dire che convivono talmente tanti caratteri diversi, che già rappresentano di per se una percentuale di possibilità di cambiamento.
Ma forse non intendevi per carattere questo.

Se il post era in riferimento al mio devo dire che carattere ha molti significati, almeno nell'uso comune e la definizione che ho dato era di ordine psicologico. Ho capito cosa intendi. In effetti il mio punto di vista era molto "regionale", più "globale" il tuo. Considerando l'umanità intera con le sue articolazioni, culture e tradizioni, il giudizio mi sembra più difficile.
Tu vedi nelle differenze un fatto positivo e un elemento di speranza. Anch'io.

(PS Ora che ti rileggo mi rendo conto che non era in relazione al mio post.)

Ultima modifica di Giorgiosan : 17-03-2012 alle ore 19.11.29.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 17-03-2012, 20.04.22   #12
ulysse
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Data registrazione: 21-02-2008
Messaggi: 1,363
Riferimento: L'umanità cambia carattere con il tempo?

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Direi ne migliorati ne peggiorati. Di base siamo gli stessi uomini dell’inizio della storia scritta o giù di lì, con qualche virtù più accentuata, ma anche con qualche vizio più accentuato,
Da quando abbiamo imparato a modificare a nostro favore l'ambiente in cui viviamo e da cui ci difendiamo con pelli, vestiti, rifugi, armi per cacciare, sistemi di coltivazione, fuoco, riscaldamento, manipolazione delle materie prime e interrelazione fra gli umani, ecc…ebbene da allora, credo che le esigenze di “adattamento con selezione naturale” siano diminuite e la nostra evoluzione biologica sia di molto scemata, sia divenuta pressocchè impercettibile… se non per alcune patologie endemiche tipo malaria, HIV, influenza aviaria e roba del genere.
.
All'opposto è enormemente incrementata l'evoluzione culturale e con essa la nostra strutturazione cerebrale, in particolare, da che si è sviluppato il linguaggio articolato organizzato in codici con possibilità di trasferire nozioni, esperienze, organizzazione sociale, ecc...circa 50 o 60 mila anni fa.
Credo che da allora il carattere dell'umano sia progressivamente addolcito nelle sue esplicazioni, pur mantenendo un fondo originale di egoismo e ferocia animale...caratteristico dei predatori/cacciatori.
Egoismo che si esplica anche oggi sia pure in modo soft e relativamente civile.

Un ulteriore salto versi il soft potrebbe essere avvenuto, di pari passo con l'evoluzione della scrittura intervenuta 6 o 7 mila anni fa… già matura, nelle sue espressioni ed indagini sulla natura umana, all'epoca di Omero.

Quindi il trend migliorativo circa i reciproci comportamenti e interrelazioni, pur non raggiungendo l’ideale, direi che si è mediamente accresciuto nelle ultime migliaia di anni, tanto che già Gesù, 2000 anni fa, poteva consigliare impunemente all'offeso di porgere comunque l'altra guancia senza cadere nell'incredulo ridicolo.

E' anche vero che pochi ottemperarono a tale consiglio ed anche oggi non c’è grande entusiasmo nell’adeguarvisi, ma l'idea in sè è comunque eticamente apprezzata.

Comunque ancora ai tempi di Gesù fino ad epoca tardo-romana si crocifiggevano i malandrini o creduti tali.
Nel Medio Evo era abbastanza comune bruciare vive le streghe ed i gatti neri, mentre lo schiavismo, considerato normale nella civilissima Grecia di Pericle, si è protratto, con riconoscimento giuridico degli stati, fino alla guerra di secessione americana 1861-1865.

Si verificano tuttavia anche oggi comportamenti incivili, degradati e violenti verso persone singole o verso gruppi etnici e intere popolazioni di paesi non pienamente giunti alla democrazia, ma, mi pare, con minore intensità e, generalmente, al di fuori del consenso popolare occidentale.

In definitiva possiamo contare su di una evoluzione culturale in crescendo che indurrebbe comportamenti sempre più civili e rispettosi della dignità umana, dell’eguaglianza fra cittadini, della solidarietà e delle leggi dello stato.
Citazione:
... questo io credo sia dovuto al fatto che noi uomini siamo un “ente di memoria” e quindi non possiamo fare altro che ripetere all’infinito quello che è registrato nella nostra memoria sia essa la memoria singola ma anche la memoria più grande quella della nostra specie, della nostra cultura.
Ma non credo che siamo essenzialmente un "ente di memoria"...forse vuoi dire che biologicamente e istintualmente siamo predefiniti dal DNA genetico. Ma ciò è solo parzialmente vero: il DNA genetico, infatti, per quanto “prevalente”, ha tuttavia influenza non prorio determinante sul nostro essere funzionale biologico.
Infatti, pur con 7 miliardi di possibilità, non c'è un codice genetico eguale all'altro!

Accade poi che il DNA genetico è “pochissimo” determinante sul nostro psichismo pensante e senziente: il nostro cervello alla nascita infatti è piuttosto incompleto…è quasi un abbozzo!
La nostra specie, infatti, proprio per questo, è costretta a protrarre le cure parentali dei piccoli assai più a lungo che non ogni altra specie di primati.
Significa che il sistema cerebrale nostro viene, per gran parte, strutturato dopo la nascita dall'ambiente, non solo intellettualmente, ma anche fisicamente.
Su di esso, quindi, l'ambiente parentale e sociale ha forte influenza fin dall'inizio.

In definitiva il sistema neuronale raziocinante e senziente finisce col prevalere sul programma genetico…e, tanto più prevale, con l’acculturamento: non siamo guidati, nei nostri comportamenti, pensieri, decisioni e sensazioni dal nostro DNA genetico, ma, in prevalenza, dal nostro sistema neuronale raziocinante…nonostante certe pulsioni genetiche di base.
Citazione:
Una catarsi forse può avvenire se commutiamo l’idea che abbiamo di noi stessi smettendo di identificarci nella memoria ed iniziando ad identificarci nella nostra “essenza”. Ma quando si parla di “essenza”, di “essere” e di “esseità” le parole sono inadeguate come inadeguata è la filosofia per indagare questi argomenti.
Non so di catarsi, ma direi che non ci identifichiamo nella “memoria” e neppure in una vaga, cosiddetta, “essenza” : Non decidiamo “noi”: è solo che così funziona.

La nostra “coscienza”, nel suo processo interattivo interno/esterno si avvale di ciò che è disponibile integrando le varie funzioni cerebrali con l’ambiente percepito nella risultanza del particolare modello ambientale in evoluzione continua.
Che le parole siano spesso inadeguate e insufficienti è forse vero, ma è più questione di genetica, di biologia, di psicologia, che non di filosofia.
Citazione:
Per quanto riguarda la tua affermazione che in passato esistevano dei criteri di comportamento condivisi, mentre adesso,tutto è più confuso e l’unica spinta ad agire sembra essere l'interesse immediato, bhe direi che forse sembra così perché i soliti furbetti del palazzo, hanno pensato bene di cavalcare il relativismo per liberarsi dall’etica ed avere quindi le mani libere per i loro crimini. Ma è ovvio che questo è un periodo transitorio perché non siamo pronti per vivere senza etica.
Non so se sia questione di relativismo: il relativismo è una realtà, non se ne può sfuggire.
È piuttosto questione di esaltazione del liberismo economico e burocratico: si è creduto (non so con quanta ingenuità) che al di fuori di controlli e regole burocratiche l’economia procedesse più speditamente e la finanza se ne avvantaggiasse…La qual cosa è anche vera. In fondo è una tendenza economica generale invalsa dai tempi della Thatcher e di Reagan con l’avvio della globalizzazione.

Purtroppo, da noi, ma forse anche altrove, il senso etico dello stato non è ancora abbastanza forte e la cosa è degenerata…sospinta anche da esperti affaristi, economisti e giuristi nella stanza dei bottoni che sembra ne abbiano ricavato vantaggi extra.
Citazione:
Probabilmente rinascerà una nuova etica più snella e più funzionale all’uomo.
L’Etica è in continua evoluzione, credo, come una commistione fra una cultura tradizionale ed esigenze moderne emergenti.
A seconda della Vision perseguita la gente si divide fra conservatori e progressisti: in genere l’etica è sostenuta dai conservatori: è la loro bandiera! Finchè la corda resiste la gente ha un riferimento comportamentale e sa cosa è bene e cosa è male anche nelle piccole cose burocratiche…fino all’eccesso.
Ma ad un certo punto i giovani progressisti ne hanno abbastanza e vogliono affermarsi: la corda si rompe, la modernità prevale.
I riferimenti morali e di comportamento sembrano scomparire: è la trasgressione che si propaga impetuosa!…Finchè la trasgressione non diventa abituale, annoiante e adeguata alle esigenze ed è di nuovo l’etica..con la corda che tira ecc…il ciclo si ripete!

Oggi, con le infinite innovazioni tecnologiche incombenti, il ciclo si ripete molto più velocemente che in passato e sembra che il riferimento etico venga a mancare…la gente si sente insicura e rimpiange il passato…alle elezioni vincono i conservatori…per questa volta.
ulysse is offline  
Vecchio 18-03-2012, 19.09.06   #13
paul11
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Riferimento: L'umanità cambia carattere con il tempo?

La mia risposta secca alla domanda è NO.
Abbiamo costruito conoscenze che ancora non sono riuscite a modifcare il nostro impianto originario, la nostra origine organica e il nostro mondo organizzato.
La nostra cultura è servita più da deterrenza che non a modificare quello che siamo , a trasformarlo.
Le guerre tutt'ora esistono , gli egoismi pure. Le sovrastrutture organizzate sono servite a "bloccare" le istintualità , con le regole morali ed etiche, con i regolamenti e le leggi.
Nella teoria dello stato si evince che il singolo cittadino non può usare la violenza perchè questa è monopolio dello stato. Si sono spostati i termini
si sono sublimate le diverse forme di violenze. Ora questa organizzazione deterrente ha sacrificato l'essere umano nella sua libertà , inviluppandolo in un mondo in apparenza soft, ma fatto di regole spietate (Minima moralia di Adorno)
Fin quando i valori morali, quali libertà uguaglianza e fratellanza, non entreranno a far parte del DNA e quindi non solo come concetti astratti, continuerà a vincere l'estrema ratio egoica
paul11 is offline  
Vecchio 19-03-2012, 11.14.59   #14
CVC
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Riferimento: L'umanità cambia carattere con il tempo?

Citazione:
Originalmente inviato da Socrate78
Spesso mi chiedo se l'umanità nel suo complesso peggiori o migliori dal punto di vista etico, oppure se tutto sommato resti abbastanza uguale a se stessa.
E' difficile dare una risposta vaida, perchè se da un lato è vero che determinate epoche storiche hanno visto spesso l'uomo mostrare il peggio di sè nei confronti dei suoi simili (fanatismi,guerre e via discorrendo) è altrettanto vero che oggi non siamo messi poi meglio, forse siamo più "civili" giuridicamente, ma dietro questa facciata sembra che l'egoismo e il cinismo siano imperanti e che molti pensino esclusivamente al proprio vantaggio immediato.
In passato almeno esistevano dei criteri di comportamento condivisi, legati molto spesso a ideologie o fedi in contrasto tra loro ma che almeno davano delle direttive etiche; adesso,invece, è tutto più confuso e l'unica spinta ad agire sembra essere l'interesse immediato anche a scapito degli altri (Mors tua, vita mea insomma).
Secondo voi, siamo peggiorati o migliorati rispetto al passato? E' possibile migliorare la consapevolezza etica dell'umanità?
Si può dire che il progresso della conoscenza cambi la nostra coscienza della realtà e che, conseguentemente, cambi anche la coscienza dell'umanità in rapporto al progresso scientifico.
Una volta dimostrato che la frase "fermati o sole" non è coerente, non si può fare a meno di rivalutare il contesto di quella frase e le sue implicazioni.
Ciò non significa per forza falsificare la sostanza dei testi sacri, ma che è impossibile non rivalutarli formalmente e nelle implicazioni che tali testi hanno comportato per secoli nell'opinione comune dell'umanità.
Per dimostrare che l'umanità non cambia carattere con il tempo bisognerebbe dimostrare che esiste un qualche aspetto dell'umanità che non sia mai stato influenzato dalle religioni, dalla scienza, dalle guerre. In un universo in espansione, pensare ad un puntino di tale universo (l'uomo) immune all'imperio del tempo, è assai difficile. Eppure ciò che a noi più interessa, dal punto di vista umano, è proprio quel puntino.
Dice Bertrand Russell: "quando i filosofi giudicano i fenomeni, tutto ciò che cercano di fare è cercare di convincere se stessi e gli altri che il mondo reale è diverso dal mondo apparente".
Forse ciò avviene perchè il filosofo oltre ad usare la propria ragione cerca anche di interpretarla dandole un senso umano.
Lo scienziato usa la propria ragione per comprendere in senso non relativo un universo all'interno del quale c'è anche il puntino-uomo, il filosofo non può fare a meno di pensare che quell'universo possiamo osservarlo solo da dentro quel puntino.
Questa crescente spaccatura fra interpretazione scientifica e interpretazione filosofica o fra mondo apparente e mondo reale, implica riflessioni nuove sul contesto dell'umanità; e bisognerebbe stabilire se il nostro concetto di etica possa essere indipendente da questa spaccatura.
CVC is offline  
Vecchio 19-03-2012, 19.40.27   #15
ulysse
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Riferimento: L'umanità cambia carattere con il tempo?

Citazione:
Originalmente inviato da paul11
La mia risposta secca alla domanda è NO.

Citazione:
Abbiamo costruito conoscenze che ancora non sono riuscite a modificare il nostro impianto originario, la nostra origine organica e il nostro mondo organizzato.
La nostra cultura è servita più da deterrenza che non a modificare quello che siamo, a trasformarlo.
Ma la cultura non può agire sul cosiddeto impianto originario genetico: la modifica o l'emergere di un sensibilmente diverso DNA, avviene solo per selezione naturale di chi meglio si adatta all'ambiente, fisico o sociale che sia. Occorre quindi creare l'ambiente oppotuno e indirizzato.

In realtà la cosa è già avvenuta alcune volte nel corso degli ultimi milioni di anni...dagli ominidi delle ere prepaleolitiche e paleolitiche, all'Homo Sapiens...all'Homo Sapiens Sapiens...che, modestamente, saremmo noi, ma il gene egoista non si è perduto: esso costituisce l'ultima frontiera per la nostra conservazione e sopravvivenza!
Citazione:
Le guerre tutt'ora esistono , gli egoismi pure. Le sovrastrutture organizzate sono servite a "bloccare" le istintualità , con le regole morali ed etiche, con i regolamenti e le leggi.
Nella teoria dello stato si evince che il singolo cittadino non può usare la violenza perchè questa è monopolio dello stato. Si sono spostati i termini
si sono sublimate le diverse forme di violenze.
Ora questa organizzazione deterrente ha sacrificato l'essere umano nella sua libertà , inviluppandolo in un mondo in apparenza soft, ma fatto di regole spietate (Minima moralia di Adorno)
Tutto vero...salvo che il "mediamente più soft" non è apparente, ma reale...nuove aspirazioni scuotono le società...i mezzi diffusivi diffondono democrazia e idee sempre più liberali...in proposito il trend è positivo: ho detto qualcosa in proposito nei miei precedenti post.
Citazione:
Fin quando i valori morali, quali libertà uguaglianza e fratellanza, non entreranno a far parte del DNA e quindi non solo come concetti astratti, continuerà a vincere l'estrema ratio egoica
Per ora i valori morali quali libertà, eguglianza, fratellanza, ecc... fanno parte della nostra cultura...o, piuttosto, sono riconosciuti come valori dalla nostra cultura...per lo meno da quella sviluppatasi sulla linea greco/giudaico/cristiana/illuminista, ecc.....non mi pare poco: ci sono voluti più che 3 mila anni!

Un modo perchè tali valori si trasfomino in codici inseriti nel progremma del DNA potrebbe essere una società, o comunque il trovarsi in una condizione tale, in cui tali valori costituiscono parametri selettivi di sopravvivenza e/o di riproduzione.
La cosa significherebbe che chi non esplica, nelle proprie aspirazioni e propri comportamenti abituali, conseguenze concrete di tali valori o chi li esplica sensibilmente meno è maggiormente soggetto a malattie, incidenti, mortalità infantile, deficienze nella riproduzione, ecc...
Magari chi maggiormente aspira ed esplica i valori detti, dovrebbe trovarsi anche ad essere più bello e prestante della media in modo da essere, con preferenza, scelto dall'altro sesso per la riproduzione e trasmettere un gene positivo.
Oppure dovrebbe costituirsi come una sorta di regime sociale per cui chi non esplica fratellanza, eguaglianza, solidarietà e non ama la libertà...viene discriminato e mandato a svernare in Siberia o a scavare tunnel amiantiferi per le TAV.

Per quanto la cosa potrebbe anche non funzionare come già è accaduto nella vecchia URSS per i cosiddetti i nemici del popolo: la cosa ha finito, in realtà, col creare un aumento dei vari nemici del popolo...ma forse perchè non si è insistito; un qualche ventennio in più di un tale regime e sarebbero rimasti solo gli amici del popolo...ma senza popolo!
Anche Hitler mise in atto un metodo del genere per selezionre gli impuri...e quasi a lui la cosa riusciva: lo fermarono in tempo!

Ho celiato e mi scuso!
Volevo solo evidenziare il prevedibile: la ratio egotica vincerà sempre! essa è elemento costituente del nostro essere...senza "ratio egotica" la specie finisce.

Occorre convincersi che il "focus" da perseguire non è il "mutante" portatore del gene altruista...chè sarebbe deleterio...oltre che impossibile!
Occorre invece indirizzare, con la nostra evoluzione culturale ed evoluzione etica, la "estrema egotica ratio" ad essere meno estrema...persino ad essere sempre egotica, ma in ciò che conviene a tutti, alla comuntà..e credo sia possibile..anzi siamo già sulla buona strada.

Ad esempio, occorre creare un sistema sociale ed una cultura (ma già è così in teoria) in cui sia premiato il merito anzichè la furbizia del prevalere sgomitando. Il premio del merito è già un modo per volgere l'egoismo al bene della comunità, ma occorre per questo un grande sforzo di acculturamento e coinvolgimento... con la scuola in prima linea...non decurtata delle risorse.

Chi vale, e chi vale meno si sforza, si trova ad esplicare il proprio egoismo nel perseguire il merito ed avere il premio...magari di considerazione oltre che pecuniario... simbolo di approvazione sociale e status di superiorità meritata con l'autoralizzazione.
Non è nessario scomodare il DNA!
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Vecchio 19-03-2012, 20.46.08   #16
ulysse
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Riferimento: L'umanità cambia carattere con il tempo?

Citazione:
Originalmente inviato da paul11
La mia risposta secca alla domanda è NO.
Mi scuso e riprendo brevemente poichè mi pare di non aver dato una conclusione alla mia elucubrazione del post precedente...per quanto la conclusione fosse evidente:
1)- Sul piano della struttura biologica, cerebrale e istintuale non c'è praticamente stata evoluzione dall'avvento della parola a questa parte...forse da 50 o 60 mila anni ...e tanto meno negli ultimi 3 mila anni di nostro maggior interesse...con la ferocia delle tragedie greche, cui è paragonabile la ferocia delle tragedie attuali: guerre, rivoluzioni, terrorismo, criminalità.

2)- Sul piano della evoluzione etico/culturale l'evoluzione è stata enorme con accelerazione crescente negli ultimi 500/400 anni e sempre più con l'avvento della scienza.
In sostanza oggi il mondo (l'uomo stesso) è profondamente diverso nel carattere e nel comportamento da quello di alcuni secoli addietro... più soft, più vivibile e non solo apparentemente.

Dalla fine della seconda guerra mondiale, poi, sono avvenute cose ...inenarrabili in riguardo ai costumi e modi di vita delle società...non previste e non prevedibili...ci potrei scrivere un libro.
Ma sono cose che tutti sanno...solo che il disinteresse dei piu' giovani e le urgenze del momento le fanno dimenticare.
ulysse is offline  
Vecchio 20-03-2012, 00.57.21   #17
paul11
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Riferimento: L'umanità cambia carattere con il tempo?

Il Novecento passerà alla storia come il secolo della tecnologia e di due guerre mondiali , di lager e di gulag e dove la scienza con la scoperta dell’energia atomica è servita come strumento al potere per polverizzare due città in Giappone, far vincere la guerra agli USA e spartire il mondo a Yalta.
Ci scriverei "una Treccani"non un solo libro sulla storia dell'umanità, dallo stregone e il capo tribù al potere finanziario dei nostri giorni e alle pseudo democrazie. Le caste sacerdotali dell'antichità si sono solo trasformate, ora abitano a Wall Street e i loro mandanti sono celati nei consigli d’amministrazione delle grandi corporation. Il potere orwelliano è già adesso: siamo tracciabili e controllabili.
E' grazie alla scienza, alla tecnologia che abbiamo un'etica migliore? E da quando e fondata su quale verità?
L’uomo non ha perso le sue antiche “manie”, i suoi istinti animali, qualcuno deve sempre prevalere sul branco e fare il capo.Solo che un tempo era armato di spada e lancia,adesso può lanciare testate nucleari.
paul11 is offline  

 



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