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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 13-03-2009, 08.49.50   #1
emmeci
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Il sonno di Dio

Certo non sembra che si abbia torto del tutto, ma non si deve nemmeno mostrare i pugni al cielo quando vediamo che il mondo è pieno di comportamenti nefandi, che i cattivi sono premiati e i buoni offesi e umiliati, visto che Dio il settimo giorno si riposò, rischiando di abbandonare il campo a Lucifero o consentendo che il mondo potesse dar prova di sé proseguendo con le sue forze senza bisogno di superiori interventi per aggiustare le cose. Dopo tutto non era stata un’impresa da niente la creazione di un cosmo così complesso e così gigantesco…. E d’altra parte, direte, non sembra che il potere divino si sia indebolito con quel sonno, visto che il suo popolo ha continuato a onorarlo, grato per la benevolenza che mostrava verso di lui e per qualche esempio vistoso della sua giustizia, come all’epoca del grande diluvio, quando di tutti gli esseri della terra aveva salvato solo Noè e la sua famiglia - e non bastava questo a testimoniare il suo vigile interessamento, pari a quello di un saggio padre verso le sue creature, capace di proteggerle quando meritano e punirle quando il troppo è troppo? Sì, ma dopo quegli anni così lontani da sconfinare nella leggenda, di veri interventi, correzioni, miracoli, non se ne sono visti molti, se ancora oggi sembra che quasi sempre il male trionfi sul bene e perfino il papa parla della chiesa come di “un luogo dove ci si morde e ci si divora a vicenda”.
Ma se vogliamo tenere conto di ciò che dice la Bibbia, è meglio ricordare che il settimo giorno il Vecchio (come lo chiama Einstein) si riposò, e non dice fino a quando è durato il suo sonno, che può darsi duri ancora o ammetta solo qualche breve risveglio, senza contare che il Vecchio aveva, nonostante il sonno, generato un figlio capace di sostituirlo anzi di salvare l’intero genere umano per lo meno in ispirito, dato che guerre feroci, perfino guerre in nome di Dio, avrebbero continuato a insanguinare questo pianeta.
Il settimo giorno si riposò? Ma no, siamo noi gli ingiusti che non ci siamo resi conto che quella non è solo un’antica leggenda ma una immonda calunnia, e che Dio non poteva stancarsi, che quell’abbandonare il lavoro al settimo giorno era piuttosto un dono che Dio ha fatto agli uomini, una dimostrazione della sua fiducia nel nostro libero arbitrio, nella possibilità che avremmo rigato diritto anche senza un nuovo diluvio. E se il risultato ci pare così diverso e così deprimente, ebbene accusiamo noi stessi piuttosto che Dio, soffocando quell’insinuazione luciferina che ha fatto sospettare perfino al suo popolo prediletto di averlo perduto, o credere che Dio veramente dormisse nei giorni dell’olocausto, rispondendo alle grida che uscivano dalle camere a gas con quello che è stato detto un misterioso silenzio.
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Vecchio 13-03-2009, 12.29.10   #2
Giorgiosan
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Riferimento: Il sonno di Dio

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
o credere che Dio veramente dormisse nei giorni dell’olocausto, rispondendo alle grida che uscivano dalle camere a gas con quello che è stato detto un misterioso silenzio.

Si racconta che in un campo di sterminio fosse stato appeso e orribilmente straziato un prigioniero.
Un recluso sconvolto con un grido esclamò: " Dio, dove eri quando è stato fatto questo?"
Ed un compagno di prigionia gli rispose :" Era li con lui a soffrire con lui."
Giorgiosan is offline  
Vecchio 14-03-2009, 00.05.54   #3
espert37
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Riferimento: Il sonno di Dio

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Certo non sembra che si abbia torto del tutto, ma non si deve nemmeno mostrare i pugni al cielo quando vediamo che il mondo è pieno di comportamenti nefandi, che i cattivi sono premiati e i buoni offesi e umiliati, visto che Dio il settimo giorno si riposò, rischiando di abbandonare il campo a Lucifero o consentendo che il mondo potesse dar prova di sé proseguendo con le sue forze senza bisogno di superiori interventi per aggiustare le cose. Dopo tutto non era stata un’impresa da niente la creazione di un cosmo così complesso e così gigantesco…. E d’altra parte, direte, non sembra che il potere divino si sia indebolito con quel sonno, visto che il suo popolo ha continuato a onorarlo, grato per la benevolenza che mostrava verso di lui e per qualche esempio vistoso della sua giustizia, come all’epoca del grande diluvio, quando di tutti gli esseri della terra aveva salvato solo Noè e la sua famiglia - e non bastava questo a testimoniare il suo vigile interessamento, pari a quello di un saggio padre verso le sue creature, capace di proteggerle quando meritano e punirle quando il troppo è troppo? Sì, ma dopo quegli anni così lontani da sconfinare nella leggenda, di veri interventi, correzioni, miracoli, non se ne sono visti molti, se ancora oggi sembra che quasi sempre il male trionfi sul bene e perfino il papa parla della chiesa come di “un luogo dove ci si morde e ci si divora a vicenda”.
Ma se vogliamo tenere conto di ciò che dice la Bibbia, è meglio ricordare che il settimo giorno il Vecchio (come lo chiama Einstein) si riposò, e non dice fino a quando è durato il suo sonno, che può darsi duri ancora o ammetta solo qualche breve risveglio, senza contare che il Vecchio aveva, nonostante il sonno, generato un figlio capace di sostituirlo anzi di salvare l’intero genere umano per lo meno in ispirito, dato che guerre feroci, perfino guerre in nome di Dio, avrebbero continuato a insanguinare questo pianeta.
Il settimo giorno si riposò? Ma no, siamo noi gli ingiusti che non ci siamo resi conto che quella non è solo un’antica leggenda ma una immonda calunnia, e che Dio non poteva stancarsi, che quell’abbandonare il lavoro al settimo giorno era piuttosto un dono che Dio ha fatto agli uomini, una dimostrazione della sua fiducia nel nostro libero arbitrio, nella possibilità che avremmo rigato diritto anche senza un nuovo diluvio. E se il risultato ci pare così diverso e così deprimente, ebbene accusiamo noi stessi piuttosto che Dio, soffocando quell’insinuazione luciferina che ha fatto sospettare perfino al suo popolo prediletto di averlo perduto, o credere che Dio veramente dormisse nei giorni dell’olocausto, rispondendo alle grida che uscivano dalle camere a gas con quello che è stato detto un misterioso silenzio.

Carissimo Emmeci,come già dissi in vari miei interventi precedenti, tanto Dio quanto tutta la tradizione, Antico e nuovo testamento,è creazione umana,ed in quanto umana è passibile di errori.Spetta a noi adottare le cose giuste e scartare le sbagliate. Mi sembra alquanto inappropriato, nella nostra epoca tirare in ballo ancora certe bagianate;Non ti pare? Se il nostro mondo continua a proseguire, è perchè c'è ancora tanto amore in noi,e questi insegnamenti provengono dalle tante cose giuste che ci ha trasmesso la stessa tradizione.per cui se la matematica non è una opinione,in tutto ciò che ci è stato tramandato,a mio avviso c'è molto più positivo che negativo. A noi la corretta interpretazione,sempre in relazione a quella meta comune a tutto il genere umano,tanto bene raffigurata da quel grande riformatore che è stato chiamato Gesù Cristo.

Un caro saluto espert37
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Vecchio 14-03-2009, 11.28.17   #4
emmeci
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Riferimento: Il sonno di Dio

Certo, Giorgiosan, una bella risposta quella del difensore di Dio davanti all’ebreo straziato nel lager, non fosse che Dio secondo i credenti è eterno, e quindi potrebbe essere intesa come una risposta retorica. No, preferisco pensare che tutto quello che si pretende da Dio dipenda solo da come lo raffiguriamo, cioè come un vecchio con cui si possa parlare perché è fatto a nostra immagine e somiglianza….nostra? Leggo che sant’Agostino ha scritto: “la donna non è fatta a immagine di Dio…l’uomo soltanto è l’immagine di Dio”. Giorgiosan, guarda come è difficile giudicare il valore di una frase se ci sembra nefanda perfino quella di un grande santo.
Mi pare che sia più generoso Espert37, che ammette per lo meno che i testi sacri sono creazione umana e possono quindi contenere errori, lasciando a noi di distinguere il cattivo dal buono. Solo che è difficile riportare in una tabella i sì ed i no, e calcolare alla fine se prevalgono le cose giuste o sbagliate in modo da poter scegliere se val la pena di dirsi cristiani: forse è preferibile, su un tema come questo, "scommettere", come propone Pascal: dopo tutto egli non era solo un'anima pia, ma un formidabile matematico.
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Vecchio 14-03-2009, 13.00.31   #5
Alék
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Riferimento: Il sonno di Dio

Citazione:
Originalmente inviato da espert37
Carissimo Emmeci,come già dissi in vari miei interventi precedenti, tanto Dio quanto tutta la tradizione, Antico e nuovo testamento,è creazione umana,ed in quanto umana è passibile di errori.Spetta a noi adottare le cose giuste e scartare le sbagliate. Mi sembra alquanto inappropriato, nella nostra epoca tirare in ballo ancora certe bagianate;Non ti pare? Se il nostro mondo continua a proseguire, è perchè c'è ancora tanto amore in noi,e questi insegnamenti provengono dalle tante cose giuste che ci ha trasmesso la stessa tradizione.per cui se la matematica non è una opinione,in tutto ciò che ci è stato tramandato,a mio avviso c'è molto più positivo che negativo. A noi la corretta interpretazione,sempre in relazione a quella meta comune a tutto il genere umano,tanto bene raffigurata da quel grande riformatore che è stato chiamato Gesù Cristo.

Un caro saluto espert37

D'accordo sul fatto che la "creazione umana" non sia priva di errori.
Il primo errore, secondo me, é dare un nome a ciò che misteriosamente ci ha fatto capire che , oltre alla nostra percezione dei sensi, ve ne sia un'altra che non possiamo gestire al 100%. Elargire etichette dovrebbe solo servire come indicatori che portano ad un'autoconsapevolezza del proprio essere; ecco la base della vera interpretazione. Perché chiamare Gesù un riformatore? Noi siamo stati i riformatori, plasmando verità per comodità o profitto nostri.
Basta che dica Dio e già vi riportate alla mente un qualcosa che si possa identificare con il vostro punto di vista, con qualcosa che si avvicini al vostro pensiero carico di alrti pensieri del passato tramandati dalle culture. Pensaci bene, tutto ciò che diciamo o scriviamo l'abbiamo già letto o sentito da qualche altra parte e le nostre interpretazioni, allora, su cosa si basano?
Tutto é illusione ed ognuno segue la propria. Secondo me, l'importante é sapere che sia un'illusione.
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Vecchio 14-03-2009, 14.20.37   #6
espert37
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Riferimento: Il sonno di Dio

In risposta ad Emmeci su quanto ha postato quì di seguito:

Mi pare che sia più generoso Espert37, che ammette per lo meno che i testi sacri sono creazione umana e possono quindi contenere errori, lasciando a noi di distinguere il cattivo dal buono. Solo che è difficile riportare in una tabella i sì ed i no, e calcolare alla fine se prevalgono le cose giuste o sbagliate in modo da poter scegliere se val la pena di dirsi cristiani: forse è preferibile, su un tema come questo, "scommettere", come propone Pascal: dopo tutto egli non era solo un'anima pia, ma un formidabile matematico.

Carissimo Emmeci, Vorrei tanto condividere quanto tu dici, se tu però mi proponesti una fonte almeno un tantino migliore, senza però dei forse o degli improbabili risultati di scommesse. E' da tanto tempo che io stò cercando una fonte alla quale attingere, più attandibile della tradizione umana,ma purtroppo non l'ho ancora trovata.se tu ne conosci una,ti prego di indicarmela. La tabella alla quale tu fai riferimento,non è difficile da farsi se la relazioni alla meta che tutta l'umanità vorrebbe raggiungere.questa dovrebbe essere la giusta pietra di paragone che tutti abbiamo in comune,in tal modo puoi riuscire a stabilire se sono più le cose giuste o quelle sbagliate.

Un caro saluto espert37
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Vecchio 14-03-2009, 17.00.20   #7
Giorgiosan
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Riferimento: Il sonno di Dio

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Certo, Giorgiosan, una bella risposta quella del difensore di Dio davanti all’ebreo straziato nel lager, non fosse che Dio secondo i credenti è eterno, e quindi potrebbe essere intesa come una risposta retorica. No, preferisco pensare che tutto quello che si pretende da Dio dipenda solo da come lo raffiguriamo, cioè come un vecchio con cui si possa parlare perché è fatto a nostra immagine e somiglianza….nostra? Leggo che sant’Agostino ha scritto: “la donna non è fatta a immagine di Dio…l’uomo soltanto è l’immagine di Dio”. Giorgiosan, guarda come è difficile giudicare il valore di una frase se ci sembra nefanda perfino quella di un grande santo.
Mi pare che sia più generoso Espert37, che ammette per lo meno che i testi sacri sono creazione umana e possono quindi contenere errori, lasciando a noi di distinguere il cattivo dal buono. Solo che è difficile riportare in una tabella i sì ed i no, e calcolare alla fine se prevalgono le cose giuste o sbagliate in modo da poter scegliere se val la pena di dirsi cristiani: forse è preferibile, su un tema come questo, "scommettere", come propone Pascal: dopo tutto egli non era solo un'anima pia, ma un formidabile matematico.

Vedi Emmeci, tu hai una idea molto astratta di Dio, avvolto nel suo mistero impenetrabile e quando si fa più concreta questa idea, te lo immagini, con ironia, come un grande prestigiatore o mago che trae le cose dal suo cilindro e poi diventa vigile urbano dell'universo e poi questore per giudicare.
La metti in burla. Dipingi una farsa nella quale non si può credere.

Per l'idea astratta di Dio la responsabilità è dei filosofi, per quella più concreta è di chi ti ha mostrato un cristianesimo che poco a che vedere con Gesù Cristo, immagino.

Gesù di Nazaret scandalizzò i suoi contemporanei correligionari e per questo fu ucciso.....ma risorse e si mostrò ai suoi fedeli.

E lo scandalo consiste in questo: che si proclamò Signore del cielo e della terra, cioè dominatore della natura e della realtà spirituale.

E quella dichiarazione scandalizza sempre, anche oggi, laici e religiosi.

Dunque Dio, questo termine è ormai ineliminabile, è un Uomo.

Il "testimone" poi è passato ad altri Uomini, "unti" con la stessa sua "unzione".
Ogni generazione ha il suo Cristo, Uomo-Dio come Gesù.

Dio non è lontano dagli esseri umani perchè è sempre uno di noi, sempre operante nello spirito e nella carne, e in tutti i tempi e per tutte le generazioni.

Ora tutta la teodicea letta sotto questa luce assume una tonalità molto diversa.

La realtà è sempre più umile di come la superbia intellettuale di noi esseri umani la teorizzi...

Capisco in anticipo il tuo scetticismo e aspetto la tua ironia, inevitabile da parte di chi non ha ancora incontrato il Cristo.

Amen
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Vecchio 14-03-2009, 18.04.05   #8
Anakreon
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Riferimento: Il sonno di Dio

Caro San Giorgio,

riferisci:

"Si racconta che in un campo di sterminio fosse stato appeso e orribilmente straziato un prigioniero.
Un recluso sconvolto con un grido esclamò: " Dio, dove eri quando è stato fatto questo?"
Ed un compagno di prigionia gli rispose :" Era li con lui a soffrire con lui."


Un dio inconfutabilmente misericorde.

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Vecchio 14-03-2009, 18.23.08   #9
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Mali, beni ed allucinazioni.

Forse possiamo anche domandarci se quello, che noi stimiamo male o bene, e non senza ragione, sia tuttavia parimenti male o bene per l'universo tutto e, quindi, per un dio, posto che un dio sia e che si dia pena di noi mortali.

Il male ed il bene, in somma, non sono forse piuttosto nei giudizii nostri, che nelle cose in sé stesse ?.

D'altronde, anche per i singoli uomini non è mai il medesimo il giudizio circa i mali ed i beni:
sarebbe ragione di stupore, se discernessimo che tutti i nostri mali e tutti i nostri beni null'altro fossero, che allucinazioni perpetrate da un'interpretazione inetta di necessità universali, escogitata da chi osserva il flusso perpetuo delle cose, vivendo costretto in un luogo angusto, per un tempo minimo ?.

Anakreon.
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Vecchio 15-03-2009, 10.02.55   #10
espert37
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Riferimento: Mali, beni ed allucinazioni.

Citazione:
Originalmente inviato da Anakreon
Forse possiamo anche domandarci se quello, che noi stimiamo male o bene, e non senza ragione, sia tuttavia parimenti male o bene per l'universo tutto e, quindi, per un dio, posto che un dio sia e che si dia pena di noi mortali.

Il male ed il bene, in somma, non sono forse piuttosto nei giudizii nostri, che nelle cose in sé stesse ?.

D'altronde, anche per i singoli uomini non è mai il medesimo il giudizio circa i mali ed i beni:
sarebbe ragione di stupore, se discernessimo che tutti i nostri mali e tutti i nostri beni null'altro fossero, che allucinazioni perpetrate da un'interpretazione inetta di necessità universali, escogitata da chi osserva il flusso perpetuo delle cose, vivendo costretto in un luogo angusto, per un tempo minimo ?.

Anakreon.

Carissimo Anakreon, A mio avviso l'uomo rifflessivo e consapevole può dare una giusta definizione tra bene e male, perchè come già dissi altre volte esiste una pierta di paragone comune a tutta l'umanità alla quale il singolo individuo può relazionarsi e stabilire con certezza ciò che è bene e ciò che è male. Fino a quando non ci convinceremo di questo,i nostri ragionamenti non raggiungeranno mai una concreta conclusione. Cerco di spiegarmi quì di seguto:
Tutti i componenti l'umanità hanno due punti in comune,fissi ed estremamente importanti, e sono: L'IO, perchè tutti i problemi che io ho e che cerco di risolvere,nonchè tutto l'universo,per me esiste perchè esisto IO,se io non esistessi,per me esisterebbe il nulla.Questo a mio avviso è un punto di partenza da prendere in considerazione,ed comune a tutti gli esseri umani. Poi esiste una meta in comune a tutti,e si chiama: Felicità,Beatitudine,Paradiso o come meglio la si voglia chiamare.
Ebbene; Tutti gli insegnamenti che ci giungono dall'esperienza umana,dalla tradizione e che ci indirizzano sul sentiero migliore che conduce a questa
meta si possono definire " BENE" quelli che ci allontanano "MALE".
La consapevolezza e la spiritualità ci indicano che il sentiero che conduce a detta meta viaggia sulle ali dell'AMORE verso il nostro prossimo,perchè il nostro
DIO è in ogni luogo,ma sopratutto dentro ad ognuno di noi.
Se la nostra chiesa cattolica romana fosse riuscita ad insegnare ai nostri avi
questi principi, ho la netta convinzione che oggi noi vivremmo in una società
molto migliore.
Questo è come penso io, sappimi dire se sono molto in errore,o se è un pensiero troppo utopistico. Comunque; Io vivo ed agisco su questa linea e mi trovo molto bene.
Un amichevole saluto espert37
espert37 is offline  

 



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