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Vecchio 05-11-2009, 16.18.31   #1
epicurus
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L'identità nel Monismo Anomalo

Ciò di cui vorrei parlare in questo topic è il monismo anomalo di Donald Davidson. Per porre la questione nel modo per me più congeniale, tuttavia, la prenderò un po’ larga, partendo da ciò che può esser identificato come l’Inizio.

Il dibattito sulla relazione mente-corpo come lo conosciamo noi oggigiorno può esser fatto risalire alla fine degli anni Cinquanta, in particolare ai saggi di Feigl e Smart. Entrambi proposero una prospettiva fisicalista (o materialista) riduzionista che è divenuta poi nota come teoria dell’identità di tipo tra mente e cervello: gli stati mentali (o psicologici) sono identici agli stati cerebrali.
Quando si afferma che gli stati mentali sono identici agli stati cerebrali si sta affermando un’identità (di tipo) proprio come quando si afferma che la luce è una radiazione elettromagnetica o che i geni sono molecole di DNA.

La teoria fa riferimento all’identità di tipo perché l’identità non riguarda singoli e unici stati mentali (occorrenze di stati mentali) e singoli e unici stati cerebrali (occorrenze di stati cerebrali), bensì si parla di tutti gli stati mentali di un certo tipo e tutti gli stati cerebrali di un altro tipo. La distinzione tra occorrenza (token) e tipo (type) è fondamentale in filosofia: un’occorrenza è un evento concreto ed irripetibile, ad esempio io ora sto pensando di correre; mentre un tipo raggruppa tutti gli eventi che sono accomunati da certe caratteristiche, ad esempio il tipo “pensare di correre” racchiuderà tutte le occorrenze in cui io ho pensato di correre.

Quindi, più precisamente, la teoria dell’identità di tipo psicofisica afferma che ogni tipo di stato mentale è identico ad un tipo di stato cerebrale. Tale dottrina è riduzionista perché l’identità è definita riducendo gli stati mentali a quelli fisici, proprio come si è ridotto la temperatura di un gas all’energia cinetica media delle molecole che lo compongono. In particolare, tale identità si basa sul concetto di legge-ponte: le leggi-ponte consentono di ridurre la teoria di alto livello (tipo la termodinamica) alla teoria di più basso livello (tipo la meccanica statistica). Nel nostro caso, invece, le leggi-ponte ci permetteranno di ridurre la psicologia alla neurologia, quindi di poter tradurre il discorso della psicologia nel discorso della neurologia (e, più in profondità ancora, della fisica).

Malgrado l’enorme importanza che tale posizione ha avuto in filosofia della mente, la teoria dell’identità di tipo ebbe vita breve per la nascita di due temibili avversari: il funzionalismo di Hilary Putnam e il monismo anomalo di Donal Davidson.

Finita l’introduzione, ora posso concentrarmi sul monismo anomalo. (Non discuterò, quindi, il funzionalismo.)
Il monismo anomalo è un monismo fiscalista in cui ogni evento mentale individuale (occorrenza) è identico ad un evento fisico individuale (occorrenza). Il monismo anomalo, quindi, rappresenta una teoria dell’identità di occorrenza. Inoltre il monismo è anomalo perché non vi sono leggi-ponte che connettono i tipi di stati mentali con i tipi di stati fisici. Il principio anomalo ci informa che non ci sono leggi rigorose sulla base delle quali gli eventi mentali possono predirre, spiegare, o essere predetti o spiegati da altri eventi fisici. Per questo motivo tale dottrina è riconosciuta come un tipo di fiscalismo non riduzionista. [Tuttavia si riconosce l’esistenza di generalizzazioni non rigorose che permettono di predirre e/o spiegare un evento fisico da un evento mentale, o viceversa.]

Cerchiamo di capire che cosa si intende per mentale e per fisico. Un evento è mentale se è descritto con un vocabolario mentale, mentre è fisico se è descritto nel vocabolario della fisica. Quindi, dire che un evento mentale è identico ad un evento fisico significa che c’è un unico evento che ammette due descrizioni diverse. Il monismo anomalo si mostra parziale (ontologicamente) nel senso che ammette che non tutti gli eventi siano mentali, tuttavia ogni evento deve essere fisico. [Non parlerò della “sopravvenienza” perché non la ritengo una parte integrante del monismo anomalo.]

Il monismo anomalo, mi pare indubitabile, ha un fascino incredibile. Mantenendosi in una posizione fiscalista (“ogni cosa è fisica”), si riesce ugualmente a delineare un’autonomia notevole del mentale rispetto al fisico.

Non voglio qui cercare di difendere il monismo anomalo (Davidson utilizza due argomenti principali: un riguardo l’olismo e l’altro riguardo la razionalità) o di attaccarlo in generale (utilizzando, magari, la critica epifenomenica), bensì voglio cercare di capire se il concetto di identità di occorrenze sia intelligibile o meno.

Quando si parlava di identità di tipi ci si riferiva, come ho spiegato, alla riduzione di un concetto (o di un’intera disciplina) ad un altro(/a) tramite leggi-ponte. In questo senso, gli esempi che si possono fare sono molto numerosi. Ma consideriamo: ora sto pensando di correre, com’è possibile identificare l’attuale scarica di un gruppo di neuroni che è identica a ciò che sto pensando? Tale identificazione, per il monismo anomalo, pare impossibile…anzi, la mia tesi è che sia insensata. Infatti, di che cosa stiamo parlando quando diciamo che l’occorrenza di un evento mentale è identica all’occorrenza di un evento fisico, se non disponiamo di leggi-ponte per passare dal mentale al fisico?

In conclusione, a me pare che il monismo anomalo cada nell’insensatezza, risulti cioè inintelligibile, perché senza leggi-ponte non è possibile definire il concetto di identità.
epicurus is offline  
Vecchio 05-11-2009, 17.33.05   #2
Noor
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Riferimento: L'identità nel Monismo Anomalo

Non capisco come sia possibile affrontare certi dilemmi se prima non è chiaro cos’è mentale..cos’è il pensiero.. visto pure che viene distinto dal corpo percepibile.
Delle variazioni di energia misurabili sono costatabili attorno e dentro il corpo..come le indicheremmo?
Chi o cosa influenza il pensiero o da dove parte?
Considerare il corpo-mente come un ente a se stante diviso dallo “sfondo” come si usa solitamente nella fisica fenomenologica è più che riduttivo e dovrebbe essere un sistema da abbandonare,magari adottando più quello quantistico,più congeniale per queste tematiche.
Noor is offline  
Vecchio 05-11-2009, 17.58.32   #3
Giorgiosan
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Riferimento: L'identità nel Monismo Anomalo

La teoria del monismo anomalo si può sintetizzare in questo modo:
le entità mentali sono identiche alle entità fisiche, ma il vocabolario usato per descrivere tali entità, per spiegare gli eventi mentali, non può essere ricondotto al vocabolario della fisica.

In linea di principio, non ho alcun argomento valido per controbattere alle tesi dell’intelligenza artificiale e all’idea che sia possibile creare una macchina che sappia veramente pensare.

Donald Davidson


Così il dualismo spirito-materia o cervello-psichè sarebbe risolto con una questione di linguaggio o meglio di gergo, insomma una questione lessicale.
Non è piuttosto che l'esperienza dello spirito o della psichè in tutto il genere umano da sempre si sia potuta esprimere solo con un linguaggio figurato preso a prestito, ma riconosciuto inadeguato, dall'esperienza empirica?

Il secondo brano tratto da un intervista come il primo, l'ho citato per mostrare le conclusioni a cui porta il "monismo anomalo".
Per contraddire D.D è sufficiente mostrare perchè una macchina che sappia veramente pensare non può necessariamente esistere oppure mostrare
che l'essere umano non è una macchina, come pensava La Mettrie.

E' curioso che quando parla della macchina, dica veramente pensare. Quale è il pensare che non sia veramente pensare?
Forse il pensiero di quelli che non condividono le sue ipotesi?
Giorgiosan is offline  
Vecchio 06-11-2009, 19.24.16   #4
Il_Dubbio
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Riferimento: L'identità nel Monismo Anomalo

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Originalmente inviato da Giorgiosan
La teoria del monismo anomalo si può sintetizzare in questo modo:
le entità mentali sono identiche alle entità fisiche, ma il vocabolario usato per descrivere tali entità, per spiegare gli eventi mentali, non può essere ricondotto al vocabolario della fisica.

In linea di principio, non ho alcun argomento valido per controbattere alle tesi dell’intelligenza artificiale e all’idea che sia possibile creare una macchina che sappia veramente pensare.

Donald Davidson



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Originalmente inviato da epicurus
il monismo è anomalo perché non vi sono leggi-ponte che connettono i tipi di stati mentali con i tipi di stati fisici. Il principio anomalo ci informa che non ci sono leggi rigorose sulla base delle quali gli eventi mentali possono predirre, spiegare, o essere predetti o spiegati da altri eventi fisici. Per questo motivo tale dottrina è riconosciuta come un tipo di fiscalismo non riduzionista. [Tuttavia si riconosce l’esistenza di generalizzazioni non rigorose che permettono di predirre e/o spiegare un evento fisico da un evento mentale, o viceversa.]

Non ho ben compreso cosa siano le leggi-ponte.
Mi sembra in pratica, come ricorda la frase posta da Giorgiosan [non ho alcun argomento valido per controbattere alle tesi dell’intelligenza artificiale e all’idea che sia possibile creare una macchina che sappia veramente pensare.], che sia anomalo perché si afferma senza averne il diritto?...tipo: lo dico ma non posso dimostrarlo!!

Volendo però difendere la tesi (sempre che l'abbia anche minimamente compresa) potrei dire che: ogni stato reale è uno stato fisico.
Siccome non conosco uno stato non fisico, il mentale, conseguentemente, deve essere uno stato fisico-reale.

Però potrei dire anche, e di contro: tutto ciò che conosco è fisico-reale, siccome il mentale non lo conosco (e non potrò conoscerlo), esso non è fisico-reale.
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 08-11-2009, 11.56.22   #5
Giorgiosan
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Riferimento: L'identità nel Monismo Anomalo

(per Dubbio)

Per il “monismo anomalo” di Davidson, gli stati mentali anche se generati da stati fisici,sono anomali anche normativamente: non esistono, cioè, leggi che colleghino i due stati, queste leggi che potrebbero collegare i due stati sono dette leggi-ponte

Si può essere d'accordo con D.D, se si completa col rapporto causale inverso:
anche gli stati mentali generano stati fisici.

Il problema cruciale è individuare come le proprietà fisiche determinano quelle mentali e viceversa cioè scoprire quali siano le leggi-ponte.
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Vecchio 08-11-2009, 12.23.51   #6
Giorgiosan
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Riferimento: L'identità nel Monismo Anomalo

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Originalmente inviato da Giorgiosan
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Per il “monismo anomalo” di Davidson, gli stati mentali anche se generati da stati fisici,sono anomali anche normativamente: non esistono, cioè, leggi che colleghino i due stati, queste leggi che potrebbero collegare i due stati sono dette leggi-ponte

Si può essere d'accordo con D.D, se si completa col rapporto causale inverso:
anche gli stati mentali generano stati fisici.

Il problema cruciale è individuare come le proprietà fisiche determinano quelle mentali e viceversa cioè scoprire quali siano le leggi-ponte.

C'è un altro "corollario" problematico: la volontà, gli atti volitivi sono risultanti da un insieme di vettori chimici, biochimici, fisici, ecc. cioè la volontà è determinata? Si capisce che rispondere sì a questa domanda implica enormi conseguenze filosofiche e morali.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 08-11-2009, 22.49.04   #7
Giorgiosan
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Riferimento: L'identità nel Monismo Anomalo

Il monismo ( in opposizione al dualismo ) assume come assioma che la realtà sia riconducibile ad un unico principio, sia esso l’essenza con linguaggio metafisico o l’energia con linguaggio fisico.

Il monismo fiscalista, disprezzando gli altri linguaggi privilegia quello fisico e cerca di spiegare ogni cosa con l’interazione delle particelle elementari.

Davidson definisce il suo monismo ontologico (ontologico in quanto, secondo lui, tra mentale e fisico non c’è alcuna distinzione ontologica)monismo anomalo in quanto esso si differenzia radicalmente dal monismo nomologico ( che coglie la realtà esclusivamente attraverso le leggi che la governano, dal greco nomos =legge)).
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Vecchio 09-11-2009, 00.04.40   #8
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Riferimento: L'identità nel Monismo Anomalo

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Originalmente inviato da Giorgiosan
(per Dubbio)

Per il “monismo anomalo” di Davidson, gli stati mentali anche se generati da stati fisici,sono anomali anche normativamente: non esistono, cioè, leggi che colleghino i due stati, queste leggi che potrebbero collegare i due stati sono dette leggi-ponte

Si può essere d'accordo con D.D, se si completa col rapporto causale inverso:
anche gli stati mentali generano stati fisici.

Il problema cruciale è individuare come le proprietà fisiche determinano quelle mentali e viceversa cioè scoprire quali siano le leggi-ponte.

Mha...io continuo a non comprendere.
Se ipotizzassi che uno stato fisico è uno stato mentale, a che servirebbe cercare una legge ponte? Il problema si risolverebbe sostenendo che non esistono due stati "differenti" ma un unico stato.
L'unica variante è che nello stato fisico-mentale non si ha, sempre, una precisa idea del contenuto. Ovvero, il significato, che si nasconde nello stato fisico, rimane pressoché ignoto. Il mentale quindi sarebbe ignoto ma dipendente dallo stato fisico.
Chiaramente io non concorderei perché ciò che si presume ignoto, non visibile e quasi mai prevedibile non sembra essere paragonabile ad uno stato fisico.
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Vecchio 09-11-2009, 14.23.01   #9
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Originalmente inviato da Il_Dubbio
Mha...io continuo a non comprendere.
Se ipotizzassi che uno stato fisico è uno stato mentale, a che servirebbe cercare una legge ponte? Il problema si risolverebbe sostenendo che non esistono due stati "differenti" ma un unico stato.
L'unica variante è che nello stato fisico-mentale non si ha, sempre, una precisa idea del contenuto. Ovvero, il significato, che si nasconde nello stato fisico, rimane pressoché ignoto. Il mentale quindi sarebbe ignoto ma dipendente dallo stato fisico.
Chiaramente io non concorderei perché ciò che si presume ignoto, non visibile e quasi mai prevedibile non sembra essere paragonabile ad uno stato fisico.

L'ipotesi che uno stato fisico è identico ad uno stato mentale è solo una professione di monismo ma che prenderebbe consistenza se si potesse "specificare" la catena causale allo stesso modo che si fa per eventi descrivibili col linguaggio fisico cioè con eventi che siano nel solo dominio fisico.

Per esempio: quando osserviamo meravigliati una cometa muoversi nel cielo notturno, spieghiamo la percezione con un'interazione causale tra un oggetto suscettibile di essere descritto nel linguaggio della fisica ( la cometa) e un evento descritto nel linguaggio della psicologia ( lo stato di meraviglia accompagnato dalla consapevolezza della percezione ) [ tratto da "Il software dell’universo: saggio sulle leggi della natura". Mauro Dorato ]

Ora, se ho capito, siccome per Davidson le relazioni tra mente e corpo non possono presupporre leggi psicofisiche, non è possibile trovare alcuna legge-ponte e la catena causale non può essere percorsa da un dominio all'altro.

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Originalmente inviato da Giorgiosan

Si può essere d'accordo con D.D, se si completa col rapporto causale inverso:
anche gli stati mentali generano stati fisici.



In effetti Davidson afferma che gli stati mentali generano stati fisici
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Vecchio 09-11-2009, 16.26.22   #10
epicurus
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Riferimento: L'identità nel Monismo Anomalo

Prima di tutto una precisazione. Non è che lo stato fisico F generi o causi lo stato mentale M corrispondente. Stiamo parlando di una teoria dell'identità, quindi F è identico a M.

L'intendo di questo topic -- che mi pare di aver espresso bene nel mio primo intervento -- non è quello di spiegare dettagliatamente cosa sia il monismo anomalo, o di dimostrare che è falso, o dimostrare che è vero, o di parlare genericamente del rapporto mente-corpo. L'intento, dicevo, è quello (e solo quello) di cercar di capire se è intelligibile dire "F è identico a M" in assenza di leggi-ponte tra il discorso mentale (folk psychology) e quello fisico.

Il problema è quello di spiegare che significato abbia il concetto di identità in una teoria dell'identità di occorrenza.
A me pare che senza la possibilità di leggi-ponte, cioè senza una riduzione del discorso mentale a quello fisico, non abbia alcun senso parlare di identità.


p.s. Per chi volesse solo sapere cos'è il monismo anomalo, non scriva qui, può consultare invece varie risorse online. E' molto facile trovare in italiano tali risorse. Naturalmente è ancora meglio in inglese: http://www.iep.utm.edu/anom-mon/, http://plato.stanford.edu/entries/anomalous-monism/.
epicurus is offline  

 



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