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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 13-12-2011, 10.20.51   #11
La_viandante
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Riferimento: Regime economico e libertà.

Ciao Chlobbygarl
Citazione:
Con lui vien da pensare abbia funzionato
In che senso intendi questo, che l'inondazione di informazioni non ha permesso a Noam Chomsky di interessarsi alla conoscenza della scienza della psicologia dell'economia? E se sì, perché? Da cosa lo evinci?
Citazione:
Paranoia. "Lasciar dilagare la violenza urbana" richiederebbe il coinvolgimento di una tale rappresentanza di categorie sociali diverse. (Punto). Il disegno imploderebbe assai presto
Non credo sia necessario, basterebbe solo evitare di prendere qualsiasi provvedimento in occasione di aperture di Trony o svendite per creare disordine pubblico, da lì poi la violenza può venire da sè. O non prevenire le violenze dei Black Bloc per vietare poi qualsiasi manifestazione nei giorni successivi.
Citazione:
Parla di cose che non conosce, è un linguista e non un economista. Non si fa così
A parte il fatto che non essere degli economisti di professione non esclude il fatto di essersene interessato in una maniera talmente approfondita da poterne sapere persino di più di chi ha la laurea, come in ogni materia, ma oramai anche chi non si è mai interessato di economia può parlare con cognizione di causa di spread, default, deregulation, crunch, tre A, declassamento (la sapevo anche in inglese ma non me la ricordo) ... In realtà Chomsky sa molto bene di cosa parla, perché in una raccolta di sue conferenze, Capire il potere, spiega diverse cose tra cui come gli stessi che erano al Governo varavano delle norme come la deregolamentazione delle operazioni rischiose delle banche, per poi dimettersi e andare a lavorare in banca a fare proprio quelle rischiosissime operazioni. Oggi quelle stesse persone, ritenute responsabili della crisi, son state chiamate a collaborare col Governo Obama con la spiegazione che, chi ci ha portati nella crisi ha le conoscenze necessarie per tirarcene fuori.
Citazione:
Da una parte si condanna una pubblicità sempre più giocata sul piano dell'attrattiva sessuale, delle icone erotiche, dei cattivi esempi in grado di 'bruciare' il tempo occorrente alle giovani generazioni per rendersi 'consapevoli', dall'altra si teorizza e stigmatizza lo stimolo ipnotico del sè bambino.
Si potrebbe passare per la giusta via di mezzo no? Senza utilizzare per forza i due eccessi.
Citazione:
Siamo d'accordo, ma che si fa: si vieta per legge l'utilizzo del registro emotivo?
Quello che possiamo fare è esserne coscienti, saperlo e regolarci di conseguenza
Citazione:
come si progetta un'ignoranza diffusa ma selettiva in un sistema democratico come quello degli USA?
tempo fa su un canale digitale ho seguito una trasmissione sui problemi della scuola americana, pensavo che il problema fosse solo italiano, ma a quanto pare i docenti in America si trovano nello stesso identico pantano in cui versano i docenti italiani, tagli, stipendi miseri, ore e programmi insufficienti ad una preparazione adatta alle conoscenze richieste ..
Citazione:
Qual'è la tecnica che convince qualcuno della sua scarsa intelligenza ?!
Non cozza pure questa con quella per cui il cittadino va coccolato, blandito (e ingannato), trattato cioè come un 12enne?
No non cozza, è perfettamente in linea, mettere topo gigio in TV a spiegare al pubblico che deve lavarsi le mani per non prendere l'influenza (che non è coccolare, ma trattare da deficiente) è la stessa tecnica che fa leva sulla percezione di sè come scarsamente intelligente che potrebbe portare un barbone a ritenersi unico responsabile della sua condizione estrema. Io aggiungo anche l'amplifcazione di questo sentmento perché per egoismo ognuno di noi per non sentirsi in dovere di aiutare gli altri, o riconscere la responsabilità personale, scarica su di loro la responsabilità della loro condizione.
L'accattonaggio è invece proprio il risultato delle politiche economiche che riducono la spesa sociale per i più bisognosi per occuparsi solo di quei cittadini che possono permettersi di essere consumatori.
Citazione:
Proviamo a pensare ad un mondo in cui niente di frivolo, fatuo, ingannevole e/o 'inutile' riesce più a emozionarti, primo perchè lo abbiamo vietato per decreto al di fuori s'intende della ristretta cerchia di parenti e amici, poi perchè le tue conoscenze dei tuoi predicati neurobiologici sono assolute. Insomma è Natale e pure dopo una dose da cavallo di anticonformismo, di minimalismo, di altermondismo etc, hai davvero deciso di comprare un regalo a tua zia ma, nessuno riesce più a venderti nulla, manca la scintilla in grado di fare la differenza tra te inteso come persona emoraziocinante e la supercoscienza pervasiva modello altroconsumo.
Pensateci.
Non è da portare a questo eccesso il decalogo, non credo ne fosse l'intento. Le emozioni ci servono, non dobbiamo bandirle, vanno vissute, ma la conoscenza di sè fa sì che siamo noi a scegliere consapevolmente e a non far scegliere altri per noi.
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Vecchio 13-12-2011, 11.11.21   #12
chlobbygarl
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Citazione:
Originalmente inviato da La_viandante
Condivido a questo punto la teoria del complotto perchè è impossibile ignorare come dobbiamo accettare misure così drastiche che nessun governo eletto democraticamente avrebbe potuto varare col consenso dei suoi elettori.

Giustissimo, nessun governo democraticamente eletto in Italia. Come certo saprai quelle misure così drastiche sono patrimonio condiviso all'interno degli ordinamenti degli altri paesi UE. Sembra in effetti impossibile, ma pare che i lavori usuranti esistano anche in Germania, in Olanda, in Danimarca, In Svezia, dove però si va in pensione mediamente con 3 anni in più di quanto avverrà qui all'entrata in vigore delle nuove misure. Dunque tu capisci che ipotizzare l'esistenza di un complotto per far quadrare la cogenza di norme onnipresenti oltralpe è atteggiamento che da solo a mio avviso rende ragione della qualità dei governi e delle opposizioni elette in questo paese.

Citazione:
Alla tua citazione di Gibran replico con una di Gaber, credo, non vorrei sbagliarmi, "Non temo Berlusconi, ma il berlusconismo che è in me" ed è infatti l'ideologia che si è talmente fatta strada in noi che quel trono lo abbiamo eretto e siamo ben lontani dalla sua distruzione. Abbiamo accettato l'idea che l'Uomo fosse il mezzo, per i nostri guadagni, per arricchirci, per il possesso di beni materiali, invece che il fine. La tecnologia ha contribuito a isolare gli individui a cominciare dalle cuffiette del Walkman, come diceva Marco Paolini in uno dei suoi spettacoli che ho apprezzato di più, fino ad arrivare ai pc, in cui la materialità dello strumento di comunicazione si trasferisce sull'interlocutore "cosificandolo", è proprio in noi che abbiamo edificato il regno illudendoci che nel riportare tutto a noi stessi, ai nostri bisogni egoistici e materialistici saremmo stati liberi, mentre proprio attraverso questo atteggiamento abbiamo costruito le nostre catene che ci legano alle scelte dei mercati e fan sì che noi le subiamo.
Ma i mercati non li ha inventati berlusconi.
Il 'berlusconismo' è a mio avviso un fenomeno di sociologia di massa, per il quale un paese trasforma in capro omniespiatorio quello che pare più una conseguenza diretta della sua incultura globale: nel mercato della politica italiana berlusconi sì è potuto vendere come prodotto solo perchè i banchi accanto al suo vendevano prodotti uguali o peggiori. Il nostro è un paese politicamente arretrato, nel senso che le spinte che hanno portato altrove ad evolvere verso forme più pragmatiche e oneste di rappresentanza (di dx e di sx) qua sono mancate del tutto, e ad oggi non si scorgono all'orizzonte. Una chiesa invadente e marcia e un partito comunista potente quanto satellite di una dittatura negata e mistificata fino a 15 anni fa, hanno creato il mostro che ancora ci sforziamo di tenere in vita. Sono l'ipocrisia, l'omertà, il carattere pusillanime, la bugia assunta a chiave narrativa della propria storia per 50 anni, che hanno permesso ad un mentitore di professione di essere eletto.
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Vecchio 13-12-2011, 16.50.39   #13
VanLag
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Originalmente inviato da La_viandante
Ciao VanLag, è un piacere anche per me rivederti. Condivido a questo punto la teoria del complotto perchè è impossibile ignorare come dobbiamo accettare misure così drastiche che nessun governo eletto democraticamente avrebbe potuto varare col consenso dei suoi elettori.
Alla tua citazione di Gibran replico con una di Gaber, credo, non vorrei sbagliarmi, "Non temo Berlusconi, ma il berlusconismo che è in me" ed è infatti l'ideologia che si è talmente fatta strada in noi che quel trono lo abbiamo eretto e siamo ben lontani dalla sua distruzione. Abbiamo accettato l'idea che l'Uomo fosse il mezzo, per i nostri guadagni, per arricchirci, per il possesso di beni materiali, invece che il fine. La tecnologia ha contribuito a isolare gli individui a cominciare dalle cuffiette del Walkman, come diceva Marco Paolini in uno dei suoi spettacoli che ho apprezzato di più, fino ad arrivare ai pc, in cui la materialità dello strumento di comunicazione si trasferisce sull'interlocutore "cosificandolo", è proprio in noi che abbiamo edificato il regno illudendoci che nel riportare tutto a noi stessi, ai nostri bisogni egoistici e materialistici saremmo stati liberi, mentre proprio attraverso questo atteggiamento abbiamo costruito le nostre catene che ci legano alle scelte dei mercati e fan sì che noi le subiamo.
Si la teoria di cui parlo, così evidente nell'assurdo quotidiano di nazioni che hanno appeso il loro destino agli indici di borsa e non più alla reale ricchezza dovrebbe essere evidente a tutti . Come può essere che Standard & Poor's, Moody's e Fitch Ratings, con una semplice valutazione possono cambiare la vita di milioni di persone, senza che i governi possano, vogliano o riescano a fare nulla?

A Berlusconi possiamo attribuire tanto male per il nostro paese ma credo che la tendenza a “cosificarci” sia precedente a lui e per altro più diffusa. Comunque pensiamo ai milioni di italiani che sono sempre stati contro al passato governo ed ai loro leaders perché non crederci quando ti dicono che – sono tutti uguali – Non siamo tutti uguali!!!
Comunque, chi più che meno, tutti ci siamo lasciati “cosificare” stà poi a vedere nel suo intimo quanto uno ci crede o quanto recita. Ho conosciuto persone apparentemente allineate a questa società ma intimamente libere, mentre ne ho conosciute altre che vantavano libertà da cui erano ben lontani.
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Vecchio 13-12-2011, 17.53.39   #14
La_viandante
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Ma i mercati non li ha inventati berlusconi.
Il 'berlusconismo'
per precisare, la citazione esatta è "non temo Berlusconi in sé ma Berlusconi in me". E lo intendevo non tanto come persona, quanto come personificazione dell'ideologia liberista, immagino che Gaber invece intendesse molto altro legato alla persona e personalità di Silvio
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Vecchio 14-12-2011, 09.56.23   #15
chlobbygarl
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Originalmente inviato da La_viandante
(non sono riuscita ad articlarlo per bene ma portate pazienza troppe idee con troppo poca conoscenza della materia producono questi risultati, ma portate pazienza e abbozzate le vostre idee sulla nostra attuale struttura economica e il libero arbittrio umano)
Qual'è la tua proposta per una struttura economica diversa da questa e migliore?
Tu condanni gli eccessi, le derive del 'libero mercato' o teorizzi altro?
Quale periodo di quale paese nella storia recente ricordi abbia avuto le caratteristiche da te ritenute ottimali o 'meno peggiori' rispetto al contesto attuale?
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Vecchio 15-12-2011, 13.06.13   #16
La_viandante
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Quello che sperimentiamo oggi non è libero mercato ma un liberalismo aggressivo, neoliberismo, oltre che come spiega Stiglitz alcune politiche del FMI hanno arrestato la crescita delle economie di alcune aree in via di sviluppo, o ancora sgravi fiscali ad esercizi commerciali di proprietà di enti religiosi, che violano la libera concorrenza, e quindi non posso sapere se Adam Smith avesse ragione quando sosteneva che il mercato lasciato libero avesse in sé le possibilità di autoregolamentarsi. Non lo possiamo sapere, e intanto viviamo quello che libero mercato non è, è un capitalismo invece parassitario che non ha controlli statali sul suo operato, ma ricorre allo stato per socializzare le ingenti perdite private frutto di operazioni rischiose.
Non conosco abbastanza Keynes per sapere in che misura lo stato debba entrare nel merito delle questioni del mercato, ma la democrazia a mio parere è questa. Sono i nostri governi, i nostri politici che su nostro mandato dovrebbero limitare i rischi delle operazioni bancarie. Oggi non è possibile, perché nel momento in cui uno stato si ponesse come obiettivo la tutela dei lavoratori, gli imprenditori delocalizzerebbero capitali, industrie, spostandosi nei luoghi in cui è più conveniente e competitiva la produzione.
Quello che posso immaginare come migliore sistema politico è la democrazia che attraverso le azioni dei diversi strati della popolazione, classi sociali, decide quanto il mercato possa o non possa permettersi.
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Vecchio 18-12-2011, 00.06.16   #17
ulysse
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Originalmente inviato da La_viandante
Noam Chomsky in un decalogo
http://www.libertiamo.it/2010/10/02/...iamo-come-lui/
nel quale declina le regole della disinformazione che il potere utilizza per manipolare la popolazione e distrarla dalla conoscenza dei predicati neurobiologici della nostra mente e dalle conoscenze economiche, illustra perfettamente come non siamo realmente liberi di poter scegliere.
Direi che decalogo di Chomsky è interessante...ma anche inutile e risaputo, dato che già lo abbiamo sperimentato sul campo...almeno chi di noi non è stato cooptato al berlusconismo: vi troviamo la conferma di quanto abbiamo pensato e pensiamo circa le modalità di governance che abbiamo subito negli ultimi anni.

D’altra parte è normale che un potere si autopromuova e si avvalga, per affermarsi, di ogni modalità psicologica per influire, nel male e nel bene, sulle pulsioni dei cittadini
Il popolo per la sua ignoranza di tecniche specifiche, ma soprattutto per la sua emozionabilità (e anche chiede: emozionami!...altrimenti non ti voto!!!) è particolarmente influenzabile da chi sa quali corde toccare… populismo... e, assurdamente, è tanto più facile oggi con l'infinito potere mediatico dei mezzi di informazione …di disinformazione, distorsione e distrazione dalla informazione.
Dico "assurdamente" perchè sarebbe altrettanto facile, per chi non volesse cadere nella trappola, scoprire e rendersi edotto, dei trucchi informativi che il potere usa.
Il guaio è che l'informazione oggettiva non emoziona e già qui sta il primo trucco del condizionamento prevalente dell'immaginario collettivo: solo nelle emozioni ci sentiamo vivi!
Il raziocinio, la riflessione, l'approfondimento, sono noiosi! ...ci fano morti!

Ho citato in un altro 3D il discorso di Pericle: è decantato come esempio di potere illuminato, ma anche lui aveva il chiaro scopo di carpire il favore popolare: Pericle sapeva bene che corde toccare e su quali pulsioni fare leva....
Ma fortuna che Pericle era un illuminato!

Altrettanto bene sapeva Shakespeare quali corde toccare quando mise in bocca ad Antonio il discorso in morte di Cesare: del resto Antonio, secondo lo stesso Shakespeare, si rivolgeva ad un popolo bue..che ancora non aveva letto gli avvertimenti di Chomsky.

Più recentemente abbiamo esempi illuminanti di manipolazione del favore popolare per un ideale fine superiore…atrocemente perseguito: ho ammirato il Mein Kampf di Hitler per la sua sottigliezza psicologica: dirigeva le folle secondo un preordinato progetto schematico!
Altri esempi classici sono poi ”Il mondo nuovo” di Huxley, "1984" e la “Fattoria degli animali” di Orwell, Fahrenheit 451 di Bradbury, ecc….
Oggi, mezzi di informazione e disinformazione sempre più sofisticati, assieme a strategie economiche di livello planetario permettono, in occidente almeno, di dirigere, manipolare o stravolgere e anche costringere la volontà popolare con mezzi meno invasivi, direi quasi civili, se non fosse per il diffuso impoverimento conseguente ai sacrifici economici imposti.
Citazione:
Il potere, la politica, i mass media, secondo i più moderni studi di sociologia della comunicazione, non hanno la capacità di manipolare l'opinione pubblica, ma avrebbero la possibilità di dettare l'agenda degli argomenti di discussione volta per volta.
In effetti l’agenda politica degli ultimi anni è stata dedicata alle problematiche etiche e giudiziarie del leader.
Da parte sua, la TV generalista ha contribuito alla “distrazione” diffondendosi, ad esempio, nella più coinvolgete cronaca nera di tutti i tempi: sembra che non siano mai state rapite, stuprate e uccise tante ragazze come in questi ultimi anni su cui, nel contempo, gli sciacalli del gossip hanno banchettato. Il tutto cavalcando il più coinvolgente, emozionante interesse di un immaginario collettivo incurante del baratro!
Citazione:
dietro tutto questo non si ha la possibilità di approfondire e comprendere fino in fondo le dinamiche in cui siamo invischiati, la nostra vita reale che è dettata dal mercato, si è veramente liberi di scegliere quando si ha a disposizione tutta la conoscenza o almeno gran parte di questa.
Credo che occorra essere informati, ma occorre soprattutto avere e formarsi un riferimento ed un metro di giudizio.
Temo, però, che per il metro di giudizio la semplice informazione non basti.
Forse serve la formazione assorbita in famiglia, oppure a scuola, se abbiamo avuto buoni maestri…ed essere confidenti con buone letture, in modo da arrivare ad una Vision e filosofia di vita non troppo flessibile ai variabili venti della moda, dell’attualità o della interessata contingenza politico/economica.
Citazione:
La mia impressione è che dietro parole come liberalizzazione, deregolamentazione, libero mercato si nasconda la schiavizzazione attraverso le più disparate tecniche e strategie di intere popolazioni.
Le popolazioni si lasciano schiavizzare in proporzione della loro cultura.
In passato è capitato coi vari regimi dittatoriali: in genere i cittadini ignari erano consenzienti …anzi, spesso, orgogliosi: i regimi totalitari danno un appassionato senso di appartenenza!
Solo per eventi catastrofici o per loro stessa consunzione possono avere fine!

Oggi i popoli, almeno in occidente, sembrano più smaliziati e non credo che le grandi crisi siano provocate a bella posta dagli stessi governi.
Accade, piuttosto, che i governi, magari per loro inadeguatezza, impreparazione o imprevidenza, non riescono a controllare gli eventi. Lo stesso sistema economico è privo di adeguate leve di controllo.

Ecco quindi che con parole come liberalizzazione, deregolamentazione, libero mercato, ecc…si definiscono strategie poste a contrastare le crisi…purtroppo, spesso, con scarso successo, ma con arricchimento di pochi.
Non credo, poi, che il depauperamento di interi popoli sia dovuto ad una volontà distorta e malefica.
E' solo un effetto secondario, ma non per questo meno grave, della instaurazione di sistemi politici ed economici, creduti funzionali, ma che non funzionano.
Del resto i leader preposti li votiamo noi!

E’ anche vero che profittatori e sciacalli sono sempre in agguato tanto più nella attuale congiuntura, col mercato azionario e borsistico globalizzato: se non sei affidabile finanziariamente nessuno compra i tuoi titoli…nessuno, a livello planetario, ti presta un soldo se non c’è la garanzia che gli ritorni con gli interessi.

Se il nostro PIL non cresce, se il nostro debito pubblico è stratosferico, di che complotto vuoi parlare: si tratta solo di trovare chi paga. Ed è ovvio che, per essere credibile, un governo in caccia di quattrini, li prede dove è certo di poterli prendere…cioè dal lavoro dipendente, dalle pensioni, dalle case, dai carburanti.
Riorganizzare è lungo e difficile, scovare gli evasori è sempre aleatorio e gli straricchi hanno mille appigli!
Si aggiunga che il governo attuale, cosiddetto di tecnici, ha la pistola alla tempia: alla prima che mi fai…..
Citazione:
Le grandi aziende conoscono le moderne teorie e le applicano alla perfezione.
Ma le grandi aziende fanno il loro lavoro: importante è che producano, facciano lavorare e paghino le tasse…la qualcosa, al momento, è pur’essa aleatoria: infatti il prodotto italiano, fra l’altro fortemente tassato, costa troppo e le aziende delocalizzano nei paesi del’Est che le accolgono a braccia aperte…incuranti del “libero arbitrio”.
Citazione:
(La mia impressione, ma potrei sbagliarmi, è che una delle applicazioni pratiche del GU sia stata in occasione del referendum di Marchionne con la Fiat. Il risultato era previsto, calcolato).
Ma sì! È stato un naturale ricatto: o voti sì o perdi il lavoro! Le auto Fiat devono poter stare sul mercato per qualità e prezzi…se no andiamo in America!
E’ vero, invero, che Marchionne potrebbe percepire uno stipendio molto inferiore, ma non risolverebbe. D’altra parte è proprio per questi giochetti che è strapagato: giochetti non così nuovi…già li faceva la Tatcher quando eliminò le troppe miniere di carbone in Inghilterrà (anni ottanta) …e chissà chi altri!
Citazione:
L'unica libertà di scelta che abbiamo è sulla varietà di prodotti da acquistare sempre che siamo ben inseriti nel meccanismo produttivo e possiamo essere a buon diritto cittadini consumatori.
Le aziende hanno uffici marketing che valutano se un nuovo possibile prodotto potrà incontrare i favori del mercato, italiano o estero che sia, in relazione a costo, utilizzo e livello di qualità.
Quindi in relazione alle possibilità e libertà di scelta il nostro cosiddetto libero arbitrio può stare tranquillo…piuttosto sono i quattrini mancanti che lo limitano!
Citazione:
…ma portate pazienza e abbozzate le vostre idee sulla nostra attuale struttura economica e il libero arbitrio umano)
Il mercato e il libero arbitrio siamo sempre noi che, insieme, nella soddisfazione delle singole pulsioni diamo luogo al mostro dei mercati che, con la globalizzazione, è uscito dal recinto e vi deve essere ricondotto: è questione da economisti...arbitri…sui quali premono le varie forze sociali!
Quanto, in questo bailamme, possano emergere le singole personalità è questione del tutto aperta.

Ai singoli conviene essere preparati culturalmente, informarsi e trovare amici…diciamo compagni di viaggio: più si è meglio è!
Ma nelle moltitudini il singolo si perde!

E’ un pò un controsenso: i singoli concorrono a formare le moltitudini, ma poi le moltitudini condizionano i singoli!
E’ poi inevitabile che, nella uniformità dei tanti si creino disuniformità e qualcuno la spunti, predomini e coalizzi in sè le forze, le ricchezze, i mondi…ecc…
In fondo è anche così che si è formato l’universo …a partire dall’uniforme plasma, fino agli atomi, ai mondi, alle stelle, alle galassie, ai buchi neri.
Ecco… forse questa è l’era dei buchi neri!
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Vecchio 18-12-2011, 18.27.13   #18
freedom
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Innanzitutto un caro saluto agli amici vecchi e nuovi del Forum.

Poi........mamma mia quanto è significativo che dalle indimenticabili e straordinarie discussioni spirituali dei vecchi tempi si sta progressivamente passando a.........spread, tripla A, etc. !

Tuttavia, anche in considerazione del fatto che è parte del mio lavoro, entro con piacere in questo contraddittorio.

Potrei stroncare l'attuale modello di sviluppo con una semplicissima, quasi banale, constatazione: un modello che si basa sulla crescita infinita è BOCCIATO irrevocabilmente dal fatto che il nostro pianeta è FINITO. E non c'è economista che tenga che può smentire questa affermazione. A meno che non si voglia teorizzare la colonizzazione del sistema solare.

Ma siccome ho piacere di scambiare quattro chiacchiere con voi e, al limite, commentare la rapidità, la repentinità con la quale il sistema sta crollando propongo alcune riflessioni.

L'attuale crisi ha due aspetti: finanziario ed economico. Quello economico è sottovalutato nella sua radice: sovrapproduzione. Oramai abbiamo tutto, cosa cavolo si vuole ancora produrre? Va bè ci sarà ancora qualche cinese, qualche sudamericano che vuole comprare beni o servizi ma come non vedere che abbiamo tutto? Si parla di produttività, innovazione, ma sono chiacchiere al vento: hai voglia a indurre consumi.......rimangono giusto i viaggi spaziali! E tralascio qualsiasi riflessioni etica fatta eccezione per quella, lapalissiana, che mai nella civiltà si è vista un'umanità così smarrita, sostanzialmente infelice come quella attuale. Eppure abbiamo tutto! Non si capisce, non si vuole capire che solo la dimensione spirituale o almeno quella ideale (politica, sociale, etc.) possono dare un barlume di felicità o almeno di serenità all'essere umano. Niente, molto più facile riempire l'uomo di prodotti tanto inutili quanto dannosi.

Per quello che riguarda il problema finanziario è una grandissima truffa perpetrata ai danni dell'umanità dal potere in generale. Quello finanziario è stato semplicemente il braccio armato. I killer sono stati MS, JPM, UBS, Goldman Sachs e compagnia bella ma chi ha armato le loro braccia sono state FED, BCE, BOJ, Banca d'Inghilterra. E la Bank on China regge il gioco. Potrei fare un'analisi della madre di tutte le fregature (water subprime), della finanza a leva (cap, floor, swap, etc.) dei titoli strutturati ma sarei lungo, noioso e, in definitiva, inefficace.

Preferisco parlare come mangio e farmi capire da tutti: si è voluto moltiplicare il denaro sul pianeta facendo debiti pazzeschi e sostanzialmente insolvibili. L'assioma sul quale si basava il giochino era che ogni assets (case, terreni, fatturati, etc.) sarebbe cresciuto all'infinito. Quando l'economia, violentata nelle sue leggi, ha presentato il conto il castello di carta e sogni è crollato. E i debiti sono tutti insolvibili. La FED e la BOJ hanno tamponato stampando dollari e Yen come se piovesse (in attesa che la solita povera economia presenti il conto sotto forma di inflazione stile repubblica di weimar) mentre Bce non lo fa terrorizzata dall'inflazione. Ed ecco che l'area € è quella che si sta per sfasciare. Con buona pace della Merkel.

Ma, a mio giudizio, qualsiasi sforzo correttivo è inutile. A meno che non decidiamo tutti che le cose superflue non danno felicità e che il più felice non è quello che ha di più.

Cosa potrà mai succedere al buon padre di famiglia che guadagnando 1.000 € al mese ne spende 1.300 € facendo debiti a go go? L'unica salvezza è mettersi a guadagnarne 1300 € più i debiti accuumulati.

Ma, come ho detto e penso sia intuitivo condividere, il pianeta è finito ed il buon padre di famiglia non può guadagnare più di quello che attualmente guadagna.

Ergo siamo condannati alla distruzione di questa civiltà economica. Cosa che, lo dico senza sadismo e con un pelo di incoscienza (ho due figli piccoli), un pochino mi fa piacere: è un bel mondo questo qua? Magari la fine di questo modello di sviluppo (MARCIO) può anche essere foriero di cambiamenti positivi. Specialmente a livello interiore.

Dopo la prima fase che, inevitabilmente, sarà traumatica.

Una caro saluto a tutti.
freedom is offline  
Vecchio 19-12-2011, 10.48.55   #19
baylham
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Un piccolo inciso, da approfondire, sull’intervento precedente di freedom: il sistema capitalistico è teoricamente basato sulla libertà delle scelte economiche del singolo individuo che mira alla massima utilità individuale. La produzione dipende dalla logica della massimizzazione del profitto dell’impresa individuale. All'impresa non interessa la crescita del prodotto aggregato reale (PIL) ma quella del proprio profitto. Il profitto si misura in moneta. Il sistema si regge sul profitto, sull’incremento della moneta, da moneta M più moneta M + M’ illustrava Marx, questo è lo scopo del sistema economico capitalistico. La moneta, il denaro è infinito. Quindi il sistema può teoricamente reggere all’infinito, anche se in termini reali la produzione, il reddito diminuisce per i limiti delle risorse. Le risorse sono sempre limitate ma questo non impedisce al sistema di funzionare.
baylham is offline  
Vecchio 19-12-2011, 12.32.38   #20
La_viandante
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Ciao Ulysse, condivido tutto quello che hai detto, solo una cosa, non c'era di certo bisogno che ce lo dicesse Chomsky, lo vedevamo da soli tutto questo, eppure, non basta saperlo per non esserene vittima. Faccio un esempio banalissimo, dopo decenni di propaganda politica per slogan, banalizzazione e ricorso alle emozioni, quando per laprima volta uno dei nuovi ministri tecnici ha acconsenstito ad un'intervista in tv... facevo una fatica assurda a seguirlo, a dimostrazione che in tv la politica si segue solo se fatta per brevi frasi ad effetto.


X Freedom, ma che piacere ritrovare anche te qui. Cosa dirti? Hai fatto una analisi perfetta di tutta la situazione, e sai una cosa? Capisco molto bene la tua conclusione, anche io penso che se dovessimo trovarci a dover fare a meno di tanto superfluo ci sentiremmo più solidali, apprezzeremmo di più le cose vere, torneremmo a dare importanza più agli uomini, le persone, gli altri, e non solo alle cose materiali. Torneremmo ai valori, e all'essenza delle cose. Anche se temo che per arrivarci fin lì dovremmo passare attraverso gli sfoghi di chi accecato dalla paura del periodo che ci si prospetta fa esplodere tutta la sua rabbia in gesti insensati, come il razzismo dei giorni scorsi
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