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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 02-04-2011, 15.21.46   #51
Giorgiosan
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Riferimento: Filosofia o filosofare?

Un grave deficit culturale ed intellettuale è pensare che i vari sistemi filosofici siano avulsi dalla storia e dai relativi problemi scientifici.

Può pensare così solo un anacronistico scientista con il suo universo dimezzato e zoppo.

Per capire l'incidenza che ha avuto la riflessione filosofica sull'umanità bisognerebbe conoscere almeno un pocolino la storia degli effetti della filosofia, nel bene e nel male.

In ogni caso grazie agli autentici filosofi ed agli autentici scienziati lo scientismo è stato ridicolizzato e catalogato fra i fanatismi umani, fra i perniciosi fondamentalismi.

Lo scientismo con la sua apparente ingenuità o è frutto dell'ignoranza o è frutto di una volontà che non tollera la libertà ma che vorrebbe omologare ognuno e tutti al proprio standard involuto e soffocante e perciò stesso la visione che propone è falsa e mistificatoria.
Scientismo e totalitarismo vanno di conserva: " ..la base concettuale dell'utopismo totalitario e del suo millenarismo ateo è lo scientismo..." ha detto un filosofo.

Anche a questo serve la filosofia, a scoprire le ultime conseguenze o le intenzioni di concezioni apparentemente innocue o apparentemente solo incolte

Sarebbe interessante indagare sul substrato psicologico dello scientista...peccato che il forum di psicologia sia chiuso.
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Vecchio 04-04-2011, 21.17.49   #52
ulysse
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Riferimento: Filosofia o filosofare?

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Un grave deficit culturale ed intellettuale è pensare che i vari sistemi filosofici siano avulsi dalla storia e dai relativi problemi scientifici.
Può pensare così solo un anacronistico scientista con il suo universo dimezzato e zoppo.
Fino ad un certo punto i sistemi filosofici, se non dalla storia, erano avulsi dall’evolvere della scienza e del libero pensiero. Diciamo che la visione dell’universo e dell’umano era un po’ distorta… ancora quando nel resto d’Europa fioriva l’illuminismo: ciò senza nulla togliere alla influenza che la filosofia esercitò ed esercita sulla nostra cultura.
Infatti fino a tutto il 1600, ben oltre Galileo, nelle università italiane si insegnava il cosmo aristotelico.
Galileo stesso fu processato dal Sant’uffizio e pubblicamente umiliato: dovette abiurare dalle sue convinzioni se non voleva illuminare la notte romana come già Giordano Bruno.
Lo stesso Newton non è che fosse tanto al sicuro e potè diffondere i suoi “Principia Mathematica solo a condizione che la sua versione del cosmo fosse considerata come un trucchetto matematico: la terra restava comunque al centro dell’universo.
Gli scritti di Darwin furono dichiarati all’indice fino agli anni “50 del secolo scorso.
Conseguenza è che ...
Oggi, la seconda carica del più alto Istituto Scientifico Italiano (CNR) dichiara a Radio-Maria che la tragedia giapponese è stata una esigenza della giustizia divina (sic!)

In relazione allo “scientismo” vedi ad es., uno dei tanti link relativi all’argomento:

http://www.luogocomune.net/site/modu...p?storyid=3096

Col quale concordo…per quanto occorra intenderlo nel giusto senso!
Citazione:
Per capire l'incidenza che ha avuto la riflessione filosofica sull'umanità bisognerebbe conoscere almeno un pocolino la storia degli effetti della filosofia, nel bene e nel male.
Mi trovo, o mi sono trovato, spesso a contato con persone di formazione tecnico-scientifica, magari anche agnostica (persino atea) e nessuno ricordo che disconosca l’importanza e l’influenza che la filosofia (al limite la religione) hanno avuto e hanno nella storia dell’umanità…non sempre in bene ovviamente, come tutto del resto.
Citazione:
In ogni caso grazie agli autentici filosofi ed agli autentici scienziati lo scientismo è stato ridicolizzato e catalogato fra i fanatismi umani, fra i perniciosi fondamentalismi.
Per la scienza è definita una prevalente VISION cui si attiene chi abbia una corretta formazione tecnico/scientifica. Non si tratta di autenticità, la scienza è o non è.
Il cosiddetto “scientismo” non ci ha a che fare.

Personalmente, pur attribuendo valore ad una VISION filosofico/religiosa,
penso che, generalmente, chi sia formato in tal senso, abbia anche tendenza a disconoscere o sminuire il valore, l'affidabilità, che la scienza e la tecnica hanno ed hanno avuto, in un crescendo esponenziale, negli ultimi secoli…diciamo da Galileo in poi.

Mi pare anzi che i portatori di VISION filosofico-religiosa tendano ad attribuire proprio alla scienza, in specie alla tecnica, da cui noi umani non sappiamo staccarci, molti dei mali che affliggono l’attuale vivere sociale e civile…ma sarà, nel contempo, proprio la scienza che ci salverà non solo sul piano culturale, ma anche sul piano fisico. Cos’altro se no?
Certo, per un credente, la preghiera, l’aspirazione mistica, ecc…contano molto e ancor più conteranno il giorno del Giudizio, ma adesso, con la CO2 incombente come ce la caviamo?

Purtroppo, mi parre serpeggi nella cultura filosofico/religiosa una certa ritrosa sfiducia (bastoni fra le ruote) nei confronti della ricerca e del sapere tecno/scientifico quando tutti noi atei, religiosi, più o meno scienziati/ricercatori a progetto ci circondiamo ed usiamo ad ogni momento, aggeggi e sostanze che la tecnoscienza ci fornisce a sempre maggior sofisticazione e senza i quali non potremmo vivere sia sul piano umano e di impegno lavorativo che sul piano ludico.
Come possiamo chiamare questo? Aspirazione di sviluppo civile verso un mondo migliore oppure trappola del demonio?

Certo che non possiamo ritirarci tutti a vivere nelle caverne…che poi, oramai, non basterebbero nemmeno più…e, nel caso, dovrebbero comunque essere illuminate e riscaldate, ecc….
Come procurarci l’energia necessaria? dall’atomo o dalla filosofia?.…anche se è indubbio che, all’atomo…e anche oltre, con la filosofia ci arrivammo: infatti non intendo affatto condividere l’opinione di chi afferma che la cultura non si mangia!

Ovviamente non disconosco i pericoli che l’eccesso tecnologico (specie se mal utilizzato) potrebbe portare, e già porta, sia nel micro che nel macro…come, ad es., le polveri sottili, la radioattività o la CO2….Ma non concepisco lo “scientismo”…anzi quasi mai ho usato o sentito questa parola che mi pare esprima una malintesa interpretazione della VISION della scienza o di malevoli detrattori…come mi pare si tenti di fare oggi.
Citazione:
Lo scientismo con la sua apparente ingenuità o è frutto dell'ignoranza o è frutto di una volontà che non tollera la libertà, ma che vorrebbe omologare ognuno e tutti al proprio standard involuto e soffocante e perciò stesso la visione che propone è falsa e mistificatoria.
Scientismo e totalitarismo vanno di conserva: " ..la base concettuale dell'utopismo totalitario e del suo millenarismo ateo è lo scientismo..." ha detto un filosofo.
Non mi consta che Stalin o Hitler o Mussoloni..o lo stesso Mao fossero scientisti: certo che incentivavano la scienza e la tecnica per trarne l’utile bellico o la strada per il cielo,…ma lo stesso facevano i loro avversari “democratici” e forse anche più, dato che arrivarono prima.
Ma almeno, gran parte delle ricadute tecnologiche della scienza bellica e spaziale costituirono poi la grande esplosione tecnologica del successivo tempo di pace…oggi in profonda crisi politico/ecomomica.

Resta comunque che un conto è lo “scientismo”cui forse accennava il filosofo citato, ed altro conto è la scienza per la quale vorrei sapere cosa proponga di falso e mistificatorio…soffocante (sic!).

E’ evidente che abbiamo una diversa sensibilità ai vari concetti che ci troviamo a valutare dal punto di vista delle nostre rispettive culture e VISION…e forse anche cadiamo vittime di reciproci sospetti, ma perchè senti, in questa occasione, l’esigenza di stigmatizzare lo scientismo?
In effetti, senza alcuna remora, io concordo con le tue valutazioni proprio in riguardo allo “scientismo”, che forse tu confondi con “scienza”.

Fra scienza e scientismo non c’è alcuna relazione e nemmeno vedo il pericolo o il rischio che la “scienza” (scienziati/ricercatori dei molti laboratori del pianeta) virino il loro pensiero verso lo “scientismo”.
Ciò, nonostante si diano scienziati od operatori, che si dicono atei, agnostici, od anche, variamente, credenti…, ma mai mi giunse notizia di scienziati…”scientisti”.

In riguardo alla religione, poi, la scienza è assolutamente agnostica: la scienza non nega e neppure afferma alcunchè …semplicemente “prescinde”…così come per tutto ciò che di concreto o di astratto non segue la trafila del metodo scientifico.

In effetti l’esplicarsi scientifico non funziona come nella filosofia, ove ognuno che riesca a sollevare una qualche attenzione mediatica può dire o proclamare quanto la logica gli detta…persino in relazione ad un qualche Dio o energia trascendentale.

Si danno effettivamente persone che si proclamano guaritori …o adepti di specifiche metodologie da perseguire per guarire lo spirito, ma niente mai risulta di positivo o affidabile se non si verifica rientrante nelle metodologie della scienza.…anzi molti di queste persone che troppo hanno promesso, hanno poi anche sperimentato il carcere.
Quindi, per la scienza, tutto può essere, ma la scienza stessa niente avalla se non è garantito il perseguimento di determinati protocolli.

Questo non significa che l’extrascientifico non sia veridico …semplicemente non ha le garanzie che la metodologia scientifica offre.
Le discipline non tecno/scientifiche come sarebbero l’arte, la religione, la filosofia stessa, ecc… devono ricorrere ad altri parametri per validarsi…se non intendono restare in ambito strettamente soggettivo o a scanso di accuse di ciarlataneria.

L’esplicarsi scientifico, infatti è dotato di più oggettivi automatismi di auto-correzione…rispetto a saperi o elucubrazioni extrascientifiche...non perché queste ultime manchino di valore in sé nelle loro espressioni più elevate, ma perche mancano di garanzie oggettivamente precostituite.

La scienza non ha un dio e non dispone di deus ex machina a giustificare il proprio esplicarsi: C’è solo la struttura del micro-macro universo da esplorare e indagare in relazione a specifici sperimentati protocolli: se soddisfa è scientifico se non soddisfa non lo è.
Citazione:
Anche a questo serve la filosofia, a scoprire le ultime conseguenze o le intenzioni di concezioni apparentemente innocue o apparentemente solo incolte

Certo la filosofia può intervenire a indagare e speculare intorno ad un qualunque argomento le aggradi, ma non credo che gli enunciati della scienza, necessitino della validazione filosofica/religiosa…ma nemmeno necessitano della validazione politica o economica.

Piuttosto possono essere le successive applicazioni sociali a poter essere ostacolate o stigmatizzate da posizioni etico/filosofiche, religiose e politiche di parte, persino in sede legislativa, ma questo non ha nulla a che fare con la verità scintifica.
Se mai può interferire con lo sviluppo tecnologico ed economico.
Citazione:
Sarebbe interessante indagare sul substrato psicologico dello scientista...peccato che il forum di psicologia sia chiuso.
Sospetto che, se entriamo in questo ordine di idee, molti “substrati psicologici” dovrebbero essere indagati, ma sarebbe evidente indice di intolleranza .
ulysse is offline  
Vecchio 05-04-2011, 00.36.00   #53
Giorgiosan
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Riferimento: Filosofia o filosofare?

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Un grave deficit culturale ed intellettuale è pensare che i vari sistemi filosofici siano avulsi dalla storia e dai relativi problemi scientifici.
.
Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Fino ad un certo punto i sistemi filosofici, se non dalla storia, erano avulsi dall’evolvere della scienza e del libero pensiero. Diciamo che la visione dell’universo e dell’umano era un po’ distorta… ancora quando nel resto d’Europa fioriva l’illuminismo: ciò senza nulla togliere alla influenza che la filosofia esercitò ed esercita sulla nostra cultura.

Confermi quello che ho detto.
L’illuminismo è un rinnovamento culturale, che nasce e si sviluppa grazie alla riflessione filosofica.
Foucault, sinteticamente ed efficacemente, ha definito l’illuminismo, “ un etos filosofico”.
Gli illuminismi sono diversi a partire da quello che fiorì in Inghilterra e si propagò in Francia e poi in Germania ed in Italia ; l'elemento distintivo comune, fra molte differenze, è una rinnovata fiducia nella ragione.
Fra gli illuministi Kant, che è stato definito il più grande degli illuministi, ha un ruolo di primo piano ed il suo motto fu la bandiera dell’illuminismo: " L' illuminismo é l' uscita dell' uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso… abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza !"

L’illuminismo l’hanno fatto nascere e crescere in Inghilterra Locke e Bacone, Shaftesbury, Hume. In Francia saggisti e scrittori vollero definirsi philosophes, D’Alambert e Diderot e poi Montesquieu, Voltaire, Condorcet ecc. ecc. ecc. . In Germania Lessing, Reimarus ecc. ecc. ecc., in Italia, Genovese, Pagano, Beccaria, ecc. ecc. ecc..

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Infatti fino a tutto il 1600, ben oltre Galileo, nelle università italiane si insegnava il cosmo aristotelico.
Galileo stesso fu processato dal Sant’uffizio e pubblicamente umiliato: dovette abiurare dalle sue convinzioni se non voleva illuminare la notte romana come già Giordano Bruno.
Lo stesso Newton non è che fosse tanto al sicuro e potè diffondere i suoi “Principia Mathematica solo a condizione che la sua versione del cosmo fosse considerata come un trucchetto matematico: la terra restava comunque al centro dell’universo.
Gli scritti di Darwin furono dichiarati all’indice fino agli anni “50 del secolo scorso.
Conseguenza è che ...
Oggi, la seconda carica del più alto Istituto Scientifico Italiano (CNR) dichiara a Radio-Maria che la tragedia giapponese è stata una esigenza della giustizia divina (sic!)

E qui ricadi nella solita polemica anti-cattolica, polemica che non c'entrava nella discussione in corso che riguarda la filosofia, confondendo fede e istituzione, filosofia e religione. Polemica che diventa poi stucchevole e banale quando citi Radio Maria. Argomenti "anti" triti e ritriti che tiri fuori sempre e che metti come il prezzemolo nei tuoi post...
A proposito, (anzi a sproposito) dell’illuminismo che citi come fosse un’arma decisiva contro la fede cristiana sembri ignorare che tutti quelli che sono enumerati come illuministi, salvo un paio di eccezioni, credevano in un ente superiore che ha dato origine all’universo, erano o cristiani o deisti.
Gli illuministi tedeschi contribuirono ad una conoscenza migliore dei testi biblici, e furono decisivi nel purificare la fede, mettendo in mostra, loro e gli altri, tutto ciò che nelle istituzioni religiose meritava una critica ed anche molto severa.
Galileo e Newton che citi erano profondamente credenti.

Era squilibrata tutta questa intellighenzia?

Si è fatto tardi. Domani risponderò al resto.

Ultima modifica di Giorgiosan : 05-04-2011 alle ore 08.53.26.
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Vecchio 05-04-2011, 11.24.57   #54
Giorgiosan
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Riferimento: Filosofia o filosofare?

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse

Per la scienza è definita una prevalente VISION cui si attiene chi abbia una corretta formazione tecnico/scientifica. Non si tratta di autenticità, la scienza è o non è.
Il cosiddetto “scientismo” non ci ha a che fare.

Sotto il nome di scienziati e di scienza c’è una vasta gamma di sfumature che va dal cialtronismo alla serietà, inoltre la “visione” fra quelli che considero scienziati autentici non è affatto unica

La scienza non è infatti la dottrina ideale, in grado di svelare la verità regolata da norme metodologiche e da principi epistemologici validi per tutti gli scienziati, bensì un in-sieme di visioni e di approcci diversi nati in tempi diversi ed in epoche diverse e contesti storico-sociali diversi. Negli ultimi decenni tale dibattito è evoluto in un vero e proprio con-fronto tra culture che leggono il mondo vivente con occhi differenti.Tratto dagli atti del seminario di scienze naturali a cura della Società Ticinese di Scienze Naturali.


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Originalmente inviato da ulysse
Personalmente, pur attribuendo valore ad una VISION filosofico/religiosa,
penso che, generalmente, chi sia formato in tal senso, abbia anche tendenza a disconoscere o sminuire il valore, l'affidabilità, che la scienza e la tecnica hanno ed hanno avuto, in un crescendo esponenziale, negli ultimi secoli…diciamo da Galileo in poi.
La filosofia ha demolito giustamente l’attitudine ad idolatrare la scienza con la sua riflessione epistemologica. ed a distinguere che scienza e verità non sono certo sinonimi.
Non so cosa intendi per “affidabilità”, ti faccio solo notare che quel termine ha la sua radice significativa nel termine “fede”.

A partire dall’invenzione della zappa, si fa per dire, credo che nessuno possa disconoscere ma neppure mettere in discussione il valore praticodella tecnologia cioè la ricerca pratica per la soluzione di problemi pratici.
La tecnologia nulla a che fare con la verità, né la verità con la tecnologia.


Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Mi pare anzi che i portatori di VISION filosofico-religiosa tendano ad attribuire proprio alla scienza, in specie alla tecnica, da cui noi umani non sappiamo staccarci, molti dei mali che affliggono l’attuale vivere sociale e civile…ma sarà, nel contempo, proprio la scienza che ci salverà non solo sul piano culturale, ma anche sul piano fisico. Cos’altro se no?
Certo, per un credente, la preghiera, l’aspirazione mistica, ecc…contano molto e ancor più conteranno il giorno del Giudizio, ma adesso, con la CO2 incombente come ce la caviamo?

Gli effetti dell’utilizzo della scienza applicata e cioè la tecnologia (e non già l’effetto della scienza in quanto tale né della tecnologia in quanto tale ), sono talvolta disastrosi per l’umanità.
La CO2 è proprio la conseguenza di un utilizzo scriteriato Giustamente sociologi, filosofi, umanisti scienziati ecc. tentano di imprimere un corso positivo a quegli utilizzi.

Che la scienza ci salvi sul piano culturale è una affermazione chiaramente scientista . Si potrà dire , invece, che solo la cultura in tutte le sue articolazioni ci può salvare.

Si è fatto ancora tardi. Risponderò poi al resto del tuo post.
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Vecchio 06-04-2011, 12.28.23   #55
CVC
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Riferimento: Filosofia o filosofare?

Da motivazione e personalità di Abraham Maslow, riporto alcune osservazioni inerenti a quanto postato ultimamente in questo topic:
"Per lo psicologo la scienza è una creazione dell'uomo ed è funzionale ai suoi bisogni ed alle sue motivazioni, non è quindi una cosa autonoma.

Diverse possono essere le motivazioni dello scienziato: curiosità e desiderio di capire, spiegare e sistematizzare; amore e desiderio d'aiuto verso la specie umana; bisogno di prestigio
L'interesse dello scienziato può quindi essere non soltanto umanistico ma anche rivolto alla ricerca di soddisfazioni personali

La personalità dello scienziato è un aspetto fondamentale dello studio della scienza

La scienza è basata su valori umani
Bisogna essere coscienti dei valori umani per evitare distorsioni nella percezione degli stessi
Esiste la realtà umana e la realtà della natura (non umana), due realtà differenti
Bisogna stabilire fino a che punto lo scienziato debba stare al di sopra della propria cultura e condizione sociale per percepire le cose in modo valido
Le grandi figure di scienziati hanno avuto anche altri interessi umanistici, filosofici, sociali, estetici
L'eccesso di specializzazione produce rigidità

Il dilungarsi nella tecnica e nella metodologia ha come conseguenza la sottovalutazione della vitalità e della validità del problema e della creatività in generale
La sopravvalutazione dei mezzi tende a:
1 dare più importanza ai tecnici invece di darla a quelli che pongono e risolvono i problemi
2 dare più importanza a come gli argomenti sono costruiti piuttosto che a ciò che essi dicono
3 adattare i problemi alle tecniche e non le tecniche ai problemi
4 creare una gerarchia delle scienze
5 costruire pareti divisorie fra le scienze relegandole in territori separati
6 creare una scissione troppo grave fra gli scienziati e gli altri uomini di cultura
7 produrre un tradizionalismo pericoloso

Un grave pericolo dell'ortodossia scientifica è che tende a bloccare lo sviluppo di nuove tecniche e nega la collaborazione fra chi è ortodosso e chi non lo è

La scienza non può essere completamente oggettiva e cioè indipendente dai valori umani
L'immaginaria indipendenza della scienza dai valori umani svuoterebbe le discipline scientifiche del loro significato, sarebbero solo tanti insiemi di regole e procedimenti"

Personalmente credo che sia l'eterno conflitto fra libertà di ricerca ed etica.
E' una cosa di cui non se ne verrà mai a capo.
Un esempio: lo scienziato è pronto per la clonazione, l'uomo no.
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Vecchio 06-04-2011, 18.57.15   #56
ulysse
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LA FILOSOFIA È MORTA: NON CI RESTA CHE LA FISICA

Ciascuno di noi non esiste che per un breve intervallo di tempo, e in tale intervallo esplora soltanto una piccola parte dell’intero Universo. Ma la specie umana è una specie curiosa. Ci facciamo domande, cerchiamo delle risposte. Vivendo in questo mondo sconfinato che può essere ora amichevole, ora crudele, e volgendo lo sguardo ai cieli immensi che ci sovrastano, gli uomini si sono sempre posti una moltitudine di interrogativi.
Come possiamo comprendere il mondo in cui ci troviamo? Come si comporta l’Universo?
Qual è la natura della realtà? Che origine ha tutto ciò? L’Universo ha avuto bisogno di un creatore?
La maggior parte di noi non dedica troppo tempo a preoccuparsi di simili questioni, ma quasi tutti di tanto in tanto ci pensiamo.
Per secoli questi interrogativi sono stati di pertinenza della filosofia, ma la filosofia è morta, non avendo tenuto il passo degli sviluppi più recenti della scienza, e in particolare della fisica.
Così sono stati gli scienziati a raccogliere la fiaccola della nostra ricerca della conoscenza.

Autori: Stephen Hawking e Leonard Mlodinow su La Repubblica, 6 aprile 2011


L’articolo, dal titolo shoccante, di cui riporto un breve incipit, è tratto dal nuovo libro degli stessi autori già edito in Inghilterra e che uscirà presto anche in Italia.
Esso vorrebbe rispondere non soltanto al tradizionale “come”, caratteristico della scienza, ma, fra l’altro e in particolare, anche alle seguenti domande, prettamente filosofiche:

Perché c’è qualcosa invece di nulla?
Perché noi… ci siamo?
Perchè secondo questo particolare insieme di leggi e non secondo altro insieme?
Ecc…


Gli autori sembrano sostenere che la scienza, la fisica in particolare, sia meglio attrezzata e più avanzata della filosofia, per rispondere.
Che ne dicono i filosofi?
Può essere che non siano d’accordo?

Seguono i link, su Wikipedia, relativi agli autori:

http://it.wikipedia.org/wiki/Stephen_Hawking
http://it.wikipedia.org/wiki/Leonard_Mlodinow

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Vecchio 06-04-2011, 21.28.51   #57
Sirviu
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Riferimento: Filosofia o filosofare?

Citazione:
Originalmente inviato da CVC
Da motivazione e personalità di Abraham Maslow, riporto alcune osservazioni inerenti a quanto postato ultimamente in questo topic:
"Per lo psicologo la scienza è una creazione dell'uomo ed è funzionale ai suoi bisogni ed alle sue motivazioni, non è quindi una cosa autonoma.
Trovo molto interessante questa citazione, ma non capisco in che modo si potesse ritenere la scienza cosa autonoma dall'uomo.
Citazione:
Originalmente inviato da CVC
Diverse possono essere le motivazioni dello scienziato: curiosità e desiderio di capire, spiegare e sistematizzare; amore e desiderio d'aiuto verso la specie umana; bisogno di prestigio
L'interesse dello scienziato può quindi essere non soltanto umanistico ma anche rivolto alla ricerca di soddisfazioni personali

La personalità dello scienziato è un aspetto fondamentale dello studio della scienza

La scienza è basata su valori umani
Bisogna essere coscienti dei valori umani per evitare distorsioni nella percezione degli stessi
Non so cosa Maslow intenda in particolare per valori umani, certamente gli scienziati sono condizionati dalla loro cultura
Citazione:
Originalmente inviato da CVC
Esiste la realtà umana e la realtà della natura (non umana), due realtà differenti
Su questo sappiamo molto poco, se non che ci viene molto spontaneo distinguere ciò che è "animato" da ciò che non lo è.
Citazione:
Originalmente inviato da CVC
Bisogna stabilire fino a che punto lo scienziato debba stare al di sopra della propria cultura e condizione sociale per percepire le cose in modo valido
Le grandi figure di scienziati hanno avuto anche altri interessi umanistici, filosofici, sociali, estetici
L'eccesso di specializzazione produce rigidità

Il dilungarsi nella tecnica e nella metodologia ha come conseguenza la sottovalutazione della vitalità e della validità del problema e della creatività in generale
La sopravvalutazione dei mezzi tende a:
1 dare più importanza ai tecnici invece di darla a quelli che pongono e risolvono i problemi
2 dare più importanza a come gli argomenti sono costruiti piuttosto che a ciò che essi dicono
Questo non è un problema dei soli scienziati; anche certi post che si leggono in questo forum ne sono un esempio.
Citazione:
Originalmente inviato da CVC
3 adattare i problemi alle tecniche e non le tecniche ai problemi
4 creare una gerarchia delle scienze
5 costruire pareti divisorie fra le scienze relegandole in territori separati
6 creare una scissione troppo grave fra gli scienziati e gli altri uomini di cultura
7 produrre un tradizionalismo pericoloso

Un grave pericolo dell'ortodossia scientifica è che tende a bloccare lo sviluppo di nuove tecniche e nega la collaborazione fra chi è ortodosso e chi non lo è

La scienza non può essere completamente oggettiva e cioè indipendente dai valori umani
L'immaginaria indipendenza della scienza dai valori umani svuoterebbe le discipline scientifiche del loro significato, sarebbero solo tanti insiemi di regole e procedimenti"

Personalmente credo che sia l'eterno conflitto fra libertà di ricerca ed etica.
E' una cosa di cui non se ne verrà mai a capo.
Un esempio: lo scienziato è pronto per la clonazione, l'uomo no.
Lo scienziato è un uomo, che può essere o meno a favore alla clonazione, per tanti motivi.
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Vecchio 07-04-2011, 19.35.31   #58
ulysse
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Riferimento: Filosofia o filosofare?

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
.

Citazione:
Confermi quello che ho detto.
L’illuminismo è un rinnovamento culturale, che nasce e si sviluppa grazie alla riflessione filosofica.
Ma certo che confermo... almeno su questi primi asserti: non stigmatizzo l’illuminismo! Cosa dovrebbe essere se non riflessione filosofica?
Anzi si potrebbe scrivere un libro in sé congruente: “dal mondo “come numero” di Pitagora, passando per l'illuminismo, all’inseguimento della particella di Dio o bosone di Higgs…magari anche dei multi mondi delle più recenti teorie…stringhe, M, ecc…
In fondo sei stato tu a provocare i miei ritriti ponzamenti con la citazione delle male influenze del cosiddetto scientismo: forse, anche tu, sempre ritritamente, pensi allo “scientismo” come fosse la VISION della scienza, ma non è così: lo scientismo non c’azzecca!
Riporto da GOOGLE:
SCIENTISMO:
[scien-tì-ʃmo]
FILOS Movimento positivista sorto in Francia verso la fine del sec. XIX, che esaltava le scienze fisiche e sperimentali come unico e valido strumento conoscitivo capace di spiegare la natura di “tutte” le cose e di soddisfare “tutti” i bisogni dell'uomo.


Direi che un movimento “culturale” che persegue l’assoluto è piuttosto una forma di religione invece che scienza: anzi…”scientista” suona offensivo per chi persegue la visione scientifica odierna. All’opposto la scienza persegue il “relativo” anche se speriamo che possa salvare questo mondo, e noi con esso… non dall’inferno, ovviamente, (di cui poco sappiamo), ma dai guai e dalle catastrofi che via via provoca il cattivo uso che la politica e l’economia fanno della scienza nelle sue ricadute tecniche. Ecco… evitare questo cattivo uso è un lavoro per Superman…ops…per la filosofia, forse per la religione.
Apoditticamente direi: perdersi a stigmatizzare lo scientismo per deprezzare o sminuire la scienza è come lanciarsi, lancia in resta, contro i mulini a vento.

In relazione all’illuminismo …ho lamentato semplicemente il fatto che mentre nelle università italiane ancora si insegnava la cosmologia aristotelica in perfetta concordanza con la chiesa, in Europa fioriva l’illuminismo…che culminò con la Rivoluzione Francese…certo crudele nella sua massima esplicazione, ma foriera di un mondo nuovo.
Ora, che i filosofi e pensatori illuministi fossero o meno, in qualche modo credenti,non saprei.
La influenza e conseguenza pratica del loro pensiero fu tuttavia fondamentalmente laica e, in particolare, atea nella risultanza rivoluzionaria con elevazione a divinità della Dea Ragione.(Contraddittorio invero?)
In fondo la cosa era conforme all’incitamento di Kant ad uscire dallo stato di minorità nei confronti del cielo.
Citazione:
E qui ricadi nella solita polemica anti-cattolica, polemica che non c'entrava nella discussione in corso che riguarda la filosofia, confondendo fede e istituzione, filosofia e religione.
Credo non si tratti che di azione e reazione. Cerco di ricordare, in linea con la discussione, la realtà storica della cultura in Italia ove il sorgere della scienza fisica (Galileo ) e l’illuminismo non erano certo ben visti e men che meno sostenuti dal potere del tempo: di Galileo sappiamo le traversie dovute all’inquisizione e Mario Pagano fu impiccato a Napoli! ...ecc...
Una tale posizione tradizionale della filosofia e della religione non è certo aliena dalle influenze negative persino protraentesi sulla comune cultura odierna…sulla nostra appartenenza culturale anche piu’ elevata, ecc..…
Citazione:
Polemica che diventa poi stucchevole e banale quando citi Radio Maria. Argomenti "anti" triti e ritriti che tiri fuori sempre e che metti come il prezzemolo nei tuoi post...
Infatti Radio Maria, che non ho mai citato in precedenza, costituisce una delle più infime espressioni culturali del nostro tempo.
Riporto di seguito una esternazione indice di una visione religiosa che mi pare contrasti persino con le parole del Papa.
Ecco, a me pare veramente strano e contraddittorio (ad essere buoni) che il vicepresidente del CNR, massimo ente scientifico italiano, dichiari, fra l’altro, pubblicamente, (ma solo a Radio Maria poteva farlo) che “la catastrofe giapponese è stata indotta da Dio nel piano della sua creazione per molteplici fini degni della sua bontà”…. procedendo a estendere il concetto per quasi 10 minuti.
Roba da incidente diplomatico… a minimizzare, a parte l’incongruenza scientifica.
Fortuna che i giapponesi non ascoltano la radio in questione!
Citazione:
A proposito, (anzi a sproposito) dell’illuminismo che citi come fosse un’arma decisiva contro la fede cristiana sembri ignorare che tutti quelli che sono enumerati come illuministi, salvo un paio di eccezioni, credevano in un ente superiore che ha dato origine all’universo, erano o cristiani o deisti.
Non saprei nel loro intimo, ma se dai loro scritti è scaturito un simbolico culto della Dea Ragione a significare l’uscita dalla minorità verso il cielo cui alludeva Kant…una qualche “ragione” o “virus” areligioso dovuto alla filosofia illuminista, specie francese, doveva pur esserci.
Citazione:
Gli illuministi tedeschi contribuirono ad una conoscenza migliore dei testi biblici, e furono decisivi nel purificare la fede, mettendo in mostra, loro e gli altri, tutto ciò che nelle istituzioni religiose meritava una critica ed anche molto severa.
Appunto! Forse alludi alla religione cattolica! Ma quelli erano luterani…magari calvinisti!
Citazione:
Galileo e Newton che citi erano profondamente credenti.
Ma allora non essere credenti non era troppo sano, mi pare: Berkeley faceva la guardia col suo noumeno!
Ad essere seri, mi pare che la questione non consista nel credere o meno nella divinità, ma nel credere o meno in certi modi della religione di esprimersi…magari dovuti al timore di perdere il potere o l’influenza…sulle anime.
Citazione:
Era squilibrata tutta questa intellighenzia?

Oppure è la tua rappresentazione che un pò pendente…su un lato?
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Vecchio 07-04-2011, 21.12.36   #59
ulysse
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Riferimento: Filosofia o filosofare?

Citazione:
Originalmente inviato da CVC
Da motivazione e personalità di Abraham Maslow, riporto alcune osservazioni inerenti a quanto postato ultimamente in questo topic:
"Per lo psicologo la scienza è una creazione dell'uomo ed è funzionale ai suoi bisogni ed alle sue motivazioni, non è quindi una cosa autonoma.

Devo notare, (magari anche per Sirviu le cui osservazuioni pur giuste denotano la non conoscenza di chi fosse Maslow,) che Maslow, appunto, non era uno scienziato, era uno psicologo e a quei tempi (prima metà del secolo XX) la psicologia aveva poco di scientifico ...per lo meno, molto meno di ora.

Maslov fu un esponente autorevole della cosiddetta "psicologia umanistica" e fu fondametalmente il padre della motivazione esposta in modo organizzato quasi scientificamente (il che costituisce un merito, ma privo di supporto sperimentale protocollato che allora non poteva esserci) nel suo libro "Motivation and Personality" edito negli States (USA) nel 1954.

Ebbe forte influenza nella cultura degli psicologi comportamentisti americani (per lo più consulenti del lavoro, ma anche professori universitari come lo fu Maslow) che, per suo merito, perseguirono sui luoghi di lavoro modalità organizzative piu' umane superanti il taylorismo impositivo e parcellizzante.

Per Maslow, l'operatore aziendale, anche alle linee di montaggio della Ford (ridicolizzate da Charly Chaplin), doveva essere psicologicamente incentivato e motivato, piuttosto che frustato.
E non mi pare poco!
Spero di riprendere.


P.S.:
L'ntroduzione da parter di Maslow della motivazione nella nostra cultura, nella cultura del lavoro e del comportamento umano ha informato di sè tutto il pensiero aziendale dalla metà del XX secolo in poi.
Pochi ne sanno qualcosa in campo filosofico e psicologico perchè per noi l'uomo vive solo 16 ore al giorno il tempo dei bisogni ludici e primari (cantare, mangiare, dormire,) Le altre 8 ore appartengono a quell'altra vita che crediamo non ci apartenga e che sotterriamo nella parte buia della nostra mente...tanto piu' ora con l'imprversare della disoccupazione.
Peccato che non ne facciamo un nuovo topic.

Ultima modifica di ulysse : 08-04-2011 alle ore 14.23.55.
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Vecchio 07-04-2011, 23.41.15   #60
CVC
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Riferimento: Filosofia o filosofare?

Che un fisico sostenga che la fisica sia la scienza meglio attrezzata e più avanzata per rispondere alle domande esistenziali, sembra una valutazione piuttosto faziosa.
Non credo che la fisica sia in grado di spiegare in che modo dalla materia organica nasca la coscienza.

Forse come metodo d'indagine per la ricerca della verità dovremmo servirci del concetto che Bateson chiamava profondità di campo. Gli uomini non sono sempre stati uguali, hanno vissuto in epoche e ambienti diversi, hanno avuto usi e concezioni diverse.
Quanto più si trovano corrispondenze fra queste diversità, tanto più aumenta la profondità di campo. E' un pò come la differenza fra vedere con un occhio solo e vedere con due.

Per scienza autonoma si intende indipendente dall'etica

Non si può ignorare la differenza fra realtà umana e la realtà della natura.
La nostra realtà, rispetto agli altri esseri viventi, è profondamente influenzata dal linguaggio e dal pensiero verbale.

La scienza ha dimostrato che la clonazione umana è possibile, quindi la scienza è pronta. Lo scienziato è un uomo in quanto individuo, e l'individuo può essere favorevole o meno alla clonazione.
La clonazione umana è vietata dalla legge, significa che l'uomo inteso come collettività umana non la vuole, non è pronto, se lo sarà un domani non lo sappiamo.
Oggi non la vuole sebbene potrebbe averne dei benefici. E' una questione di etica.
CVC is offline  

 



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