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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 16-05-2011, 20.31.00   #11
ulysse
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........... comunque e' assodato che la scienza studia i fenomeni elaborando e adattando alle osservazioni, sempre mutevoli, dei modelli logico-matematici o addirittura filosofici,ma non e' in grado, ovviamente, di decodificare nulla del grande libro segreto della natura.
Mi pare affermazione un poco azzardata: il "nulla" è fuori luogo...credo... se consideriamo il lungo cammino che il sapere umano ha percorso negli ultimi 3000 anni...anzi soprattutto negli ultimi 500 con crescita esponenziale fino ad oggi: infatti niente vedo attorno a me che non sia tecnologicamente un derivato di un particolare sapere scientifico...di una qualche scoperta. Certo molto cammino resta ancora da fare, ma mi pare che sia prevalente non lo stravolgimento o negazione delle teorie correnti, ma la loro continua estensione.

E' come guardare, con una pila, in un pozzo di cui non vediamo il fondo o lo vediamo male...se ci procuriamo una lampada piu' potente vedremo piu' profondo e meglio ...e così via...indefinitamente...ed è così che procede la scienza... con lampade sempre più potenti...e vista sempre più lunga!
A volte è anche necessario scavare nuovi pozzi, ma non è che i vecchi pozzi siano da considerare inutili, alcuni restano buoni...e tutti, comunque, hanno contribuito.
Citazione:
E' altresì indispensabile per qualsiasi teoria che voglia chiamarsi scientifica, poter ripetere la validità dei propri modelli prevedendo i fenomeni che questi modelli intendono descrivere;

Una teoria scientifica è valida sopratutto se descrive le realtà...in fisica s'intende una formulazione matematica (magari un modello algoritmico) delle leggi del micro-macro universo. Non deve essere necessariamente predittiva...al limite potrebbe essere... retrospettiva.
Citazione:
se una teoria è buona, avra' buone capacita' predittive sugli accadimenti fenomenici che descrive, se e' mediocre, avra' capacita' predittive non sempre coerenti con cio' che osserviamo accadere in natura;
Se non sempre corerente potrebbe essere probabilistica oppure da sopprimere...magari semplicemente le osservazioni confutanti non sono corrette.
Da ricordare che noi, persone comuni, osserviamo e valutiamo secondo buon senso, ma una teoria rovoluzionaria non è mai conforme al buon senso: la teoria relativista di Einstein non lo è e, tanto meno, lo è la m.q.
Citazione:
certo e' che nessuna teoria scientifica e' mai riuscita a resistere alla confutazione nei fatti da parte della natura,
Ovvio...data la premessa!
Ma, a ben guardare, anche questa è affermazione azzardata: occorre definire cosa è la natura: è quella che noi percepiamo semplicemente coi nostri sensi, oppure la verità della natura è quella che una certa teoria, magari di bel nuovo scoperta, descrive?
Scopo di una teoria scientifica è esplicare e far percepire la natura nella sua vera essenza che in genere trascende i nostri sensi a loro volta strutturati da un "semplice percepito o contrastato", non dal "reale" che la teoria disvela.

Ma può anche essere che la teoria, il trovato, presunto scientifico, siano errati: è per questo che una teoria (un presunto modello della realtà), non puo' essere tenuta nel conto di una semplice opinione filosofica, ma, prima di essere dichiarata "scientifica", deve essere sperimentalmente e matematicamente comprovata...almeno da quando Galileo lo ha detto.
Citazione:
e questo vuol dire che la scienza genera solo disegni astratti rispetto a cio' che sono i fenomeni in se' stessi, ogni osservazione che l'uomo effettua e' sempre stata una sorta di equivoco con il reale, essa non e' mai aderente a cio' che accade per davvero nelle cose,
Diciamo che equivoche sono le comuni osservazioni, equivoci che la scienza, via via, tende a dissolvere.
Che cosa sarebbe equivoco ed astratto: l'affermazione che il sole sorge e tramonta o perseguire il monito della scienza e prendere il sole a riferimento e dire che è la terra che sorge e trasmonta....o piuttosto, ancor piu' correttamente, immaginare un punto dello spazio da cui osservare l'interazione terra-sole-pianeti nel loro reciproco rincorrersi?
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i fenomeni si mostrano sempre come apparizioni, come miraggi irraggiungibili, come fatti mai verificabili in se' stessi ,ma solo confutabili, astratte chimere attraverso cui il reale tenta vanamente di svelarsi al nostro intelletto.
Sono belle espressioni poetiche, ma credo, invece, che sempre più il miraggio si disveli: niente è piu' concreto ed evidentdente di un fenomento fisico: la scienza ci spiega il come ed il perchè..e spesso ci riesce.

Confronta il sapere concreto di oggi coi miti, superstizioni e filosofie di nemmeno 100 anni addietro: vedi la differenza?.

Certo non tutti i modelli sono perfetti e certi nemmeno esistono, ma molti modelli esistono e sono funzionali: ai nostri problemi, oramai, c'è sempre una soluzione, almeno in occidente e sempre più in oriente, quasi mai le soluzioni sono perfette, ma sempre, filosoficamente e scientificamente, le soluzioni sono migliorabili.
Citazione:
La natura , in tutto questo, si comporta come un testimone reticente, che al banco del tribunale e' tempestato di domande su fatti veramente accaduti , ma alle quali risponde a spizzichi e mozzichi con una lingua sempre poco comprensibile e continuamente equivocabile, di modo che la verita' su quei fatti reali continua ad essere spiegata nel tribunale della scienza con verita' processuali mai aderenti all'oggettivita' di cio' che accade veramente in natura.
Certo che l'indagine non è facile: la natura non si lascia facimente esplorare e tento meno se procediamo disattenti a spizzichi e bocconi magari equivocando o anche limitando sempre più la risorse dedicate.
E' questione di politica economica: gli altri paesi, specie quelli emergenti, fanno meglio.
Ma è anche questione di comune cultura: una cultura che spregia il sapere scientifico, non fa molti progressi in questo campo...o forse non vuole farli...mancando di fede.

Ma credo sia inconfutabile che una ulteriore oggettività è raggiungibile come in buona parte lo è stato in passato...o forse è anche ipotizzabile che, come in tutto, la verità, il reale, sia solo "asintoticamente raggiungibile"...la qual cosa non ci esime comunque dal perseguire la curva.
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Vecchio 18-05-2011, 23.05.11   #12
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Originalmente inviato da ulysse
Certo molto cammino resta ancora da fare, ma mi pare che sia prevalente non lo stravolgimento o negazione delle teorie correnti, ma la loro continua estensione.

...certo, per alcuni , la rivoluzione copernicana potrebbe sembrare un' estensione della teoria tolemaica, e la relativita' ristretta e speciale un'estensione della meccanica newtoniana..., le volte celesti in cui gli antichi vedevano incastonati i corpi celesti cos'hanno a che vedere con gli spazi vuoti di Newton? sono davvero lo stesso fenomeno visto in maniera sempre piu' chiara ed accurata?! o non sono piuttosto due modelli del tutto opposti di interpretare una realta' sfuggente? e lo spazio tempo che Newton usava per descrivere il moto dei corpi , e' davvero un ambito della fisica illuminato meno efficaciemente del tessuto spaziotemporale di Eisntein?...io credo che siano due modi del tutto antitetici, o come minimo diversissimi di osservare i fenomeni della natura, anzi, di piu' , danno vero corpo a fenomeni costitutivamente del tutto differenti.


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Una teoria scientifica è valida sopratutto se descrive le realtà...in fisica s'intende una formulazione matematica (magari un modello algoritmico) delle leggi del micro-macro universo. Non deve essere necessariamente predittiva...al limite potrebbe essere... retrospettiva.

...Anche la favola di cappuccetto rosso descrive un certo tipo di realta' per i bimbi, ma una scienza che descrive come sorge il sole senza essere in grado di prevedere quante ore passeranno prima che sorga di nuovo, assomiglia di piu' all'arte e ad una fantasia fine a se' stessa.

Ultima modifica di and1972rea : 19-05-2011 alle ore 21.35.39.
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Vecchio 19-05-2011, 16.27.11   #13
CVC
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Sinceramente io non vedo una logica nel dover percepire un oggetto come composto di particelle infinetesimalmente piccole, quando i miei occhi lo "fotografano" come un tutto unico e determinato. Il mio cervello per forza di cose elabora le informazioni che vengono inviate dai miei sensi e non quelle che dovrebbero arrivargli se immaginasse che, fra i miei occhi e gli oggetti, ci fossero potentissimi microscopi .

Ultima modifica di CVC : 19-05-2011 alle ore 22.52.14.
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Vecchio 20-05-2011, 19.27.37   #14
ulysse
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Sinceramente io non vedo una logica nel dover percepire un oggetto come composto di particelle infinetesimalmente piccole, quando i miei occhi lo "fotografano" come un tutto unico e determinato.
Non credo che siamo obbligati a vedere la materia sin nella sua struttura molecolare: il fatto è che questa struttura esiste..forse era il noumeno!

Certo che se l'universo fosse solo la forma che appare esteriormente in superficie o comunque solo ciò che percepiamo coi nostri sensi naturali, sarebbe tutto molto più comodo!
Non dovremmo studiare la fisica e forse nemmeno dovremmo andare a scuola a imparare tutte quelle altre strane cose che ci stanno di contorno senza che niente sapessimo.
Ma si stava tanto bene nelle vecchie, calde e confortante caverne a tracciare graffiti!
Chissà perchè ad un certo punto a qualcuno è venuto in mente di mettersi a cacciare neutrini, a inseguire particelle...o a voler capire com'è fatto il mondo o come è nato l'universo....e farci tutte quelle domande che tanto non sappiamo risolvere...cui non sappiamo rispondere!?
Ma non bastava leggere la bibbia, che sò...la genesi... che già tutto diceva, seduti intorno al fuoco?
E invece la TV ci tocca vedere...coi turni elettorali per giunta! e interagire su facebook con 5000 amici e il cellulare che suona all'impazzata! ...ma non è un'inferno?...oppure... ce la faremmo senza?

Però, seriamente, se andassimo, ad esempio, in un ospedale moderno e vedessimo cosa ci fanno col laser, con le apparecchiature per le TAC e le RM, coi computer.... e con altre diavolerie che non sono in grado di immaginare...forse saremmo contenti che qualcuno, un giorno, abbia pensato, che sò, all'effetto fotoelettrico, ai corpuscoli o alla luce che si propaga per onde...all'elettromagnetismo.. ..alla m.q, persino, ecc..
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Il mio cervello per forza di cose elabora le informazioni che vengono inviate dai miei sensi e non quelle che dovrebbero arrivargli se immaginasse che, fra i miei occhi e gli oggetti, ci fossero potentissimi microscopi.
Credo che il mio o il tuo cervello non facciano distinzioni.
In effetti elaborano tutto ciò che arriva loro....sia come semplici impulsi sensoriali rilevati direttamente, sia come impulsi che arrivino attraverso protesi strumentali estese fino ai satelliti: non c'è alcuna distinzione...i cervelli elaborano persino gli enunciati delle più astruse ipotesi che qualcuno posta su questo topic!
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Vecchio 22-05-2011, 20.44.10   #15
ulysse
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Originalmente inviato da and1972rea
...certo, per alcuni, la rivoluzione copernicana potrebbe sembrare una estensione della teoria tolemaica, e la relativita' ristretta e speciale un'estensione della meccanica newtoniana...,
Ma credo di dire cosa risaputa affermando che la rivoluzione copernicana fu soprattutto una rivoluzione matematica nel calcolo della supposta orbita del sole intorno alla terra.

Detto banalmente, nel calcolo di Tolomeo, l'orbita circolare del Sole intorno alla Terra era zeppa di epicicli che complicavano enormemente il calcolo. Copernico scopri che, considerando il centro dell'orbita della Terra (sempre circolare per Aristotele) nei pressi del Sole, gli epicicli si riducevano drasticamente (credo a sei o sette) ed il calcolo si semplificava.
Ci volle Keplero per eliminare gli epicicli riconoscendo che le orbite erano ellittiche col sole posto in uno dei fuochi dell’ellisse…da cui le leggi di Keplero.

Quei furbastri, da Copernico, a Keplero, a Galileo, a Newton, per sfuggire alla Santa Inquisizione, continuarono a spacciare il fatto fisico, per cui il centro dell’Universo era spostato nel Sole, come artificio matematico per semplice facilitazione del calcolo.
Lo tesso Vescovo Berkeley ebbe a trascurare teologicamente i “Principia Mathemtica” catalogandoli come semplici artifizi di calcolo. Nessun pericolo, dunque, per l’Universo cristiano/cattolico: la terra, come la Bibbia assicura, sta saldamente al centro dell’universo stesso, Giordano Bruno è stato giustamente bruciato e la matematica non può certo scandagliare il noumeno.

Ma avevano tutti torto …dalla Bibbia ad Aristotele a Tolomeo, a Copernico….fino a Newton…Bisogna arrivare ad Einstein per scoprire che il centro dell’Universo non esiste…è un punto indefinito dello spazio…a scelta:tutto è relativo!
…ma certo Einstein non sarebbe arrivato a tanto se non avesse avuto le teorie precedenti, quella di Newton in particolare, da confutare e, magari, inglobare.

La scienza è così: c’è sempre qualcosa di nuovo sotto il sole…anzi di antico: a volte è per rivoluzione …più spesso è per evoluzione…o viceversa..
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le volte celesti in cui gli antichi vedevano incastonati i corpi celesti cos'hanno a che vedere con gli spazi vuoti di Newton? sono davvero lo stesso fenomeno visto in maniera sempre piu' chiara ed accurata?! o non sono piuttosto due modelli del tutto opposti di interpretare una realtà sfuggente?
Le stelle incastonate degli antichi non costituivano ancora “scienza”, era semplice fantasia conseguente a percezione sensoriale. Per questo la scienza ha ragion d’essere: perché le forme esteriori che vediamo e percepiamo direttamente ben poco dicono del supporto della realtà e niente spiegano di come funziona il tutto: bisogna scendere a spaccare l’atomo fino alle particelle decadenti, ai muoni…per poi risalire a costituire la materia e la stessa conformazione delle stelle.

Quindi quello dei Caldei è quello di Newton era sempre lo stesso Universo, ma i Caldei ne avevano una semplice visione fantastica…nient’altro potevano dire oltre quello che vedevano… niente a che fare con interpretazioni, teorie matematiche o modelli evoluti e sempre più integrati di Newton e, tanto più di Einstein fino ad Hawking, alle stringhe e super stringhe.
Citazione:
e lo spazio tempo che Newton usava per descrivere il moto dei corpi , e' davvero un ambito della fisica illuminato meno efficacemente del tessuto spaziotemporale di Einstein?...io credo che siano due modi del tutto antitetici, o come minimo diversissimi di osservare i fenomeni della natura, anzi, di piu' , danno vero corpo a fenomeni costitutivamente del tutto differenti.
I fenomeni sono sempre gli stessi, sono le interpretazioni che spesso sono strategicamente rese onnicomprensive a descrivere, spiegare, inglobare fenomeni non prima evidenti o anche assolutamente nuovi per noi.
Tuttavia l’universo è sempre lo stesso, anzi sempre in evoluzione ed espansione, galassie in fuga, ma sempre integrato a se stesso. La strada della scienza è quello di conoscerlo sempre più: a volte si cade in buca e più spesso no, importante è correggere, riprovare e confermare: Try and Error!
In fondo…è questo che tutti facciamo ogni giorno nel nostro vivere: saremmo finiti se non lo facessimo.

Del resto, a dimostrazione che spesso il più vasto (universo di Einstein) contiene il più ristretto (universo di Newton) c’è l’esempio delle spedizioni lunari e dei lanci satellitari ove la meccanica di Newton, nel nostro piccolo mondo, sopperisce ampiamente.

Certo che da Newton, alla relatività temporale, ai buchi neri, alle superstringhe e oltre, forse ai multiversi, il salto è veramente enorme, e concetti ritenuti prima basilari e immutabili sono cambiati, integrati, spesso sottodivisi o strategicamnte ampliati e stravolti, ma è il frutto della continua ricerca, controllo, autocontrollo e adattamento che la scienza compie su se stessa e sulle nuove visioni…fino ai tentativi di rendere le stesse nuove visioni equivalenti e onnicomprensive…o definirne le diverse validità.

Non è manchevolezza o deficienza dello strutturarsi della scienza, delle varie scienze , è invece pregio e dimostrazione di vitalità sia nella autocritica che nelle ricerca di nuovi più lontani confini in un continuo…Ttry and Error!

E’ il vecchio, e sempre nuovo, discorso di Newton: ho visto così lontano perche sono salito sulle spalle dei giganti che mi hanno preceduto!
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Vecchio 23-05-2011, 01.56.33   #16
aristotele87
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Originalmente inviato da and1972rea
...mi e' difficile capire cosa tu voglia intendere , comunque e' assodato che la scienza studia i fenomeni elaborando e adattando alle osservazioni, sempre mutevoli, dei modelli logico-matematici o addirittura filosofici,ma non e' in grado, ovviamente, di decodificare nulla del grande libro segreto della natura.
E' altresi' indispensabile per qualsiasi teoria che voglia chiamarsi scientifica, poter ripetere la validita' dei propri modelli prevedendo i fenomeni che questi modelli intendono descrivere; se una teoria e' buona, avra' buone capacita' predittive sugli accadimenti fenomenici che descrive, se e' mediocre, avra' capacita' predittive non sempre coerenti con cio' che osserviamo accadere in natura; certo e' che nessuna teoria scientifica e' mai riuscita a resistere alla confutazione nei fatti da parte della natura, e questo vuol dire che la scienza genera solo disegni astratti rispetto a cio' che sono i fenomeni in se' stessi, ogni osservazione che l'uomo effettua e' sempre stata una sorta di equivoco con il reale, essa non e' mai aderente a cio' che accade per davvero nelle cose, i fenomeni si mostrano sempre come apparizioni , come miraggi irraggiungibili, come fatti mai verificabili in se' stessi ,ma solo confutabili, astratte chimere attraverso cui il reale tenta vanamente di svelarsi al nostro intelletto. La natura , in tutto questo , si comporta come un testimone reticente, che al banco del tribunale e' tempestato di domande su fatti veramente accaduti , ma alle quali risponde a spizzichi e mozzichi con una lingua sempre poco comprensibile e continuamente equivocabile, di modo che la verita' su quei fatti reali continua ad essere spiegata nel tribunale della scienza con verita' processuali mai aderenti all'oggettivita' di cio' che accade veramente in natura.
L'apparizione presenta determinate caratteristiche. Queste determinate caratteristiche sono analizzate e studiate. Alcune di queste caratteristiche sono necessariamente di tipo razionale, altre lo sono meno o per nulla.

E fin quì dovremmo essere d'accordo.

La mia incomprensione inizia nel momento in cui le sopradette caratteristiche vengono isolate dall'apparizione complessiva e diventano dominio di una singola disciplina scientifica.

Per rimanere in tema con il topic si pensa ad esempio che ingrandendo l'apparizione, l'apparizione sembra perde di consistenza e diventa sempre più piccola e composta da particelle: molecole, atomi, ecc

Quì mi chiedo: oltre all'apparizione hit et nunc, il dominio della singola disciplina che isola la carateristica singola dall'apparizione totaleper effettuare predizioni future, che base razionale possiede?? Devo considerarla una predizione affermativa alla nostradamus?

Questo intendo dire...
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Vecchio 23-05-2011, 09.38.39   #17
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Evidentemente le leggi del mondo fisico non sono applicabili alle leggi del pensiero, delle idee e di ciò cui ci riferiamo quando pensiamo al mondo inteso come la somma delle relazioni sociali che lo costituiscono.

La filosofia comincia dove finisce l'osservazione scientifica e si comincia a fare ipotesi su ciò che non è osservabile. E' ovvio che se mi pongo la domanda: "Cosa c'è dopo la morte?", non posso ragionare per induzione cercando di giungere a principi generali partendo da ciò che ho osservato, perchè non c'è niente che si possa osservare a tale riguardo
Si può osservare la morte del corpo, ma non quella della mente o ciò che succede all'anima (per chi crede che esista) dopo la morte.

Come al solito c'è chi pensa che il metodo scientifico che tenta di giungere
induttivamente a principi generali partendo dall'osservazione di fatti particolari,
debba soppiantare, integralmente ed a qualsiasi livello, il ragionamento deduttivo.
Probabilmente per chi la pensa così ogni singolo atto della sua vita sarà il
risultato di una scrupolosa induzione. Io credo che, se vogliamo porci delle domande su ciò che non è dimostrabile scientificamente (del resto, se fosse tutto dimostrabile scientificamente, su cosa ci sarebbe bisogno di riflettere?), dobbiamo crearci delle certezze, qualcosa da cui partire nei nostri ragionamenti, una qualche idea che ci illumini e che, dato che abbiamo fra di noi delle differenze costituzionali, ci faccia trovare chi è d'accordo con noi e chi no.

Pare invece che ci sia chi dica :"Dato che la scienza ha dimostrato
questo e quest'altro, le cose sono così punto e basta. Ciò che non è provato scientificamente è solo un pezzo mancante nel mosaico della perfezione scientifica "
Questo modo di pensare non fa altro che portare al conformismo intellettuale, negando la ricchezza culturale che deriva dalla diversità del pensiero in base alle varie epoche, avvenimenti, posizioni geografiche, condizioni sociali.
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Vecchio 24-05-2011, 00.16.28   #18
aristotele87
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Originalmente inviato da CVC
Evidentemente le leggi del mondo fisico non sono applicabili alle leggi del pensiero, delle idee e di ciò cui ci riferiamo quando pensiamo al mondo inteso come la somma delle relazioni sociali che lo costituiscono.

La filosofia comincia dove finisce l'osservazione scientifica e si comincia a fare ipotesi su ciò che non è osservabile. E' ovvio che se mi pongo la domanda: "Cosa c'è dopo la morte?", non posso ragionare per induzione cercando di giungere a principi generali partendo da ciò che ho osservato, perchè non c'è niente che si possa osservare a tale riguardo
Si può osservare la morte del corpo, ma non quella della mente o ciò che succede all'anima (per chi crede che esista) dopo la morte.

Come al solito c'è chi pensa che il metodo scientifico che tenta di giungere
induttivamente a principi generali partendo dall'osservazione di fatti particolari,
debba soppiantare, integralmente ed a qualsiasi livello, il ragionamento deduttivo.
Probabilmente per chi la pensa così ogni singolo atto della sua vita sarà il
risultato di una scrupolosa induzione. Io credo che, se vogliamo porci delle domande su ciò che non è dimostrabile scientificamente (del resto, se fosse tutto dimostrabile scientificamente, su cosa ci sarebbe bisogno di riflettere?), dobbiamo crearci delle certezze, qualcosa da cui partire nei nostri ragionamenti, una qualche idea che ci illumini e che, dato che abbiamo fra di noi delle differenze costituzionali, ci faccia trovare chi è d'accordo con noi e chi no.

Pare invece che ci sia chi dica :"Dato che la scienza ha dimostrato
questo e quest'altro, le cose sono così punto e basta. Ciò che non è provato scientificamente è solo un pezzo mancante nel mosaico della perfezione scientifica "
Questo modo di pensare non fa altro che portare al conformismo intellettuale, negando la ricchezza culturale che deriva dalla diversità del pensiero in base alle varie epoche, avvenimenti, posizioni geografiche, condizioni sociali.
Le leggi scientifiche sono leggi statistiche, non potranno mai essere leggi universali dedotte dal ragionamento. Sono presupposizioni.

Riprendo una frase di un bellissimo film (blow) e che dice: «Molti fanno grandi progetti e intanto la vita gli sfugge dalle mani.» .

Ecco, la scienza mi sembra faccia altrettanto.

Guarda senza andare lontano la fine che ha fatto la centrale nucleare di Fukushima...

Poi certo, l'uomo ha imparato a costruire congetture e modelli matematici sempre più sofisticati ma non bisogna mai dimenticare che mentre noi facciamo tutte queste evoluzioni, il libro segreto della natura ci sfugge dalle mani...

Ultima modifica di aristotele87 : 24-05-2011 alle ore 10.02.57.
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Vecchio 24-05-2011, 20.49.26   #19
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Originalmente inviato da aristotele87
Le leggi scientifiche sono leggi statistiche, non potranno mai essere leggi universali dedotte dal ragionamento. Sono presupposizioni.
Scusa se m'intrometto....ma non mi pare che le leggi scientifiche siano leggi essenzialmente statistiche (forse alcune lo sono) e neppure sono presupposizioni.

I fenomeni della matura sono piuttosto esplicati con leggi matematiche che hanno soluzioni certe...al massimo alternative: Ad es. che la cometa di Haley ritorni ogni 76 anni non è nè una statistica nè un ragionamento.... è semplicemente una constatazione. Le leggi scientifiche di 1° livello descrivono l'universo e sono garantite dal metodo della ricerca scientifica, culminante nella sperimentazione e nella esplicazione matematica.

Certo, come è ovvio e necessario, sono elaborate anche teorie ed ipotesi non ancora provate...l'essenziale è procedere.

A prescindere dalle astrazioni logiche, di leggi universali relative al micro- macro universo dedotte semplicemente dal ragionamento non ne conosco: queste sì che possono annoverarsi fra le ipotesi e le supposizioni e tali resteranno se non rientrano nel metodo di validazione della scienza!

Certo che la ricerca scientifica si avvale della logica, ma, per la scienza, la sola logica, non è sufficientemente affidabile.
Il ragionamento logico può portare ovunque.... dalle stelle alle stalle!...e viceversa...il guaio è che non sai mai se di stelle o di stalle si tratti.
Citazione:
Riprendo una frase di un bellissimo film (blow) e che dice: «Molti fanno grandi progetti e intanto la vita gli sfugge dalle mani.» .

Ecco, la scienza mi sembra faccia altrettanto.
In effetti per chi non sa di scienza può anche sembrare sia così.
Del resto la scienza non ha campo ove non vi sia aggancio concreto per la misura e la sperimentazione, ma ove tale concretezza esista cosa può dire di diverso o di più il semplice ragionamento?
Magari puo' intervenire sull'uso piu' o meno etico che ne possono fare gli umani...cosa fortemente dipendente dalle credenze e dalle ideologie...niente di universale!
Citazione:
Guarda senza andare lontano la fine che ha fatto la centrale nucleare di Fukushima...
Non si puo' confondere la scienza con la tecnologia applicativa.
Le centrali nucleari, come sempre lo sono le strumentazioni d'uso, sono conseguenti a scelte economiche. Certo senza la scienza una tale scelta non sarebbe stata possibile, ma la scienza rende possibili molte altre scelte adatte a produrre energia...come il fotovoltaico, ad esempio, o il biogas, o gli specchi solari, ecc... Scelte già possibili oggi e ancor piu' potranno venir buone quando saranno finiti i fossili.

Personalmente sono contro l'uso delle centrali nucleari per produrre energia: la scienza stessa mi induce a pensare che sia troppo pericoloso e nemmeno cosi economico...sia per la casistica che appare... sia per i molti altri pericoli di cui chi non sà di scienza e tecnologia nucleare non si rende conto.
Citazione:
Poi certo, l'uomo ha imparato a costruire congetture e modelli matematici sempre più sofisticati, ma non bisogna mai dimenticare che mentre noi facciamo tutte queste evoluzioni, il libro segreto della natura ci sfugge dalle mani...
Ma non direi che il libro della natura sia segreto...mi parrebbe più corretto dire che per buona parte, ancora non è noto...per quanto la conoscenza scientifica nei piu svariati campi, si sia sviluppata più che esponenzialmente da Galileo in poi e tanto piu le conseguenti realizzazioni per ricaduta sulla tecnologia.

In ogni caso non mi pare che un tale libro ci sfugga di mano...lo teniamo invece sempre più saldamente: basta fare il confronto fra cio che Aristotele conosceva dell'Universo e ciò che di esso conosce oggi uno studente di scuola media.
Ma a dire la verità Aristotele niente sapeva in proposito se non di sue fantasie e cio' nonostante alcuni altri filosofi greci già fossero praticamente al livello di Galileo in fatto di cosmologia..

Ma cio' che è piu' grave è che l'insegnamento dell'Universo aristotelico nelle università si è prolungato fino a tutto il "600...e ancora ne restano tracce.

Comunque abbi fede! è la scienza che ci salverà...nonostante Fukuscima e gli equivoci del pensiero comune.
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Vecchio 25-05-2011, 10.01.43   #20
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Originalmente inviato da aristotele87
Le leggi scientifiche sono leggi statistiche, non potranno mai essere leggi universali dedotte dal ragionamento. Sono presupposizioni.

Riprendo una frase di un bellissimo film (blow) e che dice: «Molti fanno grandi progetti e intanto la vita gli sfugge dalle mani.» .

Ecco, la scienza mi sembra faccia altrettanto.

Guarda senza andare lontano la fine che ha fatto la centrale nucleare di Fukushima...

Poi certo, l'uomo ha imparato a costruire congetture e modelli matematici sempre più sofisticati ma non bisogna mai dimenticare che mentre noi facciamo tutte queste evoluzioni, il libro segreto della natura ci sfugge dalle mani...

Le leggi fisiche sono solo degli strumenti che ci consentono l'evoluzione.
Ma l'evoluzione, come la figura mitologica di Saturno, è un despota che
divora i propri figli. Verrà il momento in cui la relatività e la quantistica saranno considerate antiquate ed inadeguate a spiegare la realtà dei fenomeni, è nella logica dell'evoluzione.
Il filosofo cerca di trovare, fra tutte le realtà possibili, quella che considera
più adeguata a lui ed alla propria epoca.
Lo scienziato cerca di spiegare, ma nessuno è mai giunto alla verità completa e definitiva su di un soggetto qualsiasi.

Leggendo testi di divulgazione scientifica si sente spesso dire che nessuno ha
ancora effettivamente compreso la quantistica, poche righe più avanti leggi poi che il mondo scientifico dovrebbe abbandonare i propri pregiudizi verso la quantistica
In questo non ce la vedi una contraddizione?
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