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Vecchio 18-04-2011, 15.18.48   #1
aristotele87
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Data registrazione: 07-04-2011
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Atomismo versus materialismo

E' un dubbio che mi porto dietro da diversi anni. Come al solito sarò breve, mi piace arrivare subito al cuore del problema.

La fisica moderna sembra avvallare sempre di più l'ontologia atomista, l'esistenza di una realtà fondamentale composta da piccolissime particelle indivisibili. Questa visione però deve fare i conti con la mia rappresentazione materialista della realtà. Io non vedo piccolissime particelle indivisibili ma oggetti ben più grandi e determinati. Vedo case, alberi, automobili, aereoplani, navi.. Non vedo neutroni, protoni, elettroni, fotoni...

Questo assurdo mi porta a formulare tre ipotesi:

1) La fisica moderna è in errore (ma lo direi unicamente con presunzione)
2) La mia rappresentazione del mondo è creata dalla mia mente attraverso un processo costruttivo di codifica e decodifica
3) Non percepisco un realtà trascendente che da origine al mio processo di rappresentazione del mondo-

Voi che idea vi siete fatti su questo argomento?
aristotele87 is offline  
Vecchio 23-04-2011, 14.23.05   #2
Giorgiosan
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Riferimento: Atomismo versus materialismo

Citazione:
Originalmente inviato da aristotele87
E' un dubbio che mi porto dietro da diversi anni. Come al solito sarò breve, mi piace arrivare subito al cuore del problema.

La fisica moderna sembra avvallare sempre di più l'ontologia atomista, l'esistenza di una realtà fondamentale composta da piccolissime particelle indivisibili. Questa visione però deve fare i conti con la mia rappresentazione materialista della realtà. Io non vedo piccolissime particelle indivisibili ma oggetti ben più grandi e determinati. Vedo case, alberi, automobili, aereoplani, navi.. Non vedo neutroni, protoni, elettroni, fotoni...

Questo assurdo mi porta a formulare tre ipotesi:

1) La fisica moderna è in errore (ma lo direi unicamente con presunzione)
2) La mia rappresentazione del mondo è creata dalla mia mente attraverso un processo costruttivo di codifica e decodifica
3) Non percepisco un realtà trascendente che da origine al mio processo di rappresentazione del mondo-

Voi che idea vi siete fatti su questo argomento?

Senza "protesi" vedremmo tutti solo quello che tu vedi...ma poi cannochiali, lenti, microscopi ecc. ecc. ci hanno permesso di vedere di più.

Leucippo e Democrito non avevano queste protesi ma nonostante ciò "scorsero" delle unità fondamentali che chiamarono atomi.

Se ne potrebbe dedurre che il nostro pensiero può solo organizzarsi secondo determinate forme?
E questo modo di pensare potrebbe essere secondo quello che Cartesio chiama esprit de geometrie ?

La Fisica vede due opinioni prevalenti: la teoria ondulatoria e la teoria atomistica. In determinate situazione si rivela più efficiente a spiegare i fatti l'una, in altre la seconda...in altre ancora tutte e due insieme.

Invece di dire che la fisica è in errore credo sia meglio dire che fisica e verità non si equivalgono...ma ognuno può esprimersi come meglio crede.

Ogni oggetto del pensiero ha qualcosa di innato o la mente in origine è tabula rasa? Cioè, come direbbe Kant c'è qualcosa di tascendentale o tutto nasce dall'esperienza?

Le risposte si susseguono lungo la storia della riflessione umana...sempre le stesse ma argomentate in modo diverso.

Forse hanno un pò di ragione tutti....e allora le controversie nascono da fraintendimenti...e questi fraintendimenti sarebbero evitabili?

Credo di sì, se solo fossimo umili e schietti, fossimo pazienti e fossimo ascoltatori attenti.
Per essere così dovremmo praticare una "ascesi" intellettuale che sarebbe comunque anche una "ascesi" morale....ma chi è caduto in una buca e siamo tutti in una buca, può tirarsene fuori come il barone di Munchausen?

Non credo sia possibile senza l'aiuto di qualcuno che sia fuori dalla buca.

Ultima modifica di Giorgiosan : 23-04-2011 alle ore 22.33.21.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 23-04-2011, 19.09.37   #3
Sirviu
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Data registrazione: 22-08-2010
Messaggi: 107
Riferimento: Atomismo versus materialismo

Citazione:
Originalmente inviato da aristotele87
E' un dubbio che mi porto dietro da diversi anni. Come al solito sarò breve, mi piace arrivare subito al cuore del problema.

La fisica moderna sembra avvallare sempre di più l'ontologia atomista, l'esistenza di una realtà fondamentale composta da piccolissime particelle indivisibili. Questa visione però deve fare i conti con la mia rappresentazione materialista della realtà. Io non vedo piccolissime particelle indivisibili ma oggetti ben più grandi e determinati. Vedo case, alberi, automobili, aereoplani, navi.. Non vedo neutroni, protoni, elettroni, fotoni...

Questo assurdo mi porta a formulare tre ipotesi:

1) La fisica moderna è in errore (ma lo direi unicamente con presunzione)
2) La mia rappresentazione del mondo è creata dalla mia mente attraverso un processo costruttivo di codifica e decodifica
3) Non percepisco un realtà trascendente che da origine al mio processo di rappresentazione del mondo-

Voi che idea vi siete fatti su questo argomento?

Ciao Aristotele, che il tuo nick sia di buon auspicio.
E' interessante l'argomento che hai proposto, spero quindi di non essere troppo riduttivo nell'idea che ti espongo qui sotto, forse dettata più dall'intuizione che dal filosofeggiare.
La prima considerazione è che la fisica quantistica si è spinta ben più in là dell'atomo come mattone della realtà fisica, e questo ha provocato una serie di ipotesi contradditorie fra di loro, ipotesi che si spingono anche in direzione di una concezione non deterministica della realtà, più condizionata dal soggetto che esperisce la realtà in un certo senso.
Quello che conta più di ogni altra cosa per noi "umani" è la nostra vita relazionale: perciò considerare l'interlocutore che ci troviamo di fronte come un ammasso di atomi, non ci aiuta a capire la persona; i nostro modi di interpretare la realtà sono spesso banali e non riusciamo a considerare insieme oltre un certo numero di variabili.
Tuttavia l'infinitamente piccolo può avere effetti devastanti nella nostra vita: i Giapponesi purtroppo per loro ne sanno qualcosa ...
Leucippo e Democrito escogitarono una teoria fisico-ontologica pionieristica per i loro tempi, ma nemmeno potevano immaginare le conseguenze delle scoperte che sarebbero avvenute quasi due millenni dopo ...
La tua rappresentazione del mondo è la tua "verità" che può anche coincidere per molti aspetti con quella di molte altre persone.
Più difficile è discutere del trascendente, perché anche all'interno della stessa confessione la rappresentazione di esso è estremamente variegata e personalizzata. D'altronde la definizione stessa dell'aggettivo "trascendente" riporta a ciò che è al di fuori e al di là del mondo fisico. Non c'è scienza che possa aiutare qui, se non nel rappresentare ciò che in noi stessi viene rappresentato.
Passo.
Sirviu is offline  
Vecchio 25-04-2011, 19.18.53   #4
ulysse
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Riferimento: Atomismo versus materialismo

Citazione:
Originalmente inviato da aristotele87
La fisica moderna sembra avvallare sempre di più l'ontologia atomista, l'esistenza di una realtà fondamentale composta da piccolissime particelle indivisibili. Questa visione però deve fare i conti con la mia rappresentazione materialista della realtà. Io non vedo piccolissime particelle indivisibili ma oggetti ben più grandi e determinati. Vedo case, alberi, automobili, aereoplani, navi.. Non vedo neutroni, protoni, elettroni, fotoni...
Credo sia così per tutti: se però pensiamo che le case, gli alberi, ecc…sono costituiti da atomi..un centinaio di tipo di atomi…forse riusciamo anche a vederci dentro.

Se poi pensiamo, non al semplice atomo, mattone indivisibile della materia degli atomisti greci, ma all’atomo di Bohr, scopriamo che c’è una ulteriore complessità: protoni, neutroni , elettroni…ecc…fino a particelle che insorgono negli LHC dagli scontri fra atomi e che vivono per qualche secondo o millesimo di secondo: muoni, bosoni,ecc…

Tutta roba che percepiamo non solo perché la vediamo ingrandita centomila volte sullo schermo di un computer, ma di cui l’indizio può essere solo un’onda computerizzata o un puntino luminoso o un suono.
Le protesi ai nostri sensi, costituite dalla strumentazione computerizzata, sono veramente formidabili: rilevano e trasformano, sul luogo dell’esperimento/accadimento, gli eventi in codici che poi trasmettono decodificati sullo schermo dei nostri computer.

In verità si parla di certe nostre umane incapacità di percepire o di una nostra percezione distorta per insufficienza dei sensi o di un nostro cervello bacato fino all’inconoscibile o di decodifica e codifica nella nostra mente nel cui processo si perderebbe qualcosa…magari anche di certo indeterminismo della materia a livello micro...e può benissimo essere!

Ma, mi chiedo: come è possibile se anche i computer, col medesimo metodo, rilevano e codificano gli eventi e li decodificano quindi per noi e per farceli leggere in chiaro...in modo niente affatto probabilistico?

Io concluderei che non c’è nessun assurdo..per quanto molto influiscano su di noi, sulle nostre percezioni, gli stati d’animo, le emozioni, la eventuale luna storta di certe mattine di nebbia, ecc…da indagare!
Citazione:
………………….
3) Non percepisco una realtà trascendente che dà origine al mio processo di rappresentazione del mondo.
Ma mi pare normale…forse che i computer la percepiscono?...ci danno un qualche segnale?... che dovrebbero pur dare se fosse "realtà"!
Eppure continuamente sono in ascolto enormi antenne e apparati che scandagliano lo spazio in attesa di segnali extraterrestri dalle più lontane galassie: ebbene…niente!
....nemmeno in questi giorni di Pasqua di particolari celesti sommovimenti...ma un momento ...leggo in un social network che qualcuno ha visionato un "Jesus Christ Superstar" lanciato in onda circa un quaranta anni fà!
Che significhi qualcosa?

Ultima modifica di ulysse : 26-04-2011 alle ore 10.31.22.
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Vecchio 26-04-2011, 11.43.14   #5
ulysse
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Riferimento: Atomismo versus materialismo

Citazione:
Originalmente inviato da Sirviu
Ciao Aristotele, che il tuo nick sia di buon auspicio.
E' interessante l'argomento che hai proposto,
Trovo nelle note di Sirviu alcuni punti che mi lasciano prplesso...per quanto non completamente nuovi
Citazione:
La prima considerazione è che la fisica quantistica si è spinta ben più in là dell'atomo come mattone..... ...., e questo ha provocato una serie di ipotesi...pur contraddittorie...ma in direzione di una concezione non deterministica della realtà, più condizionata dal soggetto che esperisce la realtà....
Sarebbe come dire che se non ti vedo e non ti sento non ci sei?
In questo momento,ad esempio, non la sento e non la vedo, ma la mia gatta è in balcone a prendere il sole e se vado lì essa c'è...o solo compare?
Appare evidente, in questo, il mio tormento: il gatto quantistico!

Citazione:
Quello che conta più di ogni altra cosa per noi "umani" è la nostra vita relazionale: perciò considerare l'interlocutore che ci troviamo di fronte come un ammasso di atomi, non ci aiuta a capire la persona; i nostro modi di interpretare la realtà sono spesso banali e non riusciamo a considerare insieme oltre un certo numero di variabili.
Ma è vero! il nostro interlocutore è un ammasso di atomi ...tenuti insieme piu' o meno da campi magnetici, ma nella loro interazione questi atomi fanno miracoli: sono 100 miliardi e forse più di interazioni! Certo che per interpretare la VISION, specie se di un vivente, ci vuole un certo tempo e sperimentazione continua: così è stato con la mia gatta, ma adesso ci comprendiamo benissimo e non ho mai pensato che fosse solo un ammasso di atomi. Quella delle poche variabili che riusciremo a gestire è solo una scusa: la nostra mente è piu' grande del cielo...e il cielo stesso puo contenere!
.............................. .............
Citazione:
La tua rappresentazione del mondo è la tua "verità" che può anche coincidere per molti aspetti con quella di molte altre persone.
Ma mi pare piuttosto che di verità (realtà) ce ne sia una in questo mondo, che poteremmo anche dire ufficiale. Piuttosto ognuno di noi può avere di tale realtà, una proria VISION, una propria intrepretazione. Attenzione però: se tale interpretazione troppo si discosta dalla congruenza con la realtà ufficiale, arrivano gli uomini in bianco.
Citazione:
Più difficile è discutere del trascendente, ........ D'altronde la definizione stessa dell'aggettivo "trascendente" riporta a ciò che è al di fuori e al di là del mondo fisico. Non c'è scienza che possa aiutare qui, se non nel rappresentare ciò che in noi stessi viene rappresentato.
In effetti non c'è scienza: sarebbe come pretendere che la scienza interpreti la nostra fantasia che noi stessi ci rappresentiamo e magari poi ci crediamo.

Ultima modifica di ulysse : 26-04-2011 alle ore 18.36.02.
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Vecchio 27-04-2011, 14.30.47   #6
aristotele87
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Riferimento: Atomismo versus materialismo

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Originalmente inviato da Giorgiosan
Senza "protesi" vedremmo tutti solo quello che tu vedi...ma poi cannochiali, lenti, microscopi ecc. ecc. ci hanno permesso di vedere di più.

Leucippo e Democrito non avevano queste protesi ma nonostante ciò "scorsero" delle unità fondamentali che chiamarono atomi.

Se ne potrebbe dedurre che il nostro pensiero può solo organizzarsi secondo determinate forme?
E questo modo di pensare potrebbe essere secondo quello che Cartesio chiama esprit de geometrie ?

La Fisica vede due opinioni prevalenti: la teoria ondulatoria e la teoria atomistica. In determinate situazione si rivela più efficiente a spiegare i fatti l'una, in altre la seconda...in altre ancora tutte e due insieme.

Invece di dire che la fisica è in errore credo sia meglio dire che fisica e verità non si equivalgono...ma ognuno può esprimersi come meglio crede.

Ogni oggetto del pensiero ha qualcosa di innato o la mente in origine è tabula rasa? Cioè, come direbbe Kant c'è qualcosa di tascendentale o tutto nasce dall'esperienza?

Le risposte si susseguono lungo la storia della riflessione umana...sempre le stesse ma argomentate in modo diverso.

Forse hanno un pò di ragione tutti....e allora le controversie nascono da fraintendimenti...e questi fraintendimenti sarebbero evitabili?

Credo di sì, se solo fossimo umili e schietti, fossimo pazienti e fossimo ascoltatori attenti.
Per essere così dovremmo praticare una "ascesi" intellettuale che sarebbe comunque anche una "ascesi" morale....ma chi è caduto in una buca e siamo tutti in una buca, può tirarsene fuori come il barone di Munchausen?

Non credo sia possibile senza l'aiuto di qualcuno che sia fuori dalla buca.
Rispondo a te ma anche a ulysse e Sirviu

Personalmente non ritengo questo tipo di controversie umane frutto di fraintendimenti di sorta, al contrario ritengo questo tipo di controversie umane frutto di una giusta interpretazione della realtà e del nostro modo di pensare, essere osservatori, percettori e decodificatori/codificatori della realtà.

Dunque è proprio la realtà che ci circonda a essere per così dire in maniera eufemistica criptica e contraddittoria.

E allora arriviamo a chiederci: Se un albero cade in una foresta deserta, fa' rumore?

In altri termini esiste una realtà fondamentale ultima , una sorta di esprit de geometrie e de finesse o perfino l'onda sonora che si muove in un tempo e in uno spazio e che io percepisco come suono, è frutto di un non bene precisato (e a me ancora incomprensibile) karma autocosciente?

In tutti e due i casi, io che sono spettattore e percettore di questo manifestarsi, che cosa diamine ci faccio quì ed ora?
aristotele87 is offline  
Vecchio 11-05-2011, 22.24.13   #7
and1972rea
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Riferimento: Atomismo versus materialismo

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Originalmente inviato da aristotele87
E' un dubbio che mi porto dietro da diversi anni. Come al solito sarò breve, mi piace arrivare subito al cuore del problema.

La fisica moderna sembra avvallare sempre di più l'ontologia atomista, l'esistenza di una realtà fondamentale composta da piccolissime particelle indivisibili. Questa visione però deve fare i conti con la mia rappresentazione materialista della realtà. Io non vedo piccolissime particelle indivisibili ma oggetti ben più grandi e determinati. Vedo case, alberi, automobili, aereoplani, navi.. Non vedo neutroni, protoni, elettroni, fotoni...

Questo assurdo mi porta a formulare tre ipotesi:

1) La fisica moderna è in errore (ma lo direi unicamente con presunzione)
2) La mia rappresentazione del mondo è creata dalla mia mente attraverso un processo costruttivo di codifica e decodifica
3) Non percepisco un realtà trascendente che da origine al mio processo di rappresentazione del mondo-

Voi che idea vi siete fatti su questo argomento?

Riflettiamo per un momento su quale sia l'oggetto di studio delle scienze fisiche e naturali ; tutti sappiamo che la fisica si occupa dell'osservazione ,dello studio e della descrizione dei fenomeni naturali, ovvero di tutto cio' che appare ai nostri sensi; se consideriamo anche la scienza matematica, nell' insieme dei fenomeni oggetto della scienza dovremo includere anche tutto cio' che appare evidente alla logica raziocinante dell'intelletto.
La scienza quindi ha per oggetto di studio delle apparenze.
Queste apparenze , secondo alcuni ,potrebbero essere connesse al reale, secondo altri , per nulla; ma cio' che interessa maggiormente e' ,che per quanto perfettamente esse possano essere descritte in un certo momento storico dai modelli della scienza , questi fenomeni tendono a mutare nel tempo , presentandosi radicalmente stravolti ai sensi di un osservatore sempre piu' accurato e indagatore; i modelli che ,quindi, descrivono e prevedono precisamente un certo fenomeno , finiscono col non calzare piu' lo stesso fenomeno una volta che questo muta apparenza dinanzi ad un'osservazione piu' accurata o addirittura diversa.
Ad ogni fenomeno la scienza associa e modella una teoria descrittiva e previsionale che non deve render conto ad alcun' altra architettura logica che non sia l'efficacia nel predire la risposta naturale nel medesimo tipo di apparenza.
L'atomismo e' stato un efficace modello per spiegare e predire, fin dall'antichita', molti fenomeni naturali, cosi' come la meccanica quantistica e la teoria della relativita' hanno spiegato osservazioni e fenomeni sempre nuovi e diversi.
Al giorno d'oggi ci sono fenomeni , a livello atomico e nucleare, che la scienza attuale non riesce a spiegare in alcun modo ( vedi i fenomeni piezonucleari con emissione di neutroni per via ultrasonica o per rottura fragile in alcuni tipi di solidi, e i relativi fenomeni di deradioattivizzazione di elementi come il torio) e per i quali sono necessari nuovi modelli interpretativi e previsionali.
Personalmente ritengo che i fenomeni studiati dalla fisica siano in gran parte pervasi e intrisi dal soggetto senziente ,anche se mantengo una sorta di certezza morale( analogamente a Kant) che essi, in qualche modo , rimangano connessi ad una realta' oggettivamente presente al di fuori dei nostri sensi, e distinta da noi stessi, ma questo e' logicamente impensabile , indimostrabile e per nulla evidente alla nostra ragione ( come proclamato dal soggettivismo puro e ,quindi ,da tutto l'idealismo da Hegel in poi).


Ultima modifica di and1972rea : 12-05-2011 alle ore 18.12.50.
and1972rea is offline  
Vecchio 12-05-2011, 12.08.46   #8
Sirviu
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Originalmente inviato da aristotele87
E allora arriviamo a chiederci: Se un albero cade in una foresta deserta, fa' rumore?

In altri termini esiste una realtà fondamentale ultima , una sorta di esprit de geometrie e de finesse o perfino l'onda sonora che si muove in un tempo e in uno spazio e che io percepisco come suono, è frutto di un non bene precisato (e a me ancora incomprensibile) karma autocosciente?

In tutti e due i casi, io che sono spettattore e percettore di questo manifestarsi, che cosa diamine ci faccio quì ed ora?

Beh, qui forse stiamo andando molto oltre quello che la fisica o la scienza in generale possono offrire.
Intanto non ho capito bene cosa intendi per karma autosciente, quindi mi piacerebbe se volessi approfondirne il concetto.
La questione del rumore che fa un albero che cade in una foresta deserta, ammesso e non concesso che una foresta possa essere deserta, mi ricorda un simpatico koan che poneva il quesito di che suono potesse produrre un applauso con una sola mano ...
Ai tempi del Liceo un bravo insegnante di filosofia invitò prima tutti gli allievi a proporre una domanda importante ai fini esistenziali (il perché della vita, da dove veniamo, etc.) per poi chiederci di riflettere sulla domanda: "Chi sono io?"
Ci sono poi anche quelli che ripropongono la questione in modo più arrogante, con il classico: "Lei non sa chi sono io!" a cui si potrebbe tranquillamente rispondere con "Lo so, ma per educazione preferisco non dirglielo ..."
Scherzi a parte, è una domanda molto importante, a cui non credo si possa rispondere in maniera definitiva, ma che richiede una possibilmente serena e paziente ricerca personale.
Ti posso consigliare però, come approfondimento, un ottimo libro di Boncinelli e De Francesco sulla controversa esistenza/consistenza dell'io ...
Sirviu is offline  
Vecchio 13-05-2011, 01.10.10   #9
aristotele87
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Originalmente inviato da and1972rea
Riflettiamo per un momento su quale sia l'oggetto di studio delle scienze fisiche e naturali ; tutti sappiamo che la fisica si occupa dell'osservazione ,dello studio e della descrizione dei fenomeni naturali, ovvero di tutto cio' che appare ai nostri sensi; se consideriamo anche la scienza matematica, nell' insieme dei fenomeni oggetto della scienza dovremo includere anche tutto cio' che appare evidente alla logica raziocinante dell'intelletto.
La scienza quindi ha per oggetto di studio delle apparenze.
Queste apparenze , secondo alcuni ,potrebbero essere connesse al reale, secondo altri , per nulla; ma cio' che interessa maggiormente e' ,che per quanto perfettamente esse possano essere descritte in un certo momento storico dai modelli della scienza , questi fenomeni tendono a mutare nel tempo , presentandosi radicalmente stravolti ai sensi di un osservatore sempre piu' accurato e indagatore; i modelli che ,quindi, descrivono e prevedono precisamente un certo fenomeno , finiscono col non calzare piu' lo stesso fenomeno una volta che questo muta apparenza dinanzi ad un'osservazione piu' accurata o addirittura diversa.
Ad ogni fenomeno la scienza associa e modella una teoria descrittiva e previsionale che non deve render conto ad alcun' altra architettura logica che non sia l'efficacia nel predire la risposta naturale nel medesimo tipo di apparenza.
L'atomismo e' stato un efficace modello per spiegare e predire, fin dall'antichita', molti fenomeni naturali, cosi' come la meccanica quantistica e la teoria della relativita' hanno spiegato osservazioni e fenomeni sempre nuovi e diversi.
Al giorno d'oggi ci sono fenomeni , a livello atomico e nucleare, che la scienza attuale non riesce a spiegare in alcun modo ( vedi i fenomeni piezonucleari con emissione di neutroni per via ultrasonica o per rottura fragile in alcuni tipi di solidi, e i relativi fenomeni di deradioattivizzazione di elementi come il torio) e per i quali sono necessari nuovi modelli interpretativi e previsionali.
Personalmente ritengo che i fenomeni studiati dalla fisica siano in gran parte pervasi e intrisi dal soggetto senziente ,anche se mantengo una sorta di certezza morale( analogamente a Kant) che essi, in qualche modo , rimangano connessi ad una realta' oggettivamente presente al di fuori dei nostri sensi, e distinta da noi stessi, ma questo e' logicamente impensabile , indimostrabile e per nulla evidente alla nostra ragione ( come proclamato dal soggettivismo puro e ,quindi ,da tutto l'idealismo da Hegel in poi).

Ad uno scienziato di norma interessa poco o nulla prevedere i fenomeni per come sono e basta, ad uno scienziato di solito interessa decodificare/codificare una serie di informazioni - da un mittente a un destinatario - per ottenere l'obbiettivo prefissato. E quando questo non fosse possibile provare a studiare la struttura delle cose per fare in modo che questa trasmissione di informazioni avvenga.
Nel fare questi studi ed esperimenti però, gli scienziati sollevano problemi principalmente filosofico-religiosi ma anche ontologici

E io è al problema ontologico che mi riferisco.

Se la struttura atomista è tuttora un efficace modello per ottenere determinati obbiettivi prefissati, in senso ontologico qual'è la fondatezza dell'apparizione? l' oggetto macroscopico? L'atomo? L'elettrone? Il quanto?
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Vecchio 14-05-2011, 21.21.41   #10
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Originalmente inviato da aristotele87
Ad uno scienziato di norma interessa poco o nulla prevedere i fenomeni per come sono e basta, ad uno scienziato di solito interessa decodificare/codificare una serie di informazioni - da un mittente a un destinatario - per ottenere l'obbiettivo prefissato. E quando questo non fosse possibile provare a studiare la struttura delle cose per fare in modo che questa trasmissione di informazioni avvenga.
Nel fare questi studi ed esperimenti però, gli scienziati sollevano problemi principalmente filosofico-religiosi ma anche ontologici

E io è al problema ontologico che mi riferisco.

Se la struttura atomista è tuttora un efficace modello per ottenere determinati obbiettivi prefissati, in senso ontologico qual'è la fondatezza dell'apparizione? l' oggetto macroscopico? L'atomo? L'elettrone? Il quanto?
...mi e' difficile capire cosa tu voglia intendere , comunque e' assodato che la scienza studia i fenomeni elaborando e adattando alle osservazioni, sempre mutevoli, dei modelli logico-matematici o addirittura filosofici,ma non e' in grado, ovviamente, di decodificare nulla del grande libro segreto della natura.
E' altresi' indispensabile per qualsiasi teoria che voglia chiamarsi scientifica, poter ripetere la validita' dei propri modelli prevedendo i fenomeni che questi modelli intendono descrivere; se una teoria e' buona, avra' buone capacita' predittive sugli accadimenti fenomenici che descrive, se e' mediocre, avra' capacita' predittive non sempre coerenti con cio' che osserviamo accadere in natura; certo e' che nessuna teoria scientifica e' mai riuscita a resistere alla confutazione nei fatti da parte della natura, e questo vuol dire che la scienza genera solo disegni astratti rispetto a cio' che sono i fenomeni in se' stessi, ogni osservazione che l'uomo effettua e' sempre stata una sorta di equivoco con il reale, essa non e' mai aderente a cio' che accade per davvero nelle cose, i fenomeni si mostrano sempre come apparizioni , come miraggi irraggiungibili, come fatti mai verificabili in se' stessi ,ma solo confutabili, astratte chimere attraverso cui il reale tenta vanamente di svelarsi al nostro intelletto. La natura , in tutto questo , si comporta come un testimone reticente, che al banco del tribunale e' tempestato di domande su fatti veramente accaduti , ma alle quali risponde a spizzichi e mozzichi con una lingua sempre poco comprensibile e continuamente equivocabile, di modo che la verita' su quei fatti reali continua ad essere spiegata nel tribunale della scienza con verita' processuali mai aderenti all'oggettivita' di cio' che accade veramente in natura.
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