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Vecchio 19-08-2011, 18.48.35   #41
ulysse
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Originalmente inviato da Il_Dubbio
Condivido quello che dice Ulisse. La soluzione c'è ed è nella preparazione scolastica. Come già dicevo nell'argomento che aprii per commentare un articolo di Alberto Viotto, ci hanno insegnato troppo la matematica ma non a far di conto.
Tanta istruzione che è diventata uno spreco inutile.


Amico Dubbio, la soluzione è certamnte nella preparazione scolastica, ma non so se veramente condividi la modalità…a me pare che tu dica il contrario.
Un tempo, quando non eravamo tutti eguali e c’erano le classi sociali, la scuola (lo stato) divideva i colletti blu dai colletti bianchi e si puntava su due tipi essenziali di scuola già a livello secondario…anche nella scuola media:
1)- C’erano le scuole di avviamento professionale che addestravano a compiere specifiche mansioni e lavori manuali, magari a far di calcolo: forza lavoro per le officine….e impiegati di basso livello.
2)- Poi c’erano le scuole per i colletti bianchi (i licei per i futuri uomini alfa/classe dirigente) che "formavano"... a forza di greco, latino, filosofia, matematica, ecc… per l’università che insegnava a sua volta una specifica professione per la vita: medico, avvocato, ingegnere, filosofo, scienziato, ecc….

Magari c’era pure lo sbarramento: i “professionali” (gente beta o gamma) non potevano accedere all’università e diventare alfa: causa struttura cerebrale insufficiente deprivata di greco e latino!
Oggi gli alfa, beta, gamma….non esistono più, siamo tutti eguali e tutti accediamo all’Università…praticamente da qualunque tipo di scuola si provenga: siamo tutti addestrati, istruiti e preparati per il “saper fare”, ma forse nessuno o solo pochi sono formati per il “saper essere”.

Il guaio è che non sono scomparsi i beta e i gamma… sono scomparsi gli alfa: la scuola secondaria e la stessa università (pur con lunga esperienza nell’addestramento) già non è più in grado di formarli… gli alfa, mentre proprio ora, con l’estrema penuria di posti lavoro a confronto del numero di questuanti e crescita zero, sarebbe essenziale formare gente multitask, dotata di pensiero laterale oltre che verticale, capace di apprendere, innovare e inventarsi e svolgere qualunque attività (entro largo range) si renda disponibile e necessaria.

La scuola deve, in prevalenza,imparare a insegnare a imparare sempre: occorre evitare il rischio che qualcuno si trovi di fronte allo sconosciuto job/monster e non sapere che pesci pigliare…oppure occorre evitare che l’eventuale sottoutilizzo rispetto all'acculturamento, provochi stress e depressione.

Alla fine aveva proprio ragione Eraclito:
Panta rei: solo il cambiamento è reale!

”L’ homo economicus” nuovo deve essere protagonista di questo cambiamento per se medesimo e per la società… se non vuole essere “homo economicus” di seconda categoria...e la società stessa fallire.

Per chi è protagonista, a qualunque livello. il lavoro può essere veramente “nobilitante”: Arbeit macht frei!
Non è vero che serve solo per mangiare: in fondo non si vive di solo pane!

Comunque solo con una scuola multidirezionale, che insegni prima di tutto ad imparare e pensare originalmente, l’investimento per l’istruzione e formazione non andrà sprecato pur con l’evolvere vorticoso delle tipologie e situazioni lavorative…anzi…creandole anche.
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Vecchio 19-08-2011, 20.27.27   #42
ulysse
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Originalmente inviato da and1972rea
il mercato e' forse una bestia cieca o rispecchia il nostro libero ed incomprensibile estro interiore?
Il mercato segue semplicemete le leggi di mercato...sempre selvagge se non sono regolamentate: perseguendo tali leggi realizziamo la soddisfazione e gratificazione che le nostre possibilità e abilità permettono. Ognuno di noi tende spasmodicamente a massimizzare oltre ogni limite tale gratificazione e soddisfazione se una società etica non pone un freno che ne limiti l'invasività entro confini virtuosi e utili per tutti: ne deve essere capace però...arrivare in tempo...e volerlo anche senza secondi fini.
Citazione:
...basta osservare come volumi enormi di richezza si spostino visionariamente verso una sicurezza dorata che con l' utile e il necessario per l'uomo ha ben poco a che vedere, persino un criceto ci prenderebbe per stupidi...ci vedrebbe riporre ogni nostra fiducia nel rifugio piu' insensato ,un metallo luccicante che nemmeno si puo' mangiare, e lo si ritiene di "valore" solo perche' si pensa che tutti gli altri lo credono di valore....
Effettivamente il valore consiste in cio' che si crede.
Ma non sono "beni" solo quelli che si mangiano! La soddisfazione del cibo è al primo gradino della scala di Maslow ove all'ultimo gradino (quinto o sesto, non ricordo) è la sensazione piena di autorealizazione: ma c'è un limite oggettivo all'autorealizzazione?

Quando sarà che un criceto ritiene di aver sufficentemente rifornito il suo granaio? Forse anche un criceto si sente gratificato, autorelizzato, se il suo mucchio di noccioline è piu grande di quello degli altri!...vogliamo mettere la stima degli altri criceti!...e l'invidia anche...e la sottomissionme...senza contare l'adorazione e fascinazione delle cricetine fra cui scegliere!

Come forse per i criceti, anche per l'uomo le noccioline raccolte in borsa o accumulate in banca o nei propri forzieri non sono che il tramite...la materializzazione evidente della propria abilità, del proprio potere e della propria sicurezza per cui ci si sente gratificati e meritevoli di ammirazione e fiducia...sicuri che Dio ci vuole bene!
Il metallo luccicante è la prova palpabile del merito di tale fiducia...ci crediamo tanto che abbiamo fatto di un paperone accumulante il padrone del nostro paese.
Citazione:
...ma quando non si mangerà e non si respirerà più che valore potrà mai acquistare quell'elemento e presso quante persone potrà far valere il suo valore?
...boh
Ma è proprio questo il punto..."...quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia......del doman non v'è certezza!
Quindi è adesso che dobbiamo autogratificarci...è il presente che ci interessa! Profittiamone, traiamone il massimo...quando mancherà il respiro...chi se ne frega!
Non saremo più in tempo.

Non è che un canto carnescialesco! ma è evidente che occorre una formazione etica ed una regolamentazione sociale...che certo verrà dopo le attuali esperienze... ma intanto...paghiamo la nostra imprevidenza... imprevidenza in ogni senso e ad ogni livello.

Ultima modifica di ulysse : 20-08-2011 alle ore 19.16.27.
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Vecchio 20-08-2011, 11.39.20   #43
and1972rea
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Originalmente inviato da ulysse
Il mercato segue semplicemete le leggi di mercato...sempre selvagge se non sono regolamentate: perseguendo tali leggi realizziamo la soddisfazione e gratificazione che le nostre possibilità e abilità permettono. Ognuno di noi tende spasmodicamente a massimizzare oltre ogni limite tale gratificazione e soddisfazione se una società etica non pone un freno che ne limiti l'invasività entro confini virtuosi e utili per tutti: ne deve essere capace però...arrivare in tempo...e volerlo anche senza secondi fini.

Effettivamente il valore consiste in cio' che si crede.
Ma non sono "beni" solo quelli che si mangiano! La soddisfazione del cibo è al primo gradino della scala di Maslow ove all'ultimo gradino (quinto o sesto, non ricordo) è la sensazione piena di autorealizazione: ma c'è un limite oggettivo all'autorealizzazione?

Quando sarà che un criceto ritiene di aver sufficentemente rifornito il suo granaio? Forse anche un criceto si sente gratificato, autorelizzato, se il suo mucchio di noccioline è piu grande di quello degli altri!...vogliamo mettere la stima degli altri criceti!...e l'invidia anche...e la sottomissionme...senza contare l'adorazione e fascinazione delle cricetine fra cui scegliere!

Come forse per i criceti, anche per l'uomo le noccioline raccolte in borsa o accumulate in banca o nei propri forzieri non sono che il tramite...la materializzazione evidente della propria abilità, del proprio potere e della propria sicurezza per cui si sente gratificati e meritevoli di ammirazione e fiducia...sicuri che Dio ci vuole bene!
Il metallo luccicante è la prova palpabile del merito di tale fiducia...ci crediamo tanto che abbiamo fatto di un paperone accumulante il padrone del nostro paese.

Ma è proprio questo il punto..."...quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia......del doman non v'è certezza!
Quindi è adesso che dobbiamo autogratificarci...è il presente che ci interessa! Profittiamone, traiamone il massimo...quando mancherà il respiro...chi se ne frega!
Non saremo più in tempo.

Non è che un canto carnescialesco! ma è evidente che occorre una formazione etica ed una regolamentazione sociale...che certo verrà dopo le attuali esperienze... ma intanto...paghiamo la nostra imprevidenza... imprevidenza in ogni senso e ad ogni livello.
...sara'...ma io mantengo l'intima convinzione che lo spirito intelligente della natura di un criceto gli impedirebbe di rosicchiare per ingordigia il ramo di nocciole sopra cui e' appeso, ma per l'uomo non ho la medesima certezza, non vi e' alcuno spirito raziocinante che tuteli il mercato da se' stesso; enormi risorse indispensabili per salvare il pianeta si stanno distraendo , e quindi , di fatto, annientando, verso beni futili, che entro breve tempo potrebbero non avere piu' alcun valore. Quando ad aziende che si occupano di energia pulita, o di infrastrutture indispensabili per cibo ed acqua, vengono sottratte le possibilita' di sviluppo a favore di un metallo piuttosto inutile proprio perche' raro, vuol dire che l'intelligenza umana cede all'istinto innaturale dell'autodistruzione....altro che scala di appagamento...: l'innaturale istinto al suicidio causato dalla stupidita' umana dovrebbe essere controllato dal raziocinio o dal piu' sano istinto vitale dei criceti

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Vecchio 21-08-2011, 20.39.24   #44
ulysse
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Originalmente inviato da Il_Dubbio
Non sarei così "categorico"
Potrebbe anche essere vero il contrario.
L'esistenza della criminalità rallenta la creazione di posti di lavoro.

Anche questo è vero: una diffusa criminalità è di ostacolo al perseguimento di una sana economia e impedisce alle aziende oneste di prosperare e reinvestire: se vuoi lavorare devi farlo in soggezione al crimine e questo non favorisce.
In effetti è un sistema ciclico a retroazione: all’origine c’è “ab antico” una società ed una economia abbandonate a se stesse.
Comunque non intendo dire che il tessuto sociale del Sud sia in prevalenza mafioso, tutt’altro, ma molte zone e attività, purtroppo, sono effettivamente controllate dalla mafia e se vuoi vivere devi sottostare. Non è raro, persino, lavorare per la mafia senza saperlo.
Citazione:
Un imprenditore che oltre a pagare le tasse allo Stato, mazzette ai partiti, il caffè al posteggiatore abusivo ecc. ed anche il pizzo ai malviventi, potendo scegliere dove aprire la sua impresa, sicuramente non sarà incoraggiato ad aprirla in questi luoghi.
Se poi leggiamo la vita che fanno quelli che si sono ribellati a tutto questo, ci si chiede se ne vale la pena.

E’ ovvio che l’imprenditoria non può contrastare la mafia isolatamente: è la società, cioè lo stato, che deve intervenire e nel Sud doveva intervenire almeno dalla costituzione dell’Unità d’Italia.
Invece i Savoia si sono subito comportati da conquistatori: in modo invasivo e predatorio.

Ma la cosa ebbe origine già con gli spagnoli e coi Borboni ove il re ed i suoi baroni puntavano all’arricchimento personale, non al bene comune.

In seguito i vari governi, persino quelli democratici del dopoguerra, coltivavano solo interessi particolari volti a raccogliere voti. Lo stato, con le istituzioni, anche locali, operava e opera debolmente demandando gli interventi ad iniziative private ed al sacrificio personale… o a leggi mal applicate e mal gestite…magari contraste o sfruttate dai signorotti locali che erano pure in parlamento…come oggi del resto.

In conseguenza il comportamento quotidiano dei cittadini nei confronti delle istituzioni tende a confidare quasi esclusivamente nelle amicizie, conoscenze e raccomandazioni piuttosto che nell’iter burocratico istituzionale. Diversamente per il cittadino comune sarebbe abbastanza difficile sopravvivere.

Il vuoto di potere lasciato dallo stato assente è stato ed è ovviamente coperto dalle mafie che oltre ad agire in proprio si infiltrano nelle istituzioni: il degrado economico conseguente con disoccupazione alle stelle non può che portare ricchezze e adesione alla criminalità mafiosa che si impone e distribuisce prebende ai meritevoli.

Con ciò che lo stato avrebbe potuto ricavare da una gestione oculata e corretta del Sud ci si facevano oggi mille manovre finanziarie, ma per sanare quella situazione degradata occorrevano e occorrono eroi con l’impegno di tutti i cittadini…anche del Nord!
Citazione:
No, per me le questioni sono più semplici ma anche più complesse.
La questione semplice, secondo me, è che si formano (naturalmente?) due tipi di uomini: un uomo etico e un uomo non etico.
I tipi di uomini non si formano naturalmente a caso o per genetica a seconda della latitudine: gli uomini sono in prevalenza plasmati dalla società, dall’ambiente economico e morale in cui si trovano a vivere. L’ambiente favorevole lo deve creare e mantenere la società, lo stato democratico…che definiamo “democratico” proprio per questo.

In effetti, nella situazione attuale, il Sud potrebbe costituire un peso per l’economia italiana già in bilico, così qualcuno ha avuto la splendida idea che per cavarsela il nord/centro deve tagliar fuori le regioni del sud, comunque lasciare che se la cavino da sole. Non si è accorto che oramai di regioni da tagliare non ce ne sono più: le mafie sono endemiche in tutto lo stato…magari anche per quell’altra furba vecchia idea di mandare al confino al Nord i boss del Sud.
Citazione:
La questione complessa è trovare una via maestra che incanali gli uomini verso un'etica condivisa, in modo da far nascere la maggior parte degli uomini in società sane.
La società, di un paese o anche solo di una regione, con la sua classe dirigente, scaturisce dalla sua storia, anche lontana… e la storia del Sud d’Italia non è fra le più felici e adatte alla formazione di cittadini consci dei propri diritti e doveri, compresi delle necessità di gestione democratica della regione e dello stato… tanto più che anche nella storia recente si parla di corruzione e malgoverno in aggiunta e in concorso con le mafie che sempre più pervadono l’economia e la politica.
Dalle quali cose, tuttavia, nemmeno il Nord è alieno…oramai…per quanto appaia meno.

Tuttavia non direi che la gente del sud sia, per costituzione genetica, aliena dalla cultura di una società civile e deprivata di interesse al lavoro. In effetti le grosse aziende del nord e la stessa Fiat sono state economicamente e lavorativamente corroborate e sostenute dalla gente del sud arrivata negli anni ‘50 con la valigia di cartone legata da uno spago: basta rivedere i film del famoso miracolo economico del Nord….attuato dalle gente del Sud.

Da quegli anni il flusso migratorio dal Sud d’Italia non si diresse più verso le Americhe od i paesi ricchi d’Europa, ma in prevalenza verso Milano e Torino ove si integrarono benissimo tanto che è difficile oggi, specie a Torino, trovarci un autoctono vero.

Come sopperire al degrado del Sud in particolare, ma anche di tutta l’Italia in generale?
Direi che alcuni punti prevalenti e basilari sono i seguenti:

1. Rafforzare il sistema scolastico in tutto il suo iter,
2. Rafforzare e attribuire nuova dignità alle istituzioni: magistratura, polizia, amministrazione con riferimento a leggi giuste coerentemente applicabili.
3. Rafforzare gli investimenti ove, per caratteristiche locali sia più immediato l’assorbimento di manodopera ed un ritorno dell’utile
4. Istituire un sufficiente livello di welfare e di servizi organizzati ai cittadini
5. Combattere le mafie…con relativo malaffare, evasione fiscale e degrado gestionale e amministrativo conseguente.

Naturalmente il punto 5 è il più ostico e aleatorio: necessitano la determinazione politica ai più alti livelli senza secondi fini elettorali.
Negli uomini dedicati occorre coraggio, spirito di sacrificio, impegno adeguato e specchiata moralità: non è di certo facile! Ci si arriva provando e riprovando con la continua formazione di tutti e sinergia fra le varie regioni.
Citazione:
Una delle questioni etiche, secondo me, riguarda i diritti. Potremmo dire forse che gli uomini non nascano con dei diritti, sia il potere a distinguere per tutti chi deve avere diritti. Ecco perchè poi una società malata, che fa crescere dentro di se la consapevolezza di essere manipolata da un potere, si ribella. Avere un diritto però non dovrebbe costituire esso stesso un potere. Sarebbe meglio che nessuno abbia consapevolezza di avere un potere e quindi trovare naturale esercitare solo il proprio diritto.
In teoria i diritti e i doveri sono definiti ed esercitati nell’ambito delle leggi dello stato…la costituzione democratica in primis.
Sempre in teoria, i diritti e i doveri sono eguali per tutti, ma resta per tutti la facoltà di condurre liberamente la propria vita entro i limiti delle capacità e dei meriti di ciascuno senza ledere le libertà altrui in fatto di diritti e doveri.

In teoria dovrebbe avere di più chi ha maggiori meriti nei confronti della società e chi si presume agisca con maggiore efficacia per il bene comune. La ricompensa a chi merita ha finalità strategiche…occorre incentivare ad operare per la società (per il PIL) chi ne ha capacità e voglia:
Nessuno fa niente per niente per cui è logico che chi produce (fa il bene comune) possa in contemporanea fare anche la propria convenienza: il guaio è l’eccesso!

E’ amorale che la forbice ricchezza/povertà si vada aprendo smisuratamente!
E’ amorale che chi lavora duramente percepisca uno stipendio da fame e chi dirige, chi è consigliere di amministrazione, di ente pubblico o privato..di banca…chi è deputato o ministro, ecc… percepisca uno stipendio da nababbo.

Comunque, fatta salva la giustezza delle compensazioni, chi accumula onestamente ricchezza deve poterla trasmettere agli eredi: per la solita ragione che nessuno fa niente per niente.
Certo che lo stato dovrebbe anche contenere l’eccessiva apertura della forbice con lo strumento delle tasse, ma anche occorrono tasse eque perchè le imprese, comunque chi investe, ne abbia il margine oltre le spese correnti.

Più estesamente, l’avere di più o di meno non si misura solo in termini di beni materiali (essere piu’ o meno ricco) ma anche in termini astratti in qualche modo spirituali, di potere e di prestigio: ovviamente il potere ed il prestigio non sono tramandabili ereditariamente!

Un politico eletto dal popolo dispone del potere conferitogli nei limiti degli organi di controllo che la costituzione prevede.
Un imprenditore ha un certo potere (entro limiti sindacali) sui propri dipendenti per le modalità di lavoro e compensi relativi, ma non sulla loro vita privata.
Uno studioso, scrittore, scienziato, professore, premio Nobel , ecc…gode di un certo prestigio nella comunità che gli conferisce stima e privilegi…sempre nell’ambito delle leggi.

Ovviamente non tutto può essere regolato dalle leggi ed una società civile deve possedere un’etica adeguata ed efficace a mantenere i comportamenti entro limiti di correttezza e sinergia senza un continuo ricorso alla legge…per quanto... esiste anche una opinione pubblica che giudica e sanziona moralmente.

Un tempo chi trasgrediva la morale andava all’inferno…ma oggi sembra abbiano “tagliato” anche quello e l’opinione pubblica, un tempo così attenta, non ha più tanto potere di sanzione…anzi nemmeno si preoccupa..di sanzionare.

Ultima modifica di ulysse : 22-08-2011 alle ore 14.04.30.
ulysse is offline  
Vecchio 29-04-2012, 14.10.26   #45
Il_Dubbio
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Non so se è consentito dal forum, ma di seguito carico da You Tube questo interessante documentario.

http://www.youtube.com/watch?v=5S21Q...ture=re lated

Lo dico brevemente. Tutta la colpa del disastro economico recente sarebbe da attribuire al "debito", una creazione della nostra fantasia; di un gioco che ora è diventato troppo grande. Tutto il denaro circolante, infatti, non riuscirebbe a coprire nemmeno una parte del debito dell'intero pianeta.

Forse si può salvare momentaneamente la Grecia, o l'Africa... ma alla fine chi salverà il Pianeta?
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 30-04-2012, 13.44.48   #46
paul11
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Riferimento: Homo oeconomicus

Grazie Il Dubbio è un ottimo filmato che "dice" proprio come la penso.
Sì, l'economia mondiale è fondata sul debito e cioè sulla promessa futura di una restituzione e ciò ha generato i titoli di credito.
Finchè questo tipo di economia, che va avanti da secoli, era poco rispetto alla gran massa di economia di trasformazione reale, le coltivazioni e i prodotti fisici, il sistema reggeva, ora viviamo di fatto in una economia virtuale che ha il potere di mettere in crisi quella reale, perchè nelel ciclicità economiche c'è la necessità ad un certo punto che fra realtà( prodotti) e virtualita (denaro)
corrisponda un equilibrio diversamente l'intero sistema va in default.
Quindi regge il sistema finchè qualcuno paga il debito, quando questo debito diverrà insolvente salta la locomotiva con tutti i vagoni ( E' il timore in area euro che Grecia, Italia e Spagna non "paghino").
Come ne uscirà l'italia? Che le nuove generazioni migreranno all'estero così come dall'Africa arrivano in Europa, e le politiche di governo mirano a rendere competitivo il nostro sistema per far ritornare i capitali esteri. L'alternativa è la desertificazione economica perchè il PIL( la ricchezza prodotta) non può coprire la spesa pubblica e se abbassano la spesa pubblica( e lo faranno) aumenta la disoccupazione e il numero delle persone che lo stato dovrà mantenere. E' un corto circuito dove il sistema Italia può risollevarsi solo con finanziamenti e investimenti produttivi, cioè che creino ricchezza reale.
paul11 is offline  

 



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